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Roma Caput Mundi #5

Il Barbaro di Roma

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È solo un uomo che affronta le tragiche prove che il Fato gli ha riservato

Aphrodisias, 53 d.C. Giulia Urgulania per anni ha solcato i mari con la bireme Calypso cercando di dimenticare l’uomo che avrebbe potuto spezzarle il cuore. Adesso non corre più alcun pericolo, perché di lui non le restano che una manciata di ricordi, un tocco, un profumo, un bacio.

La Bestia non ha più nulla del grande guerriero che era un tempo, è soltanto un corpo da gettare nell’arena contro uomini e belve. Nella sofferenza della sua prigionia gli è rimasto solo un incontenibile desiderio di vendetta.

Esistenze divise, cuori spezzati. Eppure qualcosa accadrà in quello stadio affollato di gente, in quella città così lontana da Roma. Giulia comprenderà che le tante miglia percorse e la grande sofferenza che l’ha ferita così profondamente alla fine l’hanno condotta fin lì, dove porterà a termine una difficile missione anche a costo della sua stessa vita.

465 pages, Kindle Edition

Published January 7, 2020

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About the author

Adele Vieri Castellano

23 books198 followers
An Italian author of historical romance, Adele penned her first short romance story at the age of nine, when she selected the pseudonym she uses today, the name of her great-grandmother. Her historical romances are set in ancient Rome and published by Leggereditore. Born in the mid-sixties, she lived in France for years and has two points firmly in her life: reading and writing. She lives in Milan with three cats. Her passion? Ancient history, which she loves to recreate with passion in her books.

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Profile Image for The Reading's Love Blog.
1,340 reviews189 followers
January 7, 2020
RECENSIONE QUI: https://thereadingslove.blogspot.com/...

description
Quando l'affascinante lingua latina incontra la celebrazione dell'amore in ogni sua forma e delle gesta dei popoli antichi, si crea un connubio magistrale, un incastro perfetto di storia e sentimento. Anche con questo nuovo romanzo storico, pieno di azione, battaglie e amore, Adele Vieri Castellano si è rivelata all'altezza dei precedenti libri. Con la sua prosa curata ed elegante riesce a calamitare i lettori alle pagine del suo romanzo, a trasportarci nella Roma antica fino a sentirci parte della storia stessa, ad annusare gli odori di quella città, il calore della gente e gli intrighi che avvenivano e ad innamorarci delle descrizioni accurate dell’ambientazione e degli ambienti delle antiche domus romane. Conosciamo Raganhar di Gerlach, un uomo, un guerriero valoroso e temibile, determinato, forte e indistruttibile guidato dalla vendetta. Viviamo insieme a lui i suoi tumulti interiori, le emozioni, i sentimenti e la sua sete di vendetta che non si placherà finché non avrà portato a termine il suo obiettivo. Dall’altra parte conosciamo Giulia Urgulania, una matrona romana d'alto lignaggio, orgogliosa e forte, dal carattere deciso per le azioni e le scelte che compie e intransigente per le lezioni dolorose che la vita le ha impartito. Conosce bene gli uomini ma si trova impreparata di fronte a Raganhar. Non posso dirvi altro perché questa storia va assaporata lentamente e va vissuta insieme ai protagonisti con tutte le emozioni che ci scaturiscono: amore e speranza, morte e disperazione, luce e oscurità. Con destrezza e perfezione la Castellano conferisce ad una storia complessa e magistrale, ingredienti forti e differenti sfaccettature di uno spaccato storico interessante, capaci di travolgere il lettore. L’autrice sa essere spietata e cruda nelle battaglie quanto dolce e romantica nelle brevi scene piene d'amore in cui vengono esaltati i sentimenti. Non è una storia facile da trattare, non è una storia che forse molti sapranno apprezzare, in particolare per la narrazione del periodo storico e per l'utilizzo di termini latini che impreziosiscono la storia ed elevano la conoscenza e lo studio approfondito dell'autrice, come anche la sua passione per la storia romana che nel tempo si è distinta dagli altri popoli. La narrazione degli scontri e delle battaglie in campo e nell'arena, gli usi e costumi della Roma antica e la condizione della donna del tempo mi hanno incantata e appassionata, soprattutto perché anch'io, come l’autrice, sono innamorata letteralmente della nostra storia che deve essere ricordata e tramandata nel tempo e sono appassionata di romanzi storici avvincenti, pieni di azione e battaglie dove il cozzare delle spade è il suono predominante. Le vicende sono avvincenti e ricche di colpi di scena, di sentimenti contrastanti e difficoltà, di sangue e perdite. Le descrizioni sono il punto forte dello stile dell'autrice: riesce a riportare su carta emozioni, sensazioni, immagini e suoni. È come se riuscisse a proiettarci con le sue descrizioni all'interno del romanzo, come se noi fossimo protagonisti e allo stesso tempo osservatori della storia che viene descritta. Un talento unico che io ammiro tanto. L'amore è potenza e vita, è un'energia che seppur ci fa paura e ci rende deboli è l'unico sentimento a renderci immortali e a darci una ragione per cui combattere.

CONTINUA SUL NOSTRO BLOG. VENITE A TROVARCI
https://thereadingslove.blogspot.com/
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88 reviews26 followers
January 9, 2020
Ottimo romance storico che conferma una volta di non comune capacità dell’autrice di descrivere e far vivere ai lettori le emozioni dei personaggi narrati . Ho apprezzato in particolar modo come la castellano abbia rappresentato la figura di un giovane Nerone, non inquinata dalle dicerie storiche ma attinente a quello che sappiamo dalle fonti dell’epoca. Il libro è anche uno spaccato per intravedere cosa fosse la vita di un gladiatore nell’epoca imperiale. Giulia e Raghanar non hanno deluso le mie aspettative, mi hanno conquistata con la forza della loro passione , sono perfetti singolarmente ed eccezionali insieme. Non ultima la soddisfazione di veder riuniti in un libro tutti i precedenti protagonisti della serie, che contribuiscono a rendere il plot esplosivo.
Profile Image for CrazyForRomance.
1,713 reviews253 followers
January 8, 2020
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Attendevo di immergermi nelle pagine di Adele Vieri Castellano da tempo. Leggere questa autrice per me è sempre piacevole e come ho ribadito più volte, nelle vesti di scrittrice “storica” riesce sempre a meraviglia.
Finalmente, è l’ora di parlare di Giulia Urgulania e Raganhar, lo schivo principe barbaro, coppia che nei volumi precedenti avevamo intravisto e amato da subito.
Sulla donna romana, apparentemente frivola e volubile (grande protagonista del volume), l’autrice ricama una tela con ogni dovizia di particolari.
Il Barbaro di Roma (Kindle Edition)<br />by Adele Vieri Castellano
Sull’uomo ferito, il principe perduto, il combattente umiliato e forte, la Castellano incentra il fulcro della storia stessa.
Accanto ai sentimenti e ai rimorsi femminili, infatti, la scrittrice non fa mancare azione, la passione, avventura e le descrizioni di usanze, luoghi e abitudini (senza dare la parvenza di un dizionario).
Non manca nemmeno il giusto ritmo narrativo che proprio non può mancare in un romanzo avventuroso quanto romantico.
In più, rispetto agli altri volumi, devo dire che ho trovato una maggiore introspezione: un po’ perché Giulia non è una ragazzina, ma una donna indipendente e decisamente forte, un po’ perché il principe ne passa di ogni colore, devo dire che la caratterizzazione più intima dei personaggi è stata centrata appieno.
A mio avviso scelta giustissima considerando che questa coppia la Castellano ce l’ha fatta sudare un po’.
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Profile Image for Harem's Book.
601 reviews21 followers
January 7, 2020
Avete presente il fascino del grande schermo? 

Il silenzio per l’aspettativa, la consapevolezza che si stia per ricreare la “magia” dell’illusione scenica, quando nel buio si attende un racconto che sa di grandiosità. 

Tutto è amplificato, più forte, più intenso. 

Lo sguardo si perde nei lunghi piani che raccontano di un tempo perduto e di un mondo che avvolge, il cuore martella nella cassa toracica a ogni passo, a ogni suono, ogni sospiro. 

Rapiti restiamo in silenzio e ci facciamo trascinare dalla storia.

Perché tutto è grandioso. Nel senso di ampio respiro della narrazione, vastità dello spazio scenico, percorso narrativo articolato e complesso con una messa a fuoco di ogni personaggio intensissima, in una vera composizione che rende la narrazione viva. 

Ritroverete questo fascino nella gloriosa e fortunatissima serie Roma Caput Mundi.

Gli scenari suggestivi e grandiosi solleticheranno la vostra fantasia e il desiderio di avventura, le emozioni diventano i veri meccanismi della storia, a tal punto che crescono fino a dilatare i tempi, come passioni intense e totalizzanti che solo cuori grandi e spiriti forti possono provare.

