"Un assassino o diversi assassini vanno a spasso liberamente per questo stabilimento termale. E' impossibile sapere che cosa abbiano cercato di ottenere con tutti questi delitti, ma si tratta di qualcosa che è qui, qualcosa che è possibile toccare, con le mani o no, ma che è qui. Ed è così importante da scatenare una disperata carneficina." "Su questo mi permetta di dissentire, signor Carvalho. Non è indispensabile che si tratti di una disperata carneficina. Le ho già parlato prima della mia teoria sulle crisi. Per risolvere bisogna provocarle. Qualcuno ha provocato questa crisi in cerca di una soluzione definitiva." "Soluzione a che cosa?". "Questo è il problema".
Pino Cacucci (Alessandria, 1955) è uno scrittore, sceneggiatore e traduttore italiano.
Cresciuto a Chiavari, si è trasferito a Bologna nel 1975 per frequentare il DAMS. All'inizio degli anni ottanta è vissuto per lunghi periodi sia a Parigi che a Barcellona. In seguito viaggia molto in America latina e soprattutto in Messico dove ha abitato per lunghi periodi.
Ha pubblicato finora numerosi libri di narrativa e saggistica. Pone in risalto personaggi storici non vincitori, sommersi e nascosti dalla Storia ufficiale. Come posto in evidenza dallo stesso Autore nell´Opera "In ogni caso nessun rimorso”, la Storia viene scritta sempre dai vincitori ed i suoi protagonisti perdono, come conseguenza delle loro azioni tutto: battaglie, lavoro, amici, ideali, la loro stessa vita, tranne la dignità, ma con l'aggiuntiva sfortuna di vivere in un'epoca in cui la dignità stessa era l'ultima delle qualità necessarie per passare alla Storia. Particolarmente intensa è anche la sua attività come traduttore.
Sono un vecchio lettore di Pino Cacucci, mi piacquero “In nessun caso nessun rimorso” e “Puerto Escondido”. Usai “La polvere del Messico” come guida turistica quando visitai El Monstruo. Gli devo una manciata di frasi che mi sono rivenduto negli anni, altre probabilmente ho dimenticato fossero sue. “Camminando” è comparso fra le letture di un mio contatto e mi è venuta nostalgia. Avrei dovuto farmela bastare, perché se Pino Cacucci è lo stesso di allora (il libro è del 1996) io non lo sono più. Se un tempo le storie rivoluzionarie, mi piacevano e il Messico era quel posto troppo lontano da Dio e troppo vicino agli USA, quel posto che aveva acceso la mia fantasia, ora faccio fatica al leggere del Chapas e del Norte. La maggior parte dei protagonisti di questi racconti sono ispanici: giornalisti attivisti, scrittori, uomini e donne che Pino Cacucci ha incontrato realmente.
Trent’anni fa neanche sapevo che a New York vi fossero le Torri Gemelle, poi dopo aver letto in sequenza Hemingway, Fitzgerald, Salinger, Wilson, Yates, Ford, Carver, Cheever, Updike… (non ce la farei mai ad elencarli tutti) ho trasferito il mio interesse negli USA. Se a venticinque anni pensavo che l'ombelico del mondo fosse Città del Messico, a quarantacinque lo avevo spostato a NY. Ho preferito i racconti ambientati in Europa, quello dedicato a Sepulveda, quello che narra una triste vicenda di guerra in Bosnia, tornata recentemente d’attualità. L’ultimo racconto invece mi ha fatto incazzare. È dedicato ad un artistoide di Bologna che insieme ad altri due balordi compie una serie di rapine finché non ci scappa il morto.
Per i giornali, era stato un assassino di cui parlare con clamore. Lo aveva intervistato persino il giovane Enzo Biagi: "Pentito di quello che ha fatto?”, gli chiese all'ospedale. "Cerchi di capirmi: se io considero niente la mia vita, allo stesso modo non ho rispetto per quella degli altri. La vita non vale niente.”
Una persona del genere secondo me non merita neppure il necrologio, figuriamoci il racconto delle sue gesta. Per togliermi l’amaro, riporto un brano che sarebbe piaciuto al venticinquenne che fui
Viaggiare con occhi sgranati sulle meraviglie altrui è inutile, quando l’anima resta chiusa nella cassaforte di casa.
Pino, probabilmente hai ragione, eppure il mio piacere per il viaggio è legato al fatto di avere un posto dove tornare. L’anima non la lascio a casa nella cassaforte, so però che è lì che la riporterò ed è lì che un giorno rimarrà chiusa per sempre.
Scritto nello stile coinvolgente e appassionato di Cacucci. Pagherei per aver incontrato anche uno solo dei personaggi fantastici che Cacucci ha avuto modo di conoscere!
Cacucci non delude mai. Mai. Anche in questo libro, una serie di racconti di vita, troviamo i temi fondamentali dello scrittore, resi intensi e indelebili dal suo stile di scrittura scorrevole e d'impatto. Si passa attraverso Paesi lontani e vicini, storie uniche e bellissime, di persone che DEVONO raccontare.
i racconti di Cacucci racchiusi in Camminando, spaccati di un mondo, quello dell'America Latina principalmente, che la descrivono molto diversa da noi e anche da come me l'ero immaginata, con camei di personaggi più o meno famosi tipo Sepulveda.