È una storia, questa. Una storia d'amore. Iniziata quarant'anni fa, e mai finita. Ed è anche la storia d'un viaggio nell'Italia del 2019, epico e comico, ebbro e stupefatto, sventatissimo, intrapreso su una Jeep del 1979 senza né tetto né sportelli né parabrezza da Emiliano De Vito, un ventiduenne appena laureato summa cum laude in Lettere antiche, e Vittorio Vezzosi, lo scrittore d'un solo libro, pubblicato nel 1995 e accolto da un successo planetario che lo convinse a rinchiudersi in una casa colonica sopra Firenze e non farsi più vedere da nessuno, e non pubblicare più neanche una parola. E mentre questi due antieroi se ne vanno litigando - troppo distanti le loro generazioni e visioni del mondo, troppo diversi i destini - verso Milano e la fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta, dove il Vezzosi ha incomprensibilmente accettato di tenere un discorso, infrangendo un silenzio durato un quarto di secolo, l'attenzione d'un mondo impazzito si riversa su di loro, e i social convinceranno l'Italia a fermarsi per ascoltare in diretta il Vezzosi, "l'unica risorsa e l'ultima speranza", mentre fa i conti col suo e col nostro passato, e soprattutto con l'immenso, pericoloso potere della nostalgia che attanaglia e stringe forte - troppo forte - il presente e il futuro di questo nostro paese perso nel ricordo di sé, e governato dai demagoghi peggiori.
Edoardo Nesi is an Italian writer, filmmaker, and translator. He began his career translating the work of such authors as Bruce Chatwin, Malcolm Lowry, Stephen King, and Quentin Tarantino. He has written five novels, one of which, L'età dell'oro, was a finalist for the 2005 Strega Prize and a winner of the Bruno Cavallini Prize. He wrote and directed the film Fughe da fermo (Fandango, 2001), based on his novel of the same name, and has translated David Foster Wallace’s Infinite Jest.
Vittorio Vezzosi non mi suonava nuovo ma è stato leggendo citati in successione Fede, Romano e il Barrocciai che ho deciso di controllare all’interno del DisNesy World ed ho trovato: Un ragazzino di otto anni sta accucciato sulla sabbia fine, davanti a un ombrellone. Si chiama Vittorio Vezzosi. Tiene un gran broncio e le braccia conserte, e volta ostentatamente le spalle a sua madre che, come sempre, non l’ha lasciato correre in acqua con agli altri bambini nonostante stavolta l’avesse implorata in ginocchio, a mani giunte, sull’orlo delle lacrime. (L’estate infinita - un libro che ho completamente dimenticato a differenza di “Fughe” e “Ride”)
Leggo Nesi da quando ha iniziato a pubblicare. L’ho letto prima di Updike, Yates, Carver e altre tre centinaia di scrittori. Se faccio una sovrapposizione di date viene fuori che Edoardo ha la stessa età di Vittorio (il grande scrittore personaggio di spicco del libro) che ha pubblicato Fughe da Fermo lo stesso anno in cui Vittorio ha pubblicato il capolavoro ineguagliato I lupi dentro. Nesi inoltre ha un figlio che è nato lo stesso anno di Emiliano (l'io narrante di questa storia). La mia sovrapposizione può difettare di qualche mese, il libro invece difetta di una ventina d'anni. È un'operazione in perdita quella di improvvisarsi membro di una generazione che non è la propria, è come impelagarsi in un rapporto con una donna parecchio più giovane. il protagonista di Fughe da fermo per quanto abbia suscitato l'odio di numerosi lettori (non il mio) era un esponente attendibile degli anni ‘90, ma questo Emiliano De Vito @zapata97 è credibile a fine anni '10? A me pare un giovane vecchio quanto me quando osservo la dinamicità di Instagram, io che come Nesi sono cresciuto con il Televideo. Forse avrebbe premiato di più raccontare di un settantenne che si decide a mettere Sky perché sul digitale terrestre non vede una mazza; glielo installano, glielo spiegano, vanno via e lui si accorge che sul satellite non c'è il televideo. Telefona subito agli installatori e dice che vuol rendere la parabola e il decoder perché se non c’è il televideo la tv è inutile. Forse.. perché in effetti se devi scrivere un romanzo sugli anni di Netflix e Instagram qualcosa devi pur inventarti. Nesi si inventa un laureato in lettere e un cinquantaquattrenne che ha scritto un unico libro 25 anni fa, li combina e li fa partire da Firenze alla volta della fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta a Milano. L’idolatria per quegli anni è assai più efficace della descrizione di quelli che stiamo vivendo, dei nostri miti morti ormai e della scoperta di Baby K(ey).
