In questo libro, Bruno Vespa racconta come e perché tre anni di guerra civile (1919-1922) consegnarono il potere all'uomo che l'avrebbe tenuto per un ventennio e perché la «democrazia autoritaria» del primo biennio (1923-1924) si trasformò in dittatura dopo il delitto Matteotti. Gli slogan e gli errori di un secolo fa sono stati spesso richiamati nell'attuale polemica politica, italiana e internazionale. Vespa ne disegna il panorama completo, mettendo al centro della scena Matteo Salvini che, con la clamorosa vittoria della Lega alle elezioni europee del 2019, ha ribaltato gli equilibri politici, aprendo una crisi al buio che, invece di portare di nuovo alle urne, ha fatto nascere nella storia italiana un governo di segno opposto al precedente, ma presieduto dallo stesso premier, Giuseppe Conte. L'autore, che ha incontrato tutti i protagonisti della scena politica, racconta tattiche, strategie e retroscena di una battaglia senza esclusione di colpi: dalla nascita del partito di Matteo Renzi ai patemi del Pd di Zingaretti dopo la scissione, dalla ritrovata unità del centrodestra nella manifestazione romana di piazza San Giovanni del 19 ottobre 2019 per far cadere il governo all'implicita alleanza non dichiarata tra Luigi Di Maio e lo stesso Renzi per evitare che Conte diventi il nuovo leader del centrosinistra.
Ho dato due stelle al libro non per un'opposizione ideologica alle posizioni di Vespa o perché trovo il libro scritto in un modo particolarmente orrendo. Anzi, trovo l'analisi di Vespa ben fatta e la scrittura sempre e comunque chiara. Quello che mi ha dato parecchio fastidio è stato, però, il titolo del libro, che trovo del tutto fuorviante. Vespa descrive per una buona metà del volume l'ascesa al governo del fascismo e per l'altra le recenti vicende politiche italiane che hanno portato dall'ascesa del governo gialloverde a quello giallorosso. Quello che uno si aspetterebbe da un libro con un titolo come "Perchè l'Italia diventò fascista - e perché il fascismo non può tornare", sarebbe una disamina delle due situazioni e un parallesismo esplicito, fino a sfociare nella tesi dell'impossibilità del ritorno del fascismo. Invece ci si ritrova davanti a un riassunto dell'ascesa fascista (non certo il più accurato sul mercato, non essendo questo il focus del libro) e, di punto in bianco, ad un riassunto (altrettanto rapido, non particolarmente approfondito) delle ultime vicende politiche italiane. Il parallelismo tra la situazione attuale e quella del fascismo in ascesa è trattato in una manciata di righe circa a metà libro (citando frasi di altri esperti, fra l'altro) e liquidato subito e malamente. In altre parole, se avessi voluto leggere un libro sul fascismo l'avrei fatto, e se avessi voluto una disamina politica attuale mi sarei affidato a vari articoli o volumi già pubblicati. Mi sarebbe piaciuta una lettura originale che mi facesse riflettere in modo nuovo su una situazione presente, non un rimaneggiamento di tesi già lette e sentite decine di volte, raccolte in un volume dal titolo palesemente clickbait.
È il primo libro di Bruno Vespa che leggo. Scritto bene… ma, sarà forse perché io politicamente milito nel Centrosinistra, non ho proprio capito l'inutile parallelismo (anzi, per dirla tutta, la ricerca a tutti i costi del parallelismo) tra i primi anni al potere di Benito Mussolini ed i primi anni (non ancora al potere) di Matteo Salvini! Saggio diviso in due parti: la prima, ovviamente incentrata sulla figura di Mussolini, è molto interessante e molto approfondita dal punto di vista storico; la seconda, invece, è assai prolissa e logorroica… e, soprattutto, non risponde per niente alla domanda del titolo del libro stesso: Perché il fascismo non può tornare? [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Se non avessero fatto tanta anti -pubblicità, non lo avrei letto. ma per curiosità, in prestito dalla biblioteca, l'lo letto dopo l'altro. Come sempre in Italia i libri di divulgazione di storia li scrivono i giornalisti e non gli storici, ma la parte sull'accesso al potere del fascismo mi sembra ben fatto, obiettivo, ben argomentato su testi di storici ( e giornalisti, vedi Montanelli) . la seconda parte l'ho appena cominciata, sto ibrido di mescolare un tratto storico ed uno di cronaca. Vuol difendere Salvini? ben, non è Mussolini, non ne ha la statura, non c'è una situazione tesa come allora . Al massimo possiamo dire che come allora ci son tante pecore in Italia. Non può tornare il fascismo? vabbè, ci possono essere altri regimi altrettanto sgradevoli e anticostituzionali.. Le tre stelle, una volta concluso, sono date per la prima parte, la seconda è semplice cronaca, un'operazione vagamente furbesca che già a due anni di distanza risulta un po' datata.
Lettura molto interessante questa, soprattutto per una come me che di politica non capiva nulla, divisa in due parti. La prima parte scritta molto bene, riguardante la parte storica sull'avvento del fascismo in Italia, ricca di particolari che mi erano ampiamente sfuggiti nei lontani anni scolastici. Ma si sa, a scuola si studia perché si deve, poi riprendere la storia fuori da scuola ha tutto un altro fascino, si fa perché piace, nel mio caso perché mi piace approfondire tutto. La seconda parte, un pochino più affrettata, ma non per questo meno bella e comprensibile, riguarda i giorni attuali e il perché il fascismo non può tornare. Non è facile riuscire a raccontare i fatti rimanendo super partes ma Vespa, da bravo giornalista ci riesce molto bene. Consigliato a chi vuole rinfrescare la storia.