Questo libro ripercorre e analizza la meravigliosa, rocambolesca avventura di un autore unico nel panorama moderno, nato a Guadalajara mezzo secolo fa, approdato a Hollywood nel corso di una vorace ricerca espressiva durata trent'anni e oggi signore incontrastato del fantastico. Guillermo del Toro si definisce "Un bambino che ama i mostri" e quel fanciullo riesce a regalarci fiabe oscure, metafore di un mondo crudele e spietato, popolato di creature sensibili e animi nobili celati sotto la scorza della diversità.
È la prima monografia critica su Guillermo del Toro che leggo, direi ideale per iniziare a navigare un autore che molto apprezzo e ho imparato a conoscere bene attraverso le sue parole e le sue immagini. Gran parte del libro la considererei una lunga recensione, la breve bibliografia del resto spiega le intenzioni del testo adeguatamente: redarre un ritratto completo senza però uscire dai ranghi di una critica cinematografica di facile consumo. Lo consiglio a chiunque voglia iniziare a mettere in ordine le sue idee sul regista del Labirinto del fauno e della Forma dell'acqua.
Un libro indispensabile per chi ama il cinema di Del Toro, analizza (tranne Nightmare Alley e Pinocchio, usciti postumi) in maniera approfondita sotto il punto di vista tecnico e ideologico le sue opere, anche quelle di inizio carriera meno commerciali. In un mondo così incasinato e sempre di fretta Guillermone va sostenuto e capito perché tutto ciò che crea con la sua arte ci rende persone migliori e pensanti. Straconsigliato.