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In tempo di guerra

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A volte basta fare un passo, dire una parola, spostare appena lo sguardo per vedere il mondo, come una sorpresa, con occhi diversi. È quello che accade a un ragazzo di trent’anni quando inizia a ripensare alla propria vita: Marco è alla ricerca di una strada e si è sempre sentito estraneo a una famiglia, la sua, che riassume le contraddizioni del secolo scorso. Una famiglia in cui ognuno crede in qualcosa, sia un’idea, un partito, una chiesa. Lui, invece, si sente in lotta contro tutto: il soldato di un esercito invisibile. Ed è nel pieno di un’età cruciale, di cui nessuno parla – la guerra dei trent’anni, tempo di primi bilanci e culla di molti congedi. Qui comincia una storia dalle tante anime, piena di slanci di dolori di dubbi, e di ironia. Il racconto di un ragazzo che, cucendo insieme i pezzi del proprio passato, prova a capire chi è davvero. Marco ama la musica e i numeri. Fa tornare i suoi conti, sa ascoltare. La cosa fondamentale è stare a tempo. Anche nel dialogo con la sorella amatissima, con l’amico, con una fidanzata che come tutte le donne «gli mette ansia», coi nonni. Cerca un vero padre, scopre di non essere, come credeva, un alieno in questo mondo. Una storia che è la nostra, quella dei nostri figli che provano a darsi un futuro. Lo faranno. Nel gioco del mondo, si perde solo quando si rinuncia a giocare. Marco – le tasche piene di tutto quello che manca – va e ci porta con sé. È magnifico tirare il sasso e saltare con lui.

176 pages, Paperback

First published November 12, 2019

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About the author

Concita De Gregorio

45 books94 followers
Nata a Pisa nel 1963, da madre spagnola (di Barcellona) e padre toscano, è cresciuta a Livorno. In questa città studia al Liceo Classico Niccolini Guerrazzi; successivamente consegue la laurea all'Università di Pisa in Scienze Politiche. Frattanto inizia la professione nelle radio e TV locali toscane, entrando a Il Tirreno nel 1985, dove, per otto anni, lavora nelle redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia.
Nel 1990 approda a la Repubblica, dove si è occupata di cronaca e politica interna.
Nel luglio 2008 è al centro di una curiosa polemica. La rivista Prima Comunicazione rende note le anticipazioni di una sua intervista in cui ammette di aver accettato la proposta del neo editore de l'Unità, Renato Soru, di diventare direttrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci; nella stessa intervista Concita De Gregorio espone le linee guida della sua direzione. La notizia suscita clamore in redazione: il comitato di redazione protesta contro la via dell'«annuncio del cambio di direttore attraverso intervista». Il 22 agosto 2008 viene ufficializzata la nomina a direttrice de l'Unità, carica che ha ricoperto fino al 7 luglio 2011,quando ritorna a la Repubblica.
È sposata con il giornalista Alessandro Cecioni, ed è madre di quattro figli maschi.

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11 (4%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews632 followers
November 15, 2019
Palpita di vita, questo libro!

Concita De Gregorio riceve una lettera da Marco, che cerca in qualche modo di attirare la sua attenzione. Ci riesce e inizia così il loro gioco del mondo, la loro Rayuela. Questo libro è ricco di citazioni di questo libro che io ho amato molto (Cortázar nel mio cuore!):

“«Quel che molta gente definisce amare consiste nello scegliere una donna e sposarla. La scelgono, te lo giuro, li ho visti. Come se si potesse scegliere in amore, come se non fosse un fulmine che ti spezza le ossa e ti lascia lungo disteso in mezzo al cortile. Tu dirai che la scelgono perché la amano, io invece credo che avvenga tutto all’inverso». All’inverso. Al contrario. Le amano perché le hanno scelte.”

Le domande che Concita rivolge a Marco, sono rivolte anche a noi:
“E un libro sottolineato da qualcun altro, l’hai mai letto? Non dico i manuali scolastici, mappamondo a colori di sforzi altrui: soluzioni già scritte, x già messe alla risposta giusta. Un cruciverba risolto che soffoca in culla persino l’intenzione di provarci. No, dico un vero libro. Un libro comprato usato, o preso in prestito. Un libro che arriva dal corpo di un altro.”

“Ho trovato un’edizione accademica di Rayuela, tempo fa, in una libreria di seconda mano credo tra le piú belle del mondo: si chiama Taifa, nel quartiere Gràcia, a Barcellona. Dentro la libreria il pavimento è fatto delle stesse mattonelle che ci sono fuori, nella via. Quelle col fiore, hai presente. Cosí entrare è come proseguire per strada e mentre avvicini agli scaffali la scala altissima hai la sensazione di essere ancora all’aperto, in piazza. Un «dentro» che è «fuori». Un mondo di libri (e di mondi) non reclusi: un mondo aperto.”

