Ma dai, che sarà mai organizzare una mostra di un artista ucraino sconosciuto che ritrae solo animali spappolati? In fondo sei la direttrice della nuova galleria di arte contemporanea in Brera a Milano e questa mostra sarà solo… determinante! Non è facile addormentarsi quando i pensieri si scontrano e rimbalzano come tante palline di un flipper, e la testa di Sara sta letteralmente andando in tilt. E come se non bastasse l’ansia da inaugurazione, ci si è messa anche sua madre, che vuole trovarle un fidanzato… Proprio a lei, che sogna l’amore quello vero, romantico, con la A maiuscola, quello che capita una volta sola nella vita. Se e quando, però, non è dato saperlo… La sera dell’inaugurazione è arrivata e Sara non deve distrarsi se vuole che tutto vada per il verso giusto… ma chi è quel tipo che sta denigrando senza mezzi termini le opere esposte facendo ridere tutti? No, no, Sara, non è così che doveva andare…
Torna l’autrice di "Ho sposato un maschilista" con un nuovo divertente e originale romanzo. La cover e la trama di "Ci vediamo domani se non piove" mi hanno attratta da subito. L’autrice con il suo stile fluido e coinvolgente catalizza l’attenzione del lettore trasportandolo nella quotidianità della mondana Brera, tra gallerie d’arte, negozi d’antiquariato, eleganti pasticcerie. Qui conosceremo Sara, la direttrice della nuova galleria d’arte contemporanea che ha appena aperto in Brera a Milano. Vogliamo veramente parlare dei quadri che il suo capo ha scelto di esporre nella galleria d’arte? Un artista Ucraino ottuagenario con la passione per la pittura e per il macabro. Sara faticherà non poco a gestire l’inaugurazione della mostra di Borys Zalenko. Per far felice l’amica Renata, Sara acconsente a partecipare ad uno speed date, certa sin dall'inizio che la sua anima gemella non frequenti certi locali. Infatti l’ennesimo tentativo di conoscere ragazzi nuovi non va a buon fine per lei che si ritrova a rimuginare davanti a un bicchiere di Negroni. Quanto è difficile trovare l’anima gemella? Sara sogna da sempre di innamorarsi come hanno fatto a suo tempo i suoi nonni. Idealizza l’amore con la A maiuscola, quello che capita una sola volta nella vita. La madre di Sara è un personaggio simpaticissimo che tutte le lettrici sono sicura adoreranno. Ex star americana della musica country con un nutrito gruppo di ammiratori è alla ricerca dell’anima gemella per la figlia. La sua è una missione a cui non si vuole dar per vinta, costi quel che costi. Rebecca Hall è così come la si legge, una vera forza della natura, un uragano instancabile di idee e simpatia e Sara è la copia esatta della madre. La vita di Sara subirà un vero e proprio cambiamento quando incontrerà Diego Ferrari, procacciatore d’affari nella Milano che conta. Il loro è un rapporto di simpatia/antipatia. Diego non è l’uomo giusto per Sara, di questo ne è certa la nostra protagonista, anzi ne sono certi entrambi. Proprio per questo motivo tra i due nasce una brillante amicizia. Vi ritroverete a cercare tra le righe del romanzo la complicità che li lega. I dialoghi tra Sara e Diego sono il punto forte di questo romanzo. Sono sicura che vi faranno ridere com'è successo a me. Sara e Diego sono due personaggi reali che entrano nel cuore. Il loro rapporto d’amicizia evolve pagina dopo pagina, litigio dopo litigio e favore dopo favore. Il giorno dell’inaugurazione alla galleria si avvicina, e con essa le ansie e le tensioni che caratterizzano l’evento stesso. Una svolta improvvisa trasformerà la serata, se positiva o negativa starà a voi lettrici scoprirlo. Perché la vita non può essere come un film, perfetta, romantica e magica si chiese disillusa la nostra Sara. Joanne Bonny mi ha davvero sorpresa facendomi innamorare della storia e di tutti i personaggi.
