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Amo dunque sono

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"La mia unica opera di getto": così Sibilla Aleramo definì questo romanzo epistolare, pubblicato nel 1927. Sono quarantatré appassionate lettere al giovane amante lontano, scritte per divenire, al suo ritorno, il 'loro libro'. Protagonisti Sibilla e Luciano, il bellissimo giovane che si sottrae al suo amore per un ritiro spirituale iniziatico. Luciano fu nella realtà Giulio Parise, giovane mago del cenacolo di Julius Evola, amato dalla scrittrice fra il 1924 e il 1926. Un romanzo quindi autobiografico che conserva tuttora la sua vivacità e sincerità e ricchezza, nel solco delle migliori prose della scrittrice, e mette a fuoco le perverse atmosfere della buona società romana del periodo fascista.
Come sempre, anche in queste lettere mai spedite, l'autrice si abbandona ai ricordi, soprattutto amorosi, e alla confessione delle più impercettibili sensazioni fisiche e psicologiche. Il libro, che anticipa la scrittura degli ultimi "Diari", dà valore letterario alla quotidianità ed evoca i fantasmi della solitudine, della miseria, dell'isolamento nel mondo culturale dei tempi. Sibilla Aleramo vi rivendica il diritto all'identità di donna e scrittrice in un mondo maschile e maschilista, mostrando la contraddittorietà insita nell'essere artefice e vittima della propria immagine pubblica.

125 pages, Paperback

First published January 1, 1927

3 people are currently reading
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About the author

Sibilla Aleramo

36 books81 followers
Sibilla Aleramo (14 August 1876 - 13 January 1960) was an Italian author and feminist best known for her autobiographical depictions of life as a woman in late 19th century Italy.

Her first book described her decision to leave her husband and son and move to Rome, which she did in 1901. She became active in political and artistic circles. During this time she writes extensively on feminism and homosexual understanding.

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14 (9%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Eleonora.
89 reviews42 followers
November 12, 2020
"e non ci siam baciati, non ci siam scambiati promesse, non sappiamo quali ore ci attendano, prossime, remote, quali incanti e delirio e spasimi e ascesi ancora, non sappiamo".

Delicata, struggente, passoniale, vera,
così sei tu,
Sibilla,
come questa corrispondenza di lettere
che ci/ti hanno fatto stare con il fiato sospeso per tutto il tempo.
🌷
Profile Image for Iacopo Melio.
Author 11 books300 followers
July 10, 2017
“Amo dunque sono” l’ho letto in due giorni, nonostante gli sforzi per cercare di godermelo a piccoli sorsi.
Un libro speciale regalatomi da una persona speciale.
Il tema emerge chiaro: l’amore.
Un romanzo epistolare autobiografico, nel quale Sibilla Aleramo raccoglie ben 43 lettere indirizzate al suo amato Luciano (ovvero Giulio Parise), lontano in ritiro.

Scorrevole, seppur con un linguaggio d’altri tempi (si tratta di una pubblicazione del 1927). La poetessa utilizza una scrittura tormentata, passionale, fatta di alti e bassi, di euforie e struggimenti. Il tutto senza alcuna censura emotiva e morale.
Ciò che mi ha molto colpito, infatti, è l’erotismo delicato, molto sensuale ed elegante, mai volgare. Profondo e potente.

