Milano 1954, Michele Esposito, preside in un liceo di Città Studi, ha una grande passione: i libri antichi, nei quali investe la maggior parte delle sue entrate. Grazie a un'eredità riesce ad acquistare, per ben quattro milioni di lire, l'incunabolo di una Divina Commedia del Quattrocento. Una copia rara e preziosa che il preside presenta solennemente al corpo docente dell'istituto. Quando, uno dei giorni seguenti, il libro sparisce dalla cassaforte della scuola, a indagare viene chiamato Fausto Lorenzi, un ispettore dagli occhi «di ghiaccio». Chi poteva conoscere la combinazione della cassaforte? Molti sono i sospettati: i docenti e anche la storica segretaria, che molti definiscono la vera preside. E quando viene scoperto un omicidio, Lorenzi collega subito il delitto al furto. Ma il mistero rimane fitto...
Dario Crapanzano è nato a Milano, dove si è laureato in Giurisprudenza e diplomato all'Accademia di Arte Drammatica di Esperia Sperani. Ha lavorato a lungo e con successo nel settore pubblicitario e ha pubblicato nel 1970 la guida sentimentale al capoluogo lombardo A Milano con la ragazza... e no. Nel 2011 ha esordito come romanziere con Il giallo di via Tadino (Fratelli Frilli Editori, riproposto da Mondadori nel 2014). Nel giro di pochi mesi il romanzo, distribuito in poche province, è andato esaurito, come pure le successive ristampe. Cinque anni e cinque romanzi più tardi, le avventure di Mario Arrigoni e del commissariato di Porta Venezia (La bella del Chiaravalle, Il delitto di via Brera, Arrigoni e il caso di piazzale Loreto, Arrigoni e l'omicidio di via Vitruvio, e Arrigoni e l'assassinio del prete bello, tutti in edizione Mondadori) hanno incontrato uno straordinario successo di pubblico e critica, rendendo Crapanzano il nuovo punto di riferimento del noir lombardo.
Potessi dare meno di una stella lo farei. Un giallo banalissimo, il colpevole si riconosce dopo pochissime pagine. Dialoghi inverosimili anche per l’ambientazione ricreata (la Milano degli anni 50) e prosa per nulla scorrevole. C’è del victim blaming non da poco e moltissimi stereotipi (anche se l’autore era anzianotto quando scrisse questo romanzo, ma comunque è uscito nel 2019 quindi di sicuro mi aspetto di meglio). Anche la narrazione stessa è stereotipata, uso spropositato di monologhi e di, ripeto, dialoghi insensati e poco realistici. Per me uno spreco di tempo, forse d’estate sotto l’ombrellone per aiutare ad addormentarsi può andar bene.
Questo libro non mi ha particolarmente entusiasmata, non quanto per l'ambientazione e la trama che al contrario sono molto affascinanti, quanto invece per i dialoghi irrealistici e lo stile narrativo molto lento. Adatto per chi vuole immergersi nell'atmosfera della Milano del 1954.
Un po' fiacco e datato nell'ambientazione, nella narrazione, nelle atmosfere in generale. Vi sono gialli ambientati in tempi differenti che continuano a prendere ma questa indagine non convince e soprattutto non appassiona.
Libro carino, nulla di più. La storia è molto scorrevole ma anche un pò banale. Per chi ha letto molti gialli penso sia facile capire subito il colpevole. Libro da leggere se si desidera una lettura leggera, magari per rilassarsi prima di dormire.
Un libretto, un passatempo, nulla di più. Per chi è appassionato di gialli, il percorso alla ricerca del colpevole si snoda fin troppo facilmente e rapidamente. Nessun colpo di scena e personaggi un po’ stilizzati senza un sincero approfondimento dei tratti caratteristici.
La Milano del secondo dopoguerra, un caso interessante che si svolge quasi interamente a Città Studi (la mia zona) e la penna calma ma mai banale di Crapanzano. Due ore passate splendidamente. Mi rimangono solo i due libri della serie di Margherita Grande. Poi, probabilmente, tornerò tra le indagini di Arrigoni (perché Crapanzano non mi stanca mai).