“«[…] Pensi che sia facile per me dopo quello che ho passato? In vita mia ho corso un sacco di rischi negli affari, ma ho imparato che l’azzardo più grande è consegnare il proprio cuore a un’altra persona. Eppure sono qui, pronto a offrirti il mio. È ammaccato e c’è qualche crepa in superficie… Devi maneggiarlo con cura, perché non è stato trattato bene. Ma è tuo se lo vuoi».”
Se è un libro leggero e molto molto romantico ciò che state cercando, il nuovo romanzo di Joanne Bonny, Ci vediamo domani se non piove, è quello che fa per voi.
Sara Hall, la nostra protagonista, è la direttrice di una galleria milanese di proprietà di un amante dell’arte avanguardista che sembra voler promuovere artisti alquanto “strani”. È per questo motivo che Sara si trova a dover organizzare la mostra di un tal Borys Zalenko, un pittore ucraino che ama ritrarre animali spappolati. L’impresa, capirete bene, è di per sé disperata. Ma grazie a un “colpo di fortuna” la serata di inaugurazione attira molti acquirenti: la maggior parte delle opere vengono prenotate e Sara sembra poter tirare un sospiro di sollievo.
All’improvviso l’atmosfera viene rovinata da uno scroscio di risate provocate da un bell’uomo che sta denigrando i ritratti esposti, facendo ridere tutti i presenti. Si tratta di Diego Ferrari, l’affascinante e burbero procacciatore d’affari che Sara ha conosciuto qualche sera prima, dopo aver partecipato a un improbabile speed date e al quale, a causa di qualche negroni di troppo, ha raccontato un po’ della sua vita.
Le battute dell’uomo trasformano la mostra in un incredibile insuccesso, motivo per il quale la nostra protagonista rischia di essere licenziata.
A complicare la vita di Sara c’è poi sua madre, una donna un tantino sopra le righe che, pur di trovarle un papabile fidanzato, distribuisce a ignari passanti, volantini con foto e informazioni su sua figlia.
Come farà la nostra protagonista a non farsi licenziare, a farla pagare al cinico signor Ferrari e, al contempo, a trovare il vero amore? Non vi resta che leggere il libro per scoprirlo.
Nonostante sia meno ironico e divertente del precedente, anche questo nuovo romanzo di Joanne Bonny si lascia leggere con piacere e conferma lo stile fluido e leggero dell’autrice.
I personaggi sono ben delineati e restano fedeli alla loro caratterizzazione. Sara, in particolare, è una sognatrice. Figlia di una cantante country statunitense che ha abbandonato la sua carriera per amore e di un dongiovanni da strapazzo, la nostra protagonista non ha mai conosciuto l’affetto di suo padre. Nonostante ciò, sogna di trovare l’amore con la A maiuscola, quello che vedeva nei film musicali su Fred Astaire e Ginger Rogers che guardava da bambina e lo stesso di cui ha letto nei diari di sua nonna. Sara è una donna innamorata dell’idea dell’amore ed è talmente impegnata a cercare quel sentimento idilliaco da non riconoscerlo quando se lo ritrova davanti nella persona di Diego Ferrari, un uomo cinico e disilluso.
Personalmente non amo molto i personaggi eccessivamente sentimentali per cui tra i due protagonisti ho preferito, senza ombra di dubbio, quello maschile, Diego, che ho trovato arguto, irriverente, sicuramente meno idealista di Sara ma anche molto vulnerabile.
La storia è frizzante ma qualche coincidenza di troppo la rende di fatto surreale e per questa ragione non mi sento di attribuire al libro più di tre fenici. Si tratta, tuttavia, di un romance che consiglio a chi vuole trascorrere delle ore di lettura spensierata.
