Jump to ratings and reviews
Rate this book

Un ragionevole uso dell'irragionevole

Rate this book
«A parer mio quasi tutti sanno cos'è una storia, fino a che non si siedono a scriverne una». Così afferma Flannery O'Connor in uno dei suoi saggi. E considerazioni analoghe, sulla scrittura, sui suoi dilemmi e sul mistero della creatività, si possono trovare in molte delle lettere nelle quali discute della sua opera e chiede consigli ad amici del calibro di Robert Lowell o Elizabeth Bishop. "Un ragionevole uso dell'irragionevole" (che raccoglie in un solo volume Nel territorio del diavolo e Sola a presidiare la fortezza) si rivolge tanto a scrittori che non hanno mai provato a raccontare una storia quanto a quelli che lo fanno abitualmente, per cercare di scoprire qual è la natura e qual è lo scopo di questo mestiere. E se nei saggi l'autrice, pur rifiutando ogni degenerazione moralista, mette apertamente in campo la sua profonda religiosità cattolica e ci offre esempi cristallini di teoria letteraria in cui i concetti di grazia e di mistero acquistano forza e fascino, nelle lettere ci guida in un mondo popolato da autori, lettori, critici e agenti, intrecciando alle riflessioni letterarie un florilegio di osservazioni amare, ma sempre ironiche, su ogni aspetto del reale, compresi fatti di cronaca dell'epoca. Prefazioni di Christian Raimo, Fatica Ottavio.

376 pages, Paperback

Published September 19, 2019

9 people are currently reading
69 people want to read

About the author

Flannery O'Connor

213 books5,302 followers
Critics note novels Wise Blood (1952) and The Violent Bear It Away (1960) and short stories, collected in such works as A Good Man Is Hard to Find (1955), of American writer Mary Flannery O'Connor for their explorations of religious faith and a spare literary style.

The Georgia state college for women educated O’Connor, who then studied writing at the Iowa writers' workshop and wrote much of Wise Blood at the colony of artists at Yaddo in upstate New York. She lived most of her adult life on Andalusia, ancestral farm of her family outside Milledgeville, Georgia.

O’Connor wrote Everything That Rises Must Converge (1964). When she died at the age of 39 years, America lost one of its most gifted writers at the height of her powers.

Survivors published her essays were published in Mystery and Manners (1969). Her Complete Stories , published posthumously in 1972, won the national book award for that year. Survivors published her letters in The Habit of Being (1979). In 1988, the Library of America published Collected Works of Flannery O'Connor, the first so honored postwar writer.

People in an online poll in 2009 voted her Complete Stories as the best book to win the national book award in the six-decade history of the contest.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
6 (20%)
4 stars
17 (56%)
3 stars
5 (16%)
2 stars
2 (6%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Domenico Fina.
292 reviews90 followers
June 12, 2020
(Alcune righe interessanti del libro)

Forse la questione cruciale da valutare, parlando del racconto, cioè della short story, è cosa si intenda per short, «breve». Breve non vuol dire inconsistente. Seppur breve, un racconto deve svilupparsi in profondità e trasmettere una pienezza di significato. Una mia zia è convinta che se alla fine nessuno si sposa o viene ammazzato, in una storia non succeda niente. Ho scritto un racconto su un vagabondo che, per impossessarsi dell’automobile di una vecchia, ne sposa la figlia ritardata. Dopo la cerimonia, la porta in viaggio di nozze con la macchina, l’abbandona in una trattoria e poi se ne va per la sua strada. Questa, secondo me, è una storia compiuta. Sul mistero della personalità di quell’uomo non c’è nient’altro da rivelare, attraverso questa particolare drammatizzazione. Ma non sono mai riuscita a convincere mia zia che si tratta di una storia compiuta. Vuole sapere che fine ha fatto la ritardata. (Da ‘Scrivere racconti’ corso tenuto all’Università della Georgia a inizio anni ‘60)

So, o quantomeno mi è dato capire, che un gran numero di diplomati arrivano all’università senza sapere che in genere alla fine di una frase ci va un punto; ma quel che mi sembra ancor più sconvolgente è la quantità di persone che escono dall’università con un’imperitura ammirazione per la narrativa puerile e artificiosa.

Quando potete stabilire quale sia il tema di un racconto, e scinderlo dalla storia stessa, allora state pur certi che il racconto non è un granché. Il significato dev’essere incorporato nella storia, calato nel concreto. Il racconto è un modo per dire qualcosa che non può esser detto in nessun altro modo; per trasmetterne il significato, ogni singola parola è indispensabile. Le storie si raccontano perché una dichiarazione risulterebbe inadeguata. Se qualcuno ci chiede di cosa tratti una storia, l’unica è rispondergli di leggersela. Nella narrativa, il significato non è astratto, ma vissuto, e fare dichiarazioni sul significato di una storia serve unicamente ad aiutarci a viverla con maggior pienezza.

Credo che l’unico modo per imparare a scrivere racconti sia scriverne, e poi, in un secondo tempo, cercare di capire quel che si è fatto. Soltanto col racconto già sotto gli occhi si può riflettere sulla tecnica. Quel che l’insegnante può fare per lo studente è esaminare il suo lavoro aiutandolo a capire se abbia scritto una storia compiuta, una storia in cui l’azione illumina appieno il significato.


