Oggi parliamo di fantascienza con "Le Ombre di Morjegrad" di Francesca Cavallero.
La storia è ambientata su un pianeta senza nome colonizzato e consumato dall'uomo. Qui sorge Morjegrad, una megalopoli marcia e decadente, vestigia di un'epoca di fasti ormai tramontata. Vige la legge del più forte, chi nasce dalla parte giusta delle Mura vive tra agi e corruzione, chi nasce dalla parte sbagliata viene sfruttato, oppresso e discriminato, usato per gli scopi più abbietti: prostituzione, lavori forzati, esperimenti medici e genetici.
Francesca ha costruito una storia fatta di storie, magnificamente intrecciate tra loro per creare un arazzo di violenza, sangue, sogni e vite spezzate. Teatro di tutto questo è lei, Morjegrad, una città viva e pulsante, una massa cancerosa supporante malvagità, una creatura che divora e fagocita tutto ciò che la circonda.
I protagonisti sono lo specchio del mondo in cui vivono, ognuno è segnato indelebilmente da una vita dura, cattiva e tragica. La città non lascia scampo a nessuno, anche la più flebile speranza viene contaminata e corrosa. I personaggi vivono all'interno di una carcassa in decomposizione, sopravvivere è l'unica cosa che conta, lottare per sé stessi l'unico scopo perseguibile, non c'è spazio per la collettività, contano l'io e i legami più stretti.
L'ambientazione, già di per sé molto bella, è resa viva dallo stile di Francesca, uno stile raffinato, poetico e ricco di analogie. Non risulta mai essere pesante, ogni descrizione, ogni aggettivo sono ben calibrati e la lettura è estremamente scorrevole. Morjegrad e i suoi protagonisti entrano nel cuore, fanno male al lettore, emotivamente potenti e drammatici.
Leggendo questo romanzo ho colto diverse influenze e riferimenti: dal Cyberpunk di Richard Morgan alla Gotham di Tim Burton e Blade Runner. Se siete amanti del genere e, più in generale, della fantascienza non fatevi scappare questa chicca.