4,5 stars Sara ha finalmente avuto la sua occasione, diventando così la direttrice di una nuova galleria d’arte a Brera, dove l’aspetta però un primo incarico molto difficile: allestire una mostra su un artista ucraino che ritrae carcasse di animali come fossero gemme preziose. La sua è una missione quasi impossibile, ma tra una riunione con la sua assistente, un giro in centro con la sua eccentrica madre che distribuisce volantini con la sua effige pur di trovarle un uomo, e il vicino gallerista che spera in un grande flop, l’organizzazione della mostra va avanti.
Durante una delle sue serate nere, trova rifugio nel caro e vecchio amico alcool, ed è con lui che conosce Diego, un abilissimo procacciatore d’affari molto cinico sull’amore e dalla battuta sempre pronta. I due sono come il giorno e la notte; timida e sognatrice lei, impavido e incline all’amore lui. Sara sogna da sempre un amore come quello dei film musicali su Fred Astaire e Ginger Rogers che adorava guardare da bambina con sua nonna. Diego invece è disilluso dall’amore e non crede nell’anima gemella, per lui conta solo realizzarsi nell’ambito lavorativo.
Spesso siamo troppi concentrati a fare altro che a goderci ciò che realmente abbiamo intorno a noi, tanto da dimenticare ciò che conta veramente e soprattutto, il più delle volte, la persona che cerchiamo è difronte a noi che aspetta un semplice gesto da parte nostra. L’incontro con Diego, che vedrà nuovamente, ma in circostanze molto diverse, porta scompiglio nella sua vita personale e lavorativa e, complice una battuta detta al momento sbagliato, le viene la brillante idea di coinvolgerlo nella sua ricerca dell’uomo perfetto. I due passeranno molto tempo insieme, imparando a conoscere i pregi e i difetti dell’altro, riuscendo quasi a diventare complici.
“Quand’è che quegli occhi blu hanno cominciato a esercitare un’influenza su di me? E quand’è che lui ha smesso di considerarmi una semplice palla al piede?”
La ricerca della felicità, e la danza dolce e leggera tipica degli anni 40, fanno da colonna sonora a questa commedia romantica, che ha dentro di sé tutti gli ingredienti giusti per farci desiderare il grande amore, quello che tutte sognano di trovare, e grazie ad una chiromante pazza e una storia di altri tempi, vediamo trasportato su carta un vecchio film in bianco e nero, dal ritmo frizzante e allegro. Sfogliando le pagine e leggendo prima di ogni capitolo una citazione tratta dalle canzoni di Fred Astaire, mi è venuta voglia di prendere lezioni di tip tap avvolta in un vestito azzurro fatto di piume e con una acconciatura elaborata con boccoli lucenti.
“Forse Diego ha ragione e la danza esercita davvero un’influenza pericolosa, simile a un incantesimo, sulle persone.”
Tra le pagine di questo romanzo verrete trasportati con la mente in un’epoca che purtroppo poche di noi hanno avuto il piacere di vivere, l’epoca dei fasti lucenti, delle feste al chiaro di luna dove scorrevano fiumi di champagne con un grammofono in sottofondo che spigionava note soavi. Questa è l’epoca che racconta il diario della nonna di Sara, la nostra protagonista, e sarà anche il filo conduttore di tutta la storia, che porterà la nostra sognatrice a cercare quell’amore che sua nonna aveva vissuto nella sua vita perfetta scritta in quelle righe. Ma si accorgerà ben presto che non tutto è rose e fiori, e dietro ogni storia idilliaca ce n’è sempre una più nascosta e misteriosa.
Sara culla la fantasia di una storia d’amore perfetta e non accetta nessun ostacolo durante il suo percorso di ricerca e, quando questo ragazzo che rappresenta l’opposto di quello che sta cercando, le fa una dichiarazione, la sua mente va in confusione e reagisce allontanandosi da quei sentimenti che inizia a sentire nel profondo.
