Ispirato nello stile dalle incisioni di Gustave Doré e affascinato dalle parole di Dante, Go Nagai interpreta la Commedia con una trasposizione a fumetti che predilige le figure più interessanti e inquietanti dell'opera. A settecento anni dalla morte del sommo poeta, il tributo dell'autore di "Devilman" rivive in questa sua edizione definitiva, completa in un'unica raccolta.
Kiyoshi Nagai (永井潔 Nagai Kiyoshi, born September 6, 1945 in Wajima, Ishikawa), better known by the penname Gō Nagai (永井 豪 Nagai Gō?), is a Japanese manga artist and a prolific author of science fiction, fantasy, horror and erotica. He made his professional debut in 1967 with Meakashi Polikichi, but is best known for creating Cutie Honey, Devilman, and Mazinger Z in the 1970s. In 2005, he became a Character Design professor at the Osaka University of Arts. Since 2009, he is a member of Tezuka Osamu Cultural Prize's nominating committee.
Cosa c’entra Go Nagai, papà di Devilman, Jig Robot e Mazinga, con Dante Alighieri e la Divina Commedia? Questa edizione del famosissimo fumettista giapponese è chiaramente un omaggio alla cultura italiana e in generale ai suoi artisti preferiti, da Michelangelo, a Goya e a Gustave Doré, le cui incisioni hanno interpretato le visioni di Dante nell’immaginario di tutti noi.
La componente horror, violenta ed erotica, l’ambivalenza di bene e male, temi costanti in in Go Nagai, qui come nella Commedia, si purificano ascendendo verso l'alto e si fanno luce.
Ogni tanto mi dimentico quanto sia bella e potente la Divina Commedia, e sono veramente felice di trovare opere come questa che, pur filtrando il testo dantesco attraverso una forma e una sensibilità totalmente diversa, restituisce la poesia e la magnificenza di questo capolavoro della letteratura occidentale.
Mettere a fumetti la Commedia dantesca sarebbe titanico e onestamente Go Nagai non ci prova neppure. Certo, segue le tappe e gli incontri di Dante in ordine e fedelmente (concedendosi solo poche forzature storiche e interpretative, come la cupola di Brunelleschi per rappresentare Firenze, forse dettata dalla volontà di rivolgersi al pubblico giapponese, oppure una strana disposizione delle Malebolge lontana da quella comunemente ricostruita), ma lo fa inseguendo i temi a lui cari. Il lettore italiano probabilmente si stupirà nel vedere che a Ulisse (chiamato con il nome greco Odisseo) sono riservate soltanto due tavole, meno che a Bertrand de Born o ai giganti prima del Cocito.
La Divina Commedia di Go Nagai è un'indagine sul male: che cos'è? Perché l'uomo lo commette? Tutti i peccatori condannati all'Inferno sono malvagi? In quale misura l'amore, oppure la gola, sono male? Paolo e Francesca sono peccatori? Se sì, Dante lo è? Dante chiede, Virgilio risponde secondo i rigidi dettami cristiani e con vigore, ma al lettore resta il dubbio, la sensazione che non tutto sia spiegato. Questa è la grandezza dell'opera di Go Nagai: lascia il lettore a interrogarsi, come Dante, ma sempre restando nell'impossibilità di verificare le risposte ricevute. Non stupisce che l'Inferno copra la gran parte dell'opera (praticamente due terzi).
Dal punto di vista grafico, l'autore, che nei campi lunghi si ispira esplicitamente alle incisioni di Doré, nei primi piani riesce a dare una vera e propria vita sentimentale a Dante, aggiungendo un nuovo valore all'opera originale. Interessante l'uso della luce, che si fa sempre più forte con il passare delle cantiche.
Consigliato a tutti gli amanti di Dante e ai lettori di manga.
3 stelle e mezzo Questo manga è lo strumento perfetto per “rispolverare” le nostre conoscenze pregresse sulla Divina Commedia, senza dover riprendere tra le mani i tomi originali. Sia chiaro: il manga non va sostituito alla Commedia, nel senso che l'opera di Dante va letta a prescindere, comunque il volume è utile per riportare a galla ricordi sedimentati. È anche una novità, nel senso che, come nei manga classici sono i personaggi a parlare. Dante parla e non in metrica, ma in un linguaggio in chiave moderna che però sa intrattenere il lettore, rendendo onore all'opera originale.
