Quale libro è più umile e dimenticato di un’antologia o edizione scolastica, con i loro apparati di note e spiegazioni, che oggidì qualunque editore brillantemente ignora? Eppure dovremmo rivalutarle, ora che anche i classici del ‘900 si allontanano da noi nel tempo e rischiano di diventare appena più comprensibili del Boccaccio. E poi a volte è bello anche rimettersi sui banchi di scuola sapendo che si riceverà qualcosa di importante.
È proprio il caso di questo volume, che penso sia nei ricordi scolastici di molti: una selezione dalle Novelle per un anno, che inizia da alcune più semplici, spesso con protagonisti ragazzi come quelli a cui è destinata (ma sempre belle), per arrivare ad alcune tra le più complesse: una vera occasione per me che da qualche anno sto riscoprendo tutto Pirandello, novelle e teatro (i romanzi credo siano i suoi lavori meno interessanti, ma arriverà anche un momento per I vecchi e i giovani..).
Non posso certo aggiungere nulla di nuovo sull’autore, se non consigliare questi racconti a chiunque apprezzi questa forma espressiva: non si potrà non essere avvinti dalla penetrazione psicologica, dal senso dell’umorismo paradossale, dall’intelligenza che brilla da ogni paragrafo. Superficialmente possono sembrare novelle veriste, ma non c’è mai solo la cupezza del Verga, per fare un confronto: persino nel Figlio scambiato, tragico bozzetto verista sì, e di importanza antropologica per le superstizioni dell’epoca, è forte l’aspetto dell’ambiguità del reale (quelle donne credono davvero che un povero bambino sia stato sostituito dalle “signore della notte”..).
Un autore che spesso identifichiamo con il suo teatro un po’ cerebrale mostra aspetti umanissimi: la pietà per l’infanzia e le creature più deboli, inclusi gli animali, come nelle bellissime Servitù e Cinci (dove un ragazzino, lasciato solo dalla madre che, ohibò, lavora!, litiga tragicamente con un altro, che aveva stupidamente ucciso una lucertola); il generoso innamorato della novella che dà il titolo, che finirà inevitabilmente deluso dallo spietato meccanismo sociale; Nenie (su un tema modernissimo: la maternità vocazionale può valere più di quella biologica!); La Madonnina (come l’autore perse la fede: non per ragioni spirituali ma per gli imbrogli degli adulti.. ah, la purezza di certi bambini! E Pirandello non la perdette mai: tant’è vero che dovette cambiare università..). Ad animali sono dedicate novelle di sapore esopico: a cavalli nella Rallegrata e Fortuna d’esser cavallo, addirittura a un animale spesso malvisto come il Corvo di Mìzzaro..
L’umorismo, spesso satirico, si scatena nelle Sorprese della scienza, nei Galletti del bottajo e nella Giara (che come La patente si tinge di questioni giurisprudenziali), mentre è profondamente umano in Marsina stretta e L’eresia càtara.
Si chiude in bellezza con le più filosofiche e famose Ciàula scopre la luna, Il treno ha fischiato, Il pipistrello, Rimedio: la geografia.
Complimenti quindi alla curatrice, Virginia Brancaleoni.