Ero (e resto) dubbioso sulla riuscita della torta e sulla scelta degli ingredienti (si mette il gorgonzola nella cheesecake?) Ero e resto legato ai primi romanzi di Nesi, così quando Vittorio ha preso a citare Malcom Lowry come faceva Fede mi sono ammorbidito, così quando Vittorio ha confessato di aver perso la testa per una coetanea conosciuta (e mai dimenticata) trent’anni prima ho riletto per l’ennesima volta il mito di Gatsby a cui Nesi deve esser devoto quanto me ... Però una cosa l’ho imparata, in tutti questi anni... E questa cosa è che il passato non c’è verso di riportarlo indietro... Non ce la fece neanche Gatsby. Ve lo ricordate, no? A un certo punto Nick gli dice che non si può ripetere il passato, e lui si indigna e fa: Come no! Certo che si può ripetere. Rimetterò tutto a posto com’era prima, vedrai... Ma non ci riuscì... Ed era Gatsby, non il Casamonti...
Io che non son disposto a sospendere la credibilità leggendo Alla fiera c’era Milena ad attenderci a un ingresso secondario, coi jeans della sera prima e una camicia sempre di jeans coi bottoni di madreperla e delle scarpe da tennis della Nike col baffo blu che avranno avuto trent’anni. Era splendida. invece di storcere il naso mi sono bevuto questo bicchiere alla propria gioventù, a sé stessi, al proprio sentimento prima ancora che alla persona che lo ha innescato involontariamente. Tutto il libro è un gioco di rimandi letterari e personaggi DisNesiani sospesi fra realtà e finzione. Milena è la donna agognata da Vittorio e al tempo stesso è Daisy. Vittorio è una proiezione di Edoardo ispirata da Salinger. Milena potrebbe essere anche l’Angelica della dedica e del magnifico verso finale “questa è la tua vita eterna”. Il gioco di rimandi di Nesi è particolarmente apprezzabile se si sono letti i suoi romanzi precedenti, se non sbaglio in quest’ultimo c’è almeno una scrittrice new entry: Joan Didion. Per Oriana Fallaci c’è un lungo omaggio in corsivo, praticamente una recensione a “Quel giorno sulla Luna”. Se non vi piace Missiroli lasciate perdere Nesi che è un citazionista di pari livello e lasciate perdere anche me che mi diverto un sacco quando vedo che entrambi hanno notato molte cose che ho notato anch’io. Quelle letterarie presenti in questo libro ve le risparmio, quelle musicali le aggiungo perché potrebbero venire tutte dalla mia collezione
mi lanciò un breve sorriso timido e uscì dallo stanzino mentre il cantante raccontava di vittime, The victims we know so well. https://www.youtube.com/watch?v=OH6KA...
mentre mi sussurrava nell’orecchio le parole della canzone dolente sparata a tutto volume che mi pareva dicesse qualcosa tipo un’eclisse totale del cuore https://www.youtube.com/watch?v=lcOxh...
– e quando il cantante iniziò a raccontare di un’autostrada vuota e del vento fresco tra i capelli, ecco, li dovetti riaprire perché era proprio tutto quello che sentivo e vedevo anch’io in quel momento, e insomma era come se ci stessi vivendo dentro, a quella canzone meravigliosa che raccontava di un albergo in California, se capivo bene. https://www.youtube.com/watch?v=EqPtz...
D’improvviso arrivarono le prime note di Whole Lotta Love, e ci misi un po’ a capire che era la suoneria del telefono del Vezzosi, che aggrottò le sopracciglia, rallentò, lo estrasse a fatica dalla https://www.youtube.com/watch?v=HQmmM...
..canzoni vecchie e tristi, come le chiami te, “Don’t Cry” dei Guns N’ Roses più di tutte e sopra tutte, col suo perfetto testo da liceale miagolato dall’Axl migliore di sempre, e intinto nella solennità lercia dell’assolo del vecchio Slash. https://www.youtube.com/watch?v=zRIbf...
==================================== Il romanzo preso per intero però, anziché segmentato, il romanzo per come è concepito, per gli anni in cui è ambientato, secondo andrebbe musicato così https://www.youtube.com/watch?v=XzuV0...