I disegni sono stupendi: raccontano da soli l'opera. Lo fanno in un modo diretto ed eccezionale.
Il mio voto non vuole essere tanto una valutazione all’opera (che è magistrale) quanto all’edizione. Abbastanza curata dal punto di vista grafico e dei materiali, dal punto di vista della traduzione l’ho trovata abbastanza carente.
Mi spiego meglio: come è ovvio, Go Nagai ha dovuto apportare al testo originale alcune modifiche, quasi sempre giustificate dal passaggio dal media letterario al fumetto. Nelle prime pagine dell’opera si trova una nota che spiega una di queste variazioni, e nel vederla ho pensato: “perfetto”. Peccato che si tratti di letteralmente l’unica nota presente nel testo. Sarebbe stato molto interessante capire dove è perché sono state effettuate queste modifiche.
La traduzione in generale mi ha lasciato molto perplessa. Si tratta di un testo che cerca di trasporre in giapponese un’opera in italiano (volgare), ed è evidente che il maestro Nagai ha dovuto cercare di addomesticare il testo per renderlo comprensibile ai suoi lettori nipponici. Ora, visto che in questo caso ci troviamo a ri-tradurre un’opera nella sua lingua (quasi) originale, perché tradurre il testo dal giapponese, ritrovandoci quindi con dei dialoghi adattati in giapponese dal volgare e poi tradotti nuovamente in italiano? Non sarebbe stato più edificante fare un lavoro filologico e cercare sì di tradurre dal giapponese, ma cercando quanto più possibile di restare fedeli al testo originale?
Questo bel volume mi è stato regalato, e lì c'è stata la mia prima reazione di sorpresa: "la Divina Commedia sotto forma di fumetto?!" ho pensato. E in effetti, avendola già letta e studiata nella sua forma originale non ho potuto fare a meno di sorridere nel vedere i fumetti spigolosi e alcuni altri passaggi.
Però, secondo me, a quest'opera vanno due meriti: il primo riguarda il rendere accessibile un'opera monumentale a tutti, voglio dire, se ai ragazzi si desse questo libro da leggere per le vacanze, sicuramente imparerebbero tutta l'opera in un batter d'occhio!; il secondo riguarda invece le illustrazioni che si richiamano allo stile di Gustave Doré: un omaggio indispensabile e del tutto all'altezza.
Questo manga rappresenta una delle più illustri interpretazioni della Divina Commedia in giapponese; Questo si presenta non solo come molto fedele all’opera italiana, ma presenta una varietà di tavole di altissimo livello, con disegni curati nei minimi dettagli e particolari che ripecchiano verosimilmente le descrizioni della commedia dantesca originale. Le edizioni proposte soon molto accessibili al pubblico, consiglio dunque la lettura.
