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Amiche per la pelle

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Una divertente e commovente storia di vita e amicizia tra quattro donne straniere e la città di Trieste

151 pages, Paperback

First published January 1, 2007

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Laila Wadia

12 books6 followers

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1 star
2 (1%)
Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews466 followers
August 4, 2018
Piccoli razzismi quotidiani.

(Un commento per due)
Ho letto «Amiche per la pelle» subito dopo aver finito di leggere Scontro di civiltà per un ascensore in piazza Vittorio -, e devo dire che non è stato un caso.
I punti in comune sono molti, a partire dalla casa editrice.
Entrambi aprono una finestra sul problema dell'immigrazione, entrambi sono scritti in lingua italiana da due autori stranieri - algerino il primo, indiana la seconda - entrambi si svolgono quasi interamente in un condominio - a Roma l'uno, a Trieste l'altro - entrambi offrono uno spaccato della nostra bella Italia da un punto di vista diverso - quello di chi ha scelto (o subìto) di espatriare -, da entrambi è stato realizzato un film.
I risultati però sono differenti, opposti direi.

Il romanzo di Amara Lakhous è più politico, più sociale, quello di Laila Wadia più intimista, il primo quasi grottesco nella sua esasperazione di difetti e inciviltà tipiche italiane (anzi peggio, romane!) il secondo forse più favola e buoni sentimenti, alla volemose bene direi, se non fosse ambientato a Trieste.
'Tutti per uno', potrebbe essere il motto di «Amiche per la pelle», in cui quattro donne, una cinese, una indiana, una albanese e una bosniaca, che vivono tutte nello stesso condominio di una immaginaria Via Ungaretti nel centro storico di Trieste, si trovano unite nello studio di una lingua ostile a tutte, ma l'unica che gli consente di comunicare tra loro e di combattere contro i pregiudizi, la burocrazia, e un'improvvisa ordinanza di sfratto.
È un romanzo pieno di poesia, in tutti i sensi, dal nome dalla via dedicata a Ungaretti, dalla città di Saba, dai momenti di condivisione di usanze e abitudini che vengono da lontano tra le quattro donne e le loro famiglie, e da una bella storia nella storia che non voglio svelare. È una favola, ma alcune volte sognare è bello, e non fa male.

…'e uno per tutti!', invece, quello di «Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio».
Che poi sarebbe Amedeo, 'quell'uno', uno degli inquilini di un palazzo di Piazza Vittorio, quartiere di Roma dove, si sa, il rapporto di abitanti tra italiani e stranieri (meglio, extra-comunitari) è di uno a tanti.
Nel condominio in questione si discute per tutto, ascensore incluso.
Anzi, è proprio all'interno dell'ascensore che viene trovato il cadavere di un tipaccio soprannominato il Gladiatore, omicidio del quale, perché di omicidio si tratta, viene accusato proprio Amedeo, che è scomparso.
Ma chi Amedeo? Anzi, Amede', come lo chiama la maggior parte dei coinquilini, quello che ha sempre una parola o un gesto di aiuto per tutti quanti? Impossibile.
Uno alla volta i suoi coinquilini, pakistani, algerini, peruviani, persino la portiera napoletana, con il loro italiano stentato e colorito, raccontano al lettore 'il loro Amedeo', e insieme al ritratto del sospetto assassino, del protagonista assente, del quale però leggiamo i pensieri in un ipotetico diario personale che mischia dati e avvenimenti costringendo il lettore a ricostruire la storia come se fosse un puzzle, l'autore ci regala anche un ritratto di Roma e, ahimè, dei romani, vista dagli extra-comunitari.
Non se ne esce tanto bene, lo dico da romana, forse c'è un po' di esasperazione, ma è come quando al semaforo ti guardi nello specchietto retrovisore e la luce del giorno ti mostra tutti i difetti. E tu non hai le pinzette con te. Ci sono, non c'è niente da fare, magari non sei proprio così becero e arrogante, magari non si vede sempre che sei così intollerante, magari la luce non è sempre così accecante, ma molto spesso sei proprio così. Intollerante, e velatamente razzista.
Insomma Roma, un altro pasticciaccio brutto, questa volta a Piazza Vittorio.

In entrambi i romanzi, infine, c'è un colpo di scena che arriva da lontano, e forse questa poesia di Ungaretti li riunisce idealmente, perché c'è una bella differenza, com'è scritto da uno dei due autori, tra espatriare per scelta e farlo perché non c'è altra via di uscita, c'è proprio una bella differenza.
E se tornassimo a leggere John Fante, tanto per ricordarci come ce la passavamo noi, emigranti d'Oltreoceano? O nelle miniere in Belgio? O nella verde Svizzera?