La furia del dolore e della disperazione, una incursione nella brutale violenza di un campo di battaglia e l’attenzione si attarda sull’ardore, sulla vittoria che ha il sapore del sangue di lacrime e sudore, fino all’ attimo sospeso del ricordo e del rimpianto che dilata la memoria. Si sofferma sullo smarrimento nella vergogna, nel vagheggiamento di un ambizioso progetto di vendetta da accarezzare in segreto, in un sogno erotico di prorompente sensualità. Attimi di esaltazione tra disperazione e gloria, in cui i personaggi si muovono titanici, fortemente chiaroscurali, sfidando ogni prova del Destino, rovesciando la prevedibilità della loro sorte. Come eroi in cerca di gloria, pur di non smarrire l’onore.

E questa è Adele.

Più matura, più decisa, più intensa, più affascinante. Consapevole di essere alle prese con un capitolo delicato della serie.

A partire dai protagonisti, da sempre distintisi per impatto emotivo e originalità. 

Un principe barbaro, essenza della virilità a stento trattenuta, dalla beffarda e indomabile fierezza. In una società e cultura come quella romana che ha rinnegato la consanguineità per rendersi grande tra mobilità sociale, uso della cittadinanza ed integrazione, Raganhar conserva il fascino del germano che vagheggia la Purezza indomita della sua gente, narrata dai commentarii di Cesare, con l’ irrequietezza selvaggia e quella forza primordiale che richiamano il contatto con la natura: primitivo, sensuale, istintivo e pericoloso. Come vento che scuote le verdi foreste della Germania. Inaccessibile, imponente, eppure perfettamente integrato nella compagine imperiale e assimilato in un complesso processo di romanizzazione, di continuo scambio tra diverse culture.

Ritroviamo Raganhar partito da Alessandria d’Egitto al comando di un’ala di cavalleria diretta in Armenia, lasciandosi alle spalle gli amici, la sorella, il suo fratello di armi Messalla. Con lui i ricordi di un amore infranto sul molo di Alessandria, da dove è salpata Giulia Urgulania.

Come brezza marina, che sospinge la sua bireme Calypso, Giulia non ha posa, ormai è una matrona sagace, divertente, affascinante e indipendente, matura. 

Fuggita dai ricordi di Fabio, l’amore della giovinezza che sa di dolore, cupo e sordo. Scappata da Raganhar, quello dell’età matura, che sa di sfida, esigente e sconvolgente, audace.

era avida di vivere, di consumare dal primo all’ultimo istante ogni giornata che le era concessa. Eppure non si decideva.

Li troviamo distanti, lontani nello spazio e nel tempo divisi...

“Abbracciano le Ombre” questi due protagonisti -come un vecchio autore diceva- perché vivono tra fantasmi e ricordi, tanto che mai come in questo caso il Destino diventa vero coprotagonista della loro vicenda. 

Moira, la parte assegnata ad ognuno di noi, ciò che tocca in sorte.

Fato, legge ineluttabile, volontà imperscrutabile degli déi. Quella che domina la storia e i suoi accadimenti.

Tyche, la dea Fortuna romana, imprevedibile come una ruota, che si volta indietro per sanare i torti del passato e poi  invita a vivere il presente, il giorno. Lasciando nel futuro un margine di libertà del pensiero e dell’azione. Caso. Propizia o sciagurata, fausta o infausta ma comunque una possibilità. Forza divina inarrestabile, ineludibile.

Brancolano nell’ignoto Giulia e Raganhar, come nelle tenebre. 

E lì si scende lentamente.


«Questi sono morti che camminano, Giulia» le disse. «Sei sicura di volere andare avanti?» «Non chiedermelo ancora, ho già visto la miseria umana in tutte le sue forme» 


Giulia, ricca matrona in affari, scaltra rispettabile e eminente, nei sotterranei di un ginnasio di una indolente cittadina di una provincia orientale, dove l’ oscurità è un impasto denso di sofferenza e coraggio, dove la terra esala paura mista al sangue delle belve e al sudore dei gladiatori. Dove sembra impossibile distinguere gli uomini dalle bestie. Dove attende, nel buio, La Bestia 

I lineamenti erano quasi invisibili tra barba e capelli incolti color della pece, solo gli occhi davano una parvenza di umanità al volto bestiale.

Misteriosi, superbi, insondabili, ombre di palude, dominatori di un mondo di fango. La fiamma che illuminava quello sguardo bruciava d’odio e di un immenso, tacito disprezzo.


E Raghanr si muove nell’oscurità dell’oblio, nell’abbandono, nella dimenticanza completa e nella scomparsa. Quasi un eroe chiamato a grandi imprese, alle fatiche di una vita eccezionale.

Brancolano come Ulisse nell’Ade, Enea nell’Averno, come Orfeo che cerca Euridice, come Ercole che supera le dure prove

nessuno può portare via la tua umanità perché è in mano agli dèi, la si può solo nascondere per il tempo che occorre... lui non era Ercole ma solo un uomo che affrontava le tragiche prove che il Fato gli aveva riservato.

Raghanar è un nuovo Ercole, tra forza distruttiva e capacità di sottomissione, come l’eroe egli è duplice, barbaro e romano, dilaniato da un conflitto perenne. Tutti i defunti sono ombre confinate nell’Ade per l’eternità ma Ercole siede con gli déi sull’Olimpo come immortale, pur rimanendo fantasma negli Inferi.

Accetta il Destino eppure lo contrasta.

Era il finale della tragedia che era la sua vita. Sì, gli dèi si stavano sollazzando a un banchetto e stavano ridendo di lui.

Vendicativa e crudele, Venere.

Venere che è signora della città in cui si è rifugiata Giulia e ora, come per una beffa del Destino diventa lo scenario della loro riunione, così, con un ordito stretto e intricato, le esistenze del principe barbaro e della matrona tornano ad essere indissolubilmente intrecciate

Era sempre stata egoista: nell’amore, nell’amicizia, nel denaro...“Io, io e ancora io” era il suo motto e lo era stato fino in Egitto, fino a quando qualcosa di più potente di un maremoto aveva sconquassato la regola fondamentale per sostituirla con un “lui, lui e ancora lui”. Allora era fuggita, troppo spaventata...

Si ritrovano per capriccio, per disegno divino, per fatalità, per predestinazione. Insieme torneranno a Roma. In un viaggio che sarà a tratti una fuga, a tratti una catarsi, spesso un percorso di guarigione.

L’aveva dimenticata per anni e ora eccola lì, più viva che mai, quasi fosse tornata dall’Oltretomba per stuzzicarlo. Euridice. Ma lui non era Orfeo che avrebbe voluto riprendersela e che, per stoltezza, se l’era lasciata sfuggire per sempre. No, non era Orfeo...

Non conosceva quell’uomo, quello baciato in Egitto era un’altra persona, e anche il solo ricordo di quel bacio la faceva tremare. Voleva conoscerlo, consolarlo, aiutarlo, perché in quegli occhi verdi aveva visto un abisso tanto profondo da spaventarla. A volte così vuoti, altre accesi da una fiamma tanto bruciante da spingerla a proseguire su quel sentiero...


Non posso e non voglio rischiare di svelare dettagli di questa trama, allora mi soffermerò sulle emozioni, perché un romanzo deve fare questo in fondo: narrare le emozioni, innescarle come la spinta sotterranea che fa procedere la trama di una storia, che  cattura il lettore.

Afrodisia città ricca e cosmopolita, la città della bellezza, congerie culturale, senza cadere nel cliché del “Maximus Maximus Maximus” (cfr. Il Gladiatore - film del 2000 di Ridley Scott) vi accoglierà tra polvere e sangue per stordirvi. Non ci sarà lo spettacolo dei retiarii e dei mirmilloni allenati in un ludus, la frenesia delle donne impazzite per i campioni dell’arena dei munera e dei ludi, non ci sono i lanisti della capitale che si adoperano per la familia, quanto piuttosto relitti di umanità perduta in una società crudele, fondamentalmente basata sulla schiavitù e sulla segregazione sociale, sull’imperialismo e sulla conquista, violenta. Dove la violenza ha bisogno di spazi in cui esorcizzarsi e mettersi in scena, per “ricomporre” la civiltà. Qui il male ha volti brutali ma anche affascinanti, come la carezza lasciva di seduzione e corruzione del ricco Tessandro, evergete e pretendente della inafferrabile Giulia. Signore assoluto di Afrodisia. Da qui partiranno Giulia e Raganhar per tornare a casa, con fratture insanabili e cicatrici profonde


«Ognuna di esse è il ricordo di un giorno che credevo fosse l’ultimo, di una notte in cui pensavo di morire. Sono la prova della morte di ogni speranza. Credevo di avere degli amici ma era un’illusione perché, quando il mio fratello romano avrebbe dovuto aiutarmi, non lo ha fatto. Quindi non ho più una casa, non ho più un amico e non ho più nemmeno una sorella.»


Si lasciano alle spalle residenze sontuose, affari e clientele, opulenza e lussuria, all’ombra dei peristili che celano i desideri più nascosti e le emozioni trattenute, più sofferte. 

