Raggiungere il punto più alto della Marmolada, la Regina delle Dolomiti, ti dà una scarica di adrenalina. Viverci, in solitudine, per cento giorni di seguito, è un’esperienza che ti cambia la vita. A 42 anni, Carlo Budel decide di lasciare un lavoro sicuro, a tempo indeterminato. Non sopporta più la routine quotidiana, né il pensiero che i giorni della settimana saranno uno uguale all’altro, senza sorprese, senza emozioni. Sulle montagne, Carlo trova la sua strada. Scopre per caso che stanno cercando un gestore per la Capanna Punta Penìa, il rifugio più alto delle Dolomiti. Sente che è quello il suo destino: diventare il custode della Marmolada. Tutto, a 3.343 metri d’altezza, acquista un sapore estremo, dall’esplosione di colore dell’alba, alla terribile forza dei temporali e del vento. Stando sospesi tra terra e cielo, in certi momenti sembra di toccare con mano il confine tra la vita e la morte.
Raccontarsi non è facile. Mettere completamente a nudo la propria storia di alti e bassi è anche più difficile. Carlo racconta ad una bravissima editor tutto e ne esce un diario di vita che ti prende e ti porta spesso a dire, caspita, devo provarci anche io.
E magari lo fai, per qualche settimana di allenarti, salire, scendere e il giorno dopo rifarlo da un’altra parte senza un progetto ben preciso. Poi ti stanchi. Carlo invece lo ha fatto davvero per tanti mesi e la sua caparbietà e forza di volontà sono premiate in questo bellissimo diario che consiglio a tutti coloro che hanno un po’ di voglia di cambiare.
Carlo lo abbiamo ospitato volentieri nel https://www.facebook.com/groups/DoloM... e lui, senza che nessuno chiedesse nulla e in modo assolutamente inaspettato ci ha regalato la sorpresa di citare il nostro bellissimo gruppo DoloMitici! Grazie Carlo!
"La felicità può essere a chilometro zero. E io, devo ammetterlo, sono avvantaggiato, avendo la fortuna di vivere ai piedi delle Dolomiti". Questa è la storia di un uomo salvato dalle "sue" montagne, le Dolomiti. Dopo anni di eccessi, vizi e cattive abitudini, Carlo Budel cambia radicalmente vita, abbandona un lavoro sicuro per diventare il custode della Capanna Punta Penìa, il rifugio più alto delle Dolomiti. Un luogo estremo e senza comodità che però lo aiuta ad apprezzare veramente la vita. Emozionante e formativo. Molto bello!
Un libro piacevole e scorrevole che descrive sia il percorso che ha portato Carlo Budel a diventare il gestore del rifugio più alto delle Dolomiti sia la quotidianità a 3343m di altitudine. Ho apprezzato soprattutto le descrizioni dei suoi incontri con altri alpinisti e camminatori meno esperti, mi hanno ricordato in parte la vita che sperimento camminando (seppur ad altitudini molto inferiori).
Non un grande libro, ma una bella storia. L'autore non è uno scrittore, ma una persona che ha da raccontare la sua parabola e lo fa con sincerità e semplicità. Nelle sue parole, l'eco della montagna e il gusto della libertà. Nota di merito perché, pur nella soddisfazione di un percorso virtuoso, non c'è autocelebrazione e neppure la spocchia di chi vuole insegnarti a vivere.
Una finestra aperta sulle Dolomiti, sulla sua regina e il suo custode. La storia schietta e sincera di un uomo che si è ritrovato nelle cose semplici, ma straordinarie, che solo la montagna può dare.