Ecco, “potente” è il termine adatto: l’autrice non si risparmia, ama e si concede in modo travolgente, scoprendo i tratti di Donna nel senso più profondo, in un continuo oscillare tra l’attesa e il desiderio, tra speranza e privazione di quel frutto di un sentimento incontrollabile.
Un modo di amare che oggi, a molti, potrebbe risultare quasi “servizievole”, quando in realtà Sibilla stessa eleva la sua “consapevole diversità” di donna, in balìa delle tempeste, come grado più alto del darsi per qualcuno.
Consacrazione che in fondo, già in quegli anni, era una grande rivoluzione.
E lo è tutt’oggi.
Profile Image for Simone.
108 reviews69 followers
August 2, 2020
Prima opera - e romanzo epistolare - che ho letto di questa autrice a me sconosciuta finora, ho amato le lettere scritte con amore viscerale e metafisico da una donna che ha avuto una vita abbastanza memorabile e caratterizzata da eventi di importanza non indifferente; leggerò sicuramente la sua prosa e la sua poesia.
Profile Image for Simona Calò.
479 reviews14 followers
January 14, 2024
Una colata di melassa difficile da digerire. Sono legata a Sibilla, alla sua scrittura e alla sua storia piena di forza e indipendenza, ma questo volume di lettere è stato davvero too much. Non so se la vocazione di scrittrice la portasse a esasperare i suoi sentimenti espressi su carta o se davvero si tormentava così tanto per un amore appena nato, ma lo strazio e l'intensità di queste lettere sono stati retorici, eccessivamente drammatici, a tratti ridicoli, pur considerando l'epoca in cui l'amore consumava l'autrice, le convenzioni sociali, i tabù e le odiose dimostrazioni di sessismo. Molto più interessanti le descrizioni delle sue giornate e gli stenti a cui la precarietà economica la costringevano: destino comune a molti artisti, oggi come ieri, essere riconosciuti per la strada, trattati con tutti gli onori e non riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena.
Amo questo lirismo esagerato in Sibilla, un aspetto senza il quale non sarebbe la stessa, e forse non mi sarebbe così cara. Ma le romanticherie delle sue disperatissime relazioni non fanno per me.
Profile Image for Lucia Graziano.
Author 5 books12 followers
February 17, 2025
Non riesco a immaginare perché un editore abbia deciso di pubblicare 'sta roba (a un certo punto Aleramo sembrerebbe farlo intuire: davvero avranno comprato il manoscritto a scatola chiusa contando sul nome famoso dell'autrice? Poracci, se è questo il caso), e ancor meno riesco a figurarmi come possano aver recepito questo nonsense le povere lettrici degli anni '20, che immagino del tutto disarmate di fronte a questa strano epistolario inondato di melassa (e di tensione erotica) tutto basato sugli struggimenti amorosi di una signora di mezza età innamorata di un giovane mago che la costringe a trascorrere da sola le vacanze estive perché lui ha da fare prove iniziatiche da esoterista su un'isola lontana.

?!

