Prefazione di Luca Parmitano. Postfazione di Carlo Pelanda
Da settant’anni l’umanità ha cominciato a esplorare lo Spazio, dodici astronauti hanno calpestato il suolo lunare e una decina di sonde hanno percorso i miliardi di chilometri che ci separano da Saturno o da Plutone, fotografando mondi sconosciuti che ci appaiono come surreali immagini oniriche. Affermare che l’uomo abbia conquistato lo Spazio equivale a dire che il genere umano ha compreso il motivo della sua presenza nell’Universo. Semplicemente, non è vero. Le conquiste dell’esplorazione spaziale sono state invece la scoperta dell’immensa fragilità del nostro pianeta e della nostra stessa vita su di esso. Ma i satelliti e le stazioni spaziali hanno permesso anche un altro tipo di conquista, per la supremazia politica ed economica sulla Terra. La conquista, cioè, di un dominio geopolitico terrestre con strumenti extraterrestri. L’esplorazione dello Spazio ha percorso traiettorie disegnate dalle ambizioni scientifiche ma, soprattutto, da quelle politiche. Per mezzo secolo, il bipolarismo USA/URSS ha segnato la “Corsa alla Luna”, e il sogno millenario di calpestarne il suolo è stato la cortina ideale per mascherare il confronto militare che spingeva l’uomo lontano dalla sua casa terrestre. Poi, con il predominio degli Stati Uniti sulla Terra, l’ordine geopolitico sembrava aver trovato un suo equilibrio anche nel Cosmo. Oggi nuovi attori come la Cina si uniscono a Russia e Stati Uniti nella “Corsa allo Spazio” per imporre il proprio ruolo geopolitico sulla Terra, mentre i paesi europei sembrano smarrire il loro peso politico globale. L’esplorazione spaziale del nuovo secolo sta per assumere forme che oggi sembrano fantascientifiche, ma che diventeranno reali. Le minacce informatiche del Cyberspazio, invisibili ai nostri occhi, si uniranno a quelle, visibili, del Cosmo dove stazioni spaziali con armi laser e missili ipersonici sovrasteranno i sogni ingenui, seppur genuini, di sbarcare su Marte e di colonizzare altri mondi.
Eccezionale. Un libro esaustivo, dettagliato e lungimirante. Trovo davvero affascinante che nell'intera arena internazionali, uno dei pochi (se non l'unico) approfondimento sul futuro della geopolitica spaziale sia proposta da un autore italiano. Certamente alcuni passaggi sembrano più azzeccati e plausibile di altri, ma il libro di per se è basato su un'accurata ricerca analitica, capace di fornire interessanti spunti di riflessione. In particolare, trovo entusiasmante l'approccio tecnopolitico sull'esplorazione spaziale, e la varie conseguenze a se annesse.
Consiglio vivamente questo libro agli appassionati dell'esplorazione spaziale, ma non solo. Di fatti il libro rappresenta un interessante riflessione ed analisi sul futuro della geopolitica internazionale, e, di conseguenza, dello sviluppo sociale mondiale. Ergo, questo è un libro che basandosi su una solida ricerca, rappresenta una fondamentale riflessione sul futuro dell'umanità. Particolarmente valida è la costante comparazione tra superpotenze, anche se a volte può sembrare un po’ limitata e americanocentrica.
Detto ciò, desidererei che questo libro fosse composto da 1000 pagine, perché trovo i temi, le analisi e le riflessioni estremamente interessanti e rilevanti. Complimenti all'autore, nella speranza che ulteriore ricerca venga presto pubblicata.
Libro molto chiaro e di facile lettura nonostante le tematiche intrigate e complesse. Un'ottima bussola per orientarsi nel panorama della New Space Economy e nei paesaggi dell'ottavo continente: lo Spazio. Nota per il redattore: Stephen Hawking non ha vinto il Nobel.