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Le indagini del Becchino #1

Il mandante: La prima indagine del "Becchino"

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Genova, 1950. La guerra è finita da pochi anni e Genova ne mostra ancora le ferite. In questa città, che con fatica e coraggio sta cercando di ritrovare la sua normalità, torna, in qualità di commissario capo, Damiano Flexi Gerardi. Durante il regime fascista e per tutto il periodo del conflitto ha esercitato il suo ufficio in Sardegna, confinato a Oristano per aver urtato i poteri forti con la sua ostinazione durante un’indagine. Al commissariato di Prè, dove è stato destinato, lo aspetta un collega, il vicecommissario Alfiero Bonvicini, con cui c’è una ruggine di vecchia data, e un giovane ispettore, Silvio Marceddu, con cui invece simpatizza subito, nonostante il proprio carattere restio alle amicizie. Fa appena in tempo a sistemarsi a casa del fratello e della cognata che viene chiamato in causa per un un modesto sarto di abiti ecclesiastici, Ermete Cicala, viene trovato ucciso nel suo laboratorio situato nel cuore del centro storico. Nessun testimone, nessun indizio aiutano il commissario nelle indagini, che si rivelano subito molto difficili. La vittima è un uomo di specchiata onestà, apparentemente senza nemici. Non un solo movente per il suo omicidio. Ma è davvero così? Un secondo delitto, vittima la tenutaria di una casa chiusa, Margherita Papi, detta Margò, seguito dalla scomparsa di un giovane collaboratore della polizia e, successivamente, da quella del fratello di Damiano, Vincenzo, complicano ulteriormente le indagini. Il commissario si imbatte inoltre in Else, alias Gerda, Gustav, alias Stefan, due fratelli giunti a Genova dalla Germania. Cosa li ha condotti nella città del porto? Perché hanno cambiato i loro nomi? Come si collega la loro vicenda con i delitti su cui sta indagando Damiano Flexi Gerardi? Il commissario, oppresso dalla rupofobia e dalla afefobia, tormentato da un amore impossibile, ostacolato dal questore, arriverà alla fine a scoprire un’amara verità. A suo modo di vedere solo una sarà la soluzione possibile “Ormai aveva preso la sua decisione. Si sentiva leggero. Il soprabito nero svolazzava nel vento.”Maria Teresa Valle nata a Varazze (SV), risiede attualmente a Genova. Sposata, ha due figli e tre splendidi nipoti. Laureata in Scienze Biologiche ha lavorato per molti anni in qualità di Dirigente Biologa all’Ospedale San Martino di Genova. Per Fratelli Frilli Editori ha La morte torna a settembre (2008, anche in edizione economica per la collana “Liguria in Giallo”), Le tracce del lupo (2009 anche in edizione economica per la collana “Liguria in Giallo”), Le trame della seta. Delitti al tempo di Andrea Doria (2010, anche nella collana Super pocket in giallo e distribuiti con il quotidiano “Il Secolo XIX”), L’eredità di zia Evelina. Delitti nelle Langhe (2012, ha fatto parte della collana “Noir Italia” pubblicata dal “Sole 24 ore”), Il conto da pagare (2013 tradotto in Spagna col titolo Adjuste de cuentas per “Terapias Verde”), La guaritrice. Piccoli sospetti (2014), Burrasca. Delitto al liceo Chiabrera (2015), Maria Viani e le ombre del ’68 (2016), I ragazzi di Ponte Carrega (2017) e Delitto a Capo Santa Chiara (2018). Su soggetto del gruppo Neverdream (Progressive Rock) ha scritto The Circle la storia noir del loro ultimo concept album. CD e libro sono scaricabili gratuitamente dal sito.

241 pages, Kindle Edition

Published November 29, 2019

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Maria Teresa Valle

26 books2 followers

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Giovanna Barbieri.
Author 28 books67 followers
August 16, 2022
È un romanzo scritto bene, mi è piaciuto lo stile dell'autrice e anche i pov multipli: dei due nazisti in fuga, della moglie del fratello, del commissario capo.
Tuttavia la motivazione che spinge due tedeschi, negli anni dal '46 al '50, a cambiare nome, muoversi di nascosto e imbarcarsi verso il Sudamerica è intuibile subito. E in Italia è vero che moltissimi filo-fascisti o nazisti, ancora al governo, li hanno aiutati (anche la Croce Rossa). È fazioso e falso che siano stati aiutati anche dalla Chiesa (forse dal singolo prelato antisemita oppure con idee filo fasciste, ma papa Pio XII non ha mai avallato questi comportamenti).
https://www.lastampa.it/vatican-insid... (consiglio di studiare meglio la Storia del papa Pio XII)
Il personaggio del commissario capo è davvero triste: un uomo ferito dal passato, non amante del contatto umano e ossessionato dal lavaggio delle mani (rupofobia). Negli anni '50, con un Italia distrutta dalla guerra, povera, bisognosi di aiuti alimentari da parte degli alleati, non c'erano psicologi disponibili. Potevi solo essere ricoverato in un istituto psichiatrico. Non volendo il contatto umano, il commissario capo non ama neppure gli abbracci e le donne (tranne una). Bella l'idea di farlo muovere contro i mulini a vento e creare un personaggio idealista.
Profile Image for Raffaella De Leonardo.
1,698 reviews15 followers
April 8, 2024
Ambientato a Genova negli anni ’50, un giallo articolato e dalle diverse sfaccettature che ci fa conoscere un commissario, Damiano Flexi Gerardi, persona schiva dalla personalità complessa e particolare anche per le fobie che lo condizionano, ossia la rupofobia la paura dello sporco e l’afefobia del contatto fisico, veste sempre elegantemente e solo di nero cosa che gli ha fatto guadagnare il soprannome de “Il Becchino”.
Due delitti a breve distanza di tempo, il primo quello di un galantuomo, un modesto sarto di abiti ecclesiastici, il secondo di una donna tenutaria di una casa chiusa, daranno l’avvio a indagini difficili che si intersecheranno anche con le vicende personali del commissario.
Molto bello, ben raccontato e caratterizzato nel periodo, con personaggi chiaramente definiti che si inseriscono perfettamente nella storia, un giallo che mi ha coinvolto, incuriosito e convinto.
Profile Image for Kin.
2,332 reviews28 followers
November 9, 2024
Importante il tema: la fuga di nazisti e ustascia nel dopoguerra ,fuga meticolosamente organizzata da Chiesa, Servizi, fascisti riciclati al potere, con il silenzio degli Alleati. Destinazione Sudamerica.
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