Prevenire le possibili sofferenze, guarire dalle ferite: un manuale di autodifesa psicologica per noi e per chi ci sta a cuore. È dal mito di Achille che l'umanità aspira a rendersi invulnerabile, a dotarsi di una corazza capace di garantire sicurezza per sempre. Per quanto comprensibile, è un desiderio vano, un'illusione che abbaglia. Non solo: coltivare questo pensiero magico significa innescare il meccanismo per cui le paure, lungi dal venir sconfitte, si ingigantiscono. Finiamo così per diventare vittime inconsapevoli di chi ci promette un qualche soccorso. Solo l'accettazione della vulnerabilità permette di affrontare in modo razionale l'incertezza futura basandosi sul calcolo dei rischi e sul bilancio costi-benefici. Infatti, mentre l'invulnerabilità si situa su un piano di fantasia (se non di delirio), la vulnerabilità ha a che fare con la gestione di pericoli reali: meglio dunque non perdere tempo con la prima quando si può ridurre efficacemente la seconda.
Paolo Legrenzi è professore straordinario di psicologia cognitiva presso l’Università Ca’ Foscari. Dopo aver studiato psicologia del pensiero a Londra sotto la guida di Peter Wason e Philip Johnson-Laird è diventato professore ordinario all’Università di Trieste nel 1974. In seguito ha insegnato e fatto ricerca presso l’Università Statale di Milano, l’Università di Ginevra, di Parigi XIII, di Provenza, di Princeton, dell’University College Londra (permanent honorary visiting professor), la Scuola S.Anna di Pisa, la Facoltà di Psicologia del San Raffaele, la Scuola Superiore di Pavia e presso l’Ateneo IUAV di Venezia.