Letto così, come opera a sé stante, è francamente proprio brutto. Acquisisce però tutto un altro spessore quando si viene a sapere che "Amo dunque sono" è interamente autobiografico, e davvero dà conto delle frequentazioni di Sibilla Aleramo con Julius Evola e Giulio Parise, gli esponenti di spicco di quel "gruppo di Ur" che si dedicava a studi esoterici nella Roma degli anni '20. In questo senso (e direi solo in questo senso) il libro diventa una testimonianza curiosissima e preziosa sulle dinamiche di quell'ambiente culturale, viste da un osservatore esterno (ma molto ben informato). Ma secondo me è un libro che piace se ci si approccia con questa curiosità; se lo si legge solo come romanzo rosa, mamma mia quanta melassa.
Profile Image for alozzup.
99 reviews1 follower
March 25, 2020
Sibilla Aleramo è nota soprattutto per il suo romanzo autobiografico Una donna. In questo romanzo composto delle lettere che l'autrice scrisse per il suo amante Luciano (nella realtà Giulio Parise) nel lungo periodo del ritiro di quest'ultimo. Un totale di 43 lettere in cui Sibilla Aleramo richiama ricordi ed emozioni, descrive le sensazioni e immagina in ardente attesa il ritrovarsi con l'amante, e definisce quella che per lei è l'essenza dell'essere donna, che definisce e sublima l'esistenza femminile: amo, dunque sono.
La Aleramo non scrive sdolcinate lettere d'amore, ma fa un vero viaggio introspettivo che tocca ogni aspetto dell'amore, senza tralasciarne le brutture, la diffidenza, la fisicità. Il corpo di Sibilla parla attraverso di lei, che dà voce alla sua passione senza giri di parole, senza abbellimenti: ti voglio, ti aspetto, prendimi. Siamo nel 1926 (il libro verrà pubblicato da Mondadori un anno dopo), e la Aleramo parla con estrema schiettezza della distinzione tra un amplesso in cui c'è amore, a cui al piacere fisico si aggiunge l'elemento spirituale, al cui culmine la donna raggiunge infine la sua pienezza, poiché la donna che ama è in grado di accogliere ed elaborare ciò che riceve dall'uomo, arricchendosi anche intellettualmente grazie a ciò che riceve ed è in grado di ricreare con grazia femminea.
Amo, dunque sono, conclude Sibilla Aleramo.
Profile Image for Marie  Die Witwe.
10 reviews
February 14, 2023
Ho letto questo libro per un esame di letteratura contemporanea, e credo di aver fatto una scelta più che azzeccata. Bellissima raccolta epistolare, viviamo un'estate attraverso gli occhi di Sibilla, che con un'ironia unica ci descrive la sua vita quotidiana. Le lettere sono indirizzate all'amante Luciano, che lei descrive con dolcissime parole d'amore, ma che personalmente ritengo un'essere spregevole. Sibilla fa trasparire il suo carattere forte, che Luciano non compensa in alcun modo, anzi. Tralasciando le mie opinioni personali sull'interesse amoroso (apparentemente insensato) per questo uomo, il libro è una delizia. Viene indirettamente analizzata la condizione dell'artista nel periodo del fascismo, in particolar modo, vista l'esperienza di vita di Sibilla, quella dell'artista della resistenza. Molto graditi anche i riferimenti all'esoterismo e all'amore visto come fede.
Profile Image for Sofiuti.
20 reviews
March 19, 2022
Meraviglioso. Credo uno dei miei libri preferiti letto fino ad ora. Inizialmente abbandonato e poi ripreso, si è rivelato a poco a poco, permettendomi di amare e conoscere a piccoli passi la scrittura di Sibilla Aleramo nella squisita testimonianza di un amore sensibile ed esoterico, coronato dal suo essere una delle scrittrici che più ho sentito vicina a me nel suo esprimere la sua visione del mondo.
Profile Image for Francesco Iorianni.
250 reviews2 followers
June 4, 2022
"E se tu fossi una creazione del mio desiderio? Il fiore supremo della mia vita e della mia arte?"
Mit einer poetischen Ader schmückt Sibilla Aleramo ihre nie versendeten Liebesbriefe an den damals Geliebten Giulio Parise. In jedem Satz spürt man die zerstörerische Kraft der Liebe, die einem die Sinne rauben kann. Aleramo versucht mit ihren Briefen den weit entfernten Liebhaber zu evozieren, scheitert aber daran und bleibt über die unerwiderte Liebe enttäuscht.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Liliana.
206 reviews2 followers
January 9, 2022
Lettere dalle quali emerge un amore travolgente, capace di scuotere la scrittrice nel profondo. Un amore passionale, quello per Luciano, che però non è stato capace di trasmettermi qualcosa di più incisivo. Credo sarà un testo che dimenticherò molto presto purtroppo, al contrario del suo più celebre romanzo, "una donna", che ho amato.
21 reviews
February 9, 2021
Donna che definisce l'acume.
Se Schopenhauer la avesse conosciuta avrebbe cambiato idea sulla capacità artistica e di ingegno del genere femminile.
Andrebbe studiata nelle scuole.
4 stelle perché il finale è stato poco emotivo rispetto al resto.
Profile Image for Ангеліна Іванченко.
237 reviews26 followers
May 19, 2023
Те, як авторка описує свої почуття, кохання, чоловіків, жінок... Заради цього дійсно варто її прочитати. Але для того, аби побачити в цих 43-х листах щось більше, ніж історію кохання, треба знати контекст більш широкий, ніж чудова післямова, написана нашим героєм
Profile Image for Абрахам Хосебр.
770 reviews99 followers
October 8, 2024
Це нетипова для мене книга. Роман у любовних листах закоханої жінки до юнака,який є членом закритого езотеричного ордену в Римі. Місцями засолодко, але загалом цікаво.
Ніби книга і невелика, але ці любовні стогони досить швидко втомлюють, хоча є парочка гарячих оригінальних пасажів.
Першочергово я купив книгу заради ілюстрацій Вадима Чорного (один з найкращих українських ілюстраторів для мене після робіт для Генона).
І найцікавішою її частиною виявилася післямова Заїковського де він розкриває хто є хто і описує боротьбу між Еволою та магом панмасоном на прізвисько Люче (який і був коханцем Алерамо).
Факт який шокував - на час написання книги їй було 50 років, а хлопцеві до якого написані листи - 20.

