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Come un sushi fuor d'acqua
1987. Bianca è una ragazza con due grandi sogni: trasferirsi in Giappone e sfondare come giornalista. Le piace l'Italia, ma non riesce a sentirla come sua, è curiosa d'altro, di scoprire e vivere una realtà e una cultura totalmente diverse da quelle a cui è abituata. Un Paese di cui, soprattutto negli anni '80, si sapeva davvero molto poco. Così, quando entra in contatto con alcuni artisti giapponesi che la invitano a Tokyo, Bianca non ci pensa due volte e parte sperando di realizzare i suoi desideri. 2014. Celeste ha diciassette anni. È nata a Tokyo, ha un padre americano e una madre italiana. Incarna la perfetta figlia della globalizzazione: è un'identità sospesa in continua ricerca di un luogo d'appartenenza. Si sente un sushi fuor d'acqua, ovunque si trovi, in attesa di una mano a cui affidarsi per affrontare il mondo confuso degli adulti. La vita di due donne, due storie di realizzazione e crescita racchiuse in un romanzo che è innanzitutto un viaggio, nel vero senso della parola, all'interno della cultura nipponica, dei suoi colori, dei profumi, delle tradizioni e del suo cibo.
Kindle Edition
Published November 19, 2019
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Community Reviews
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
November 19, 2019
“Dokodemo watashi wa gaijin desu.”
“Ovunque io mi trovi, sono sempre straniera.”
Partiamo dal presupposto che sogno di andare in Giappone dalla tenera età di 13 anni, quindi, leggere questo libro mi ha aumentato la voglia di visitare Tokyo in maniera esponenziale.
Quindi forse, e dico forse, sono di parte.
Fabiola è riuscita a descrivere minuziosamente Tokyo e i Giapponesi, in un modo mai banale e sopratutto, mai noioso. Mi sembrava di essere lì, ad innamorarmi insieme a Celeste e Bianca, nel 2014 e 1987, di una Tokyo da sogno.
Ma questo libro non è solo un viaggio epocale nel Giappone di due epoche diverse. Il libro ha come tema centrale l'appartenenza. In un mondo globalizzato, in cui la definizione di casa prende accezioni sempre più ampia, spesso diventa difficile identificarsi, riuscire a carpire quali sono le proprie origini. E tra Bianca, italiana, che ritrova la sua casa in Tokyo, e Celeste, italoamericana nata a Tokyo, che non riesce a carpire bene quale sia la sua casa, il romanzo sembra proprio chiederci "cos'è casa?"
Ho davvero amato tutto. Una cosa che mi è piaciuta parecchio è stata anche il rapporto tra Celeste e il padre, una relazione piena d'amore ma con l'incapacità di esprimere le proprie emozioni.
Unico appunto? Avrei voluto sapere qualcosa in più su Bianca, e il marito.
Per il resto, consigliatissimo!
“Ovunque io mi trovi, sono sempre straniera.”
Partiamo dal presupposto che sogno di andare in Giappone dalla tenera età di 13 anni, quindi, leggere questo libro mi ha aumentato la voglia di visitare Tokyo in maniera esponenziale.
Quindi forse, e dico forse, sono di parte.
Fabiola è riuscita a descrivere minuziosamente Tokyo e i Giapponesi, in un modo mai banale e sopratutto, mai noioso. Mi sembrava di essere lì, ad innamorarmi insieme a Celeste e Bianca, nel 2014 e 1987, di una Tokyo da sogno.
Ma questo libro non è solo un viaggio epocale nel Giappone di due epoche diverse. Il libro ha come tema centrale l'appartenenza. In un mondo globalizzato, in cui la definizione di casa prende accezioni sempre più ampia, spesso diventa difficile identificarsi, riuscire a carpire quali sono le proprie origini. E tra Bianca, italiana, che ritrova la sua casa in Tokyo, e Celeste, italoamericana nata a Tokyo, che non riesce a carpire bene quale sia la sua casa, il romanzo sembra proprio chiederci "cos'è casa?"
Ho davvero amato tutto. Una cosa che mi è piaciuta parecchio è stata anche il rapporto tra Celeste e il padre, una relazione piena d'amore ma con l'incapacità di esprimere le proprie emozioni.
Unico appunto? Avrei voluto sapere qualcosa in più su Bianca, e il marito.
Per il resto, consigliatissimo!
