Un viaggio nel cuore delle agromafie, tra caporali che lucrano sul lavoro di donne e uomini, spesso stranieri, sfruttati nelle serre italiane. Braccianti indotti ad assumere sostanze dopanti per lavorare come schiavi. Ragazzi che muoiono – letteralmente – di fatica. Donne che ogni giorno subiscono ricatti e violenze sessuali. Un sistema pervasivo e predatorio che spinge alcuni lavoratori a suicidarsi, mentre padroni e padrini si spartiscono un bottino di circa 25 miliardi di euro l’anno.
Un viaggio, quello di Omizzolo, condotto da infiltrato tra i braccianti indiani nell’Agro Pontino e proseguito fino alla regione indiana del Punjab, sulle tracce di un trafficante di esseri umani. Un viaggio che parte dall’osservazione per arrivare alla mobilitazione: scioperi, manifestazioni, denunce per rovesciare un sistema che si può sconfiggere.
Sui campi ci si spezza la schiena ma si trova anche la forza di agire e lottare per la libertà.
“ci sfruttano per soldi, ci ammazzano per potere” - - - Si è insinuato, è diventato un bracciante sfruttato tra le agromafie italiane. Da granello di sabbia pensante a tempesta organizzata. A mo’ di “100 passi” non crede che la bellezza sia in grado di sconfiggere le mafie. C’è bisogno di conoscere per rovesciare caporalati e l’unico modo è ascoltare gli sfruttati.
Tocca il settore di punta del paese, l’orgoglio. Racconta biografie della comunità Sikh indiana, della realtà cruda e spietata che si nasconde dietro ad un “padrone bravo, paga bene”. Racconta di persone inginocchiate nel fango, bastonate, pagate 3 euro all’ora, per le quali la libertà è un miraggio.
“Prima di di combattere queste battaglie si perde e prima di vincerle si perde ancora. Non è vero che non è possibile sconfiggerle, che tanto vincono loro, che la politica è tutta corrotta. Ne è valsa la pena se anche un solo bracciante è riuscito ad alzare la testa e a rompere l’egemonia del padrone.” - - - #sottopadrone#marcomizzolo#caporali#agromafiaitaliana#librisullamafia#mafia#letturesociologiche#inmigrazione#flaicgil#flaicgilnazionale#sfruttamentolavorativo#migranti#sikh#comunitaindiana#letture#lettureconsigliate#bookstagram#instabooks#libridaleggere#linrisuilibri#leggere#bookaesthetic#bookstagramitalia#bookwarm#booksandcoffe#bookphotography#nazikalmalaika
Il saggio tratta di un argomento sconosciuto ai più, che pone una lente d'ingrandimento su fattori utili per comprendere il fenomeno delle agromafie nel pontino. Questo è un fenomeno che ci riguarda tuttu, in quanto cittadinə e comsumatorə.
Omizzolo non esprime esplicitamente la propria posizionalità (con posizionalità intendiamo il riconoscimento e la consapevolezza che il ricercatore ha rispetto al proprio background, alla propria identità e cultura come fattore rilevante nel processo di ricerca e interpretazione dei dati), e il saggio a tratti mi è apparso paternalista e protettivo nei confronti dei soggetti attivi della ricerca, vale a dire i braccianti indiani Sikh.
Omizzolo rimane comunque una voce dissonante nel panorama italiano, che si è attivamente impiegata a fianco dei braccianti non solo come ricercatore ma anche come operatore per organizzare sportelli d'ascolto, corsi d'italiano, di diritto del lavoro fino a occupazione di serre e scioperi.
Dovrebbero esistere più persone così. Più persone che si lottano per coloro che sono messi da parte solo perché immigrati, solo perché incapaci di reagire, perché deboli. Il nostro paese tanto bello e stimato dietro ha un'ombra che si porta dietro da sempre e se ognuno di noi avesse almeno 1/5 del coraggio che ha avuto Marco allora potremmo rivoluzionare tutto e cambiarlo in meglio. Mai avrei immaginato che dietro la filiera agroalimentare ci potessero essere tante storie così, tanto sfruttamento solo per "accontentare la fame del capitalismo".
Leggete questo libro, non è un consiglio ma veramente un invito perché ci dobbiamo rendere conto quante persone sfruttate, quanti morti ci sono dietro quello che ogni giorno troviamo in tavola.
""Perché anche solo un battito di ali potrebbe provocare un uragano"".