Tanti i temi trattati, dalla religione, alle sette, ai legami famigliari, alle domande di un trentenne che cerca la sua strada, ai cambiamenti climatici, alla Storia del novecento, alla responsabilità di ciascuno nel combattere questa battaglia invisibile: “E mi domando se non si possa trovare una misura accettabile, una posizione di mezzo tra quello che bisogna fare nella nostra battaglia (indispensabile e urgente per salvare il pianeta) e trasformarci tutti in una setta che si veste di canapa e juta, non si lava e mangia germogli di soia.”

E allora tiriamo il sasso e giochiamo questo gioco del mondo: “Nel gioco del mondo, si perde solo quando si rinuncia a giocare. Marco – le tasche piene di tutto quello che manca – va e ci porta con sé. È magnifico tirare il sasso e saltare con lui.”


Profile Image for Jessica.
312 reviews102 followers
December 30, 2019
E' un libro strano. Ho seguito la presentazione in diversi programmi tv, ho sentito la De Gregorio parlarne e l'idea mi aveva colpita! E' vero, spesso ci si sente "soldati di una guerra invisibile" e molte delle tematiche affrontate in questo scambio epistolare intergenerazionale mi riguardano da vicino, ci riguardano tutti come generazione: sono i nostri dubbi, le nostre incertezze; nostra è la rabbia e l'insoddisfazione.
Però è un libro che si articola in maniera confusa, non mi ha colpito particolarmente. Diciamo che è stato uno di quei casi in cui buona l'idea ma come è stata sviluppata meno.
Profile Image for Jessica.
183 reviews
June 30, 2020
Adoro Concita De Gregorio, la sua scrittura, quello che ha da dire.
Tutto.
Ma questa volta, se non mancato il bersaglio, ha proprio sbagliato la forma.
È tutto troppo nebuloso, faticoso. Per quanto si capiscano quali fossero le sue intenzioni, l'esperimento non è molto riuscito. Forse ha avuto poco tempo per scrivere, forse non è riuscita a mettere nero su bianco quello che aveva in mente.
Sta di fatto che leggere questo sproloquio epistolare è stato uno sforzo sovrumano. Ho fatto fatica ad arrivare alla fine - mi sono proprio costretta. Marco mi è diventato antipatico dopo pochissime pagine, e con lui, tutta la sua combriccola.
Peccato.
Profile Image for Dario.
161 reviews36 followers
December 28, 2019
Libro interessante, di quelli che fanno riflettere. Un libro che è in parte romanzo epistolare, ma anche una curiosa collezione di frammenti di articoli, discorsi, e altri testi (tra l'altro citati alla fine).

Dubito dell'esistenza di un Marco vero e proprio, per me la De Gregorio ha preso ispirazione da tante persone che le hanno scritto. Allo stesso tempo la storia non è credibile al 100%, per me c'è di mezzo qualche libertà di immaginazione (e la De Gregorio ha fatto bene, perché non è mai sbagliato avere una buona immaginazione, e saper metterla per iscritto). Semplicemente, una storia dove il protagonista prima dice "Sono perso, mi sento un soldato di una guerra invisibile" e poi finisce con "Vabbé dai sto bene, sono confuso ma tutto andrá bene", voglio dire... Nulla di grave, ovvio, ma senza spoilerare nulla diciamo che ci sono colpi di scena e scelte narrative abbastanza particolari. Comunque e' un romanzo breve, che ho letto in un baleno, e libri cosí sono sempre meritevoli.