October 8, 2019
"ogni volta che rientrava a casa, anche se si è solo degli ospiti è uso dire Tadaima. Parola che annuncia 'sono tornata' come l'accenno di un canto, una melodia del ritorno. A quel punto si attende, nel caso qualcuno sia presente, una risposta, la strofa successiva della canzone, il verso affettuoso del 'Ben tornata a casa': Okaeri nasai Bianca chan"
"Esistevano anche quelle che lei chiamava le parole musicali per quando si esce. In quel caso doveva dire Ittekimasu, 'sto uscendo', a cui seguiva un confortante Itterasshai, una sorta di 'Vai e poi torna'. Frasi in grado di significare casa e famiglia, parole che le comunicavano cura e soprattutto affetto."
Come un sushi fuor d'acqua racconta una storia d'amore fra una donna e una città, Tokyo. Bianca, una giovane donna, con in tasca il suo patentino da giornalista fresco fresco, parte alla volta dell'Oriente attratta dal fascino di To (est) Kyo (Capitale). Sono gli anni '80 e la città che non dorme mai conquista subito la giovane Bianca che vi resta a vivere e lavorare per 12 anni.
E poi c'è Celeste, classe '97, figlia di un'italiana e di un nordamericano nata a Tokyo. Celeste fatica a trovare la propria identità e forse il luogo che più le appartiene è proprio Tokyo anche se non potrà mai essere veramente giapponese. Celeste vive in Italia ma in Giappone ha il padre, ricordi e affetti e soprattutto un grande amore per la città natale.
Le due donne portano il lettore alla scoperta dell'affascinante città e pagina dopo pagina trasmettono la delicatezza, la magia, il mistero della cultura giapponese. Il racconto è un tentativo di comprendere se stesse e le proprie scelte, di fare il punto su chi si è, da dove si viene e dove si vuole andare; è una narrazione intima dell'autrice, di cui c'è molta storia vera, che parla di sé introducendo al contempo il lettore ad usi, lingua, abitudini del Sol Levante che hanno così profondamente segnato la sua vita, fin dentro nell'anima.
"Esistevano anche quelle che lei chiamava le parole musicali per quando si esce. In quel caso doveva dire Ittekimasu, 'sto uscendo', a cui seguiva un confortante Itterasshai, una sorta di 'Vai e poi torna'. Frasi in grado di significare casa e famiglia, parole che le comunicavano cura e soprattutto affetto."
Come un sushi fuor d'acqua racconta una storia d'amore fra una donna e una città, Tokyo. Bianca, una giovane donna, con in tasca il suo patentino da giornalista fresco fresco, parte alla volta dell'Oriente attratta dal fascino di To (est) Kyo (Capitale). Sono gli anni '80 e la città che non dorme mai conquista subito la giovane Bianca che vi resta a vivere e lavorare per 12 anni.
E poi c'è Celeste, classe '97, figlia di un'italiana e di un nordamericano nata a Tokyo. Celeste fatica a trovare la propria identità e forse il luogo che più le appartiene è proprio Tokyo anche se non potrà mai essere veramente giapponese. Celeste vive in Italia ma in Giappone ha il padre, ricordi e affetti e soprattutto un grande amore per la città natale.
Le due donne portano il lettore alla scoperta dell'affascinante città e pagina dopo pagina trasmettono la delicatezza, la magia, il mistero della cultura giapponese. Il racconto è un tentativo di comprendere se stesse e le proprie scelte, di fare il punto su chi si è, da dove si viene e dove si vuole andare; è una narrazione intima dell'autrice, di cui c'è molta storia vera, che parla di sé introducendo al contempo il lettore ad usi, lingua, abitudini del Sol Levante che hanno così profondamente segnato la sua vita, fin dentro nell'anima.
August 20, 2024
Un libro stupendo.
Due storie che ti trasportano direttamente nel Giappone degli anni ‘90 e 2000. Si vede che la scrittrice ci ha vissuto per molti anni, la cura dei dettagli è meticolosa.
Due storie che ti trasportano direttamente nel Giappone degli anni ‘90 e 2000. Si vede che la scrittrice ci ha vissuto per molti anni, la cura dei dettagli è meticolosa.
August 16, 2020
Non scrivo quasi mai riflessioni particolarmente approfondite sui libri che leggo, ma per questo /devo/ fare un’eccezione.
