«Capire qualcosa di più della mia stirpe, trovare il bandolo del nostro comune sentire femminile. Così ho legato la mia parola a quella di tante donne che mi hanno preceduta e nutrita, le scrittrici di cui possiedo libri sottolineati, appuntati, deformati. Amati. Virginia Woolf, Natalia Ginzburg, Annie Ernaux, Marguerite Duras, Elsa Morante, Sylvia Plath, Ingeborg Bachmann, Anna Maria Ortese, Lalla Romano, Joyce Carol Oates, Nina Berberova, Karen Blixen, Clarice Lispector, Marguerite Yourcenar, Hannah Arendt. E tantissime altre. Ne ho seguito le orme, le ombre, le opere e i fatti della vita, per decifrare la tela di un pensiero e di un lessico nostri.» La materialità delle cose, l'urgenza della vita, la solitudine, la ricerca di un senso: pagina dopo pagina, la scrittrice Sandra Petrignani ricostruisce un mosaico che è il volto delle donne.
“Lessico femminile” ha il pregio/difetto di far allungare la wishlist in maniera assolutamente incontrollabile, visti tutti i libri che cita. Una bellissima lettura.
«Lessico femminile» è uno di quei libri che ringrazi il cielo di aver letto, perché ti apre lo sguardo sulle infinite strade maestre da percorrere. E così, Sandra Petrignani mi ha presa per mano e mi ha portata alla scoperta di tutte le sfumature che la scrittura femminile può assumere. Un lessico che si fa assioma nella vita delle donne autrici, perché scrivere è verità, il loro modo di essere sé stesse, nient'altro. E anch'io mi sono riconosciuta in quei frammenti, in quelle voci che con fervore reclamavano il loro diritto a esistere, non perché mogli, non perché madri, non perché donne, ma perché scrittrici. Ho riempito il libro di sottolineature, ho preso quelle parole e le ho fatte mie affinché siano guida sulla tortuosa strada di questo meraviglioso, disincantato mestiere.
Quello che ci viene proposto è un viaggio, un viaggio che parte dalle mensole affollate di una libreria. Tra i tanti libri che fanno scricchiolare il legno con il loro peso, Sandra Petrignani sceglie quelli più vissuti, quelli pieni di sottolineature, di angoli ripiegati, quelli letti e riletti per tutta l’esistenza e che, ancora, possono dirle qualcosa, raccontarle nuovi significati nascosti.
A chi ci si rivolge per comprendere il mondo, per comprendere sé stesse e ciò che si prova se non alle donne? Alle scrittrici che hanno messo in scena la vita, così com’è, così come viene realmente vissuta, fin nelle sue più inaccessibili (e inaccettabili) profondità?
Quello di Petrignani diventa così un tour de force tra le parole, pieno di curve e tante salite, alla ricerca di compagne di viaggio che sappiano comprenderci con un solo sguardo, che riconoscano in noi ciò che esse stesse sono state o ciò che diventeranno. Anche se lontane nel tempo e nello spazio le scrittrici ci propongono un lessico femminile immediatamente riconoscibile, attraverso il quale rivediamo noi stesse come attraverso il riflesso impietoso di uno specchio.
Saggio e narrazione dello spirito femminile attraverso la letteratura. Miniera di riferimenti bibliografici. Un'autentica e ricercata delizia. Essenziale.
Riportati in una splendida galleria di romanzi scritti da donne da Sandra Petrignani, attraverso un libro con il titolo Lessico femminile (edito Laterza). I frammenti costruiscono un profilo di scrittura da parte delle donne radicalmente diverso da un modo di raccontare, di percepire, di dare una gerarchia alle cose, tipico degli uomini. Sandra Petrignani scrive un libro <> che è la descrizione delle ossessioni amorose di due scrittrici tanto diverse per temperamento, cultura, contesto sociale, sensibilità umana e letteraria come Annie Ernaux e Emily Bronte.
Il libro di Sandra Petrignani è una miniera di citazioni, di passaggi, di testimonianze ed è un libro che trasmette un potente desiderio di rileggere romanzi dimenticati o leggerne di nuovi per rivivere le stesse emozioni che hanno scosso l'autrice di Lessico femminile.
Dalle pagine di Petrignani emerge un modo peculiarmente femminile di affrontare <> o l'importanza della casa, con i suoi odori, sapori, suoni, si capisce ancora di più perchè Virginia Woolf -in uno dei scritti più celebri - abbia indicato in - <>, il simbolo dell'emancipazione delle scrittrici.
Nel romanzo <>.
Perchè le cose importanti come i concetti, nella scrittura femminile, nè di più, nè di meno. E poi certo, c'è sempre un uomo, come lo Shakespeare dell'Ambleto, commentando la disperazion e di Ofelia può dire: <>. La storia letteraria di questa <> è una galleria di capolavori, scritti secondo un <> particolare.
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Probabilmente bellissimo libro per chi è appassionato di letteratura e ha voglia di condividere una sua esamina sul punto di vista femminile, attraverso la più significative autrici della storia della letteratura. Credo sia una bella idea, un ottimo modo di "fare ordine" tra i pensieri che una ricca biblioteca può regalare riguardo un tema così interessante e centrale come il rapporto tra la scrittura e le figure femminili che vi hanno approcciato (lasciando un forte segno). Il libro scorre come un lungo pensiero dell'autrice che, raggruppando i temi chiavi in capitoli, espone una propria tesi attraverso lunghe citazioni e rimandi a testi, passando da autrice in autrice raccontandone anche retroscena e dettagliati tratti biografici. Testo perfetto per lettori avidi con un background letterario solido, resta una sequenza di estratti di micro-storie (ricche di spoiler in moltissimi casi, da Anna Karenina a Lolita) per quanti, pur apprezzando la lettura, non ne fanno materia di studio. L'ho comunque letto fino in fondo perché la scrittura è scorrevole e offre spunti interessanti sul tema (donne in letteratura alle prese con la vita) ma avrei preferito leggere più di una serie di snapshots di storie che non conosco (per quanto ciò possa essere apprezzabile da studiosi di letteratura). In compenso, ho potuto segnarmi alcuni testi che mi hanno incuriosito e che spero di leggere a breve. Ho apprezzato la cura nella scansione dei temi (capitoli) molto interessanti e che riporto qui: Casa(pulita) Cose (insignificanti) Amore (inventato) Relazioni (pericolose) Lei (per lui) Lei (per lei) Madri (e figli) Figli (e madri) Verità (da dire) Tempo (e solitudini) Epilogo
“Il senso della vita, che cercavamo all’inizio: vivere la vita nella sua interezza fino in fondo e consapevolmente e apertamente e con l’innocenza dei bambini (come pensava la Arendt, come pensavano Duras e la Morante, e forse anche tutte le altre che non ce l’hanno detto).
Voci femminili che si accavallano e si rincorrono, quella dell'autrice e di tante autrici prima di lei. Un libro che dà valore alle donne scrittrici che hanno e avranno sempre molto da dire.