(*1) DisNesy World La quasi totalità dei libri pubblicati da Nesi sono collegati fra loro. Personaggi come Fede e Romano Carpini compaiono nella maggior parte di essi. Le famiglie pratesi dei Carpini, dei Barrocciai e dei Vezzosi si sfiorano e talvolta interagiscono raccontando la storia della sua gente e del nostro paese dagli anni ’60 in poi. Nesi ha creato un mondo prospettico al proprio popolandolo di personaggi singolari e divertenti, di alcuni ricordo ancora i soprannomi: La Tiave, Il lupo, Montecristo, il Bestia, Mazinga, Fustalupi… (sono loro la tua vita eterna Edo)
“Il vecchio è meglio del nuovo” La nostalgia è davvero metafora della fuga?
“La mia ombra è tua” è un confronto generazionale fatto di sogni, debolezze e amori interrotti. Vittorio Vezzosi autore del best seller I Lupi Dentro , vive in Toscana in completa solitudine senza piu scrivere nulla dopo che quell’unico libro pubblicato tanti anni prima gli ha regalato la fama, fagocitando però ogni futuro stimolo creativo. Vittorio, che ha un caratteraccio, abita in una strana casa colonica tra ordine e disordine, dove un giorno arriva il suo assistente personale, Emiliano De Vito (voce narrante), da poco laureato, che ama Catullo ed Epitteto, squattrinato, idealista e orfano di padre. È un giovane straordinaro e semplice perché per lui la vita passa attraverso la letteratura. Le vite di Vittorio ed Emiliano così distanti e diverse accendono da subito un forte scontro generazionale che lascerà spazio alla ricerca dell’autenticità e alla volontà di aggrapparsi alla vita, mollando le difese e i moralismi, guardando in faccia le cose che capitano per quello che sono. “La mia ombra è tua” è la storia di una vicinanza ma è anche un romanzo on the road perché i due protagonisti partono a bordo di una jeep del 1979 alla volta di Milano dove Vittorio, atteso come una celebrità, è deciso a tenere un intervento all’interno di una fiera del vintage. Il romanzo è divertente, si ride e tanto per le battute i dialoghi e le situazioni che capitano durante il viaggio I protagonisti, all’apparenza inconciliabili ma complementari, saranno l’uno il punto di riferimento per l’altro, fino a scambiarsi i ruoli. Il romanzo di Nesi è un inno alla fiducia e alla libertà
“Io non ho una casa, solamente un’ombra, ma tutte le volte che avrai bisogno d’un’ombra, la mia ombra è tua”.
Un giovane laureato diventa assistente del Salinger italiano. Torna Nesi e con lui la grande narrativa nostrana. Un libro che è una lunga comica invettiva verso i nostri tempi bugiardi. Fa ridere e ti cambia le prospettive. L'ho ammirato.
Libro che non avrei mai letto se non fosse stato scelto per un gruppo di lettura. Devo però ammettere che mi è piaciuto. Mi è piaciuto soprattutto lo sguardo al carattere e alla personalità dei due protagonisti principali e i cambiamenti che avvengono durante il loro folle viaggio in auto da Firenze a Milano. I due protagonisti sono Vittorio Vezzosi, scrittore geniale e stravagante divenuto famoso grazie a un unico libro e che ora vive della sua gloria, ed Emiliano de Vito, giovane laureato "sfigato" che gli deve fare da assistente. Dopo 25 anni di vita ritirata, il Vezzosi decide di tenere una lectio magistralis e deve quindi abbandonare la sua casa sulle colline fiorentine per raggiungere Milano. Durante questo viaggio on the road il Vezzosi, che all'apparenza sembra un intellettuale snob, ci mostra invece la sua umanità e sensibilità; ed Emiliano, da "sfigato" che era, riesce a lasciarsi andare per scoprire parti di sé che stava reprimendo. Entrambi stavano vivendo vite che non erano le loro: il Vezzosi perché chiuso nel passato e distruggendosi di nostalgia; Emiliano perché "bravo ragazzo" che non voleva deludere o contrariare nessuno. Due disadattati insoddisfatti, ognuno a modo proprio, che grazie a questo viaggio riescono ad aprirsi e guardarsi dentro, e capire meglio anche l'altro. Sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi, cosa non da poco quando si legge un libro. Un altro tema importante del libro è l'amore, ma anche la nostalgia. L'autore accenna brevemente anche a quando la nostalgia diventa malinconia e può quindi distruggere una persona. C'è anche uno sguardo ironico sull'Italia di oggi: i social, gli influencer, l'ignoranza dilagante, la pochezza di alcune persone; ci sono molte citazioni e riferimenti ad altri scrittori e, infatti, un altro tema importante, intrecciato agli altri, è la letteratura. Il titolo del libro, per esempio, è preso da Sotto il vulcano: "Io non ho una casa, solamente un’ombra, ma tutte le volte che arai bisogno di un’ombra, la mia ombra è tua".