A mio parere, lo scopo principale del libro è stato quello di cercare di dare una voce a chi forse una voce non c'è l'ha. Senza per forza dire molto, o avere un senso: bensí, giusto per il piacere di poter far esprimere gli altri.
Profile Image for Sara Rocutto.
510 reviews8 followers
November 19, 2019
La struttura è strana e non sempre del tutto credibile, ma nel dialogo epistolare che compone questo libro ci sono vari stimoli interessanti. Avrebbe meritato un po’ di spazio in più la voce dell’autrice.
Lettura veloce, ci sta.
Profile Image for Marina Fabiano.
241 reviews2 followers
February 29, 2020
Non all’altezza dei molti bei libri della De Gregorio. La scrittura è la sua, liscia e scorrevole, ma il contenuto è poco credibile, sconclusionato, incoerente. Mi ha annoiato, non riuscivo a trovare collegamenti, non capivo se era rappresentazione di verità o illusione di imprevedibilità. Alla fine l’ho accantonato.
15 reviews
May 17, 2021
Interessante, ma non è stato qualcosa che mi ha preso molto.
Profile Image for Matteo LibriamociBlog.
25 reviews20 followers
December 21, 2019
C’è la vita di ognuno di noi in questo racconto di Concita De Gregorio, un romanzo epistolare nel quale è impossibile non riconoscersi a pieno: siamo tutti un po’ (...un po’ tanto) Marco.
Non mi aspettavo tanta intensità in queste pagine che raccontano quel passaggio di vita decisivo che si compie quando si vira alla boa dei 30 anni, il momento in cui si stilano i primi bilanci sugli aspetti “universalmente” ritenuti importanti: la famiglia, i figli, il lavoro...
È un dialogo a due, tra Marco e l’autrice - ma potrebbe tranquillamente essere il dialogo di ognuno di noi con lei - in cui il primo porta in dote email, lettere e frammenti di un vecchio diario scritto quando era bambino, e Concita De Gregorio una serie di risposte (le risposte che non ho) che rappresentano, più che altro, spunti per generare profonde riflessioni, risposte che non si impongono, né a Marco né a chi legge, ma che assumono l’aspetto della linfa vitale di un bellissimo dialogo che si interseca su più piani.
Non è solo un dialogo tra persone, è uno scambio intergenerazionale, bellissimo: da una parte i giovani adulti, coloro che ancora fanno fatica a trovare la giusta collocazione nella società, sospesi tra l’essere considerati giovani uomini e giovani alle prese con un’adolescenza prolungata e, dall’altra, gli over 50, coloro che nella vita hanno (già) avuto la possibilità di costruirsi qualcosa. E poi, però, ci sono anche gli esempi di 30enni che si impegnano e lottano per cambiare il mondo e alcune sue ingessature e che, con le loro azioni, spingono “gli adulti” a riservargli il giusto spazio in un contesto ostile.
Il confronto generazionale e le riflessioni contenute nel libro, ci immergono totalmente tra le pagine, sembra quasi che magicamente si venga trascinati tra di esse o che il racconto stesso esca dalla carta per avvolgerci pienamente.
È un libro che induce a praticare l’esercizio della memoria, quella vicinissima a noi, e che induce a riflettere su noi stessi e su quei confini più o meno visibili e più o meno marcati che oggi ci separano dalle generazioni dei nostri genitori, generazioni di giovani di qualche anno fa in cui l’individualismo aveva un peso specifico ben diverso da oggi nelle lotte e nelle azioni per costruire il proprio futuro.
In tempo di guerra, è un libro che non impone risposte: ci impone riflessioni sul mondo di oggi e, soprattutto, su noi stessi, su chi siamo e sulle nostre vite.
Profile Image for Ale Duina.
30 reviews1 follower
June 20, 2023
Che cos'è un libro? Un libro, è forse uno dei migliori amici che una persona possa avere.
Ma, c'è sempre un ma che rovina ogni cosa, ci sono libri deludenti, quelli che ti fanno proprio passare la voglia. Mi capite? Ecco questo è uno di quei libri lì. Non ci usciresti nemmeno per un caffè.
L'ho acquistato a un mercatino dell'usato, avrei dovuto forse domandarmi come mai fosse finito lì, ma non divaghiamo.
Ho visto l'autrice e ho pensato, fantastico, vado sul sicuro. Errore.
Mi dispiace un po' scrivere questa cosa, ma qui abbiamo mancato il bersaglio.
«Ho trent'anni, sono il soldato di una guerra invisibile».
Questo libro vorrebbe essere un'accusa contro le generazioni che ci hanno lasciato in eredità un mondo ostile. Ok, diciamo che c'è un'idea, condivisibile o meno, ma c'è. Il problema è che si è persa. Questo non è un libro sincero. Qui non ci si immedesima con nessun personaggio, ma non perché io non abbia provato determinati sentimenti o paure o dubbi, mi sono immedesimata nelle peggio persone di questo mondo leggendo, e ve lo assicuro, io non ho mai ucciso nessuno, ma qui non c'è anima, non è un libro nato dalla passione per la scrittura.
«ll posto é quello che ti dai», scrive Concita De Gregorio. Certo, ma non è con questo libro che darà lo spunto per trovarlo.
Come lo cerchiamo il nostro posto nel mondo?
Chi non lo trova non è appassionato, tanti esseri umani non sono appassionati, ed è per questo che siamo messi così male.
Siamo stati educati alle regole, a fuggire dalle passioni, che sono fuori dalle regole.
La passione ti fa fare cose anche sbagliate, ma non la devi governare, sarà meglio farsi un po' male ma vivere piuttosto che morire di noia. O no?
*
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Profile Image for Francesca P..
83 reviews1 follower
June 5, 2020
Mi ci è voluto un attimo per abituarmi alla struttura del libro.
L'autrice racconta la storia utilizzando l'espediente di lettere, diari e stralci di racconti.
Mi ha comunque colpito, racconta della mia generazione, di temi estremamente attuali, delle nostre paure e della nostra rabbia. Guarda anche indietro al passato, spiega cosa ci ha preceduto e come ci ha preceduto, ma lascia intravedere anche speranza per il futuro... almeno è quello che prova a far intravedere.
Non mi ha convinto del tutto il fatto di narrare la storia tramite lettere e diari, però c'è tanto di vero e tanto che rispecchia come mi sento io in questo momento.
120 reviews
March 27, 2021
In un periodo in cui cerco di stare lontana da tutto ciò che mi commuove, mi ha fatto venire voglia di cercare profondità. Di sentire.