“Pensavo di essere una persona sicura ed esigente, che non voleva accontentarsi, ma in realtà ero semplicemente una vigliacca. Del resto vivere di sogni è solo un modo per evitare la realtà”.
Attraverso uno sguardo sul mondo moderno, la nostra autrice affronta temi molti importanti tra cui l’amicizia tra uomo e donna, un rapporto conflittuale con un padre mai conosciuto, e la ricerca incessante della felicità. Con la protagonista entrerete subito in sintonia, perché rispecchia molte delle nostre paure quotidiane, come le insicurezze quando dobbiamo prendere una decisione importante, o i continui sbalzi d’umore quando non siamo pronte a lasciarci andare verso una persona troppo distante dal nostro ideale. Inseguiamo il nostro sogno ma appena incontriamo un ostacolo tutto i nostri desideri pensiero crollano, ma solo imparando a credere nel prossimo che possiamo specchiarci negli occhi di chi ci guarda e sentirci meno soli. C’è tanta gente che si accontenta del meno peggio per paura di non meritare di più, ma così facendo si sta solo perdendo la possibilità di avere una chance di felicità. Quindi non arrendetevi mai perché ci sarà sempre qualcosa per cui valga la pena rialzarsi. continua su https://www.vanitiromancebook.com/boo...
Sara è alle prese con l’inaugurazione della nuova galleria d’arte contemporanea di Milano, è lei la curatrice e spetta a lei renderle successo, peccato che le abbiano messo a disposizione solo quadri dal fascino, e dal valore, davvero discutibile. Presa già da mille pensieri e milioni di ansie deve scontrarsi anche con una mamma leggermente sopra le righe che la vuole fidanzata a tutti i costi e che pur di vederla impegnata in appuntamenti galanti non esiterà nemmeno a dare via ad un folle volantinaggio per la selezione di un papabile uomo. Mettici in più la sua collega Renata che la trascina ad improbabile quanto folle speed-date ed il gioco è fatto, la sua sanità mentale è presto compromessa, soprattutto dopo l’incontro con Diego, procacciatore d’affari cinico ai massimi livelli. Una donna innamorata dell’amore, ma che non si è mai abbandonata ad esso ed un uomo completamente disilluso che a tutto crede fuorché all’amore, tra battibecchi e giri di danza, tra taffetà, piume di struzzo e canzoni anni ‘30 la storia prende vita e getta le basi per una romantica e decisamente piacevole favola modera.
Lettura senza impegno, divertente e romantica indicata per staccare un po' e passare qualche ora con leggerezza.
Purtroppo, però, ha alcuni difetti: le eccessive e forzate coincidenze di alcuni eventi. E, soprattutto, la totale mancanza dei pensieri (anche in terza persona) e di un approfondimento psicologico/sentimentale del protagonista Diego! Di lui sappiamo in pratica solo i dati anagrafici ed è stato un peccato perché è un bel personaggio. Di conseguenza il romanzo non mi ha coinvolta pienamente. Peccato anche per il finale frettoloso! Originale il tema del ballo Swing e ho apprezzato la scelta dei lavori di entrambi nel campo dell'arte.
Joanne Bonny è al suo secondo romanzo e quando ho saputo di quest’uscita sono stata molto felice, perché il suo primo, "Ho sposato un maschilista", è stato uno dei libri più divertenti che abbia letto negli ultimi anni.
Sara Hill dirige una galleria d'arte di nuova apertura a Brera e a farle da assistente è Renata, simpatica collaboratrice, ma anche amica e consigliera. Non ha mai conosciuto il padre, mentre la madre, statunitense trapiantata in Italia, è stata una famosa cantante country e il suo maggior successo ancora risuona nei ricordi di chi ama questo tipo di musica. Sara è una persona dinamica, simpatica e positiva, ha la battuta sempre pronta e un grande sogno…
Renata riesce a trascinarla a uno speed date e dovreste leggere la scena perfettamente descritta per farvi una sana e prolungata risata! Certo non è fortunata, Sara, perché le passa davanti un campionario di sfigati come pochi, ma in compenso fa divertire noi lettori. Più tardi, al bancone del bar, incontra un irritante sconosciuto; no, non è davvero serata! Ah no, aspettate, questo sembra essere un po' più interessante, anche se è un cinico dichiarato nei confronti dell'amore. Per di più snobba Sara, che è una bellezza alta, bionda e stile tavola da surf; mentre a lui piacciono more, piccoline e formose!
