È a scuola che si può imparare a guardarsi intorno, a considerare il rapporto con l’arte un fatto quotidiano. Non una superfluità o un lusso, ma una condizione del pieno sviluppo della nostra umanità. Imparare a leggere il linguaggio delle immagini significa impadronirsi di un alfabeto naturale, che da millenni serve agli esseri umani di ogni luogo per comunicare aspirazioni e paure, per esprimere legami e convinzioni, per rompere l’assedio della solitudine e avventurarsi oltre i confini della morte. Imparare la storia dell’arte vuol dire praticare un alfabeto civile. Vuol dire diventare cittadini. L’arte è l’altra lingua degli italiani: solo se sappiamo parlarla possiamo avere piena coscienza della nostra nazione. Una nazione costruita per via di cultura, e dunque aperta al mondo per storia e per vocazione. È vitale entrare in comunione con la salubrità di aria, terra, acqua; con la memoria e la storia; con la profondità e la varietà dei nostri paesaggi. Costruire un rapporto profondo con il contesto che abitiamo: con lo spazio pubblico monumentale, vero capolavoro della cultura e dell’arte italiana. L’obiettivo di questo manuale è che gli italiani di domani possano attraversare il loro Paese accorgendosi di ciò che li circonda: un brano di campagna impigliato in città, un’apertura di paesaggio, un palazzo storico, una cappella, anche solo un portale o un’epigrafe memoriale, un albero secolare, un quadro o una statua di ieri o di oggi: in quella compresenza dei tempi che è il vero incantesimo dell’Italia.