1566: lo sterminato esercito di Solimano il Magnifico circonda una piccola cittadina ungherese. È destino che tutti debbano morire. Un vecchio si ritira nei bagni turchi deserti e, in quel silenzio irreale, aspetta la fine. Lì, apparentemente per caso, incontra un ragazzo che, nell’attesa, gli racconta una storia. Si dipanano così due trame parallele, fuori l’assedio, con l’orrore della morte che incombe, dentro invece il tempo sembra fermarsi durante il racconto: una storia d’amore tra due ragazzi che conoscono solo il presente. Lei scompare, lui la insegue. Prima a Venezia, poi su un’isola abitata da monaci banditi, dove un misterioso prigioniero prepara una nuova carta del mondo, poi a Istanbul. Lei è rinchiusa proprio nel palazzo di Solimano. Alla fine le due storie, l’assedio e il racconto d’amore, convergono, e il vecchio capisce che non può trattarsi di un caso. L’epilogo, a sorpresa, getta nuova luce sull’intera vicenda. L’inizio e fine di questa storia sono eventi storici, il resto appartiene al regno del possi bile...
Romanzo avvincente che nel raccontare l'assedio ottomano alla città ungherese di Szigetvar, ci intrattiene con una vicenda che ha il sapore de Le Mille e una Notte. Unica pecca il finale, mi aspettavo un'altra conclusione. Comunque consigliabile.
Ho letto questo libro in meno di 24 ore e mi è entrata nelle ossa. "Calma e quieta è la notte" è una storia d'amore, a tratti rocambolesca, che occhieggia alla favola senza mai dimenticarsi di guardare alla vita reale. Personalmente ciò che mi ha colpito sin dalle prime pagine è stata la prosa dell'autore, brillante e curata. Senza accorgermene però dal mero apprezzamento estetico sono scivolata in un graduale ma inesorabile interessamento alla storia. Come il vecchio medico Isaac, che ascolta il racconto dapprima scostante ma poi sempre più coinvolto, anche noi ci sentiamo trascinati dalla narrazione tanto da non riuscire quasi mai a mettere il segnalibro. Se cercare un romanzo che sappia portarvi a spasso per il Vecchio mondo, avete trovato il libro che fa al caso vostro. Perché "Calma e quieta è la notte" non è mai scontato, non è mai banale... ...mai, nemmeno nella conclusione. Che lettura indimenticabile!
L'idea è molto affascinante: in una storia dalla struttura a cornice un vecchio si rifugia nelle terme di una cittadina ungherese durante l'assedio di Solimano il Magnifico. Nelle terme conosce un giovane che inizia a narrargli una storia. Con il suo racconto lo porta prima a Pisa, poi a Venezia e infine ad Instanbul seguendo le avventure di un giovane innamorato che parte all'inseguimento degli uomini che hanno rapito la sua amata. Ci sono un po' troppi riferimenti erotici secondo me del tutto fuori luogo ma la storia è un'avventura alla Conte di Montecristo che si fa divorare con passione: anzi, ammetto che mi sarebbe piaciuto ci si dilungasse di più nell'approfondimento delle avventure e dei personaggi.
3 stelle e mezzo, la mezza stella in più perché amo la casa editrice La Lepre. Il libro si legge velocemente, la prosa scorrevole mentre la trama in certi punti un po' rocambolesca ma sarà faba o realtà?