Dopo il clamoroso successo della prima antologia, ritorna il divertente e cialtronesco Fantasy all'Italiana! Questa volta il tributo ai Padri Fondatori del Fantastico italiano è d'obbligo: da Ariosto a Dante, da Buzzati a Calvino, passando per il Boccaccio e il Cunto de li Cunti, e con una curiosa deviazione attraverso il Cantico delle Creature, dodici scrittori, dodici "figli della gleba", nel massimo rispetto dei propri padri putativi e seppur spauriti dal confronto con tale immensa eredità, si divertono a omaggiare, citare, giocare con gli archetipi della nostra meravigliosa letteratura fantastica, regalandoci altrettanti racconti intrisi dello spirito goliardico, delle spade arrugginite e dei toni scanzonati di questo nuovo, strambo genere di narrativa: lo SPAGHETTI FANTASY! Insomma: braccia rubate all'agricoltura... e indegnamente prestate alla narrativa!!
"I personaggi di questo mondo, per noi, sono i veri archetipi profondi, una sorta di memoria genetica, la stessa che sotto sotto ci ha sempre fatto sospettare di un certo medioevo scintillante che ci pareva più adatto agli inglesi." - dalla prefazione di Vanni Santoni
Roberto Recchioni è un fumettista e scrittore italiano. Sceneggiatore e disegnatore, ha esordito sulla serie Dark Side per la Bdb presse. In seguito ha collaborato con Disney, Panini, Bonelli, Eura Editoriale, StarShop, Comic Art, Rizzoli, Magic Press, Astorina, e per l'americana Heavy metal; è inoltre tra i fondatori della casa editrice indipendente Factory, ormai sciolta. Creatore di John Doe e Detective Dante insieme a Lorenzo Bartoli, attualmente collabora con la Sergio Bonelli Editore in veste di sceneggiatore e curatore di testata per Dylan Dog.
Questo secondo volume di Zappa e Spada risulta molto più organico e ben fatto del primo. Del resto, col primo libro si era cercato di capire cosa sarebbe potuto essere lo "spaghetti fantasy", con risultati a volte buoni a volte molto meno buoni.
Adesso invece abbiamo un'idea di base di cosa serva, e la hanno tendenzialmente anche gli autori interpellati. Abbiamo anche una seconda linea guida, il giocare coi "padri fondatori" del fantastico italiano richiamandoli e spaghettizzandoli, da bravi "figli della gleba" rispettosi del passato ma irrispettosi di ogni altra cosa.
E sarà la maggiore chiarezza raggiunta sugli scopi cui si ambisce, saranno le penne chiamate alla pugna, sarà la possibilità di omaggiare o di ispirarsi ai grandi del passato, ma questo volume è davvero bello, ben fatto, più coeso. A parte un paio di storie che non mi hanno convinto particolarmente, la qualità media è tra il molto alto e l'altissimo (e francamente non fosse stato per quei due racconti, di Ravasio e di Recchioni, avrei dato il massimo dei voti a questa raccolta).
A questo punto mi aspetto eccellenza piena per il prossimo volume di zappatori e spadaccini!
3,5, in realtà. Perché? Perché alcuni racconti sono strepitosi, ma altri, secondo me, non funzionano proprio. Gli ultimi, a parte quello di Julia Sienna, sono proprio difficili da finire.
Molti sono geniali e mi hanno divertito tantissimo! Mi piacerebbe recensire ogni racconto, vediamo se riesco!
Quello di Livio Gambarini mi è piaciuto da matti, ma ho trovato il finale troncato. Però l'idea e lo sviluppo sono eccezionali. Scritto benissimo ed estremamente divertente da leggere.
Bello! Ottima antologia, meglio del precedente volume (che già non era male). Tutti i racconti, per un motivo o per l'altro, mi hanno coinvolto e divertito, davvero tanti autori di grande calibro. Diverse conferme e qualche nuova scoperta che sicuramente approfondirò con altre letture. Spaghetti fantasy, molto più spaghetti che fantasy! Consigliato.
