Camminare non è un saggio e non è nemmeno un racconto, ma è un sentiero di montagna. Stefano Catone ci guida lungo i “confini naturali”, attraverso percorsi che calpesteremo insieme a lui. Dalle dispute confinarie, alle frontiere mobili create dallo scioglimento dei ghiacciai. Dalle persecuzioni da cui cercarono di fuggire gli italiani ai tempi del fascismo, fino alle nuove rotte dei migranti lungo i Balcani. Non troveremo né muri né filo spinato. Ma un cippo, un muretto a secco, un ometto di sassi, il fruscio dei fili d’erba mossi dal vento o il rumore delle acque di un ruscello. Camminare è un invito al dialogo e all’incontro, a unire ciò che l’uomo – e non di certo la natura – ha diviso.
A metà tra la composizione saggistica e riflessioni intime e personali, l'autore ci fa passeggiare sulle creste delle Alpi, che sono tutto tranne che confine invalicabile. Si aggiunge poi una serie di salti temporali tra passato (WWII) e presente (rotta Balcanica) che ci dimostra che, anche se il tempo passa, i problemi e gli atteggiamenti (fascisti) rimangono purtroppo gli stessi. Si può evitare però di essere indifirrenti come in passato.