Una patria libera è la necessaria condizione perché un popolo possa realizzarsi e compiere la missione che - secondo Mazzini - Dio gli ha affidato. La repubblica è la sua forma più matura di governo poiché la politica è scontro tra libertà e dispotismo e tra queste due forze non è possibile trovare un compromesso: è una guerra di principi che non ammette transazioni. Mazzini esorta il popolo a non accontentarsi delle riforme che sono accomodamenti gestiti dall'alto e non si radicano, cioè, nello spirito di libertà e di uguaglianza.
Libretto piccolo ma abbastanza pieno di contenuti. Utile come introduzione alla natura semi-compiuta (o semi-fallita) della democratizzazione in Italia nell'epoca dell'Unificazione. Perché capire il motivo per il quale, nonostante una delle forze risorgimentali fosse democratica e libertaria (lato Mazzini), il Risorgimento abbia visto vincere la parte conservatrice (vedi Cavour)?
Io risponderei che andrebbe capito il motivo per poter capire le lacune strutturali della Costituzione e della Democrazia italiana (lacune che purtroppo non sono ritardi rispetto alla democratizzazione Francese o Americana bensì, tesi del volumetto che tenderei ad accettare, vere e proprie logiche di base scorrette sul quale si costruisce ancora oggi male la democrazia -ovviamente si costruisce male solo su alcuni aspetti, non si fa di tutta l'erba un fascio-) e per capire in parte da quale passato arriva l'attuale situazione politica (dove "attuale" va inteso in senso lato, a prescindere dalle figure politiche e dagli eventi singoli).
Il libro è più interessante per la prefazione che per lo scritto di Mazzini, che alla fine è solo una decina di pagine ma che illustra bene il lato del progetto democratico italiano che fu tradito.
Metto 3 stelle solo perché non mi sembra giusto dire che sia un volume di Mazzini quando il suo scritto è meno della metà.