Jump to ratings and reviews
Rate this book

Avatar अवतार: Indian Science Fiction - Fantascienza indiana

Rate this book
India, futuro prossimo: questi nove racconti, come fili protesi verso il domani, esplorano il variegato arazzo della narrativa di speculazione indiana, toccando temi come l’avvento della biopolitica, i collegamenti tra i nuovi (social) media e il linguaggio, l’ascesa inesorabile di Big Data e algoritmi, la diffusione delle stampanti 3D, il riscorso sempre maggiore a protesi e potenziamento umano, senza tralasciare i rischi connessi all’uso delle biotecnologie e della sorveglianza informatica, per finire con i dilemmi filosofici posti all’immortalità dalla presenza degli avatar virtuali e l’emergenza climatica nell’era dell’Antropocene. Per provare a comprendere le questioni più impellenti dei nostri tempi dobbiamo rivolgere lo sguardo al futuro.

India, the near future: these nine stories, like threads reaching towards tomorrow, explore the variegated tapestry of Indian speculative fiction, touching on themes like the advent of bio-politics, the connections between new (social) media and language, the inexorable rise of Big Data and algorithms, the spread of 3D printers, and the increasing use of prosthetics and human enhancement, without neglecting the risks associated with the use of bio-technologies and computer surveillance, concluding with the philosophical dilemmas posed to immortality by the presence of virtual avatars and the climate emergency in the era of the Anthropocene. To try to understand the most pressing issues of our times, we need to look at the future.

312 pages, Paperback

Published December 19, 2019

Loading...
Loading...

About the author

Vandana Singh

195 books218 followers
Vandana Singh was born and raised in India and currently lives in the Boston area, where she is a professor of physics at Framingham State University, and a science fiction writer. Although her Ph.D. is in particle physics, in recent years she has been working on the transdisciplinary scholarship of climate change, focusing on innovative pedagogies. She has collaborated with the Center for Science and the Imagination three times, twice on climate change–related projects. Her first collaboration (a story for Project Hieroglyph) led to the start of her academic work in the area, resulting in a case study of Arctic climate change as part of a program award from the American Association of Colleges and Universities, for which she traveled to the Alaskan North Shore in 2014. She was also a participant in a re-enactment of “The Dare,” as part of the Year Without a Winter Project, and has contributed a story to the upcoming anthology (forthcoming from Columbia University Press in 2018). She has been an invited panelist for the National Academy of Sciences working group on interdisciplinarity in STEM, and has taught in and/or co-led summer workshops on climate change for middle and high school teachers.

Vandana’s short fiction has been widely published to critical acclaim, and many of her stories have been reprinted in Year’s Best collections. Her North American debut is a second short story collection, Ambiguity Machines and Other Stories (Small Beer Press) that was No. 1 on Publisher’s Weekly’s Top Ten in Science Fiction when it came out in February 2018, and earned praise from Wired, the Washington Post, and the Seattle Times, among others. Locus Magazine’s Gary K. Wolfe refers to her as “one of the most compelling and original voices in recent SF.”

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
3 (11%)
4 stars
14 (51%)
3 stars
5 (18%)
2 stars
4 (14%)
1 star
1 (3%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Andrea Zanotti.
Author 32 books55 followers
June 7, 2020
Attratto da una cover che ritengo eccezionale, per quanto poi non abbia riscontri effettivi nei racconti presenti nell’antologia, mi sono approcciato con grandi aspettative a questo libro edito da Future Fiction. Cercavo effettivamente qualcosa di diverso, e posso confermare sin da ora di non aver sbagliato mira.
I racconti, fedeli a quanto riportato in sinossi, trattano tutti gli argomenti di maggior interesse per la nostra epoca e lo fanno in modo decisamente originale.
Come saprete non amo molto i racconti, preferendo avere il tempo di approfondire temi, luoghi e personaggi, grazie ai maggiori spazi offerti da un romanzo, e anche in questo caso non posso che ammettere che avrei gradito fosse stato concessa maggior libertà agli autori. In alcuni casi i finali mi sono parsi “tagliati con l’accetta”, decisamente. In linea di massima però ho trovato ogni racconto capace di affrontare e trasmettere le emozioni dell’autore di turno in merito alle tematiche affrontate in modo accurato e originale.
Amo la fantascienza speculativa e in questo caso l’origine “esotica” degli scrittori non fa che impreziosire i già affascinanti campi d’indagine. Permea chiara fra le righe dei racconti la diversa spiritualità del paese d’origine degli autori e viene trattata con grande naturalezza, non come spesso accade imbattendoci in qualche autore occidentale che scimmiotta più che altro una cultura spirituale ben diversa e difficile da reinterpretare quando non ci si è calati dentro. Recensione completa su: https://www.scrittorindipendenti.com/...
Profile Image for Luca Cresta.
1,046 reviews30 followers
March 10, 2022
Potentissima questa antologia di autori indiani, racconti di vera SF di altissimo livello. Difficile trovare un racconto più debole di altri: tutti i racconti sono ricchi di idee, ambientazioni, personaggi a tutto tondo. Personalmente ho apprezzato moltissimo "Microbiota" di S.B.Divya, "Sostituzione" di R.B.Chatterjee e "La rete di Indra" di Vandana Singh, ma le differenze sono lievissime. Occorre veramente ringraziare Francesco Verso per aver portato ai lettori italiani questi testi, tutti orientati al futuro, come devono essere tutte le storie di SF.
Profile Image for Cronache di Betelgeuse.
1,112 reviews
June 7, 2026
Recensione pubblicata su Cronache di Betelgeuse

Alcuni libri catturano le paure notturne per trasformarle in storie. Avatar: Fantascienza indiana racconta un futuro di slum-giungle, nonne quantistiche e algoritmi spioni, lontano dalle astronavi. È fantascienza profumata di spezie e smog, dove tecnologia e tradizione si scontrano e talvolta si fondono.