Giulia Urgulania dominava sull’elemento liquido come una ninfa: non agitava la superficie, non c’erano impronte bagnate intorno al perimetro e la luminosità delle lucerne regalava al suo volto una vaghezza oscillante, tremula, come quella di un bellissimo disegno sfocato. Camminando con attenzione, Raganhar attraversò il passaggio nascondendosi dietro le colonne. Nell’aria indugiava odore di sapone e oli da bagno, uno strigile d’osso era abbandonato su uno sgabello, alcune spugne sul bordo della vasca, un’ampolla senza tappo, un paio di sandali femminili e una tunica ammucchiata sul mosaico che precedeva gli scalini immersi. Non poteva vederla né lei poteva vedere lui, ma tutto a un tratto fu sveglio, in guardia. 

Si era smarrita nel fiume di emozioni, aveva desiderato prenderlo tra le braccia e tenerlo lì per l’eternità, quell’uomo così pieno di dolore da non riuscire a dimenticarlo. Lo aveva sorpreso, lui era uscito dal nascondiglio con un sorriso in agguato in fondo agli occhi e, mentre entrava in acqua, tra loro si era intessuta una ragnatela invisibile. Le mani, la bocca.Il cuore di Giulia palpitò e si ribaltò ancora e ancora mentre spiluccava lo spiedino assente, combattuta tra la voglia di fuggire e quella di restare. Lo conosceva eppure era un estraneo, voleva toccarlo eppure sapeva che si sarebbe fatta del male. Tutte quelle contraddizioni si mescolarono alla rabbia, al rimpianto.


Rimpianto. Compagno di viaggio di Giulia e di Raganhar da sempre. Attraverseranno un  mare periglioso in un viaggio che li unirà profondamente nell’impresa disperata e coraggiosa, come prova di fedeltà e sacrificio, un congedo dopo battaglie, strategie e inganni, vittorie e sconfitte. Una fuga che è una riunione, una missione. Giulia si rivelerà generosa e coraggiosa come un commilitone, tenace e leale, assolutamente complice benché a disagio di fronte all’inaccessibilità di Raganhar

Adesso lo aveva davanti e non era mai stato tanto bello come in quel momento, così vicino e irraggiungibile come un sogno, il passato o il futuro. 

«Guardami bene, Raganhar di Gerlach: sono una donna romana, un’aristocratica, abituata ad avere ai suoi piedi schiavi e servi disposti a tutto pur di compiacerla. Eppure sono qui, divido con voi tutto, i disagi, il poco cibo, il freddo, il caldo e le mosche. Sto facendo il contrario di quello per cui sono nata e sto rischiando tutto quanto. E sai perché? Perché ho qualcuno da riportare a casa, e quel qualcuno sei tu.» La sua voce terminò in un sussurro roco mentre cercava di cogliere ogni particolare di quel volto.

Era un volto duro, deciso, con l’espressione di un uomo che ormai non ha più nulla da perdere, che non crede più in nessuno dei valori che rendono sopportabile l’esistenza. Raganhar non aveva più una casa, amici, niente di ciò che, agli occhi di lei, rendeva la vita degna di essere vissuta.


Giulia però è ostinata, nel credere in lui, nello scommettere su di loro. Vuole ciò che non dovrebbe volere, pretende ciò che non potrà avere. Vuole lui.

Voleva essere perdonata e aiutare quell’uomo che non sapeva più cosa fosse il perdono. Raganhar...

Lui, diverso per cultura, idee, religione. Lei, aristocratica fino al midollo, avrebbe dato se stessa a quel barbaro cresciuto nelle foreste e soggiogato da Roma. Forse perché portava sul cuore una cicatrice indelebile e aveva molto sofferto in nome dell’amore che travolge ogni mortale, a volte salvifico, a volte distruttore.

« ...non so chi sei ora, ma so chi sei stato. Non ho paura.» Raganhar la fissò e poi rise sfrontato solo come può fare un uomo, arrogante come solo lui poteva essere. «Dovresti averne, non mi conosci» disse infine. «Allora permettimi di scoprire chi sei.»


Vergogna e gratitudine in Raganhar si mescolano al desiderio in modo esplosivo, come una miscela letale pronta a farlo impazzire, perché il rancore è un detonatore potentissimo in un uomo che non ha più nulla da perdere

Una furia antica eppure nuova si fece strada in lui, e proprio quella furia lo chiamò al suo fianco. Non avrebbe avuto il tempo di pensare ad altro, neppure a quella donna che un tempo lo aveva ferito. Nessuna paura abitava più in lui perché aveva guardato in faccia il buio, quello più oscuro e profondo, l’abisso che non tollera né indugi né cedimenti. Da quel buio era uscito, se non vincitore, almeno vivo.

Roma disincantata regina dei popoli, esigente signora delle civiltà turbata dagli scandali e dalle stravaganze della dinastia giulio-claudia, accoglie i due reduci. Roma che è patria, casa e rifugio. Dove c’è il senso dell’amicizia.

Dove per Raganhar di Gerlach c’è Messalla, un fratello di elezione, un braccio destro, un riferimento eterno, a tal punto da unirli da sempre come due gemelli divini, come due eroi inseparabili.

Nell’oscurità di una verde palude penetrò la luce azzurra del cielo negli occhi di Massimo.

«L’oscurità che mi ha catturato, che non riuscivo a scacciare.» Raganhar sollevò lo sguardo dall’anello e piantò gli occhi nei suoi. «Tutti parlano dell’oscurità» trovò il coraggio di dire Massimo. «Ma le danno nomi differenti. Anch’io ho vissuto nell’oscurità quando ero un ragazzo e odiavo mio padre, e quando ho perduto te. Soltanto…» Sospirò. «… un vile può scappare e nascondersi, ma noi, Aiace, noi dobbiamo affrontare la vita e le prove che ci impone. Altrimenti tutto ci sfuggirebbe di mano e allora non rimarrebbe più nulla per cui valga la pena vivere. Credo che questa oscurità abbia davvero più nomi, molti, e uno di questi è Fato...Aiace...L’incarnazione della pura virtù guerriera, della fedeltà e dell’onore. È un soprannome che ti appartiene, questa notte più che mai.»

«Non sono un eroe, Messalla.» «Sei un uomo, Raganhar.»


Oscurità come atto di fede, come prova, morte e rinascita che il principe barbaro affronterà. Perché l’odio è un sentimento forte, quello che forse solo l’amore può contrastare

Da qualche parte, in quella lama di oscurità che si stava avvicinando sempre più e minacciava di inghiottirlo, vide una luce. Rossa come il sangue.

Amore che si nutre di perdono e alimenta ogni speranza.

Si fissarono. Uno sguardo che li unì per un lungo momento. Giulia guardò le labbra spesse, arse dalla salsedine, amare come il sale e dolci come l’amore. Un selvaggio, un barbaro. Alzò un dito, le sfiorò e vide uno scintillio incendiare la palude. Raganhar di Gerlach abbassò il capo e posò le labbra sulle sue con delicatezza, quasi avesse paura di romperla; lei non aveva paura, non più, e non era fragile, non più. Amami, pensò. Perdonami.


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Profile Image for foschia75.
163 reviews33 followers
February 17, 2020
Ritorno agli "Antichi fasti"
Letto in una manciata di ore in preda alla sete di sapere ciò che il "destino" aveva in serbo per uno dei personaggi più amati (e attesi) della serie. Il risultato è stato una piacevole sensazione di sentirsi di nuovo "in famiglia", in quel nucleo al quale ci eravamo affezionate nei primi due capitoli della serie. Mi sono sentita a casa, parte di quel legame forte e cameratesco che neanche la mano implacabile della tessitrice Castellano ha potuto spezzare. Perché diciamoci la verità, si è impegnata parecchio per forgiare una volta di più il guerriero germano!
Ciò che non spezzeranno le catene e la frusta sarà capace di spezzare la fredda e tagliente sensazione dell'abbandono e del tradimento della propria famiglia, quella non di sangue ma di cuore alla quale il guerriero germano ha sempre sentito di appartenere. Lontano da Roma, la città che lo ha accolto tempo prima, lontano dagli amici e dall'unica donna che sia riuscita a fare breccia nel suo arido cuore, è diventato simile a una bestia che respira perché il fato ha così deciso. In balia degli eventi e di chi tiene le sue catene, trascorre le giornate aspettando che la morte venga a reclamarlo. Ma un nuovo sentimento si fa strada in lui quando giungerà il suono di una voce conosciuta. Impetuosa e inarrestabile la rabbia monta nel suo cuore, o forse è qualcos'altro di ancora più subdolo e sottile, alimentato da un discorso lasciato in sospeso anni prima. Raganhar ha un nuovo motivo per restare in vita: la vendetta, che darà nuova linfa alla sua voglia di spezzare le catene. Quando la vendetta supera la voglia di incontrare la morte, allora il tempo è giunto per liberare la bestia che sbatte sulle pareti del cuore.
Immaginate un uomo che non ha più nulla da perdere, abbandonato da quella che considerava la sua famiglia e deluso ancora una volta dalla donna che amava. Un mix a dir poco micidiale che innescherà una serie di "deflagrazioni" capaci di arrivare dritte al cuore e all'immaginario del lettore. Bello, avvolgente come i vecchi tempi, attraente e capace di tenere in apnea per centinaia di pagine in un crescendo di emozioni che rievocano gli "antichi fasti" ai quali ci aveva viziato la Castellano.
Non sarà una passeggiata, ma una lenta e difficile riconquista della fiducia nell'amore e nell'amicizia fraterna, quel calore familiare dal quale è stato bruscamente strappato lontano da quella Roma che era ormai casa sua.
Il barbaro di Roma torna alla coralità di un tempo, dove tutti i principali graffianti e indimenticabili personaggi sapranno scaldarci il cuore e l'immaginario in un grande abbraccio finale sofferto e sudato.
Bentornata Adele! Grazie per averci inoltre regalato la fulminea ma tangibile presenza di un personaggio che dopo Aquilato e Raganhar è entrato nel mio immaginario come un fulmine a ciel sereno e che attendo di leggere in un prossimo romanzo a lui dedicato.
Profile Image for Laura.
70 reviews27 followers
January 15, 2020
Apro il libro e leggo per prima cosa l'elenco dei protagonisti e mi scappa un sorriso su Antares il leone 😀.
Mi immergo nella lettura e mi trovo catapultata indietro nel tempo, testimone silenziosa di una terribile battaglia, odo le grida dei soldati e il clangore delle armi.
È questo quello che mi succede ogni volta che apro un libro di questa scrittrice.
Adele Vieri Castellano sa come condurre il lettore per mano attraverso secoli di storia.
I personaggi sono reali, soffriamo con loro per le sconfitte e gioiamo delle loro vittorie.
Raganhar e Giulia è una coppia che aspettavo da tempo,  sin dalla lettura di Roma 42, quando si scambiarono i primi sguardi nascosti tra la folla di un banchetto.
Non sono rimasta delusa dalla loro storia, era quello che mi sarei aspettata da questi due fieri e coraggiosi protagonisti.
La terza parte del libro poi mi ha colmato di gioia: ho rivisto tutti i personaggi di questa bellissima serie, i valorosi soldati e le loro non meno coraggiose spose, che hanno movimentato gli ultimi capitoli pieni di suspense.
Spero di poter leggere il prossimo capitolo al più presto prima di andare in astinenza da Castellano!
Cinque stelle meritatissime, finalmente un romance che non si riduce ad acrobazie sessuali e dialoghi infantili.
Se cercate la Storia con la S maiuscola, l'avventura, l'amore e una trama articolata questo è il vostro libro.
Profile Image for Le cercatrici di libri.
1,892 reviews47 followers
January 11, 2020
Da quando ho finito il primo libro della serie "Il Leone di Roma" ho atteso con ansia la storia d'amore tra il principe germanico Raganhar di Gerlach e della nobile romana Giulia Urgulania.
Li avevamo lasciati dopo un loro unico bacio da togliere il fiato e perdere la ragione, con Giulia colta dal panico che imbarcata sulla sua nave scappava da Raganhar.

Adele Vieri Castellano ha creato ancora una volta due personaggi assolutamente straordinari e sorprendenti e sapientemente strutturati da sembrare reali. Soprattutto Raganhar, che con la sua disperazione mi ha dato i brividi sulla pelle tanto era profondo il tunnel dove la sua mente e il suo corpo erano sprofondati. Dove non c'è posto per la luce ma solo la cruda volontà di sopravvivenza che è insita in ogni animale che cammini sulla nuda terra. Sopratutto se è alimentata da un odio e una sete di vendetta profonda e devastante.

in catene aveva sognato spesso di averla accanto e da lei aveva raccolto la forza di affrontare ogni alba e ogni tramonto pur senza vederli perché rinchiuso in una prigione buia, incatenato, affamato, solo. Era stata in ogni stadio in cui aveva lottato, sulla sabbia lorda di sangue per ogni avversario che aveva ucciso. Lei e solo lei.

Non da meno è il personaggio femminile di Giulia che dimostrerà la vera forza di una donna. Con un mente brillante è diventata una grande commerciante che riesce a muoversi in quei campi che ai tempi erano di sola priorità maschile.
Lei da sempre ha preferito fuggire di fronte all'amore per paura di soffrire piuttosto che restare e rischiare di mettere di nuovo in gioco il suo cuore dolorante e spezzato dalla vita.
Questa sarà la volta decisiva: scappare o combattere per quell'amore che da anni tenta di negare a se stessa.

Giulia guardò le labbra spesse, arse dalla salsedine, amare come il sale e dolci come l’amore. Un selvaggio, un barbaro. Alzò un dito, le sfiorò e vide uno scintillio incendiare la palude. Raganhar di Gerlach abbassò il capo e posò le labbra sulle sue con delicatezza, quasi avesse paura di romperla; lei non aveva paura, non più, e non era fragile, non più. Amami, pensò. Perdonami.

La rinascita di Raganhar è quello che da spicco a questa storia, ricca di pathos tanto da farmi spuntare le lacrime e stringere lo stomaco in alcune scene.
Due protagonisti forti e intrepidi che ho così fortemente amato e che alla fine del libro ho salutato con vivo dispiacere.
Spero ardentemente che la Vieri Castellano decida di continuare la serie così che io possa rincontrarli nella prossima storia.

«Voglio guardarti mentre mi accogli dentro di te.» L’avrebbe sempre ricordata così perché tre anni erano una lunga attesa e Giulia era sua, lo era sempre stata, e lui ne avrebbe reclamato il possesso.

Con questo romanzo l'autrice ha saputo trasmettermi tutte quelle emozioni che solo chi ha un grande talento narrativo e preparazione come Adele Vieri Castellano può! Tanto da dare al lettore la percezione di essere trasportato dentro le pagine, per la dovizia di particolari storici che è chiaramente frutto di profonde ricerche e studi.
Degno di nota è il modo in l'autrice ha saputo intessere la trama in un'ambientazione storica dove gli intrighi, cospirazioni politiche e ambizioni personali fanno da padrone.

Era la sua perla segreta, il porto dopo la tempesta, la sola che poteva risparmiargli il male e trascinarlo spudorata verso il bene. L’unica che avrebbe mai potuto cancellare la sofferenza delle catene, delle frustate, della solitudine.

Vorrei poter poter trovare tante altre parole per descrivere la bellezza di questo romanzo, ma dirò semplicemente: Straordinario.
Un bacio alla prossima!
Virgy
Indimenticabile
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Author 38 books686 followers
January 8, 2020
Attendevo di immergermi nelle pagine di Adele Vieri Castellano da tempo. Leggere questa autrice per me è sempre piacevole e come ho ribadito più volte, nelle vesti di scrittrice “storica” riesce sempre a meraviglia.
Finalmente, è l’ora di parlare di Giulia Urgulania e Raganhar, lo schivo principe barbaro, coppia che nei volumi precedenti avevamo intravisto e amato da subito.
Sulla donna romana, apparentemente frivola e volubile (grande protagonista del volume), l’autrice ricama una tela con ogni dovizia di particolari.

Come una goccia corrode la pietra, così il volto rude e selvatico del principe barbaro aveva intaccato allo stesso modo le sue difese.

Sull’uomo ferito, il principe perduto, il combattente umiliato e forte, la Castellano incentra il fulcro della storia stessa.

«Esistono due tipi di verità» disse Raganhar. «Quella che viene distorta e manipolata da qualcuno e la verità che ci portiamo dentro e sappiamo essere autentica.»

Accanto ai sentimenti e ai rimorsi femminili, infatti, la scrittrice non fa mancare azione, la passione, avventura e le descrizioni di usanze, luoghi e abitudini (senza dare la parvenza di un dizionario).
Non manca nemmeno il giusto ritmo narrativo che proprio non può mancare in un romanzo avventuroso quanto romantico.
In più, rispetto agli altri volumi, devo dire che ho trovato una maggiore introspezione: un po’ perché Giulia non è una ragazzina, ma una donna indipendente e decisamente forte, un po’ perché il principe ne passa di ogni colore, devo dire che la caratterizzazione più intima dei personaggi è stata centrata appieno.
A mio avviso scelta giustissima considerando che questa coppia la Castellano ce l’ha fatta sudare un po’.
Presente e ben incastonata la cornice storica reale con un giovane Nerone e il suo punto di vista scaltro e ambizioso (e questo lo trovate anche negli altri volumi). Presente anche l’amore fraterno tra uomini dal diverso sangue ma cresciuti sotto lo stesso tetto che tanto rende nobili gli ideali di uomini validi come i protagonisti.
Insomma, in questo nuovo volume della Caput Mundi ritrovate Adele Vieri Castellano in tutto il suo splendore e da sua ammiratrice, spero di poterne leggere presto un nuovo capitolo.