L'uomo si chiama Diego Ferrari, è un procacciatore d'affari, di lucrosi affari direi, e il giorno dopo con poche battute riesce a rovinare irreparabilmente l'inaugurazione della mostra nella galleria di Sara! Ovvio che lei sia imbufalita e così gli impone di riparare al torto fattole costringendolo a partecipare con lei a un corso di tap dance. Dieci agosto, la notte delle stelle cadenti: questa è una data importantissima per Sara, perché quella notte ballerà con l'uomo della sua vita. Sì, perché non vi ho detto che Sara è una romantica sostenitrice del colpo di fulmine, dell'amore per sempre, del principe azzurro e del "vissero per sempre felici e contenti". Al punto che smuove mari e monti per arrivare esattamente dove vuole lei, ignorando nel tragitto tutto quello che di buono le si pone davanti. Ah Sara, ingenua Sara: quale sorpresa l'aspetta nella notte da lei tanto attesa!
I battibecchi con Diego danno un andamento frizzante alla narrazione e l'autrice riesce a tenere un ritmo incalzante e a creare situazioni divertenti, che avvicinano sempre più i due giovani, a suon di favori fatti e ricevuti; la danza, con la sua magia e la sua sensualità, li rapisce e quello che provano in quei momenti li turba. Tuttavia, mentre Sara è completamente concentrata sull'obiettivo, l'uomo ha strani comportamenti quando le è vicino. Inoltre una donna del passato di Diego si mette in mezzo all'amicizia nascente e quindi si allontanano.
Sara è simpaticissima e brillante in ogni situazione. Tuttavia sembra vivere in un mondo tutto suo, a un certo punto appare perfino ottusa, incapace di riconoscere quell'amore che tanto brama e che da troppo insegue. A sua discolpa va detto che, essendole mancata del tutto la figura paterna, sicuramente qualche problema nel riconoscere l'amore di un uomo è comprensibile; ma ciò che mi ha colpita maggiormente è che nemmeno quando le sue illusorie certezze sono crollate davanti alla realtà, è stata in grado di capire il vero valore di Diego, tanto che finisce per allontanarlo definitivamente. Diego è dolcissimo: quest'uomo scanzonato, cinico e disilluso, riconosce i suoi sentimenti, li confessa a Sara e mostra tutta la sua vulnerabilità; è un vero uomo, maturo e che non teme di apparire debole. Ha un passato importante, che non gli ha impedito di innamorarsi di qualcuno che inizialmente non corrispondeva al suo ideale. È tenace, convinto e fermo, ma nulla può contro il rifiuto netto della donna.