Sarà che sono dell'età giusta, ma ci ho ritrovato davvero tanti pensieri formulati negli anni, dubbi, ricerche senza risposta - e ancora non ce l'hanno. Ho ritrovato la nostalgia dei pensieri e degli abbracci dei nonni e la fiducia sconfinata dei loro sguardi. Mi è arrivata addosso la nostalgia.

Il finale, ecco, non l'ho apprezzato troppo. La nascita alla fine, mi sembra una risposta non all'altezza e in sintonia con le domande fatte fino ad allora.
19 reviews
April 15, 2021
Vite a confronto. Pensieri ad alta voce, sui giovani, la bellezza, il lavoro che non c'è, i radicalismi e i padri fatti di decoro falso, di regole autoritarie. E poi la felice sottomissione delle madri. Che poi felice non è.
7 reviews1 follower
June 2, 2021
Mi è piaciuto molto questo breve romanzo, mi ci sono molto ritrovata, essendo io poco più giovane di Marco. L'unica cosa che non mi è piaciuta molto è stato il finale che ho trovato un po' poco sviluppato (forse intenzionalmente)
35 reviews
September 25, 2022
Raccolta di storie-interviste di 30enni e delle loro speranze e paure, molto adatto al momento attuale della mia vita (Regalo di Enrico)
Profile Image for LaNi95_.
251 reviews6 followers
July 22, 2024
Ho comprato questo libro nel 2022, ma come sempre per leggere devo sentirmi ispirata ed era già da un pó di tempo che i miei occhi si fermavano su di lui, era giunto il suo momento! Questo romanzo di formazione è uno scambio epistolare intergenerazionale tra Marco, un 30enne alla ricerca di sé stesso, e alcuni membri della sua famiglia, a cui De Gregorio prova a rispondere con le "risposte che non ha" e da cui prova a far uscire una mappa di frammenti di importanti temi e riferimenti. Nelle mail e nelle lettere che Marco scambia coi parenti, vengono trattati molti temi comuni a tutt*, e alcuni mi hanno riguardato da vicino, come l'incertezza del futuro, le scelte ai bivi della vita e il bisogno di trovare risposte al fatto che siamo "soldati di una guerra invisibile". La scrittura è fluida e ben strutturata: gli argomenti sono spiegati bene, basta saper "ascoltare" ogni voce con attenzione. Infatti, questo scontro dialogato tra generazioni mette in luce i giovani che fanno fatica a collocarsi nella società attuale che li/le vuole tutt* uguali, tutt* perfett*, una società che vede poco gli sforzi e non dà spazio ai ritardi, ma soprattutto e anche una società che non fa niente per loro, per vederl* e per integrarl*. Nonostante la lentezza di alcuni punti, in cui diventa leggermente prolisso, in generale lo posso definire un libro interessante e utile, un libro che fa riflettere a livello introspettivo, ma anche a livello sociale e familiare.
Consigliato!
Profile Image for Irene.
31 reviews1 follower
March 18, 2020
La storia di questo libro "non è reale, ma vera. Semplice". Concita De Gregorio scrive questo nell'introduzione del suo libro.
Cosa succede al traguardo del trentesimo anno? Marco è il ragazzo che la De Gregorio sceglie e "modella" per rappresentare la voce di tutti quei trentenni che appartengono ad una generazione smarrita. Il libro è un romanzo epistolare, un dialogo a due tra l'autrice e Marco, che per raccontarsi non parla solo con la sua voce, ma riporta pagine di diario, lettere e mail scambiate con i suoi cari.

Quello che rappresenta uno scambio intergenerazionale e allo stesso tempo una denuncia alle precarie condizioni dei giovani arrivano al lettore in maniera debole.
Alla soglia dei 30 anni conosco i dubbi, la rabbia e le frustrazioni di Marco, ma la stesura del libro è articolata in maniera confusa, la scelta narrativa è particolare e rende il risultato poco convincente e credibile. Si tratta come sempre di un giudizio molto soggettivo.
Apprezzo moltissimo la De Gregorio come donna e come giornalista e le rende onore aver voluto dare voce a chi forse una voce ancora non ce l'ha.
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