Insomma, un bel libro sostanzioso (ma scorrevole) che mi ha coinvolto più di quanto immaginassi. Penso di non essere riuscita a cogliere tutto ciò che l'autore voleva comunicare, ma è stata comunque una lettura arricchente.
Benedetto sia il mio algoritmo di selezione dei libri da leggere, che mi ha portato a scegliere questo capolavoro nonostante nella mia lista iniziale fosse soltanto al 12° posto tra i libri usciti a settembre 2019. I protagonisti sono due: un giovane neolaureato nato nel 1997 (strano, proprio come mio figlio) che diventa assistente di un vecchio scrittore nato nel 1964 (strano, proprio come me) famosissimo per aver scritto un solo libro che, però, ha segnato un'intera generazione. Nesi usa la scrittura in mille modi, a volte usando toni ironici, altre volte seri, altre ancora sentimentali, sempre con una misura perfetta, raccontando un confronto tra generazioni e facendo assurgere le storie personali dei due a icone rappresentative dei loro coetanei. Alle recriminazioni del giovane, che vanno dritte al cuore dei genitori come me, risponderà a fine racconto l'amara considerazione del vecchio. In quell'unica frase, così tagliente e definitiva, sta il senso del libro. Una frase così potente che, da sola, spiega le scelte di vita, altrimenti incomprensibili, dell'anziano scrittore. Assegno 5 stelle e chiudo ammettendo che, per i miei gusti personali, questo è il miglior libro letto negli ultimi anni (classici a parte), e che in questo caso stiamo parlando non più di narrativa ma ci troviamo senza alcun dubbio nel campo della letteratura.
Due generazioni di distanza, due modi di vivere, due modi di lavorare, è tutto diverso tra due uomini che si trovano insieme a collaborare per lavoro. Emiliano De Vito nato nel 1997 e laureato in lettere antiche con il massimo dei voti, viene inviato presso la dimora di un famosissimo scrittore, forse gli hanno assegnato questo incarico con l'inganno. Si, perchè il ruolo di Emiliano, è quello di carpire notizie fresche relative alla stesura del secondo libro dello scrittore. Infatti, la fama di Vittorio Vezzosi, che ha scritto un solo libro, è quasi planetaria, ma è data soprattutto dal mistero che lo avvolge. Egli vive solo, non esce mai per eventi pubblici e non concede interviste anche se ha centinaia di richieste. Un ex professore di Emiliano, conosciuto all'università, lo manda dal Vezzosi per fargli fare l'assistente di scrittura. Emiliano accetta il lavoro solo perchè è l'unico che ha trovato. Ma quando Emiliano arriva a casa Vezzosi, l'incontro sarà subito scoppiettante. Un confronto tra due poli che si respingono ma che non possono fare a meno l'uno dell'altro. Il rapporto tra scrittore e assistente evolve e diventa qualcosa di diverso. Le stranezze nella vita del Vezzosi sono parecchie e Emiliano resta spiazzato vista la sua verginità, nei confronti di qualsiasi cosa fuori dalla normalità. Sembra di essere in un mondo surreale popolato da alcuni personaggi altrettanto strambi, descritti in questa divertente storia. Il protagonista ha dalla sua, la ferrea volontà di rimanere fedele a se stesso, alle sue idee seppur personalissime e al suo modo di intendere i sentimenti, è un nostalgico romantico. Un confronto generazionale prepotente e delicato allo stesso tempo, con una sensazione di leggerezza, accompagnata sporadicamente da riflessioni profonde. Difficile non rimanere incuriositi quando si legge la trama, peccato che alcuni particolari decisivi, risultano molto poco credibili.
Letto (d'un fiato) dopo Veronesi e Starnone (colibrì e condifenza) buffo notare come i tre scrittori abbiano tratti comuni e su tutti: una donna del passato a cui sempre ritornano. Starnone forse il più bravo, perché scarno. Veronesi il più serio, perché tende alla totalità. Nesi il più lieto, perché sa divertire, ma anche dire le cose giuste.