Per mia madre una persona non è reale finché non mangia, perciò non è tanto convinta che tu esista al pari di noi tutti. (Lettera del 28 giugno 1856)
Profile Image for Violet Baudelaire.
78 reviews9 followers
August 24, 2022
Come scritto nella prefazione, questo è un libro di culto.
Per i devoti alla O’ Connor e per i nuovi proseliti.
I saggi ‘ sul mistero di scrivere ‘ sono imprescindibili; tolgono il fiato “Le lettere “: commuoventi, vere, sarcastiche e colme di spaventoso coraggio.

Irrinunciabili sono anche le note di Christian Raimo che sottolinea la ‘ denuncia, ridicolizzazione, quasi un détournement dell’ondata nazionalistico-religiosa degli anni Cinquanta ‘ e i messaggi pubblicitari inseriti a tale scopo.

Il mio preferito:
“ La vita che salvi può essere la tua “ -
per la sicurezza stradale, appena rilanciato da James Dean : “ Guida piano, la vita che salvi potrebbe essere la mia. “

… EH GIÀ .
Profile Image for Moka.
52 reviews2 followers
April 16, 2025
Alcuni capitoli sono molto interessanti perché da questi risalta il carattere forte ed estroso della O'connor; una donna che con questo saggio si può scoprire un po' meglio nelle sue sfaccettature, nei suoi pensieri sulla letteratura e nella sua rabbia verso il sistema d'istruzione nel campo dello scrivere. Un punto di vista sul tema che ha un valore immenso. Nonostante lei sia consapevole della sua posizione, non sale mai su un piedistallo per parlarne ma anzi invita a scendere dal proprio per meglio godere e fare la letteratura.
Profile Image for Giorgia Scalise.
Author 3 books18 followers
April 24, 2022
Finire questo libro è stato un calvario.
Me lo sono imposto perché ormai lo avevo iniziato, ma mi stava uscendo dagli occhi. Ogni volta che Flannery O'Connor si infilava in un dibattito sulla religione, il mio cervello si spegneva.
E sì che ero partita con le migliori aspettative: Il re degli uccelli, che apre la raccolta, è un magnifico pezzo di prosa - e anche il solo motivo per cui ho dato due stelle invece di una. Anche Natura e scopo della narrativa parte con i migliori auspici, ma da Sulla propria opera in poi è un colare a picco. Le lettere sono state la parte più difficile da mandare giù. Da un certo punto in poi, ho cominciato a saltare interi paragrafi, ogni volta che beccavo il predicozzo o la storia della sua vita - non i motivi per cui ho comprato il libro. O così, o sarebbe ancora sul mio comodino a occupare spazio - non è un caso che lo abbia appeso per leggere altro di più interessante, nel frattempo.
Tra O'Connor e Silverberg voto Silverberg tutta la vita. Ha una concretezza che O'Connor si può solo sognare e, a differenza sua, non solo non si prende troppo sul serio, ma lo fa in una maniera coinvolgente.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
October 27, 2023
Raccolta che, dal punto di vista del contenuto e valore dei saggi, non aggiunge molto rispetto alla puntuale selezione contenuta per esempio nella raccolta "La schiena di Parker". Qui sono le lettere a riempire la maggior parte delle pagine, e se di certo offrono uno spaccato sul privato della scrittrice, sulla sua salute e diverse note sulle sue preferenze letterarie (Conrad, James) e si parallele relative tiepidezze (Kafka) o letterali disamori (Gide, Algren), le si può in ogni caso considerare come una lettura non indispensabile per capire l'autrice.
Profile Image for Silvia.
18 reviews
March 23, 2021
“La narrativa riguarda tutto ciò che è umano e noi siamo fatti di polvere, dunque se disdegnate d’impolverarvi non dovreste tentare di scrivere narrativa.”

Non conoscevo Flannery O’Connor, ma dopo aver letto questa raccolta di saggi e lettere (di cui ho apprezzato la cura della casa editrice), sento di volerla approfondire e di voler scoprire soprattutto i romanzi e i racconti.
Ho amato la sua autenticità fino al midollo.
Profile Image for Nadia Nucera.
Author 1 book6 followers
July 18, 2020
Questo volume è, come si evince dal sottotitolo, una raccolta di saggi e lettere. I saggi, che forse sarebbe più giusto definire 'lezioni' (sul modello delle Lezioni americane di Calvino), sono un calderone di riflessioni sulla scrittura e nello specifico sul racconto. Ma non solo! Ce ne sono ben quattro, alla fine, dedicati al Sud "infestato da Cristo" e lunghe osservazioni dedicate alla fede, al concetto di grazia e redenzione.⁣

Nella seconda parte, la più corposa, le lettere sono il completamento perfetto. Ed è qui che la O'Connor si mostra in tutta la sua bellezza, in questi dialoghi privati. È qui che è racchiusa la sua umanità contraddittoria, fatta di impulsività e riflessioni; attenta dispensatrice di consigli e ironica commentatrice di eventi e letture. ⁣

Una donna dotata di grande fede e forza d'animo, costretta troppo preso dalla malattia ad abbandonare le scene, la cui vicenda biografica e letteraria affonda le radici nelle zone rurali della cosiddetta Bible Belt, percorse dalle tensioni razziali e dal fervore religioso.⁣ Personalmente, mi sono innamorata di Flannery O'Connor. La sua voce mi ha conquistata sin dalle prime pagine: schietta, pungente, orgogliosa. ⁣E spero di recuperare i suoi scritti in futuro.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.