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La calma che sembrava regnare all'interno dell'associazione dei lavavetri viene sconvolta improvvisamente dalla terribile scelta che pesa sulle spalle di Kageyama: o lasciare il lavoro che ama per prendersi cura di se stesso, o continuare. Ma in questo secondo caso, le conseguenze sarebbero terribili. Infatti, la vicenda di Kageyama riporta in primo piano le precarie condizioni di sicurezza dei lavavetri e i rischi per la salute che questo tipo di professione comporta (a partire dall'esposizione a radiazioni e raggi ultravioletti). Inoltre, aumentano anche le tensioni tra Makoto e il resto del gruppo, con il primo che non perde occasione per esternare il suo incomprensibile (almeno per me) astio verso Mitsu. Il nostro protagonista, dal canto suo, cerca di fare progressi seguendo le orme del padre e dei colleghi, impegnandosi non solo a diventare bravo dal punto di vista tecnico, ma anche un professionista affidabile, una persona su cui contare in ogni occasione. Diciamo che le dimissioni di Kageyama, gettano nello sconforto non solo Mitsu (che si sente in colpa, visto che era con lui il giorno in cui si è sentito male), ma anche Makoto (che si sta allontanando da tutti e che forse sta perdendo di vista le cose importanti, troppo attaccato al suo rancore e alla sua rabbia) e Jin (che ha dovuto salutare un altro collega). In compenso è arrivata una nuova matricola, un tizio davvero assurdo.
E poi ci sono i passi avanti nel progetto destinato a far scendere una persona sulla Terra. Il problema è che iniziano a emergere interessi contrastanti: diciamo che la sicurezza del pilota di questo fantomatico mezzo di discesa non è proprio la priorità numero uno di tutte le persone coinvolte. E il povero Shouta continua a dubitare delle sue capacità, senza sapere che i suoi ottimi disegni stanno per essere stravolti da gente che lo considera solo una pedina da manipolare.
Beh, chissà se sarà davvero Mitsu il pilota destinato a scendere sulla Terra...