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Libri al rogo: La cultura e la guerra all'intolleranza

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I libri hanno sempre fatto paura, perché le loro pagine possono diffondere il seme della conoscenza, della scoperta, di una pericolosa libertà. Lo stesso è accaduto con quadri, canzoni, film e spettacoli teatrali capaci di conquistare l’emozione del pubblico con la stessa intensità con cui hanno attirato l’avversione di chi ne contestava i princìpi. Dittatori e benpensanti si sono accaniti contro le opere accusate di turbare l’ordine costituito, impedendone la diffusione e perseguitando gli autori.
Negli ultimi decenni, ai roghi in piazza si è sostituita una pratica solo apparentemente meno feroce: una censura sottile eppure implacabile, ispirata ai più nobili motivi ma che rischia di sconfinare nel fanatismo più intollerante. Nel suo nome si mettono all’indice registi e scrittori, si coprono dipinti e si alterano i classici che offendono la sensibilità contemporanea.

135 pages, Paperback

Published November 7, 2019

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991 reviews57 followers
November 21, 2019
Non aggiunge niente di nuovo a ciò che un lettore minimamente avvertito sa, ma comunque libro necessario, visto che i negazionismi sono sempre dietro l'angolo.
La linea che indica come pericolosi i libri è sempre la stessa, dall'Inquisizione (con l'Indice dei libri) allo scempio dei libri bruciati dai nazisti, allo stalinismo, al maoismo, agli "ismi" del Novecento in tutte le loro declinazioni totalitarie.
"Hitler, come Pol Pot, era terrorizzato dalla cultura perché ne sentiva la seduzione. Era attratto e inorridito dal potere malefico che emanava dalle idee e dalle emozioni messe nelle pagine. Può far male a chi pensa che i libri possano solo procurare del bene, ma il Führer aveva un culto feticistico dei libri. Portò con sé una parte della sua biblioteca da oltre sedicimila volumi persino nel bunker della disfatta. Il resto, poi sequestrato, smembrato e trasportato altrove dai soldati americani e sovietici, era custodito nel Berghof, il «Nido dell’Aquila» con splendida vista sulle montagne bavaresi in cui il capo del nazismo amava soggiornare con Eva Braun. Hitler odiava i libri pericolosi mentre li collezionava con passione bulimica".
I libri hanno sempre fatto paura, e ancor di più sono da temere i libri in mano alle donne. Le donne che leggono sono mine vaganti, pericolose:
"E infatti, quando le donne cominciano ad avere tra le mani i libri, scatta il grande allarme. A partire dal Settecento, nei decenni in cui si sono forgiati gli strumenti dell’industria culturale di massa e del mercato del libro come noi li conosciamo, il panico ha cominciato a propagarsi, e i nemici del libro hanno ripreso prudenzialmente ad accendere i roghi. O meglio, hanno attivato la censura che, secondo la brillante definizione di George Steiner, è equivalente ai roghi dei libri. Però «a fuoco lento»."
Poi è arrivato il web, e forse con internet il rogo dei libri -e la censura- risulterà più difficile. Ma questo lo scopriremo solo vivendo.
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