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Il brigatista

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Spiaggia di Castelporziano, luglio ’79. Durante il Festival dei poeti due militanti delle Br vengono arrestati in una sparatoria. Uno dei due, Jacopo Varega riesce a scappare dall’ospedale in cui è stato ricoverato, e a Roma si apre la più grande caccia all’uomo dai tempi del rapimento Moro. Pochi giorni dopo la giornalista televisiva Ornella Gianca riceve una telefonata: dal suo nascondiglio in un appartamento disabitato della periferia romana, Varega ha deciso di rivelare il nome di chi lo ha tradito e di raccontare, davanti a una telecamera, il decennio dell’odio, iniziato il 12 dicembre del 1969 con la strage di piazza Fontana a Milano. Con il ritmo serrato di un thriller, tra snodi storici e intrecci sentimentali, entriamo nella mente del brigatista per indagare le ragioni che spinsero un gruppo di giovani a imbracciare le armi e uccidere. Questa è la storia della caccia ai brigatisti da parte degli uomini del generale Dalla Chiesa, ed è la storia dell'Italia. L’Italia eversiva delle stragi e della strategia della tensione; l’Italia della cacciata di Lama dall’università, dei poliziotteschi, dell’epidemia di colera a Napoli e della diffusione dell’eroina. L'Italia di Aldo Moro, del commissario Calabresi, di Indro Montanelli e Gian Maria Volonté. Un paese in cui la verità è sempre stata una contraddizione, un intrigo internazionale, ma anche una questione privata.

402 pages, Paperback

Published June 6, 2019

86 people want to read

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Antonio Iovane

8 books9 followers

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1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Evi *.
395 reviews309 followers
November 21, 2021
Il terrorismo è quasi sempre oggetto di saggi, di interviste ai brigatisti, memoir di aguzzini o dei parenti delle vittime, profuse analisi sociali di un periodo storico buissimo del nostro paese che va dagli anni '70 a circa metà anni '80.
Invece questo libro di Antonio Iovane è uno dei rari (per la verità io non ne conosco altri) romanzi dedicati alle Brigate Rosse.
Mescola finzione narrativa con fatti reali che hanno attraversato il nostro paese: c'è la strage di piazza Fontana a Milano e quella di piazza della Loggia a Brescia, i primi sequestri di dirigenti industriali, la gambizzazione di Indro Montanelli, l'acme, laggiù dove osarono le aquile rosse, rappresentata dal rapimento Moro che scatenò una repressione durissima da parte del generale Dalla Chiesa che con poteri speciali concessigli e operazioni congiunte di carabinieri e polizia ebbe i suoi buoni frutti.

Una rivoluzione armata destinata comunque a perdere perché le masse operaie non l'hanno seguita, perché per fare la rivoluzione serve la fame (guardate oggi c'è un terreno quasi più fertile e soprattutto trasversale) allora la borghesia aveva capito che se evitava la fame poteva evitare la rivoluzione e fece così ampie concessioni.

In mezzo a queste realtà l'autore Antonio Iovane imbastisce la storia della formazione di una cellula terroristica, il reclutamento in fabbrica luogo che intercetta in massimo grado i malumori dei lavoratori, la preparazione concettuale partendo dallo studio di testi chiave dell'economia filosofica e sociale, l'auto finanziamento del movimento attraverso rapine, i progetti di azioni dimostrative, gli attentati, gli slogan con i quali i brigatisti, che non accettavano alcun confronto dialettico con i nemici di classe, propagandavano la loro ideologia, la giustificazione o meglio la deresponsabilizzazione perché le BR non colpivano uomini ma simboli del capitale

Io non ferivo, io non ho uccidevo persone. Io ferivo e uccidevo simboli. Nel momento in cui colpivo, il mio obiettivo si svuotava totalmente della sua componente umana.

Nel libro c'è anche un tocco di sentimentalismo non messo lì a capocchia in un romanzo sul terrorismo armato (anzi si s...a più in questo libro sulle BR che in tanti letti e di tutt'altro argomento (?)) un sesso sempre razionale a dimostrazione che la vita prosegue e il bisogno di un abbraccio, di sentirsi desiderati non muore mai, ma può rappresentare una debolezza, rimanendo ben chiaro il divieto di ogni coinvolgimento, perché l'Organizzazione viene prima e mai mescolare questioni personali con la politica.
C'è anche un colpo di scena verso l'epilogo che l'autore sa gestire in maniera notevole.

Un libro scorrevolissimo, fitto di dialoghi asciutti, che ho letto con voracità su un argomento che mi interessa da sempre. Non è una riduzione banale dell'ideologia delle BR a romanzo, se si vuole approfondire ci sono altri modi e canali, chiaro.