Naike
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7,976 reviews238 followers
January 11, 2020
E. L. Corner - per RFS
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Il Barbaro di Roma è il sesto volume della serie Roma Caput Mundi e racconta la storia di Giulia Urgulania e Raganhar di Gerlach.
I personaggi li abbiamo già conosciuti nei precedenti libri della serie, protagonisti secondari ma comunque importanti delle narrazioni.
Giulia è un’aristocratica matrona romana, una donna forte e volitiva, con un passato tragico e doloroso. Ha deciso di affrontare la vita in modo spavaldo e coraggioso, percorre l’ esistenza pensando solo a sé stessa, e mette al primo posto solo i suoi bisogni e i suoi desideri. I sentimenti e l’amore sembrano non avere più posto nel suo presente e nel suo futuro.
Restano comunque fermi gli affetti di sempre, le su carissime amiche: Livia Urgulanilla, moglie del senatore Rufo e Ottavia Lenate, moglie di Messalla.
Raganhar di Gerlach è un principe barbaro che, dopo la cattura da parte di Rufo, si è convertito alla civiltà romana della quale non disprezza più usi e costumi. Un romano, Massimo Valerio Messalla, è diventato il suo migliore amico, un fratello in armi, con il quale ha condiviso battaglie, combattimenti, ma anche spregiudicatezza e gioia.
Giulia e Raganhar si sono studiati, sfiorati, accarezzati, e poi incontrati per un breve momento ma la paura di Giulia di mettere ancora in gioco il suo cuore, li ha separati e allontanati.
Il Fato ha però in serbo per loro una grandiosa sorpresa, e preparerà un percorso pericoloso e doloroso per le loro vite.
La nostra protagonista, diventata un’affaccendata donna d’affari disincantata, delusa e persuasa di aver perso per sempre Raganhar, è convinta che la vita non possa più offrirle niente degno di nota… ma qualcosa di incredibile accade.

“Incontrò di nuovo lo sguardo indecifrabile nel volto segnato dalla sofferenza. Nel groviglio di barba e capelli gli occhi erano freddi come una palude e altrettanto intensi, proprio come li ricordava. Un tempo l’avevano fatta tremare e scaldata come fuoco liquido. Il disegno del Fato le apparve limpido come acqua di fonte: non era capitata ad Aphrodisias per caso. Giulia trasse un profondo respiro. Venere, Diana, Giunone Regina, dee misericordiose albergate sulla cima dell’Olimpo, mi stanno affidando un compito, pensò. Per portarlo a termine sarei disposta a impiegare tutte le mie ricchezze o la mia stessa vita.”

Giulia e Raganhar si ritrovano inaspettatamente a Aphrodisias. Sono passati anni e l’uomo che attraversa di nuovo la vita della bella romana non è più lo stesso: dolore, sofferenza e tormento hanno invaso l’esistenza del forte e coraggioso guerriero mettendolo a dura prova.

“Un passo, un altro, l’urlo della folla divenne un brusio. Una delle due donne rise, un singulto sgradevole, l’altra si girò di scatto a guardare qualcuno alle sue spalle. Tra i ricchi notabili della città spiccava un cranio perfettamente rasato che parve ricevere un comando. Raganhar lo vide annuire. Poi, in quell’istante, i loro sguardi si incrociarono. Un volto riemerse dal passato remoto, un volto cancellato dal sanguinoso passato prossimo e che non trovava spiegazione in quel tragico presente. Un volto che avrebbe potuto essere materia per il suo futuro incerto. L’istinto fu quello di fermarsi ma non lo fece, i suoi occhi corsero al volto della donna vestita di rosso che sedeva accanto a Tessandro di Caria. Una matrona romana dai lineamenti fieri, aristocratici, tanto saggia quanto bella, e ancor più indipendente. Una donna uscita dalla stessa spuma da cui era nata Venere e che avrebbe potuto condurlo con sé fino alle porte del fiume dell’oscurità. Nessuna delle frustate di cui ancora portava i segni gli aveva fatto male quanto quella donna che lui aveva chiesto agli dèi di non mettere mai più sul suo cammino. Era il finale della tragedia che era la sua vita. Sì, gli dèi si stavano sollazzando a un banchetto e stavano ridendo di lui.”

Giulia non perde tempo e, nonostante le difficoltà e i pericoli, si impegna ad organizzare il rientro a Roma di Raganhar, il ritorno del guerriero alla sua famiglia ed ai suoi affetti.
Non voglio raccontare altro della trama, per non rivelare troppo e togliere al lettore il piacere della scoperta.
Mi aspettavo un libro ben strutturato e documentato con cura da un punto di vista storico, come ci ha ormai abituato l’autrice. Un testo completo e perfetto, un racconto avventuroso e coinvolgente, una storia d’amore emozionante e commovente.
Non sono stata delusa, anzi ancora una volta Adele Vieri Castellano mi ha sorpreso in positivo alzando ulteriormente il livello della sua talentuosa scrittura. Ho amato moltissimo la storia di Rufo e Livia, e fino ad ora Roma 40 d.c. Destino d’Amore era rimasto il mio libro preferito in assoluto. Ma, dopo la lettura del Barbaro di Roma, ho cambiato opinione. Il romanzo è talmente coinvolgente ed avvincente da non riuscire a smettere di leggere; non mi capitava da tempo. La narrazione è scorrevole, con incantevoli riferimenti e spiegazioni interessanti che aiutano a decifrare il contesto storico e sociale, ma senza essere pretenziosa o noiosa.
Non posso che consigliare caldamente la lettura di un libro così appassionante e coinvolgente, raccomandando però, visto la mia indole meticolosa, di leggere anche i precedenti romanzi per comprendere appieno tutte le sfumature e i dettagli della bellissima e avvincente storia d’amore di Giulia e Raganhar.
Profile Image for Rosa Campanile.
Author 9 books62 followers
January 10, 2020
Quattro stelle e mezzo!

Nel periodo delle feste, in quell’atmosfera agrodolce tra Capodanno e l’Epifania, mentre tutti si preoccupavano di saldi, carbone e si lamentavano del brutale rientro dalle vacanze, io ho fatto un viaggio indietro nel tempo, precisamente nel 53 d.C., atterrando su una bireme chiamata Calypso che navigava grazie alla benevolenza di Nettuno tra Aphrodisias e Roma. Ciò è stato possibile grazie alle atmosfere evocative della penne della Castellano, unica autrice italiana che ha saputo trasformare la storia che ero obbligata a studiare al liceo durante le ore di cultura latina, quella di Caligola e Nerone e Cesare, da noiosa ad avvincente e unica. A partire da quell’avventura cominciata con l’incontro tra Marco Quinto Rufo e Livia, si sono aggiunte altre sorprendenti pagine di amori, passioni, vendette, promesse, battaglie vinte e perse e amicizie vere. In questo nuovo capitolo seguiamo in particolare Giulia Urgulania, la cugina di Livia, che dalla ragazza che quasi si era tolta la vita per l’amore crudelmente strappato, è diventata una donna capace di crearsi il proprio destino, ingraziandosi gli dei e aguzzando la mente. Il cuore no, quello è chiuso al sicuro nella roccaforte della sua bellezza e dell’intelligenza che attira gli spasimanti come miele le api. Un solo uomo era riuscito a scardinare e mettere in pericolo quella sicurezza in cui si era rifugiata, un principe germano fiero e caparbio, lo stesso da cui Giulia era fuggita per paura. Ed è proprio nel momento in cui meno se lo aspetta, quando oramai aveva messo in conto la perdita assoluta di quella che poteva essere una relazione diversa e nuova e felice, proprio allora Giulia ritrova Raganhar sul proprio cammino, e non è affatto come se lo era lasciato ad Alessandria d’Egitto.

La recensione continua sul blog Briciole di Parole: https://bricioleparole.blogspot.com/2...
Profile Image for Sally.
381 reviews41 followers
January 21, 2020
Adele Vieri Castellano, la SIGNORA AUTRICE del genere storico è tornata!! La sua scrittura è inconfondibile e si vede che c'è uno studio dietro sulla storia antica, tanto che con le sue descrizioni accurate ti catapulta "quasi fisicamente" in tutti i luoghi, in questo caso da Aphrodisias a Roma. Non voglio svelare nulla sulla trama, ma ci tengo ad evidenziare quelli che ho ritenuto i punti di forza del romanzo.
Innanzitutto, ho amato GIULIA e TUTTE le DONNE per la loro indipendenza, forza, collaborazione e il loro ingegno, sono state protagoniste tanto quanto i loro uomini, se non di più!
Inoltre, ho trovato davvero emozionante l'amore che si sente tra tutti loro, che sono una vera famiglia, anche senza legami di sangue.
E poi lui Raganhar, che mi ha spezzato il cuore per quello che ha dovuto subire e l'ho amato per il senso di lealtà verso i suoi compagni persi e di sacrificio per i suoi amici che, invece, rappresentano la sua casa. Proprio per questo, dopo tutto il dolore è stato meraviglioso e commovente vedere lui e Giulia ritornare alla vita mano nella mano 💕
Grazie Adele! Aspetto il prossimo!
Serie super consigliata se siete amanti del genere!
Profile Image for Lettrici Impertinenti.
299 reviews102 followers
February 18, 2020
https://www.lettriciimpertinenti.it/2...

