4.5⭐
Quali sono le nuove forme di televisione? Come hanno influito i cambiamenti culturali e tecnologici sul modo di pensare a approcciarsi alla TV? Come formiamo il nostro giudizio su un prodotto seriale?
Queste alcune delle domande a cui si potrà trovare risposte in complex TV, un libro affascinante e utile, per professionisti e appassionati del mondo del piccolo schermo e delle sue dinamiche, che ti permette di comprendere come la televisione nordamericana si è trasformata negli ultimi due decenni attraverso la Complex TV.
Ma cos'é la Complex TV, la TV Complessa? Jason Mittell, professore di cinema, media culture e studi americani al Middlebury College, chiarisce anzitutto che la TV Complessa non é sinonimo di TV di qualità, bensì é un tipo di TV, un tipo di prodotti televisivi, che mette in primo piano i meccanismi della narrazione in un modo che porta gli spettatori a riflettere su quello che si guarda, su quello che provoca a livello emotivo, sul perché ci si affeziona a certi personaggi piuttosto che altri.
Inizia cosí un viaggio in dieci capitoli in cui si analizza il ruolo, la struttura e il funzionamento dei prodotti seriali: alcune serie sono strutturate attorno a intricati misteri, altre sperimentano espedienti narrativi insoliti, ma quasi tutte giocano con le aspettative per incuriosire e disorientare lo spettatore.
Ognuno dei capitoli é autoconclusivo e può essere letto in modo indipendente dal precedente o dal successivo, come fosse una serie TV a struttura verticale ma che mantiene una macro trama orizzontale che si va a costruire ad ogni informazione aggiuntiva.
Si parla dei pilot televisivi, come nascono, a cosa servono, e la loro importanza, scendendo anche nel dettaglio analizzando minuziosamente il pilot do Veronica Mars. Ma anche del ruolo di registi e soprattutto sceneggiatori/showrunner, di come la loro visione può impattare l'analisi della narrazione, fornendo contesti o input diversi, e del loro rapporto con il pubblico, oggi giorno nettamente più facilitato grazie ai social. Compagno di questo capitolo é quello dedicato alla comprensione in cui si analizzano, attraverso teorie cognitive, il modo in cui la narrazione televisiva ha ottimizzato la comprensione delle storie, dei messaggi e dei personaggi e l'utilizzo di suspense, curiosità e attesa. In questo capitolo si parla anche del ruolo degli spoiler e di come gli spettatori vi si approccino in tre diverse modalità, portando poi l'esempio di come un spettatore può guardare una puntata di Curb your enthusiasm.
Tra i capitoli, per me, più interessanti ci sono quello dedicato ai personaggi, in cui si analizza il loro ruolo, come e perché ci si lega a loro, la loro evoluzione e perché gli antieroi sono cosí affascinanti (qui si analizzano le figure di Dexter e, più nelle specifico Walter White); il capitolo dedicato alla trasmedialità dello storytelling, in cui si analizza come le serie TV si siano espanse, a livello narrativo, di mondo o di personaggi, oltre il media televisivo; e il capitolo dedicato ai finali, in cui si analizzano gli episodi conclusivo nelle loro diverse forme (la sospensione, il wrap-up, la conclusione, la cessazione, la rinascita e il finale), il rapporto degli spettatori con i finali e il concetto stesso di finale (sia come fine di quello che vuole ottenere la narrazione, sia come punto conclusivo della storia).
Altri capitoli molto interessanti sono quelli in cui si parla della valutazione, in cui Mittell, con estrema onestà intellettuale, chiarisce sempre quando i suoi giudizi di valore influenzano la sua argomentazione e in cui propone un modello di valutazione propositivo con parametri di giudizio interni; oppure quello dedicato ai paratesti orientativi, utili a comprendere il tempo, lo spazio, i personaggi e la trama delle serie TV; e, infine, c'é il capitolo legato ai melodrammi in cui si ritorna alle basi delle prime produzioni seriali, di come si sono evolute e differenziate e del legame con le soap opera.
Mittell prende in considerazione diversi approcci, ma assume anche una posizione personale parlando e analizzando in primis delle SUE serie TV preferite. É un po' meccanico come testo, a metà tra un saggio divulgativo e un testo accademico, i temi possono non essere nuovi ad alcuni, ma è importante attualizzare aspetti noti che si incrociano con nuove prospettive narrative: se spesso, infatti, in altri libri, si fa riferimento sui vecchi metodi di raccontare le storie, quelli che hanno dominato la televisione dai primi anni '50 ai primi anni 2000, Mittell, qui, si concentra, con criterio e metodo, su ciò di cui parla la televisione di oggi e di cosa rende speciali alcune delle più importanti serie degli ultimi decenni ottenendo un testo volto alla comprensione approfondita interessante e ricco di spunti.