Piccola nota a margine.
Immaginiamo che le Brigate Rosse gli anni di piombo etc etc non fossero mai esistiti
Questo stesso romanzo sarebbe stato pura finzione, un perfetto romanzo di genere distopico.
Ma la realtà supera di gran lunga la finzione.
Profile Image for Massimo Foglio.
Author 1 book13 followers
February 2, 2020
Bello, interessante, mai noioso. Ad un certo punto cerchi di capire se Vladimiro sia un brigatista reale, tanto è accurata e veritiera la sua descrizione e la sua ricostruzione dei fatti. Alternando personaggi fittizi a protagonisti veri della stagione della lotta armata, il romanzo si dipana benissimo tra le varie parti della storia, non disdegnando visioni, analisi e stati d'animo molto realistici.
Non ha la pretesa del saggio storico, ma si addentra negli anni di piombo molto più di molti saggi sull'argomento. Lascia la voglia di approfondire.
Profile Image for Ludovica Ciasullo.
196 reviews18 followers
September 5, 2021
Sicuramente è un romanzo avvincente, e sicuramente sono molto interessata a capire meglio il periodo storico in cui è ambientato. Pur raccontando una vicenda di fantasia, trovo che l'autore faccia un ottimo lavoro nel rendere l'atmosfera degli anni 70, nel incastrare nella storia il prodotto della sua immaginazione.

Tuttavia, mi sembra che i personaggi siano tutti poco memorabili, e gli spunti interessanti che pure ci sono vengano del tutto trascurati. Ci sono alcuni argomenti su cui l'autore ritorna in maniera ricorrente. Per esempio, sembra che Jacopo si unisca alla lotta armata per amore di Irene, e che la sua passione/ossessione per lei lo motivi nonostante la loro non sia esattamente una relazione. Questo è l'unico tratto distintivo di Jacopo, che pure è in un certo senso il personaggio principale, e che ci viene però presentato quasi sempre nella veste dell'innamorato, con una cotta epocale, probabilmente non del tutto ricambiato, e anzi a volte quasi vessato dall'oggetto della sua passione. Un altro tema è il conflitto interiore del carabiniere Salvatore, che per perseguire la sua carriera nella squadra di Dalla Chiesa deve rinunciare prima ad una fidanzata e poi ad un'altra, non potendo rivelare loro la verità sul suo lavoro. Anche dell'interiorità di questo personaggio sappiamo pochissimo, e risulta appiattito su questo tema.

Ci sono una serie di problematicità che secondo me sono imperdonabili, tipo la scena in cui Jacopo rivede Irene dopo tanto tempo e, letteralmente, l'aggredisce: "Non le lasciai alcuna iniziativa, la voltai e la presi puntellandole la schiena con una mano per non darle modo di reagire. Lasciami, diceva. No, non la lasciavo." Profondamente disturbante, specie perché seguita da un dialogo semi-scherzoso in cucina: come è possibile che ancora scene del genere (letteralmente una violenza sessuale) vengano rappresentate senza essere problematizzate? Perché il tema del consenso non trova spazio e ancora siamo chiamati, da lettori, a interpretare una scena del genere come qualcosa di diverso da uno stupro?

Un altro passaggio che mi ha infastidito è stata la scena in cui il giornalista Lucio Aliberti, personaggio di fantasia, è al capezzale di Montanelli, che ha appena subito un attentato ad opera delle BR. I due si scambiano una serie di battutine complici e fanno un po' comunella: non so se lo scopo fosse generare empatia, mostrando un lato ironico e affabile di Montanelli, o sottolineare come le operazioni delle BR portassero "dalla stessa parte" anche persone politicamente agli antipodi ("«Sono dei vigliacchi, Lucio», dice adesso Montanelli, serio. «Sì, lo sono». «Bene. Almeno su questo ci intendiamo»), ma non ho apprezzato la patina alla "volemose bene" che ricopre l'episodio.

Altro esempio è la rappresentazione delle scene sedicenti erotiche: troppo "seni piccoli" e "gambe sottili", troppa mancanza di fantasia, di varietà, di originalità. Come spesso quando un uomo eterosessuale scrive una scena di sesso, il rischio di risultare cringe (come dicono i giovani) è alto.

Ci sono dei passaggi molto belli, come quando Jacopo dice alla giornalista che lo intervista che "La Storia non è la verità dei fatti, ma la legittimazione del presente." o quando riflette su come "i vincitori hanno bisogno dei vinti, i vinti li redimono, li assolvono, li privano del peccato originale. I vinti dicono ai vincitori che loro sono i giusti.". Nel complesso però questa lettura non mi ha convinta, non è più che un libro "ok".
Profile Image for Alessandra.
167 reviews26 followers
September 8, 2022
Bello e interessante.
è uno spaccato di storia italiana poco trattato e che invece è fondamentale.
Luglio ’79: in occasione di un Festival di poesia due militanti delle BR vengono arrestati, Jacopo Varega (nome in codice: Vladimiro) e Irene Lotti (nome in codice: Clizia). Colpito al ginocchio, Jacopo è condotto in ospedale ma riesce a scappare. Ornella Gianca, giornalista televisiva presente al momento dell'arresto, riceve da Varega una telefonata inaspettata. Varega vuole incontrarla e rivelarle il nome di chi l'ha tradito. L'incontro avviene ed è a questo punto che Jacopo inizia a raccontare i fatti a partire dalla strage di Piazza Fontana al rapimento di Aldo Moro.
La storia dei brigatisti (o meglio, del brigatista Vladimiro) si intreccia a quella di altri personaggi: storie diverse e distanti (anche geograficamente) ma che finiscono col convergere.
La struttura e la scrittura sono dinamiche e svelte. Si saltella da un posto all'altro, da una storia all'altra e di volta in volta mantenendo le fila.
Ciò che ne emerge è un'Italia arrabbiata, stanca, ferita, un'Italia fragile, un'Italia contraddittoria, alla continua ricerca di giustizia e verità e sempre più lontana dall'ottenerle.
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,976 reviews239 followers
June 20, 2020
Dory - per RFS
.
La storia recente che vede le Brigate Rosse protagoniste non è molto conosciuta da noi giovani, che non abbiamo vissuto quel periodo storico.