"Вежа на березі моря. Напівзруйнований пункт спостереження на самотній скелі.
Мені невідомо, коли ти дістанешся туди. Чи тебе підвезуть на човні, чи залишать тобі запас харчів на місяць.
Ти сам.
Почепиш гамак. А вікна там будуть? Чи лише бійниці? Сходи?
А чи буде на верхівці тієї вежі хоча б трохи вільного місця, кілька метрів для прогулянок?
«Буду відгородженим від усього, - сказав ти мені, - розмовлятиму хіба що з духами й демонами».
Ти усміхався, немов дитя, яке чекає прощення власних невинних пустощів.
«Існує також імовірність того, що я не повернусь...» - я прикрила тобі рота рукою, але ти відсторонив мене, як завжди, посміхаючись.
«Може трапитись, як би це тобі сказати... Випробування може погубити мене...» - «Померти! Це може трапитись і зі мною, рано чи пізно...» «У моєму випадку ймовірність цього надзвичайно висока через страшенну напругу. Там, на півдні, ризик сягне свого піку…»
Я затремтіла. На твоїх гарних чоловічих руках проступали незвично набухлі вени.
А тоді ти знову повернувся до розмови про вежу, про гамак, про море, про плавання, якому ти щодня присвячуватимеш багато годин.
Морська широчінь, де навколо корабля Одіссея співали сирени, споглядатиме твоє оголене тіло.
Вечір. Після дванадцятигодинної нічної подорожі й сьогоднішнього дня, присвяченого відвідуванню давніх знайомих, я почуваюся виснаженою й лягаю, сподіваючись, що зможу заснути під гамір, що долинає з Проспекту.
Відчуваю, що ти думаєш про мене, у спалахах блискавиць, із запаморочливим почуттям на душі.
**
«Віриш, - промовляв ти до мене, що Боги існують? Віриш у мою божественність та й у свою теж; віриш, дівчинко, що ти живеш у мені, що коли тобі виповниться сто років, любитиму тебе, як і сьогодні - тебе, безсмертну?». «Вірю, відповідала я, у твою благословенність. Бо це вона дає силу й наповнює реальним змістом усе, що замислюєш і робиш, будучи натхненним невидимими істотами».
Глибинна благословенність здається, це саме вона наповнює чарівністю твоє обличчя й твоє тіло. Твій погляд підтверджує можливість будь-якого дива...
Чи цього вечора твоє небо засіяне зорями, чи негода затягує його, а чи бурхливі хвилі розбиваються навколо
твого королівства?
Ти стоїш, споглядаючи відкриту широчінь ночі, а чи простягнувся на ложі, виснажений запитаннями, звер-
неними до космічних сил? Чи друкуєш на своїй маленькій машинці? Можливо, і моє ім'я є на папері,
Мене охоплює нестримне, аж до судоми, бажання піднести соковитий персик до твоїх спраглих вуст...
**
Мої благословенні очі, що так багато вже побачили, та ще не втомилися, хіба не для того були мені дані, щоб пізнати велич Всесвіту?

Сібілла Алерамо "Кохаю, а отже існую"
Переклад Андрія Бецка
Видавництво Пломінь
Profile Image for goccediquiete.
10 reviews11 followers
October 27, 2024
Pubblicato la prima volta nel 1927, “Amo dunque sono” raccoglie le 43 lettere mai spedite che Sibilla Aleramo scrive a Giulio Parise, nel libro Luciano, esoterista partito per un ritiro a scopo iniziatico, necessaria condizione per rafforzare lo “spirito” e infine potersi unire alla donna amata. Un libro che diverrà, al ritorno del giovane, il loro «libro nostro» e il cui manoscritto, dopo la pubblicazione, verrà consegnato dall’autrice allo stesso Parise.

Pagine che rendono la grazia di trattenere la muta parola, il ricucito strazio dell’assenza, pesante come ruvide pietre nella corsa allo sfregio di un palmo delicato. Si eleva sulla carta la voce di un corpo che si perde nell’abbacinante silenzio, che non risponde, che rifugiatasi distante sotto gli archi del tempo, trattiene tuttavia il dono di restare cosa cara, di essere attesa, sognata, di riempire lo sguardo vitreo di chi attende la venuta di un miracolo fatto di anima e carne dentro cornici di incertezza. Aleramo, la cui ruvida mancanza albeggia in dolce nostalgia, versa il brulicante desiderio di parola in dolci esternazioni ed eleganti erotismi, delicati e mai inopportuni, rami di un amore che si fa ampio come un lago che si allarga in dolci e blandi cerchi. Ogni alba è desiderata, attesa come una gioia in grembo, riempita dalla speranza che dietro il suo sonno notturno compaia la venuta del corpo atteso, disperatamente amato, finalmente restituito a mani tese in mendica offerta. La vita si fa dunque attesa intera, ogni giorno è snocciolato ansiosamente, e nel dolore, nel pianto disperato che bagna e inazzurra un amore dal ricongiungimento disabitato, nelle singhiozzanti vibrazioni d’anima, resta un sereno che buca il cielo, un gancio di carne impigliato nelle trame del desiderio. Vi è, qui, il grido continuo di interrogativi: Luciano è voce silenziosa, che fugge eppure ancora ama, o suono perduto per sempre, volo impigliato tra i rami e non più terreno? Fiorirà, poi, in terra lontana, in lui il desiderio di dire: “ti sento da qui. Sento ogni tua parola e la avvicino al mio cuore”? 

Un amore che si eleva come nubi, come ali bianche in corsa, verso l’ultima luce.
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