So che a tant* studiare Dante ruga le balle ma io l'ho sempre amato. La prima Commedia che ho letto era per bambini, una versione illustrata molto bella e ne ero rimasta affascinata! Quando ho scoperto che in Giappone c'era la versione manga, ho voluto provare a leggerla e mi è piaciuto TANTISSIMO! 😍 A parte che parliamo di Go Nagai, uno dei maestri del disegno giapponese, ma la cura che ha messo nelle tavole dove riprende Gustave Doré (che lui apprezzava molto) è incredibile, una gioia per gli occhi! Ovviamente ci sono elementi molto tipici dei manga (seni volanti, soprattutto all'inferno, ma vabbè 🚀) ma riesce a creare un mix che funziona benissimo! Ci sono delle parti che mi hanno ribaltato, anche perché studiando me le immaginavo proprio così lol Non scherzo quando dico che sarebbe un ottimo volume per gli studenti delle superiori, per alleggerire la lettura ma anche per magari far capire delle descrizioni, i manga adesso vanno moltissimo! Davvero una bella lettura! ❤️
Non si discosta troppo dall'opera originale ma, per ovvi motivi, riduce parecchio il racconto e gli incontri che fa Dante. Questi ultimi sono peraltro di massimo una o due pagine, quindi anch'essi piuttosto brevi. Per questo motivo alla fine il manga si riduce solamente a breve descrizioni dei vari luoghi, molto rapide tra loro, con qualche dialogo sparso qua e là. Edizione L'edizione Omnibus raccoglie tutti i volumi usciti singolarmente in un unico libro, molto massiccio e difficile da leggere per via del peso esagerato. In libreria fa una bella figura, ma in realtà gli interni non hanno nulla di eccezionale, se non una breve biografia dell'autore. Inoltre, il mio volume aveva parecchie pagine piegate e alcune addirittura strappate pur essendo rimasto nel cellophane da quando l'ho acquistato, segno di un controllo qualità inesistente da parte della casa editrice. Conclusioni Un manga valido solo per i fan dell'opera originale o dell'autore. Altre recensioni sul mio blog Arte della Lettura
Misurarsi con Dante Alighieri non è certo impresa facile: rileggere la Commedia in nuove forme letterarie e attraverso le arti visive è un'iniziativa nella quale diversi artisti si sono cimentati; affidare il poema alla forma artistica e letteraria insieme del manga è sicuramente stata una sfida importante per Gō Nagai, che si è inserito in una tradizione secolare ed è riuscito a rappresentarla, a innovarla e a farle parlare un linguaggio nuovo, che si spera possa attrarre anche i lettori, giovani e adulti, troppo spaventati dalle terzine, ma che di certo non può mancare ai nerd - anzi agli otaku della letteratura. https://athenaenoctua2013.blogspot.co...
Trasposizione a fumetti dell'immortale Divina Commedia di Dante. Ammetto di avere una conoscenza superficiale dell'opera originale e pertanto è stato per me interessante e piacevole scoprirne alcuni personaggi ed ambientazioni. Molte belle alcune tavole e gli approfondimenti di alcune storie come quella di Paolo e Francesca oppure di Farinata degli Umberti. Un po' deludente la parte dedicata al Paradiso, a cui sono state dedicate pochissime pagine. Comunque una lettura alternativa per potersi immergere almeno in parte in questa grande opera.
Molto molto bello! Un modo diverso per entrare in contatto con un'opera come la Divina Commedia; l'ho trovato rilassante e le illustrazioni sono bellissime. Mix riuscito!!
Non importa sotto quale forma, Dante vi farà emozionare ugualmente. Un autore così complesso, lontano da noi in molti punti eppure così vicino in tanti altri... alcuni disprezzano la Divina Commedia, la chiamano "Danteide", un poema che l'autore ha scritto su sé stesso. Eppure io non posso non soffrire ogni volta che all'Inferno incontriamo Paolo e Francesca, ogni volta che Brunetto Latini esce dalla tempesta di fuoco e abbraccia il suo vecchio allievo. Per non parlare del Purgatorio, delle riflessioni che inevitabilmente una persona compie quando si parla dei sette vizi capitali, la luce del Paradiso e le anime dei virtuosi che annichiliscono le tenebre con la propria luce divina. È vero, Dante ha scritto un poema su sé stesso, ma lo ringrazio di cuore per averlo fatto. Ci vuole coraggio a esplorare le ombre che albergano nel proprio animo, a riconoscere i propri difetti, ad aspirare a una condotta più elevata nonostante gli errori della vita terrena. Invito tutti a leggere questo manga; e poi, perché no, magari a rispolverare il poema originale come ho intenzione di fare io dopo questa magnifica lettura. Semplicemente meraviglioso.
