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128 pages, Paperback
First published January 1, 1945

Tutto divisa, anche lui, dalla testa ai piedi: quella divisa attillata, di un’eleganza schizzinosa, astratta e implacabile, che inguaina la persona, il fisico ma anche e soprattutto il morale, con un ermetismo da chiusura-lampo. È la parola verboten tradotta in uniforme: proibito l’accesso all’individuale passato che vive in lui, che è la sua storia e la sua più vera «specialità» di creatura di questo mondo; proibito vedere altro che questo suo «presente» rigoroso, automatico, intransigentemente reciso.
Mentre i suoi uomini cominciano a buttare all’aria la biblioteca del Collegio Rabbinico e quella della Comunità, l’ufficiale con mani caute e meticolose, da ricamatrice di fino, palpa, sfiora, carezza papiri e incunaboli, sfoglia manoscritti e rare edizioni, scartabella codici membranacei e palinsesti. La varia attenzione del tocco, la diversa cautela del gesto sono subito proporzionate al pregio del volume. Quelle opere, per la maggior parte, sono scritte in remoti alfabeti. Ma ad apertura di pagina, l’occhio dell’ufficiale si fissa e si illumina, come succede a certi lettori particolarmente assistiti, che subito sanno trovare il punto sperato, lo squarcio rivelatore. Tra quelle mani signorili, come sottoposti a una tortura acuta e incruenta, di un sottilissimo sadismo, i libri hanno parlato. Più tardi si seppe che l’ufficiale delle SS. era un egregio cultore di paleografia e filologia semitica.
una società abbastanza evoluta per potersi credere delle idee, non abbastanza per averne
la più plastica argilla per la propaganda.