E’, purtroppo, la storia di molte.
All’inizio è una favola: lui è bello, gentile, premuroso, comprensivo e lei ne è innamorata persa.
Poi, pian piano, qualcosa inizia a inclinarsi: lui inizia ad avere immotivate e incomprensibili reazioni di gelosia, racconta bugie, dice una cosa e poi fa l’opposto, manifesta comportamenti di violenza psicologica.
E’ così che Sophie, illustratrice francese, cade nella trappola di Marcus, un attore affascinante, brillante e apparentemente perfetto, e si ritrova vittima delle manie e delle azioni di un manipolatore narcisista.
Il narcisismo è una seria patologia di natura psicologica che ha conseguenze devastanti nei rapporti in generale, compresi quelli con l’altro sesso, ed è bene riconoscerne i segnali in chi ci sta accanto il prima possibile, per non rischiare di scivolare in un vortice dal quale si farà estrema fatica a risalire.
Marcus manipola Sophie ricattandola, umiliandola, colpevolizzandola di ogni sua azione e minacciando di suicidarsi a causa sua; Sophie, incredula e frastornata all’inizio, rabbiosa e vuota poi, cade in uno fase depressiva dalla quale uscirà, a fatica, tempo dopo, e solo grazie alle sue forze, nonostante l’aiuto offerto da amici e familiari e l’apporto psicologico di una psicoterapeuta.
Immagino che questa storia, dal tema attuale e importante, sia autobiografica. E, come spesso faccio, mi sono ritrovata a googlare l’immagine di Sophie Lambda, per curiosità: una giovane dal viso fine e grazioso, tipicamente francese, che spero abbia ritrovato completamente il sorriso dopo questa esperienza devastante sulla quale non si è mai interrogata abbastanza.
Nonostante la storia terribile, i disegni comunicano tenerezza e simpatia, in particolare quello di Chocolat, buffo orsacchiotto che accompagna Sophie e ne rappresenta l’inconscio, un po’ come l’armadillo per Zerocalcare.
Alla storia personale di Sophie seguono, sempre attraverso la sua esperienza, l’analisi delle fasi che la vittima di un manipolatore vive, le tecniche per non ricascarci e una sorta di “violentometro” per tutte le donne, per aiutarle a capire quando e se è necessario stare all’erta e chiedere aiuto.
Quando la graphic novel si mette al servizio di un tema sociale di grande importanza, il risultato è sempre qualcosa di apprezzabile.