Il racconto in sé non ha grandi colpi di scena o mirabolanti sviluppi di trama, il che in genere tende facilmente ad annoiarmi prediligendo uno stile più “dinamico”. Incredibilmente, tuttavia, “Come un sushi fuor d’acqua” mi ha conquistata. L’ho divorato, spinta forse un po’ dalla curiosità di capire dove volesse andare a parare, e un po’ perché volevo conoscere ancora un pezzettino di più della Tokyo a fare da protagonista dell’intera vicenda.
Il risultato, è che mi è venuta una voglia pazzesca di visitare il Giappone, e che ho finito per immedesimarmi sia con Bianca che con Celeste, ciascuna per ragioni diverse. Alla fine ho capito che non era una questione d’evoluzione narrativa, quanto più di sviluppo psicologico dei personaggi, che lentamente pagina dopo pagina giungono a nuove consapevolezze, nuovi traguardi.
Tanto tanto bella la descrizione di Tokyo in ogni sua sfumatura, bello lo switch tra prima e terza persona nei capitoli di Bianca/Celeste - ho apprezzato un po’ meno i dialoghi di Celeste, troppo adulti a mio parere e poco verosimilmente appartenenti ad una ragazza di all’incirca diciotto anni.
La vera pecca che ho trovato [allerta spoiler!]: passiamo interi capitoli a leggere dell’amore di bianca per la capitale nipponica, e poi non ci viene spiegato perché abbia deciso di lasciarla per tornare in Italia? Okay, la separazione con Paul, ma... solo questo? O, come diremmo nel cinema, “off screen” senza alcuna spiegazione a riguardo? Meh, ammetto mi abbia convinta poco.
Per il resto, però, è stata una bella lettura, piacevole e decisamente non banale.
Il racconto in sé non ha grandi colpi di scena o mirabolanti sviluppi di trama, il che in genere tende facilmente ad annoiarmi prediligendo uno stile più “dinamico”. Incredibilmente, tuttavia, “Come un sushi fuor d’acqua” mi ha conquistata. L’ho divorato, spinta forse un po’ dalla curiosità di capire dove volesse andare a parare, e un po’ perché volevo conoscere ancora un pezzettino di più della Tokyo a fare da protagonista dell’intera vicenda.
Il risultato, è che mi è venuta una voglia pazzesca di visitare il Giappone, e che ho finito per immedesimarmi sia con Bianca che con Celeste, ciascuna per ragioni diverse. Alla fine ho capito che non era una questione d’evoluzione narrativa, quanto più di sviluppo psicologico dei personaggi, che lentamente pagina dopo pagina giungono a nuove consapevolezze, nuovi traguardi.
Tanto tanto bella la descrizione di Tokyo in ogni sua sfumatura, bello lo switch tra prima e terza persona nei capitoli di Bianca/Celeste - ho apprezzato un po’ meno i dialoghi di Celeste, troppo adulti a mio parere e poco verosimilmente appartenenti ad una ragazza di all’incirca diciotto anni.
La vera pecca che ho trovato [allerta spoiler!]: passiamo interi capitoli a leggere dell’amore di bianca per la capitale nipponica, e poi non ci viene spiegato perché abbia deciso di lasciarla per tornare in Italia? Okay, la separazione con Paul, ma... solo questo? O, come diremmo nel cinema, “off screen” senza alcuna spiegazione a riguardo? Meh, ammetto mi abbia convinta poco.
Per il resto, però, è stata una bella lettura, piacevole e decisamente non banale.
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January 27, 2025
Due prospettive temporalmente diverse che permettono un'unica immersione nella centralità viva del Giappone quotidiano, immersa in un calmo candore avvolgente. Due storie che incarnano la ricerca di un proprio sapore. A me, ricorda l'azuki.
Decisamente un libro del cuore.
Decisamente un libro del cuore.
February 22, 2020
Un romanzo di formazione al femminile ambientato in Giappone in due periodi diversi: fine degli anni ’80 e il 2015. Bianca e Celeste vivono Tokyo in maniera diversa. Per Bianca, arrivata da Torino nella capitale giapponese nel 1987 come corrispondente, il Giappone è la realizzazione di un grande sogno.
Puoi leggere qui la recensione completa:
https://www.thebookmark.it/2020/02/24...
Puoi leggere qui la recensione completa:
https://www.thebookmark.it/2020/02/24...
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