Opera ambiziosa, ma secondo me in parte fallimentare. Se i disegni hanno una notevole potenza plastica ed evocativa, che riesce a conferire corpo al viaggio dantesco, rendendo qualcosa di inventato e a tratti abbastanza astratto molto vivido e immaginabile (ma già le parole di Dante in questo sono molto efficaci), la complessità dell’opera viene passata sotto uno schiacciasassi, risultando semplificata e banalizzata anche in punti dove facilmente si poteva evitare (chiaramente tenendo a mente che molto andava tagliato). Considerato però che la genialità dell’opera e la sua forza sta soprattutto nel contenuto, focalizzarsi quasi solo sul viaggio e sul suo aspetto visivo convince ben poco. Inoltre, anche i disegni non sono privi di nei, dalle nuvolette dei discorsi diretti, che non si distinguono per emozione ma sono sempre segmentate quando il tono non è quello normale (abbinate all’espressione esagerata da manga), alla resa dei personaggi femminili, estremamente erotizzati anche quando non è una loro caratteristica (e stranamente mai brutti, a differenza di quelli maschili). Insomma, un’opera che non mi ha affatto convinto.
"Chi è costui che sanza morte va per lo regno de la morta gente?"
Posso dire di aver letto la divina commedia? No.
♠Ma questa è comunque un opera di qualità, una sorta di riassunto a fumetti che enfatizza maggiormente le figure più negative ed inquietanti - stiamo comunque parlando di Go Nagai - ed un ottima lettura per avvicinarsi all'opera, lo si capisce dai dialoghi scritti in un linguaggio corrente e non in metrica e dalle spiegazioni dei personaggi che incontriamo lungo il cammino. Un ottimo primo passo per chi volesse tentare di avvicinarsi all'opera del Sommo.
In un primo momento la difficoltà è stata il dover leggere da sinistra a destra, poi ci si abituata e ci si può immergere nel grande Capolavoro. Il modo di raccontare è più immediato, ovviamente molte frasi sono discorsive e il linguaggio reso moderno, i disegni con le relative vignette rendono la Divina Commedia fruibile a tutti, anche se penso che prima di tutto vada letta e studiata l'originale, ma consiglierei di aggiungere questo libro in tutte le scuole, per amare ancora di più ciò che il grande Dante ci ha lasciato in eredità. I disegni sono incantevoli ma non me ne intendo per poter esprimere un parere critico. Penso solo che se avessi avuto a portata di mano un manga, un graphic novel di questo genere quando ho studiato la Divina Commedia, molte cose le avrei capite subito e altre mi sarebbero rimaste impresse con più facilità. Assolutamente da leggere, con l'accortezza di non trovarsi di fronte ad una sostituzione, molti passaggi sono stati ovviamente saltati e altri appena accennati, grosso modo una bellissima lettura ma con lo spirito di "arricchire" non di trovare un modo per sviare alla lettura dell'opera di Dante.
Semplicemente una lettera d’amore e un atto di rispetto da parte di Go Nagai verso Dante, Goya e le influenze occidentali che hanno permeato l’arte del mangaka per tutta la sua carriera. Un’opera che rimane rispettosa pur aggiustando il linguaggio in chiave meno aulica e difficile (presumo anche nell’edizione originale giapponese) rispetto alla metrica dantesca e che da modo anche ad un pubblico giovane di entrare in contatto con un capolavoro della letteratura italiana e mondiale
Ispirato nello stile dalle incisioni di Gustave Doré e affascinato dalle parole di Dante, Go Nagai interpreta la commedia con un’importante trasposizione a fumetti, che predilige le figure più interessanti e inquietanti dell’opera. A 700 anni dalla morte del sommo poeta, il tributo del magistrale autore di Devilman rivive in questa sua edizione definitiva, completa in un’unica grande raccolta.
Nagai con il suo tratto nervoso e sporco interpreta magistralmente l’inferno dantesco, mentre nel purgatorio e ancora di più nel paradiso non è riuscito a dare il meglio di se, anche per impossibilità oggettive per la trasposizione in manga di concetti inafferrabili come quelli che Dante esprime nel Paradiso. Acquisto tuttavia obbligatorio per tutti gli amanti di Go Nagai
Impeccabile. I punti salienti dell’opera sono ben ripresi e i disegni sono fantastici. Alcuni delle vere e proprie opere d’arte. Mi ha sorpreso molto il tono che ha dato a Virginio in quanto è più severo di quanto ricordassi.