Eccoci ad una nuova storia della serie "Roma Caput Mundi", in assoluto una delle mie saghe preferite, non per il genere (anche se un po’ influisce), non per l’ambientazione, ma proprio per il perfetto mix tra amore, passione, avventura, ricostruzione storia e… poesia.

Cinque bacchette per la Protagonista. Giulia Urgulania, straordinario personaggio secondario fin dal primo romanzo della serie, ha finalmente un romanzo tutto per sé. Ed è un romanzo intenso, fortemente introspettivo, e che tira i fili del ricamo finora solo accennato. Sono passati oltre dieci anni (romanzati) da quando mi ha spezzato il cuore in Destino d’amore, era anche ora che smettesse di soffrire e si abbandonasse all’amore… ma voi tenete a portata di mano i fazzoletti e anche qualche benda perché questo romanzo vi trafiggerà e vi farà sanguinare come nessun altro ha fatto finora.

Cinque bacchette per il Protagonista. Raganhar di Gerlach abbiamo potuto ammirarlo in tutto il suo splendore sia in Cuore Nemico sia in Il Leone di Roma, abbiamo imparato a volergli bene, con tutti i suoi difetti, i suoi mutismi, la sua grande vitalità, la tenacia e il suo cuore immenso anche se molto ammaccato per non dire spezzato… ecco, l’inizio di questo romanzo vi strazierà e dovrete accompagnarlo per vedere rimarginate le sue ferite.

Quattro bacchette per la sensualità e il romanticismo. Come dicevo, c’è molta introspezione dei personaggi, probabilmente perché hanno un passato che conosciamo bene, e poi c’è tutto un carico di dolore e di incomprensione che deve essere metabolizzato e smaltito da parte di entrambi i protagonisti e questo penalizza un po’ il lato romantico anche se, quando si manifesta, è sempre in scene dense di significato e poesia.

Cinque bacchette per l’ambientazione. In questo romanzo dovete essere pronte a viaggiare per le province più orientali dell’Impero romano, Turchia, Grecia, Creta… posti meravigliosi con nomi esotici che vi catapulteranno indietro nel tempo, in una natura incontaminata e meravigliosa oppure in balia degli elementi naturali e… che Giove mi fulmini... per tutto il tempo pregherete gli Dei dell’Olimpo e non oserete mettere in dubbio l’esistenza dei loro capricci!

Cinque bacchette per lo stile e la struttura del romanzo. Il romanzo è scritto in terza persona al passato con le soggettive preponderanti dei due protagonisti ma anche con quelle di alcuni dei personaggi più importanti che incrociano il fato di Giulia e Raganhar. Adele Vieri Castellano padroneggia perfettamente questa tecnica che sa rendere tridimensionale il mondo che ha creato per noi coinvolgendo anche tutti i sensi del lettore: insomma è un’emozione continua.

Impertinente, sempre!
Bisognerebbe prendere l’autrice e metterla ai ceppi. Siccome non faccio spoiler di nessun tipo mi limito a due parole: Tantile, Epilogo.
Già che ci sono un digrigno di denti: Adele, te possino! Esistono anche i secondi epiloghi, eh!, facci un pensierino e rendici felici.

A chi può piacere questo romanzo?
Piacerà a chi ama le storie d’amore travagliate
Piacerà a chi ama avventura, storia e luoghi esotici
Piacerà a chi cerca un romanzo ricco di descrizioni, di storia e di curiosità.

Chiudo lasciandovi la sequenza con cui (per me) dovrebbero essere letti i romanzi di Roma Caput Mundi anche se, lo ripeto, questo di cui avete appena letto la recensione può tranquillamente fare da apripista a tutti gli altri:
Roma 39 d.C. – Marco Quinto Rufo
Roma 40 d.C. – Destino di un amore
Roma 42 d.C. – Cuore Nemico
La Vendetta del Serpente
Il Leone di Roma
Il Barbaro di Roma

Aliena
Profile Image for Babette Brown.
1,121 reviews29 followers
January 11, 2020
Attesissimo dalle fan della Serie Roma Caput Mundi, arriva per i tipi di Amazon Publishing, Il barbaro di Roma, ultima fatica di Adele Vieri Castellano.

463 pagine per una storia che acchiappa (d’accordo, avrei dovuto scrivere “prende, afferra, eccetera, ma… “acchiappa” rende proprio l’idea) fin dalle prime righe e non ti lascia più. Ed ecco che si fanno le tre del mattino per finire questa nuova avventura.

Giulia Urgulania si trova ad Aphrodisias, provincia romana d’Asia. Sono le Idi di marzo dell’anno 807 ab Urbe condita (15 marzo 54 e. v.). Commercia, accumula ricchezze e si gode la vita. Anche se un tarlo segreto la tormenta nei momenti meno opportuni: magari, se un uomo affascinante la corteggia, o quando la sera avviluppa il cielo e lo rende pieno di stelle solitarie. Giulia pensava di essersi lasciata alle spalle il ricordo di colui che l’aveva turbata e conquistata. Non è così e il Destino la convincerà presto che niente avviene per caso.

A Raganhar di Gerlach, praefectus alae auxiliaris della Legio III Cyrenaica, non è rimasto nemmeno il nome: per tutti è la Bestia, un essere ferino che combatte nell’arena per divertire gli spettatori ebbri di sangue e di violenza. Ha dimenticato quasi tutto della vita passata, gli è rimasto il fuoco della vendetta contro chi ha tradito lui e i suoi soldati. Un fuoco che lo divora e che vuole spargere anche sugli antichi amici, dai quali si sente abbandonato.

Un incontro fortuito e il Destino fa rotolare di nuovo i dadi. Giulia e Raganhar sono l’una di fronte all’altro. Che cosa accadrà?

Nessun accenno da parte mia al prosieguo della vicenda: ci sono regole ferree sugli spoiler che noi blogger dobbiamo (dovremmo?) osservare e quindi ricordo solo che Adele Vieri Castellano ha scritto un romance (romance, capito?) e quindi… il lieto fine è certificato e garantito.

Il tempo è trascorso e l’Autrice ce lo ricorda: la giovinezza è passata e i nostri personaggi sono donne e uomini maturi, che affrontano la vita con determinazione, ma anche con passione e fiducia nelle proprie forze e negli amici che formano una sorta di famiglia allargata, di cui Rufo è il capo incontrastato. La seconda parte del romance diviene, infatti, una storia corale, facendoci ritrovare tutti i personaggi che abbiamo amato. La gioia di incontrarli di nuovo ci rende consapevoli della lunga attesa cui l’Autrice ci ha forzate prima di regalarci questa nuova puntata della serie.

Concludo (come sempre, quando scrivo di Adele Vieri Castellano) ricordando e segnalando agli appassionati il grande lavoro di ricerca storica cui l’Autrice si dedica prima di accingersi alla stesura di una nuova storia.

Cinque stelline.

Copia fornita dalla Casa editrice.
Profile Image for Feel The Book.
1,739 reviews55 followers
January 20, 2020
Recensione a cura di Lady Hawke per Feel the Book

Voto 4,5

Ogni volta che leggo un libro della Castellano sono combattuta tra la voglia di finirlo e il bisogno di ritardate la conclusione. Amo le sue storie, i suoi personaggi, la sua Roma antica che vive di nuovo. Questo libro l’ho aspettato e temuto insieme, perché se Raganhar mi è piaciuto da subito, al primo incontro qualche libro fa, Giulia non l’ho mai potuta sopportare dal primo. Eppure, è venuto fuori un personaggio forte, anticonvenzionale, che alla fine del libro sono riuscita ad amare.

La loro storia ti colpisce e ti tiene incollata al libro. Soffri con loro e per loro.

Fino all’ultimo ti attanaglia il dubbio che possa non esserci un lieto fine, perché Raganhar e Giulia hanno la testa più dura del marmo del Foro. Il loro rapporto si evolve e cresce con loro, così come l’amore che provano l’uno per l’altra.

Forse questo è il libro più maturo della serie. Lo stile della Castellano è sempre fluido ed elegante, ma più profondo per alcuni aspetti. Ho amato la possibilità di trovare di nuovo tutti i personaggi che amo, come sempre magistralmente giostrati.

Ma più di tutto ho amato il legame di profonda amicizia che lega le donne in tutti i libri, e qui si cementa in modo definitivo. Inoltre, lo scorcio di futuro su Lupo e Valeria mi ha entusiasmata, attendo davvero con ansia questa storia. Non parlerò della trama per non rovinare nessuna sorpresa, ma questo è un romanzo di rinascita e di cambiamento, così come di crescita e maturazione. Sullo sfondo di uno degli Imperi più affascinanti della storia.

Il dramatis personae all’inizio e il glossario in seguito aiutano chi ha dubbi sui personaggi e suoi termini latini e citazioni presenti.

Editing a cura di Lady Owl.
Profile Image for Libri & SognaLibri.
966 reviews35 followers
February 17, 2020
VOTO: 4,5 STELLINE.
RECENSITO DA KAT WOMAN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI"
description
Passione, vendetta, coraggio, bramosia, amore. Questo e molto altro ci racconta Adele Vieri Castellano nel terzo volume della serie Roma Caput Mundi, in cui prende vita e letteralmente si consuma la storia d’amore tra Giulia Urgulania e Raganhar di Gerlach.

