Siamo abituati a pensare che le foreste siano statiche, che stiano lì, immobili, da sempre. Ma non è così. Semplicemente vivono, e cambiano, a un ritmo più lento del nostro. C'è, tuttavia, un momento in cui abbiamo la possibilità di apprezzarne il cambiamento, e, ironia della sorte, è proprio quando vi si abbatte una calamità o, come si dice in ecologia, un «disturbo». Che sia un incendio, un'alluvione, un'eruzione, ciò che segue non è l'estinzione totale. Al contrario. Disturbi di questo tipo sconvolgono un ecosistema, ma al tempo stesso aprono la strada a nuove specie animali e vegetali. Come le orchidee, ad esempio, che muoiono all'ombra fitta degli alberi, ma proliferano nei terreni aperti e assolati. O come le aquile, che battono le foreste disastrate perché, senza gli alberi, godono di maggiore visibilità sulle prede a terra. Ed è proprio questa capacità di adattamento, questa naturale resilienza, ad accumunare i boschi e le foreste che Vacchiano ha incontrato durante la sua attività di ricerca e i suoi viaggi, e che racconta in queste pagine. Una resilienza acquisita grazie a milioni di anni di lenta evoluzione, che però potrebbe non bastare di fronte alle pressioni e ai cambiamenti estremamente repentini a cui stiamo sottoponendo la nostra casa comune da un secolo a questa parte. E quindi? Vacchiano indica una strada. Dal parco nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti alla foresta pluviale delle isole Haida Gwaii nell'Oceano Pacifico, fino alla piemontese Val Sessera, ogni bosco rivela storie di connessioni: tra alberi e alberi, tra alberi e animali, tra alberi e acqua, o aria, o fuoco. Tra alberi e uomini. E anche, tra uomini e uomini. Dimostrando quanto siamo immersi negli ecosistemi che ci danno la vita. Siamo in relazione con ogni loro elemento. Che ne siamo consapevoli o meno, noi siamo una loro causa e un loro effetto. Le storie che Vacchiano racconta parlano di piante, boschi, foreste, ma soprattutto di noi, di come sapremo immaginare il nostro futuro in relazione all'ambiente che ci circonda.
Libro meraviglioso, consigliato a tutti gli amanti del bosco e della natura più in generale. Saggio travestito da romanzo, praticamente si legge da solo.
La resilienza del bosco è un libro scientifico a carattere divulgativo su un tema molto importante, specie in questo periodo storico-politico. Vacchiano porta il lettore a riflettere sul tema ecologico, sul rispetto della natura.
Con un linguaggio chiaro, semplice, lineare, ma al tempo stesso preciso, argomentato in modo completo e corretto, l’autore ci presenta la grande forza del regno vegetale.
La resilienza è la capacità intrinseca di adattarsi in una situazione di disfomfort, ed è proprio questo che fanno le foreste... Ricrescere dove c'è stato un incendio, una tromba d'aria, una inondazione... Ricominciare da capo una vita nuova
I've read the Dutch translation ('De oerkracht van bomen'), which I couldn't find on Goodreads. The author is clearly very knowledgeable in forestry and has a nice tone of voice. I liked the many field work anecdotes combined with science facts and references to literature.
Bel saggio di divulgazione su uno degli argomenti più caldi (in tutti i sensi) degli ultimi decenni. L'autore ci parla di alberi, foreste, protezione forestale e ricerca sfruttando la sua esperienza di ricercatore nel campo, di escursionista e viaggiatore. Interessante, non annoia a tratti commuove. 7,5/10
Libro pieno di informazioni, di sensibilizzazione verso una Terra che stiamo fin troppo sottovalutando. Lo consiglio tantissimo, è bellissimo camminare tra le foreste, tra le loro storie che sono anche le nostre! 🤎🍁
Molto bello e scorrevole, anche per chi ha una preparazione accademica in materia. Ricco di spunti e informazioni, ma senza esagerare nei dettagli o nei tecnicismi. Super consigliato!