Furor mathematicus è una raccolta di pensieri, riflessioni, apologhi, anche brani autobiografici, legati alla matematica, alla fisica, alla geometria, all'architettura, alla pittura, all'artigianato; al mondo dei segni e delle regole che sfidano l'immaginazione (e viceversa). L'elemento comune è nella posizione dello scrittore, in bilico tra la tensione del gioco intellettuale e l'aspirazione al compendio, all'unità elementare e quindi al divino. Quella di Sinisgalli è una ricerca intellettuale e umana segnata della curiosità, dall' eclettismo, dal bisogno di riconoscere senso e reciprocità ai grandi linguaggi formali (la parola, il numero); dal gusto della mescolanza e della connessione. In Furor mathematicus per primo in Italia Sinisgalli affrontò il problema delle due culture, quella umanistica e quella scientifica, destinato ad animare molti altri dibattiti degli anni sessanta, e fu promotore e interprete del 'dialogo impossibile' fra arte e tecnica. Ma ciò che rende l'intelligenza dell'autore così affascinante ("fuor dal comune", come scrisse Gianfranco Contini) e questo libro in particolare così unico nella letteratura italiana, è la spinta alla circolazione ininterrotta tra l'uno e il molteplice; e dunque l'incapacità o il rifiuto di esprimere lo sdoppiamento. Il cuore, o l'azzardo, del pensiero non sono mai sul limite tra materia e spirito, corpo e anima, pieno e vuoto, mondo visibile e mondo invisibile. Sono piuttosto in una forza unitaria e sincretica, in un principio di energia che distrugge «la cosa per creare l'immagine», in un numero reale che sconfina nel numero immaginario e cioè in qualcosa che, come diceva Leibniz, è «quasi un anfibio tra essere e non essere».
Leonardo Rocco Antonio Maria Sinisgalli, più semplicemente Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), è stato un poeta, saggista e critico d'arte italiano. È noto come Il poeta ingegnere o Il poeta delle due muse, per il fatto che in tutte le sue opere ha sempre fatto convivere cultura umanistica e cultura scientifica. Per la sua versatilità è stato definito "un Leonardo del Novecento" in quanto è stato narratore, pubblicista, direttore artistico, direttore di riviste, documentarista, autore radiofonico, disegnatore.
Io non conoscevo le opere di Sinisgalli se non per sentito dire. Ho così pensato di cercare questo suo libro, scoprendo che è fuori catalogo da una vita (e non esiste naturalmente in formato digitale): per fortuna il prestito interbibliotecario ha supplito a questa mancanza. Che dire? Innanzitutto bisogna tenere presente che il libro è in realtà la raccolta di più brevi opere, tutte scritte nella prima metà degli anni '40 del secolo scorso e su vari temi. Furor mathematicus che dà il nome alla raccolta parla di matematica, ma abbiamo anche una raccolta di pagine sull'architettura (non mi ha detto molto, a parte l'Appendice), un dialogo tra un Re e un Indovino, e una raccolta di aforismi vari, Horror vacui, piuttosto interessante. Ammetto di avere avuto qualche difficoltà nella lettura, sia perché spesso Sinisgalli parla di avvenimenti a lui contemporanei che non hanno retto al tempo trascorso. Per una strana serie di casi so chi era Fantappiè e cosa aveva fatto, ma il pittore Scipione non mi dice nulla... La prefazione di Oretta Bongarzoni non l'ho proprio capita, a dire il vero.