Lei, discendente di una delle gens più nobili di Roma, indipendente e fiera, donna d’affari ricca e bellissima. Lui, principe germanico, vinto, soggiogato e poi accolto dalla Roma imperiale, che lo ha visto diventare un leale alleato, indomito e vigoroso. Ed è proprio quando viene inviato a tutelare gli interessi dell’Impero, che cade vittima della cupidigia umana, tradito e accerchiato, ferito e condannato a perdere gli uomini che avrebbe dovuto guidare e proteggere, relegato a una vita di sevizie e crudeltà.

Quando a Roma arriva la notizia più terribile e inaspettata, Giulia è costretta ad affrontare la realtà dalla quale era fuggita tempo prima. Spaventata dall’intensità dei sentimenti che avevano preso a germogliare nel suo cuore, si era allontanata in silenzio dall’unico uomo che avrebbe potuto minare la sua indipendenza, facendola ricadere nel vortice dell’amore che in passato le aveva causato tanto dolore. Non sempre, però, ciò che si lascia andare ritorna e così, atterrita dalla perdita che si costringe a nascondere anche a se stessa, prende a girare il mondo per curare i propri affari con la bireme Calypso, fino a raggiungere la città di Aphrodisias. E sarà proprio nella fiorente provincia ai confini dell’Impero che il destino mescolerà le carte e la metterà di fronte all’evidenza che dall’amore non si fugge, addossandole la responsabilità di un compito che metterà a rischio non solo la sua vita, ma anche quella di coloro che a lei si sono affidati.

“Aveva compreso che l’amore non è solo un ricordo o un’emozione passeggera. L’amore è molto di più, è un mondo a se stante che vive nel cuore e non nella mente, che resta appiccicato ai sogni, all’esistenza e ogni giorno palpita e non smette di crescere e tormentarti.”

Fin dalle prime pagine giunge chiara la percezione di sofferenza e tormento di un uomo che rischia in ogni momento di perdere se stesso, ma riesce a tenersi in vita sostenuto solo da odio e vendetta. Con grande dinamismo e scene di azione cruente e incalzanti, la Castellano apre la strada a una storia di coraggio e rivalsa in cui la riscoperta dell’amore è la chiave ma non è l’unica protagonista. Accanto alle figure dei due personaggi principali, campeggia sulla scena della narrazione un terzo elemento non meno decisivo o fondamentale: il Fato crudele e beffardo, magnanimo e salvifico, severo e giusto. Fortuna, sorte, destino, qualunque sia il modo in cui si definisca, è ciò che determina vicende, crea incontri, condanna i rei, mette alla prova gli uomini, infine dà sollievo agli animi. Mirabile la descrizione della tempesta che sorprende la nave al largo. La furia del mare, l’angoscia dell’equipaggio, la paura della morte, la fatica di governare l’imbarcazione in preda all’ira del dio Nettuno sono perfettamente narrate con pennellate di pathos che creano un dipinto a tinte forti, oltre le pagine fatte di parole.

Anche grazie all’intervento di personaggi secondari che conferiscono colore e credibilità al tutto, non ultimo un giovane Nerone, rampollo della stirpe imperiale non ancora imperatore ma già chiaramente destinato a diventarlo, l’intreccio degli eventi risulta raffinato e imprevisto. Soprattutto nel momento della vendetta tanto agognata, che sembra essere scontata seppure anelata dal lettore, l’autrice lascia la scelta delle azioni alla nobiltà della natura umana, che prevale sulla cieca furia.

“La crudeltà deliberata, come ogni altro vizio, non richiede altro motivo che se stessa e ha bisogno solo dell’occasione.”

Infine lo stile narrativo: maturo, forbito, ricercato, chiara testimonianza dello studio che sottende la scrittura di un romanzo come questo, ricco di riferimenti architettonici, astronomici, letterari e storici, che risultano necessari per definirne la qualità e lo spessore, senza mai essere orpelli o mere dimostrazioni di sapere.
LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG:
https://libriesognalibri.wordpress.co...
Profile Image for Opinioni Librose.
Author 2 books51 followers
February 17, 2020
CONTINUA: https://opinionilibrose.blogspot.com/...

Cari lettori, ben trovati.
Adele Vieri Castellano è tornata più in forma che mai e ci delizia con il suo nuovo libro pubblicato da Amazon Publishing pochi giorni fa. Sto parlando di “Il Barbaro di Roma”, nuovo volume della serie Roma Caput Mundi che vede protagonisti Raganhar di Gerlach e Giulia Urgulania.
Se avete letto i libri precedenti, in particolare “Il leone di Roma”, di cui trovate la mia recensione a questo link, sapete già di chi sto parlando.
Se non conoscete questi personaggi sarà mio piacere parlarvene brevemente.
Raganhar è un principe germano romanizzato a tutti gli effetti. Il suo fato è duro e pieno di sofferenze. Da principe si ritrova in una condizione di prigionia che lo porta a perdere la sua umanità trasformandolo ne “La Bestia”.
311 reviews4 followers
January 15, 2020
Non è facile recensire obiettivamente un libro quando sei consapevole che ti sarebbe piaciuto a prescindere, quando ti son venute le lacrime agli occhi per l'emozione solo per aver dato un'occhiata alla lista dei personaggi.
Potrei addirittura dichiarare che la trama mi è parsa prevedibile , ma come non avrebbe potuto esserlo dopo che mi sono fatta, per mesi, infiniti film mentali nell'attesa dell'uscita?
Eppure l'inizio del romanzo mi ha spiazzato nonostante i numerosi indizi promozionali. Mi ha catturato e inghiottito come una risacca. L'inizio è brutale e impetuoso. Raganhar di Gerlach, principe Germano, personaggio che ho amato e visto evolversi nei volumi precedenti, viene stravolto, ferito, violato, disumanizzato. Fatto schiavo, torturato, dato per morto da amici e parenti e privato di ogni dignità diventa La Bestia. Grande atto di coraggio dell'autrice e di maestria narrativa perché l'essenza, la caratterizzazione originale del personaggio viene preservata.
Ed è stato di grande effetto la manovra di bilanciamento dell'involuzione umana di Raganhar: l'evoluzione di Giulia Urgulania. Anche lei è un personaggio già noto a chi ha letto i libri precedenti, è una bellissima matrona romana, intelligente, indipendente, disincantata, a volte sprezzante, dedita agli affari, che ha scelto di non lasciarsi andare più ai sentimenti dopo aver perso tragicamento il suo primo grande amore da giovanissima. L'unico che è riuscito a penetrare le cortine del suo cuore è stato proprio Raganhar, ma spaventata dal pensiero di poter soffrire ancora per amore, lo abbandona e fugge lontano a bordo della sua nave Calypso, sperando di poterlo dimenticare. È ormai certa di dover vivere nel rimpianto di quell'amore rinnegato ma improvvisamente giunge la notizia della presunta morte del legato in battaglia. Viene devastata dal dolore. Da donna forte e matura riesce a mascherare lo sconforto, a riemergere dalla disperazione e si rifugia negli affari. Il Fato porta Giulia in Caria, ad Aphrodisias, ospite di Tessandro, ambiguo e ricchissimo mercante che le fa una corte assidua e raffinata, per trattare l'acquisto di alcuni gladiatori. E qui conosce, ma non riconosce subito, la Bestia. Quando realizza che davanti ai suoi occhi si trova l'altra metà del suo cuore avviene la trasformazione. Non può perdere una seconda volta l'amore della sua vita per cui decide di salvarlo a tutti i costi dalla schiavitù e riportarlo a Roma, costi quel che costi. L'altezzosa aristocratica romana diventa una donna coraggiosa, sprezzante del pericolo e delle regole, pronta a sacrificare qualsiasi cosa. Non importa se l'uomo che ha ritrovato non è più lo stesso che ha conosciuto, se è pieno di risentimento, se la sua motivazione è la vendetta contro chi l'ha tradito e abbandonato, vuole solo il meglio per lui.
"L’uomo di un tempo, forgiato dai Romani, dal piacere di un orgasmo, dalla violenza di una battaglia, dalla profondità di un’amicizia era morto così come erano scomparsi i ricordi: occhi azzurri, risate, sesso condiviso, vendette e battaglie. Tutto era scomparso divorato dalla sofferenza ma, forse, adesso tutto sarebbe stato diverso e il fuoco che lo aveva arso vivo bruciò di nuovo alimentando le fiamme della vendetta verso coloro che lo avevano tradito: Celio Pollione e l’amico Massimo Valerio Messalla che non aveva mai risposto alla sua disperata richiesta d’aiuto, all’anello consegnato nelle mani di Tantile prima della disfatta. "
“Non conosceva quell’uomo, quello baciato in Egitto era un’altra persona, e anche il solo ricordo di quel bacio la faceva tremare. Voleva conoscerlo, consolarlo, aiutarlo, perché in quegli occhi verdi aveva visto un abisso tanto profondo da spaventarla. A volte così vuoti, altre accesi da una fiamma tanto bruciante da spingerla a proseguire su quel sentiero a costo di perdere tutto. Voleva sapere cosa gli fosse capitato, come fosse sopravvissuto e salvarlo dall’ira che sembrava trasudare da ogni suo gesto".
Raganhar che odia Massimo: un colpo al cuore. Ci sono rimasta malissimo.
Dopo i primi capitoli di emozioni forti si  susseguono pagine di avventura, scontri, fughe, inseguimenti in un ritmo serrato e appassionante.  Quando il ritmo del racconto cala ci si immerge nelle magnifiche ed efficaci descrizioni dei paesaggi, del clima, delle ville, delle città con un realismo impressionante.
E poi compaiono i mitici protagonisti dei romanzi precedenti. Tanta è stata l'emozione di leggere nella stessa pagina o addirittura nella stessa frase i nomi di Marco Quinto Valerio Rufo, Quinto Decio Aquilato, Massimo Valerio Messalla, e anche Livia, Ishold, Ottavia per non parlare del fantastico Tassus che non sono riuscita a concentrarmi e ho dovuto rileggere più volte le stesse pagine.
E infine c'è la Storia, protagonista assoluta. Il lavoro di ricostruzione storica è impressionante,come sempre.
Avrei voluto non finire mai di leggere questo libro, sarei voluta rimanere in compagnia di tutti i magnifici personaggi per sempre. Il finale mi è parso troppo scarno, sintetico, affrettato, ma non penso di dirlo obiettivamente.
Ennesimo capolavoro dalla penna di Adele Vieri Castellano.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Amber Rose.
42 reviews4 followers
April 15, 2020
Forse il libro più sofferto di questa fantastica autrice.
Da leggere e rileggere
Profile Image for Gabriella Zuccarello.
434 reviews4 followers
April 17, 2023
Giulia ormai non ha più nulla che le possa ricordare il suo germano, era scappata anni fa da lui sulla Calypso e adesso lei sa che lui è morto in un agguato. Da donna di affari qual è, si occupa di comprare Gladiatori da portare a Roma, ma si imbatte nella “Bestia” di cui nessuno conosce il nome. La Bestia altri non è che proprio Raganhar che però non è più l’uomo di cui si era innamorata, ma è mutato, è diventato un guerriero che per mantenersi in vita deve uccidere nelle arene per allietare i nobili. Giulia però lo riconosce e fa di tutto per riportarlo a Roma.

