«Nella Cronaca dei tre giorni si sottolinea enfaticamente più volte il fatto che i giovani siano inermi. Eppure, in un mondo in cui i biechi oppressori sembrano dominare incontrastati, sono essi i più forti. Sono, anzi, i soli ad essere armati, come sono i soli ad essere al posto giusto. La loro condizione di reclusi all'interno della «loro» Scuola non scaturisce da una forzata prigionia, ma è frutto di libera scelta. In effetti sono loro i veri uomini liberi in mezzo a tanti schiavi, più o meno mascherati. Sono anch'essi «liberi assediati», come i loro avi di Missolungi che avevano ispirato l'omonimo poema al poeta nazionale della Grecia moderna Dionisio Solomòs. E come i liberi assediati di Missolungi, anch'essi credono in un mondo di giustizia e di libertà, dove non può esserci spazio per tiranni e militari golpisti. Sono essi i liberi assediati di tutti i tempi e di tutti i luoghi, sempre pronti al supremo sacrificio contro il nemico di sempre, contro il fascismo di ieri e di oggi»
Ένα μικρό χρονικό, γροθιά στο στομάχι, μοιρολόι για τα χαμένα νιάτα, απάντηση αποστομωτική για όσους απαξιώνουν τα γεγονότα του Πολυτεχνείου. Πόσες αριθμητικές και στατιστικές υπάρχουν; Πόσοι ήταν τελικά οι νεκροί, οι αγνοούμενοι, οι τραυματίες, οι επιζήσαντες; Δεν υπάρχει μια απάντηση, οι θύμισες όμως και οι απώλειες είναι ακόμα ζωντανές, ακόμα μιλάνε οι τοίχοι, οι αίθουσες, ο περίβολος για όσα συνέβησαν. Διαβάστε το με δική σας ευθύνη, δεν θα σας φτιάξει τη διάθεση. Θα σας κάνει όμως να πεισμώσετε, να αναλογιστείτε και να σέβεστε.