Questa raccolta di racconti spaghetti fantasy (dunque storie irriverenti, dissacranti e ricche di ironia) si presenta come un corpus piuttosto unitario nonostante i numerosi autori, dal momento che il mondo di ispirazione (e dunque alcuni termini, razze etc) è il medesimo. Questo genera una piacevole sensazione di uniformità, arricchita ulteriormente dalla qualità tecnica e narrativa della scrittura, con le dovute eccezioni data la vasta platea di partecipanti all'opera. Il libro è la riprova che un buon fantasy italiano può essere scritto, anche andando a sperimentare nuove direzioni che divergono dal classico high/epic fantasy cui siamo abituati. La maggior parte delle storie sono parecchio accattivanti e, pur non essendo una grande fruitrice di racconti, sono rimasta molto colpita.
Personalmente apprezzato molto di più del primo. Un po' meno turpe e rozzo nei contenuti descritti. La maggior parte dei racconti mi è piaciuta. Ci to un po' quelli che mi hanno colpito di più, senza nulla togliere agli altri: La crociata dei pezzenti, di Livio Gambarini. Livio lo conosco tramite rotte narrative. Il racconto è divertente, belle descrizioni, trama interessante. Il cantico dei briganti, di Marika Michelazzi: una vita alternativa di san Francesco D'Assisi, le citazioni al cantico delle creature mi hanno fatto morire, molto interessante. Latte di lupa, di Marco Cardone: il finale soprattutto mi ha fatto schiantare. Grandioso. Lo chiamavano Cazzone, di Masa: se a volte avete 15 anni, allora questo racconto vi divertirà. La contadina, il Morte e il Dahu, di Julia Sienna: un racconto che parla di diversità. Da persona disabile, l'ho apprezzato tantissimo. Lisa dagli orchi blu, di Marco Lomonaco: vabbè, semplicemente un gioco di parola sulla canzone "Lisa dagli occhi blu". Molto carino il racconto. Un raccolta che ne vale decisamente la pena.
È stato davvero un piacere leggere questa antologia, cui hanno preso parte autori di varia esperienza ed estrazione, i quali hanno dato corpo a una serie di racconti ispirati a Dante, Calvino e Buzzati, e l'hanno fatto con perizia e senza appesantire le parole con quell'atmosfera snob e saccente che avrebbe inficiato non poco il risultato finale. Come viene spiegato nella prefazione, c'è una specie di mondo archetipico che fa risuonare immediatamente certe corde nell'immaginario del lettore italiano, ed è assolutamente vero: più di una volta ho avuto l'impressione di stare leggendo una raccolta semisconosciuta di novelle trecentesche. Assolutamente consigliato agli appassionati di fantasy, ma anche a chi abbia voglia di leggere racconti scritti come si deve, che ricordino un po' le (dis)avventure dell'intramontabile Brancaleone da Norcia.
C'è tutto un bel mondo di fantasy italiano là fuori, ruspante e divertente, ben lontano dalla noia young adult adatta a ragazzine in fase ormonale e dai lettori che si sono fermati a Harry Potter. Zappa e Spada: Padri fondatori e figli della gleba è una bella riconferma: racconti ben scritti, non scontati, divertiti e divertenti, adatti per chi il genere lo apprezza davvero. Tutti i racconti, escluso forse quello di Recchioni, sono ampiamente sopra la sufficienza, con La crociata dei Pezzenti di Gambardini e Lo chiamavano Cazzone di Masa che si contendono l'oro. Una bella raccolta, spero sinceramente non l'ultima della serie.
Racconti brevi, alcuni scritti in dialetto, alcuni in maniera più "rozza" di altri. Molto piacevole e scorrevole, consiglio a chi vuole entrare nel mondo del fantasy ma non vuole leggere di elfi, magie e draghi.
Un bel viaggio fantasy crudo e sporco dal taglio italiano. In un paio di racconti la forma dialettale è davvero ostica ma stringendo le terga si sopporta.
Sarà pure letteratura di genere, ma in Zappa e Spada – padri fondatori e figli della gleba, si possono trovare l’accuratezza di romanzi storici, la spacconaggine dei racconti eroici, la romanza della narrativa classica e perfino l’umorismo satirico che hanno solo le opere più audaci; un lungamente dovuto ritorno all’apprezzamento della dimensione fantastica che è propria della nostra cultura.