In Memoria
(Locvizza il 30 settembre 1916)

Si chiamava
Moammed Sceab
Discendente
di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patria
Amò la Francia
e mutò nome
Fu Marcel
ma non era Francese
e non sapeva più
vivere
nella tenda dei suoi
dove si ascolta la cantilena
del Corano
gustando un caffè
E non sapeva
sciogliere
il canto
del suo abbandono
L’ho accompagnato
insieme alla padrona dell’albergo
dove abitavamo
a Parigi
dal numero 5 della rue des Carmes
appassito vicolo in discesa.
Riposa
nel camposanto d’Ivry
sobborgo che pare
sempre
in una giornata
di una
decomposta fiera
E forse io solo
so ancora
che visse


Quattro stelline non proprio piene per entrambi.
Profile Image for Roberta.
2,009 reviews336 followers
January 28, 2019
Bella, questa letteratura dei nuovi italiani. Mi ricorda Amara Lakhous, ma probabilmente solo perché è il primo esponente di letteratura migrante che ho letto.
In un palazzo triestino che ha visto tempi migliori vivono 4 famiglie straniere insieme al signor Rosso, unico italiano. Cina, India, Albania e Serbia si incontrano in via Ungaretti 25 e, complici le lezioni di italiano, la convivenza procede piuttosto bene. Sì, c'è un ostacolo e il solito deus ex machina che risolverà l'impasse, ma la cosa bella è appunto leggere di questi nuovi cittadini che si barcamenano tra la terra d'origine e quella d'acquisizione.
Profile Image for Alice.
285 reviews
November 14, 2010
Immigrati in Italia. Anzi no, a Trieste. Che, per alcuni triestini del libro, non è proprio Italia. Storie di ogni latitudine, sofferenza atroci passate e culture differenti. Fanno i conti con l'integrazione in Italia, l'amicizia, la solidarietà, la comunità femminile. E poi gli imprevisti, i lutti. il lavoro, la loro condizione terribile di ABUSIVI. Ma alla fine ce la fanno, la loro strampalata ed improbabile comunità vince sulle tempeste della vita.
Happy End con sorpresa.
Brava!
Profile Image for Sonia.
277 reviews8 followers
January 30, 2024
E’ un libro carino sul tema dell’integrazione. Protagoniste della storia sono quattro donne immigrate, con le rispettive famiglie: una indiana, una bosniaca, un’albanese e una cinese. Vivono a Trieste, nello stesso stabile e stanno per ricevere l’avviso di sfratto. Una storia semplice di amicizia al femminile, scritta con ironia e con prosa leggera, ma non priva di implicazioni socio-culturali. Si legge in fretta e fa sorridere.
Profile Image for Tiziana.
555 reviews2 followers
October 15, 2024
Scritto in modo semplice ma accattivante.
È interessante che sia una immigrata che scrive la sua storia descrivendoci con i suoi criteri, la sua sensibilità, sottolineando come si sentono accolti come sia presente la discriminazione ed il razzismo.
Profile Image for Giovanna.
24 reviews
February 22, 2024
Davvero carino, scritto bene, scorrevole, divertente e mai noioso! Consiglio a tutti. Letto in 4 giorni.
Profile Image for Astrid Virili.
60 reviews7 followers
June 16, 2012
Ambientato in un vecchio palazzo di Trieste, questo romanzo racconta con ironia e tenerezza la convivenza non sempre facile fra quattro famiglie di immigrati di origine indiana, cinese, albanese e bosniaca e un anziano signore triestino brontolone e di simpatie fasciste. Ma non tutti i personaggi sono come sembrano a prima vista, e la minaccia di uno sfratto arriva come una spada di Damocle a cambiare le carte in tavola. Le vere protagoniste del libro sono le quattro donne che cercano di costruire un'amicizia superando le barriere linguistiche e culturali, riuscendo a creare una unione a volte faticosa ma anche liberatoria.
Profile Image for Sara.
181 reviews5 followers
July 22, 2025
Ricordo chiaramente che lessi questo romanzo per errore: di base ero intenzionata a prendere "Slumber party" in biblioteca (che nella traduzione italiana è stato riportato in "Amiche per la pelle"). Fatto sta che, dopo un po' di confusione iniziale (avendo notato che non corrispondeva affatto alla trama del libro che avevo in mente di prendere in prestito in origine), mi piacque non poco: breve, ma di una sensibilità senza paragoni.
Profile Image for Margherita Dolcevita.
368 reviews38 followers
November 15, 2010
Apprezzabile il tentativo di scriverlo in italiano da parte di un'autrice indiana, però sinceramente lo stile non mi è piaciuto. Troppo semplice, troppo lineare ed elementare. E questo ha fatto passare in secondo piano una storiella se vogliamo comunque graziosa e apprezzabile.
Profile Image for Donna Perezella.
2 reviews
May 5, 2012
Un bell romanzo -- l'ho letto per una classe --, è una carissima storia di quattro donne immigrate vivendo a Trieste e la loro esperienza come una straniera. Bellissima!
Profile Image for Pippicalzelunghe.
225 reviews70 followers
April 19, 2016
Davvero tanto carino questo libro, si legge con il sorriso sulle labbra.
Una storia di amicizia, di differenze ma anche di uguaglianze. Consigliato!
Profile Image for ⭒☆tiredbee☆⭒.
153 reviews12 followers
October 18, 2024
nonostante i suoi difetti mi è piaciuto, forse perché adoro leggere personaggi femminili sempre e comunque e forse perché mi manca trieste
Displaying 1 - 14 of 14 reviews

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