[...] io mi sforzavo di pensare che quello che s'era appena iniziato non fosse un semplice viaggio, ma la prima tappa d'una specie di apprendistato, forse addirittura di un cursus honorum."
Il giovane Emiliano De Vito si è appena laureato alla triennale di Lettere Antiche e in qualche modo deve sopravvivere, visto che il padre è morto da poco. Casualmente gli trovano un lavoro da assistente per un famosissimo ed eccentrico scrittore, che però vive rintanato in una villa fuori Firenze dopo aver scritto un solo, strepitoso libro: Vittorio Vezzosi. Emiliano, detto poi Zapata, pensa che sia solo un lavoro, un lavoro difficile visto che molteplici altri assistenti se ne sono andati o sono stati cacciati prima di lui... E in effetti l'accoglienza è una fucilata a salve non appena suona il campanello. Ora, Vezzosi è stato invitato ad un convegno ed eccezionalmente parlerà al pubblico. E così i due partono alla volta di Milano su una Jeep del 1979. Per Emiliano sarà un'esperienza indimenticabile, che lo farà crescere soprattutto da un punto di vista: la conoscenza profonda di cosa significhi essere adulti. "La mia ombra è tua" è il primo romanzo che leggo di Edoardo Nesi e devo dire che sono rimasto colpito dalla freschezza, dall'ironia del suo stile. La narrazione è spumeggiante, divertente, a tratti esaltante; ma sa anche essere profonda, perché in sostanza il tema centrale del romanzo è il rapporto che tutti noi intessiamo con il nostro passato e il nostro futuro. Spesso temi complessi non devono per forza essere trattati con pesantezza.
Quando siamo ragazzi ci sembra che lo saremo per sempre, vero? Ogni giorno conta, ogni giorno pesa. Ogni ora, ogni minuto che passa sembra dilatarsi e aspirare a contenerla tutta, la vita... E il tempo non passa mai... E poi d’un tratto hai trent’anni e sei in macchina, e alla radio mettono una canzone che ti piaceva e ti ritrovi a ricordare com’eri e come ti sentivi quando l’ascoltavi, e ti accorgi che quel momento perduto, ecco, ti manca... È la prima volta in vita tua, e te ne sorprendi. Non t’era mai successo che il ricordo si accoppiasse con lo struggimento... Con la nostalgia... È una cosa nuova, e ti piace. Ti diverte anche... Ma non sai, non puoi sapere che è proprio quello il momento in cui smetti d’esser giovane... E non ti immagini che di momenti così ne verranno altri, molti altri, e che lo struggimento che hai appena provato smetterà ben presto di garbarti... Non sai, non puoi sapere che sei appena caduto nella trappola più terribile e suadente e crudele e spietata di tutte... Quella di ricordare la giovinezza come se fosse sempre stata piena solo di cose belle, mentre non era vero, cazzo, per nessuno... Non è mai vero... Perché si soffre come cani, da giovani. Io lo so bene, e credo che lo sappiate bene anche voi...
Although this presents itself as a road trip book, that's only part of it. It took me awhile to get into the book, but by the time Zapata is drunk and telling Vezzosi off, I was hooked. Vezzosi, our Maestro, wrote an extremely popular book over 30 years ago and nothing since then. Zapata (actually Emiliano) is hired by the publishing company to basically spy on him to see if he's working on the follow up novel they paid him for long ago. Vezzosi is kind of a mess- he drinks, does drugs, and has become very isolated over the years. And then there's a very funny, ridiculous, but short, road trip where the two really help one another out.
The book title comes from author Malcolm Lowry's book Under the Volcano and it goes like this: I have no house, only a shadow. But whenever you are in need of a shadow, my shadow is yours.
i didn't think id like this book and for about 45% of it i wasn't a fan buuuuuuuut, it got me. it was something about the road-trip hedonism, being a washed out genius of whom much is expected, struggling to turn a liberal arts degree into financial stability, a father trying to reach out through his own depression to his daughter, and romantic yearning that really sold it to me.
this is my ideal of a beach read.
deeply tempted to get "i have no house only a shadow. But whenever you are in need of a shadow, my shadow is yours" tattooed. in the mean time it serves as a good anxiety mantra/recitation/affirmation.