“Non riusciva a distogliere lo sguardo mentre uomo e leone continuavano la loro macabra danza fatta di assalti, urla e ruggiti. L’unica distrazione che si concesse ancora fu verso la clessidra in cui, insensibile, la sabbia continuava a cadere. Un granello dopo l’altro, un istante dopo l’altro.
Oh, Giunone!
Testa e cuore si sforzavano di soffocare quel grido. Forse, in quella terra straniera lontana da Roma, aveva perso il senno. Poi i ricordi la travolsero: una scena simile e nitida, come se l’avesse ancora davanti agli occhi.”

Eccoci all’ultimo capitolo della serie Roma Caput Mundi e il suo Barbaro di Roma di Adele Vieri Castellano. Aspettavo questo libro da tempo, le premesse erano tante, ma non so perché ho aspettato a leggerlo.

“Raganhar non aprì gli occhi al lieve sussurro: sapeva che se avesse visto il dolore sul suo volto avrebbe perso il controllo. Temeva il tocco di quella donna ma allo stesso tempo anelava alla sua tenerezza, e rendersene conto gli procurò un dolore più intenso e profondo dei colpi di frusta.”

Ormai, arrivati a questo punto, i personaggi li conosciamo tutti e ritrovare i vecchi protagonisti dei precedenti libri è stato un vero piacere, ho trovato esilarante i dibattiti tra le donne e di come si coalizzano tra di loro. Ishold e Ottavia assolutamente spettacolari.

“<>
Ottavia le sorrise.
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La rossa alzò le spalle.
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<> Le chiese Livia curiosa.
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Per quanto riguarda la trama invece devo dire che purtroppo le aspettative erano ben più alte e quindi l’ho trovato un po’ deludente.
Non metto in dubbio la bravura della scrittrice che come sempre è capace di far sembrare corto un libro da 463 pagine, ma accadono troppe e poche cose allo stesso tempo.
Pochi colpi di scena e la storia tra Giulia e Raganhar passa quasi in secondo piano togliendo parte alla storia e allo stesso tempo non avendone a sufficienza.

Mi aspettavo di più.

Consiglio questo libro a tutte coloro che hanno iniziato la serie Roma Caput Mundi, ma questo purtroppo non è il libro migliore della serie.
Profile Image for Kiara Stark Torquil.
107 reviews4 followers
March 6, 2020
Ho letto questo libro con colpevole ritardo, perchè in genere i libri di questa saga, li divoro non appena li ho tra le mani! E' una delle mie saghe preferite, ho amato la storia, i personaggi e la scrittura di Adele Vieri Castellano fin dal primo libro "Roma 40 d.C Destino d'amore" e da allora non la ho più abbandonata, compro i suoi libri a scatola chiusa e mai questa fiducia è stata tradita. E anche questa volta sono rimasta completamente soddisfatta! Questo libro è la dimostrazione che per scrivere romance non c'è bisogno di scrivere pagine e pagine di scene di sesso, nei minimi particolari, cosa che ormai sembra prevalere, e se si sa scrivere di storia, di amore, di sofferenza, di sentimenti e di amicizia, ne può uscire un libro intenso come questo! In realtà mi aspettavo un libro molto caldo, molto più caldo di come è stato, ma intendiamoci non è una critica,era una mia impressione, e in ogni caso sono felicissima di quello che invece è uscito fuori, perchè alla lunga troppe scene di sesso mi stancano. Non nego, in alcune occasioni di aver rimproverato a questa autrice e anche ad altre, troppe scene di sesso,alcune che potevano essere tranquillamente evitate,anche se poi i loro lavori mi piacevano, e mi veniva detto, che era il pubblico delle lettrici a richiederlo Bhè personalmente nei libri non cerco quello, e ripeto questa è la prova che si può scrivere un romance intenso, romantico e sensuale, senza esagerare con il sesso.
Giulia e Raganahr non sono mai stati tra i miei personaggi favoriti, eppure la loro storia mi ha affascinata, sono due personaggi che nel corso della saga abbiamo conosciuto giovani, e anche sconsiderata lei e selvaggio lui, e li abbiamo visti soffrire e maturare. Devo dire che Adele con lui è stata particolarmente sadica, per il destino che gli ha riservato, ma ha costruito un personaggio che non può non restare nei cuori delle lettrici, così come tutta la storia.
Bellissima la parte finale dove ritroviamo tutti,ma proprio tutti i personaggi della saga. Potrebbe sembrare un libro di addio, conclusivo, con tutti i personaggi che abbiamo amato...ma non finirà qui,abbiamo un personaggio già visto nel libro precedente, il giovane Publio Rutilio Lupo, che avrà da raccontarci anche le sue avventure.
In attesa di un altro avvincente capitolo, godetevi intanto questo bellissimo romanzo!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for A.I. Cudil.
Author 43 books81 followers
February 28, 2020
Aspettavo da tempo la storia di Raganhar e Giulia e sono felice di aver atteso perché il risultato finale è perfetto. I due personaggi sono maturati cresciuti e in questo libro concludono il lungo viaggio che li ha portati l’uno verso l’altra. La storia è dolorosa, specie all’inizio quando il principe barbaro è ridotto in schiavitù, privato della libertà, dell’onore e della sua umanità. Ma come Giulia restituisce l’umanità a Raganhar altrettanto farà lui con lei. Le permetterà di aprire il suo cuore ferito all’amore senza paura di soffrire di nuovo. Spettacolari come sempre le descrizioni delle battaglie e dei combattimenti, Adele Vieri Castellano non delude mai e anche in questo romanzo si conferma una bravissima scrittrice di romanzi storici.
Profile Image for Sadie.
Author 20 books21 followers
December 23, 2020
Una bella storia d’amore, rinascita e cambiamento, con un ottimo intreccio narrativo e tante scene d’azione. Sofferenza e tormento, desiderio di vendetta, amore e passione, perdono e amicizia vera: ecco che cosa si può trovare in questo romanzo tutto da leggere.
Profile Image for Chiara Allegranti.
210 reviews7 followers
March 1, 2021
Ed eccolo qui, un altro dei miei protagonisti preferiti.
Ed eccoli qui, di nuovo tutti insieme.
Di nuovo a Roma.
Dopo tanto dolore, battaglie, morti, delusioni ma con la forza e il coraggio di rialzarsi sempre.
Confidando nelle proprie forze, nella propria speranza e credendo ancora nell'amicizia e nell'amore.



Profile Image for Allie.
57 reviews4 followers
February 8, 2020
Adele è una vera garanzia per me...La mia coperta di Linus,poi ritrovare tutti i miei romani è stato il 🔝 leggetelo!
Displaying 1 - 27 of 27 reviews

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