Questo romanzo ci viene in aiuto per assaporare quei momenti di fervore politico e per approfondire questo argomento interessante e importante.

La storia del brigatista Jacopo, alias Vladimiro, è scritta con uno stile asciutto ma potente e molto efficace così che fin dall’inizio riusciamo a ripiombare, da lettori, in quegli anni di protesta e agitazione sociale.

Le stesse città narrate – Roma, Milano, Torino – vengono raccontate attraverso la lente d’ingrandimento delle rivolte e della rivoluzione politica, quindi, non tanto tratteggiate nei luoghi quanto nelle storie e nelle emozioni delle persone che le vivevano.

L’epopea del brigatista Vladimiro è un modo che ha l’autore di farci conoscere quel periodo anche con documenti storici – ad esempio, le lettere di Aldo Moro – o articoli di giornale; il romanzo diviene, quindi, una specie di saggio molto godibile e mai noioso.

Iovane è capace di tenerci col fiato sospeso e di avvicinarci alla Storia attraverso narrazioni intrecciate di personaggi reali e fantasiosi.

Il brigatista è un libro intenso nei temi e nell’introspezione psicologica: i personaggi sono indagati profondamente, la storia è credibile – anche la parte inventata e non storica -, l’amore si incrocia con la rivoluzione e questo connubio si rivela devastante per l’epilogo di tutti i personaggi della narrazione.

Mi è piaciuto molto perché mi ha permesso di scoprire, con facile comprensione e appassionandomi di pagina in pagina, un capitolo della storia che non avevo mai approfondito e che mi interessa particolarmente, per questo motivo lo consiglio a tutti coloro che amano la politica, le radici sociali della società italiana e che non disdegnano anche i sentimenti e la profondità delle tematiche romanzesche.

Profile Image for Antonio Parrilla.
747 reviews29 followers
January 8, 2020
Il primo libro finito nel 2020 è una piacevole sorpresa, e si muove nella stessa scia di un libro del 2019 ("Cose più grandi di noi" di Giorgio Scianna) che aveva anch'esso meritato 5 stelle.
Ambientato durante gli anni di piombo, il libro riesce a coniugare perfettamente il quadro generale delle cose con la storia che viene raccontata, arricchendo il panorama politico di quegli anni con delle considerazioni personali che a mio avviso dicono tanto sulla psicologia di molti di coloro che abbracciarono la lotta armata.
Siamo di fronte, insomma, a un romanzo storico fatto secondo tutti i crismi, e in Italia sono in tanti ad averci provato senza riuscirci, soprattutto quando ci si riferisce a fatti così vicini a noi da non aver ancora terminato la transizione da "contemporanei" a "storici".
A mio avviso, consigliatissimo; c'è tutto: una storia, il ritmo, personaggi ben delineati, quadro storico ottimamente documentato e riportato... non mancano neanche i colpi di scena!
Profile Image for Luigi Dal Zio.
46 reviews7 followers
April 6, 2020
Ecco.. Tre stelle
Volevo dargliene due ma alcuni passaggi meritano molto di più..
Quindi ok... Tre.

Ma pensavo due.
Perché... Perché mi sembra, più che un libro di narrativa, una sceneggiatura di un futuro film.
Riferimenti, frasi, citazioni, azioni, rivendicazioni, personaggi, attori, registi, film, posti, manifestazioni,... È tutto perfetto.
Non mancano colpi di scena, da noir.
Fatti accaduti, conclamatii si mischiano con fatti verosimili.

È tutto visuale.
Troppo.

E il troppo scoppia...
Profile Image for Mattia Lojero.
66 reviews2 followers
October 5, 2019
Consigliato. Un romanzo perfettamente calato nel tempo e nel contesto in cui i fatti sono ambientati. I personaggi inventati si muovono in sincronia con i fatti e le persone reali.
Mi è piaciuto molto il finale della storia di Jacopo alias Vladimiro, il fittizio brigatista che con il suo racconto autobiografico ci guida attraverso il racconto e 15 anni di storia italiana. Da leggere.
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