Lin, Carlotta e Chiara hanno tredici anni e non hanno quasi nulla in comune. Tranne il luogo dove si ritrovano a passare l’ il campo estivo del CRAC, il Centro di Ricerche Avanzate in Coding creativo, nel cuore della Svizzera. Le tre, arrivate al campus con motivazioni assai diverse, diventano presto in camera con loro c’è infatti l’irrefrenabile Nina.Comincia così un’estate special in una «scuola» tutt’altro che tradizionale, dove a lezione può succedere qualunque ci si ritrova in giardino a superare un percorso a ostacoli, in cucina a sfidare una combinazione di ingredienti, in officina a smontare un motore, ma mai e poi mai ci sarà un’aula con i banchi e un professore in cattedra.Le amiche scopriranno che la tecnologia può essere uno strumento geniale, capace di aprire le porte ai loro sogni, cambiare il mondo… e risolvere qualche mistero, tra cui un intrigo con al centro un loro compagno di corso, il suo ricco ed equivoco zio e un pericolo che incombe sull’istituto.Un romanzo avvincente che tra computer e realtà virtuali parla di sentimenti molto l’amore, l’amicizia, la lealtà e il coraggio. Un inno alla forza delle ragazze e all’importanza di pensare con la propria testa.
Alessandra Spada è nata a Milano dove ha lavorato molti anni come architetta e ricercatrice. Dal 2015 vive in Svizzera e insegna italiano e arte nei licei.
sono rimasta un po' delusa. il libro affronta dei temi che apprezzo e condivido molto: l'amicizia, l'importanza che anche le ragazze sia incoraggiate a studiare l'informatica... ho trovato un po' infelice la struttura: il libro ha una trama gialla che è l'unico motivo per cui si continua a leggere, ma alla fine resta sospesa e irrisolta.
Bello! Non è tra i miei libri assolutamente preferiti, però non mi neanche dispiaciuto… Le ragazze sono molto legate, e l’amicizia così forte tra di loro è un idea molto bella!!!
* A volte bisogna essere spiazzati per vedere le cose da un nuovo punto di vista e trovare soluzioni innovative. * Che ti credi che io non lo sappia, che non conosca il razzismo? Prova tu a essere una bambina nera che parla tedesco alla Garbatella! Perché credi che sappia tutto di calcio, tocca integrassi. * Il bello di fare le cose con voi è che vengono in un modo a cui da sola non avrei pensato.
** Non sono di madrelingua Italiana, quindi perdonatemi se trovate qualche errore nella sintassi, ortografia e/o grammatica. Vi ringrazio! **
In realtà non avevo finito a leggerlo perché dovevo consegnarlo in bibiloteca, ma si poteva capire un pochino in che modo si finiva il racconto.
Durante la lettura, riuscivo a "sentire" le emozioni delle ragazze: la loro felicità, l'ansia, la curiosità, la paura, l'entusiasmo e l'essere dubbiosi e confusi. L'autrice è brava a scrivere in un modo semplice e diretto gli avvenimenti e perciò si riesce ad immaginare vivacemente le avventure delle ragazze in Svizzera.
Si capisce quanto divenne fortissimo il legame della loro amicizia solo dopo qualche giorno, poiché capirono che anche se loro sono diverse in tutti i sensi, hanno comunque tantissime cose simili (cose che non si capiscono subito).
Ma io do' quattro stelle perché mi aspettavo molto di più dalla storia e dal modo che essa sia narrata.
Tutto sommato, è un libro che è capace a non farti annoiare troppo!
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UPDATE Ho provato a rileggere il libro, questa volta andando verso la fine del romanzo. Insomma, questo libro mi ha (di nuovo) regalato un "viaggio last minute" a Losanna, in Svizzera, facendo amicizia istantaneamente con quattro ragazze sconosciutissime di Milano, tutte con delle passioni e personalita' differenti. Non smettevo piu' a leggere, ormai ogni capitolo intratteneva il mio cuore con sempre una gran voglia di sbarcare oltre i limiti degli oceani delle mie avventure immaginarie. C'e' molto da dire, in realta', ma per riassumere le mie recente impressioni: semplicemente questo libro ha contribuito gioia e piacere, dando cosi' un impatto emotivo particolarmente enorme... Dunque una storia difficile da scordare subito! Posso quindi mettere 4.5 stelle di recensione? Ormai "Il Codice delle Ragazze" e' gia' uno dei miei preferiti, sicuramente da rivisitare nel futuro! Ma solamente una piccola critica, prima di concludere il commento: come mai si intitola "il Codice delle Ragazze" se non si trova niente nei capitoli del racconto sul loro linguaggio segreto?
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