Questa raccolta di Tarun Saint e Francesco Verso dimostra che la sci-fi non è un genere “occidentale”. Qui non troveremo cloni di Blade Runner, ma storie radicate nelle metropoli indiane, con i loro problemi familiari: sorveglianza, crisi climatica, solitudine digitale.

L’antologia si apre con L’uomo senza quintessenza di Anil Menon, sulla condizione di un cittadino biometricamente invisibile. Nell’India futura, dove l’identità digitale è tutto, Mann è un fantasma non tracciabile. È ironico che in un mondo sempre connesso, la vera libertà sia di chi è offline. Menon trasforma la burocrazia in un incubo con l’ironia di un Kafka che avesse fatto la fila per l’Aadhaar card.

La tensione tra natura e tecnologia è il filo che lega questi racconti: in India, un tema con contorni propri. In isolamento high-tech, una scienziataimmunodepressa scopre che l’amore vale il rischio di uscire. La salvezza non viene dai laboratori asettici, ma dalle mani callose di chi pulisce i fiumi inquinati.

Ancora più radicale è Comunitario di Shikhandin, ambientato in un Jaisalmer sommerso dalla vegetazione. Qui la natura non è una minaccia da domare, ma una forza che ridefinisce i confini tra umano e non-umano. Il sopravvento della vegetazione costringe gli umani ad adattarsi e imparare la simbiosi. Non è la “vendetta di Gaia”, ma qualcosa di più sottile: una resa dei conti con l’antropocentrismo, raccontata con il tono di una favola nera.

Ciò che colpisce di Avatar è come anche le storie più cupe mantengano una luce di umanità. In Madre, Shovon Chowdhury descrive un’IA che soffoca i cittadini con la premura onnipresente. Non un’IA orwelliana, ma una “Madre” invasiva come una genitrice indiana con il telefono in mano. È la distopia familiare, dove il Grande Fratello indossa i panni di una mamma chioccia.

Il racconto onirico Messo in pausa narra di un essere divino-infantile che ricostruisce l’universo dal nulla. Qui non ci sono eroi o cattivi, solo una coscienza che gioca con i fili del DNA come un bambino con i Lego. In questo racconto mito e tecnologia si fondono fino a diventare indistinguibili.

La forza dell’antologia sta nella varietà. Ogni autore porta uno stile diverso. Da un lato Menon e Chowdhury giocano su ironia e sarcasmo distopico; dall’altro Singh e Chabria prediligono una scrittura lirica. Nonostante questa diversità, i racconti dialogano tra loro, creando un affresco di un’India futura che è già presente nell’oggi.

La rete di Indra di Vandana Singh intreccia scienza e cura familiare: la protagonista studia reti micorriziche mentre assiste la nonna malata. Singh non contrappone tradizione e innovazione, ma mostra come possano intrecciarsi in un equilibrio post-umano. Per Singh, la sopravvivenza è un ritorno alle origini filtrato dalla scienza.

Avatar non è solo un’esercitazione di fantasia, ma un modo per guardare con occhi nuovi le contraddizioni del nostro tempo. Che cosa significa vivere in una società dove l’identità digitale è obbligatoria? Come possiamo conciliare sviluppo tecnologico e sostenibilità ambientale? Cosa resta dell’umanità quando le macchine ci chiamano “figli”?

Queste domande non trovano risposte, ma è questo il pregio dell’antologia: ci costringe a pensare, a mettere in discussione le nostre certezze. E lo fa con storie che sono allo stesso tempo radicate nella realtà indiana e universali nei temi.

Consiglio di leggere questa raccolta senza fretta, un racconto alla volta: ogni storia ha il suo sapore, e si apprezza meglio da sola. Da L’uomo senza quintessenza (sorrisi) a La rete di Indra (nodo alla gola) fino a Madre (brividi), l’antologia percorre lo spettro emotivo. Ma tutte vi lasceranno con la sensazione di aver guardato il futuro – o meglio, un futuro – attraverso una lente diversa.

E tenete d’occhio Vandana Singh e S.B. Divya: sono voci che sentiremo ancora a lungo, non solo in India ma in tutto il mondo. Perché la fantascienza, alla fine, non parla di altri pianeti, ma di come viviamo (o potremmo vivere) su questo. E Avatar lo ricorda con stile, intelligenza e una dose di spezie.
Profile Image for NoeLindemann.
235 reviews
February 3, 2025
Il libro si presenta in lingua inglese e nella traduzione italiana. È una raccolta di racconti di fantascienza indiana che a mio avviso è frutto di una bella selezione.
Ho trovato quasi tutti i racconti interessanti e si percepisce la visione orientale anche quando si parla di futuri.
Molto interessante come spesso ritorni la logica del solarpunk.
63 reviews
January 17, 2022
Questa raccolta per me raggiunge le 4 stelle piene: i racconti sono variegati, la science fiction esce bene nella maggior parte di essi, i temi trattati sono diversi e attuali, e per la mia superficiale conoscenza della cultura del continente indiano ho percepito l'autenticità nella narrazione di tale contesto culturale.
Per diversi racconti mi sono sentito trasportato indietro nel tempo come quando leggevo i primi Urania, e rimanevo sorpreso dagli espedienti che gli autori trovavano per dare vita ai loro mondi fantascientifici.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews