Nell'estate del 1944, in un'ltalia devastata dalla guerra civile, prende vita la drammatica vicenda del partigiano Milton, un personaggio molto diverso dal piú famoso partigiano Johnny, eppure in qualche modo a lui complementare. Lo stesso Fenoglio ne sottolineò la specularità: «Milton è un' altra faccia, piú dura, del sentimentale e dello snob Johnny». Libro incompiuto, ma non certo frammentario, anzi dotato di una struttura salda che rende appassionante la lettura, L'imboscata rappresenta a pieno titolo, come ha sottolineato Dante lsella, «una delle piú belle prove del Fenoglio narratore».
Beppe Fenoglio (born Giuseppe Fenoglio) was an Italian writer. His work was published in a critical edition after his death, but controversy remains about his book Johnny the Partisan, often considered his best work, which was published posthumously and incomplete in 1968. The works of Fenoglio have two main themes: the rural world of the Langhe and the partisan war; equally, the writer has two styles: the chronicle and the epos. His first work was in the neorealist style: La paga del sabato (this was published posthumously too in 1969). The novel was turned down by Elio Vittorini who advised Fenoglio to carve out stories and then incorporate them into the The twenty-three days of the city of Alba (1952). These stories were a chronicle of the Italian Partisans or of rural life. One of such works was La malora (1954), a long story in the style of Giovanni Verga.
Libro incompiuto, interrotto improvvisamente perché Fenoglio, dopo aver scritto 22 capitoli dei 30 previsti, ebbe l’idea per un nuovo romanzo (Una questione privata), idea che lo appassionò al punto tale da non lasciargli spazio per altro.
Qui compare per la prima volta Milton, un Milton freddo e spietato, molto diverso dal protagonista di Una questione privata. Attorno a lui una serie di personaggi minori, ma indimenticabili (il coraggioso Maté, il quindicenne Gilera, Jack, Nick, Leo, Perez, Nord, Pan, Sceriffo), protagonisti degli episodi di vita partigiana nelle Langhe durante l’estate del 1944: scambi di prigionieri, ore di guardia, esecuzioni, rappresaglie, agguati, combattimenti, fughe… Un romanzo doloroso, crudo, abitato da uomini persi. Duro e bellissimo.
Milton andò verso la casa e Pan lo seguì con lo sguardo finché scantonò. Poi tornò al comando, a testa bassa, pensando. Infiniti sono i mali di una dittatura, pensava Pan, ma il peggiore è quello di rendere cattivi i buoni.
Infiniti sono i mali di una dittatura, pensava Pan, ma il peggiore è quello di rendere cattivi i buoni.
Nell’estate del 1959 Fenoglio abbandonò al ventiduesimo capitolo – dei trenta previsti - questi “Frammenti di romanzo”. Anche qui c’è il partigiano Milton, ma è molto diverso dall’altro Milton, quello di “Una questione privata”, sempre però con una sua ossessione, una sua questione da risolvere.
Pan restò seduto. “Lo fai per pura vendetta?” “No,” disse Milton, “ho letto troppi libri per ingannarmi sulla vendetta. Sarei l’assetato che beve secchi d’acqua di mare. “ “E’ così,” disse Pan. “Non lo faccio per vendetta. Lo faccio per abbreviare la guerra. Io sono convinto che in questo tipo di guerra, a differenza delle guerre regolari, uccidere il nemico è essenziale.”
Il romanzo è stato rinominato “L’imboscata” dal curatore Dante Isella. Nonostante sia rimasto incompiuto e lasci in sospeso alcuni temi della trama, ha comunque un suo finale logico. I primi dieci capitoli non sono completamente a fuoco, soprattutto per alcuni dialoghi un po’ troppo insistiti, ma, a partire proprio dall’evento centrale dell’imboscata, il romanzo prende subito quota, si fa duro e carico di tensione.
Nick si era fermato. “Mi succede una cosa strana, Milton. Sento nostalgia della pace, cioè di una cosa che in pratica non ho mai conosciuto. C’è mai stata una pace?” “Mai stata,” disse Milton.
Voto: ⭐⭐⭐ 1/2 In questo romanzo, Beppe Fenoglio [1922-1963], racconta il lato più cruento della guerra partigiana, lo scontro fratricida tra le bande garibaldine e badogliane della resistenza da una parte e le forze aderenti alla RSI dall’altra all’indomani dell’armistizio del 8 settembre 1943: in questo contesto storico il racconto di Fenoglio si incentra sulla figura del giovane partigiano Milton, stimato e rispettato da tutti quelli che lo conoscono, il quale venuto a conoscenza di una sospetta relazione tra la giovane maestra Edda del paese a valle e un ufficiale repubblichino decide, con il benestare dei comandi partigiani, di attirare l’ufficiale in una trappola da lui ideata che coinvolgerà a sua insaputa anche la giovane donna. Un racconto crudo e violento che nulla cela del grande odio tra i giovani della montagna e i loro avversari repubblichini e lascia alla fine della narrazione attoniti e senza parole.
Like almost all Fenoglio's work, L'imboscata was left unfinished when Fenoglio died at only forty-one. But this is not a criticism. I like this long fragment far better than any number of more celebrated finished books.
Lavoro incompiuto di Fenoglio che però conserva invece un senso di equilibro e compiutezza letteraria di tutto rispetto. Una opera preziosa, intensa e sicuramente tra le più profonde e coinvolgenti sulla lotta partigiana.
Fenoglio è sempre Fenoglio, il romanzo è solido e ci restituisce le schermaglie tra partigiani e fascisti senza nessuno sconto o possibilità di semplificazione, ma il romanzo è incompiuto e spesso spezzettato, mezzo gradino sotto i suoi capolavori.
Premetto che non sono molto esperta della scrittura di Fenoglio, quindi questo potrebbe essere il suo stile, ma ho trovato il racconto un pò lentino e a tratti confusionario. Non un libro che consiglierei vivamente di leggere, ecco. 2/5
L'ho letto non sapendo che era un incompiuto, eppure una certa idea ce l'ho avuta, che fosse un testo incompiuto, perché i temi e i personaggi appaiono talvolta sfilacciati. A me pare - tra tutti i libri di Fenoglio che ho letto - e sono tanti - che questo sia il più duro, disincantato - non solo per i fatti che vengono narrati - alcuni veramente dolorosi - ma anche per la descrizione di un'umanità che appare - a tratti - irredenta e irredimibile. Questo libro è popolato di uomini persi ognuno nel suo solipsismo con un destino che si affaccia alla loro porta e se li porta via - incurante di accertare se i loro pensieri siano stati puri, o poco puri, o proprio da bestia. E l'atto finale in cui il corpo di Milton è descritto alla deriva nel fiume dà bene il senso di questa concezione. Mi piace pensare che Fenoglio in questa opera abbia messo davvero una concezione oscura dell'umanità - e, lettala - se ne sia un po' spaventato. 'Una Questione Privata' che ha iniziato a scrivere subito dopo questo testo - finisce con la vita e la voglia di vivere. In un mondo come quello di questo libro, invece, non ci può essere che morte. Eppure quanto sono veri entrambi!