Storia semplice semplice, all'apparenza. Per me però è un bellissimo esempio di scrittura: due personaggi che crescono grazie alla reciproca assistenza, un ragazzo e un ragazzo-uomo, una rappresentazione dell'essere giovani in un paese che fa sentire i giovani un bene non essenziale e un simbolo del boomer che ha avuto troppo e lo ha sperperato. Dialoghi taglienti, pochi fronzoli nelle descrizioni e un ritmo che sale e sale e sale fino al climax. Finale da lacrimuccia. Sarebbe un 4,5.
I enjoyed the wry humor of this novel. It pokes fun at much of modern life, from the publishing world, with its prioritizing of profit over art, to our obsession with celebrity. At times a bit over the top, it was nevertheless a fun read.
Due protagonisti,due uomini lontani, per età, per carattere,per stile di vita e per altri mille motivi devono convivere. Chi racconta la storia è il più giovane dei due. Emiliano De Vito è uno studente universitario di lettere antiche, si è laureato summa cum laude, nutre un amore non corrisposto per Allegra sua compagna di scuola fin dalle elementari, ha appena perso il padre e vive con la madre. Ha bisogno di lavorare così accetta di fare da assistente a un famosissimo ma folle scrittore. Vittorio Vezzosi è uno che ha scritto un solo libro negli anni ‘80 che ha avuto un successo grandissimo, venerato da tutti come il cantore di quegli anni e che è rimasto succube della fama. Il successo gli ha consentito di vivere di rendita ma non è più stato capace di produrre una pagina. E questo è quello che tutti stanno aspettando, in primis l’editore, che lui consegni finalmente il nuovo romanzo. E questo è quello che tutti si aspettano che Emiliano faccia e per cui è pagato che aiuti il genio a finire il lavoro.
"E' ancora oggi un piccolo romanzo perfetto, di quelli che ti regalano gli dèi... Una delle pochissime opere che riescono a mettere in mostra l'assurdo, splendente dipanarsi della vita (...) proprio ieri sera mi sono messo a rileggerlo, e ancora una volta l'ho trovato fresco, esultante, eppure colmo d'un dolore puro e umanissimo". La citazione è tratta dall'ultimo libro di Edoardo Nesi, La mia ombra è tua edito da La Nave di Teso. Ed è impossibile non pensare, per un momento, al grido di dolore che ci ha accompagnato, nel 2011, per tutta la lettura del suo libro, vincitore del Premio Strega, Storia della mia gente. Ebbene, anche in quel caso abbiamo sentito il dolore puro e umanissimo in grado di trasformare la storia di un individuo in storia collettiva.
Allegro, divertente, non banale sono i primi aggettivi che mi vengono alla mente per il nuovo libro di Nesi, abbastanza sorprendente e diverso da quanto si legge correntemente nel panorama italiano. Due mondi che si incontrano, uno scrittore “mitologico” scomparso ai media dopo un successo grandissimo, un giovane dei nostri giorni con il suo patrimonio di rabbia, il viaggio on the road e i like su istagram. Musica, letteratura, cinema, le diverse ansie dell’età e la politica, sono gli argomenti su cui i due personaggi si scontrano e si confrontano, e nel sottofondo una presa in giro graffiante del mondo dell’editoria. Considero ancora Nesi troppo lontano dai problemi della gente comune per essere uno scrittore completo, ma questo libro è divertente e lo consiglio.
Due protagonisti. Se fosse un film uno dei due potrebbe essere Carlo Monni. Peccato non è più di questo mondo perché sarebbe stato perfetto per una eventuale trasposizione filmica. Due protagonisti dicevo: Don Chisciotte e Sancho Panza. Archetipi perfetti. Cosa dire ancora? Che il libro vola. Dialoghi perfetti. Il libro scorre perfettamente. Il tema non è neanche dei miei preferiti ma la scrittura è talmente fluida che lo finisci in un batter d’occhio. Vai Nesi!
It felt like the translation was off - I don't think it flowed the way it was supposed to. I also don't think the description was very accurate - the cocaine use was off-putting to me. I didn't really get the point of the book: there was no resolution for the main character on what he was doing with this life. I ended up skimming the second half to find out what happened. The monologues by both main characters were a bit tedious.
Una ironica invettiva avverso i nostri tempi e avverso i letterati ed il mondo dell'editoria. Un'avventura di uno scrittore affermato, di successo, ma che ha pubblicato un solo libro, e di un giovane laureato in materie umanistiche. Un romanzo divertente e profondo allo stesso tempo.