Solo la lontananza e le parole di sua madre fanno capire a Sara quanto il suo sogno l'abbia distolta da qualcosa di bello, puro e profondo e quanto in realtà la paura di amare qualcuno che avrebbe potuto abbandonarla, come ha fatto il padre, l'abbia trattenuta. Ma a questo punto Diego non risponde alle sue numerose telefonate e la donna capisce di averlo perso…
Sullo sfondo di questo piacevole romanzo si muove Milano, la Milano estiva, la Milano dei locali, ma anche quella più romantica della darsena. Ma soprattutto, a fare da compagnia ai protagonisti troviamo il ballo, più nello specifico il tip tap, una danza così affascinante che mi ha riportato con la memoria a quando ero bambina e i film di Fred Astaire e Ginger Rogers, e quelli della piccola Shirley Temple, mi facevano sognare di mondi lontani ed eleganti; grazie a questo libro mi è venuta voglia di rivedere quelle vecchie pellicole e riscoprire la magia di un'epoca e di un modo di ballare così particolare. Anche in questo secondo romanzo l'autrice ha adottato il pov unico femminile e, per quanto mi sarebbe piaciuto avere anche quello di Diego, il romanzo si legge molto volentieri e scorrevolmente. È sicuramente un libro casto, non ci sono scene di sesso e questo una volta tanto non guasta: è una ventata di novità, e comunque il lato divertente e la piacevolezza dello stile bastano a farne un romanzo da leggere per iniziare l'anno con qualche bella risata. http://bit.ly/2SSzQT5
Dada - per RFS . “«[…] Pensi che sia facile per me dopo quello che ho passato? In vita mia ho corso un sacco di rischi negli affari, ma ho imparato che l’azzardo più grande è consegnare il proprio cuore a un’altra persona. Eppure sono qui, pronto a offrirti il mio. È ammaccato e c’è qualche crepa in superficie… Devi maneggiarlo con cura, perché non è stato trattato bene. Ma è tuo se lo vuoi».”
Se è un libro leggero e molto molto romantico ciò che state cercando, il nuovo romanzo di Joanne Bonny, Ci vediamo domani se non piove, è quello che fa per voi.
Sara Hall, la nostra protagonista, è la direttrice di una galleria milanese di proprietà di un amante dell’arte avanguardista che sembra voler promuovere artisti alquanto “strani”. È per questo motivo che Sara si trova a dover organizzare la mostra di un tal Borys Zalenko, un pittore ucraino che ama ritrarre animali spappolati. L’impresa, capirete bene, è di per sé disperata. Ma grazie a un “colpo di fortuna” la serata di inaugurazione attira molti acquirenti: la maggior parte delle opere vengono prenotate e Sara sembra poter tirare un sospiro di sollievo.
All’improvviso l’atmosfera viene rovinata da uno scroscio di risate provocate da un bell’uomo che sta denigrando i ritratti esposti, facendo ridere tutti i presenti. Si tratta di Diego Ferrari, l’affascinante e burbero procacciatore d’affari che Sara ha conosciuto qualche sera prima, dopo aver partecipato a un improbabile speed date e al quale, a causa di qualche negroni di troppo, ha raccontato un po’ della sua vita.
Le battute dell’uomo trasformano la mostra in un incredibile insuccesso, motivo per il quale la nostra protagonista rischia di essere licenziata.
A complicare la vita di Sara c’è poi sua madre, una donna un tantino sopra le righe che, pur di trovarle un papabile fidanzato, distribuisce a ignari passanti, volantini con foto e informazioni su sua figlia.
Come farà la nostra protagonista a non farsi licenziare, a farla pagare al cinico signor Ferrari e, al contempo, a trovare il vero amore? Non vi resta che leggere il libro per scoprirlo.
Nonostante sia meno ironico e divertente del precedente, anche questo nuovo romanzo di Joanne Bonny si lascia leggere con piacere e conferma lo stile fluido e leggero dell’autrice.
I personaggi sono ben delineati e restano fedeli alla loro caratterizzazione. Sara, in particolare, è una sognatrice. Figlia di una cantante country statunitense che ha abbandonato la sua carriera per amore e di un dongiovanni da strapazzo, la nostra protagonista non ha mai conosciuto l’affetto di suo padre. Nonostante ciò, sogna di trovare l’amore con la A maiuscola, quello che vedeva nei film musicali su Fred Astaire e Ginger Rogers che guardava da bambina e lo stesso di cui ha letto nei diari di sua nonna. Sara è una donna innamorata dell’idea dell’amore ed è talmente impegnata a cercare quel sentimento idilliaco da non riconoscerlo quando se lo ritrova davanti nella persona di Diego Ferrari, un uomo cinico e disilluso.
Personalmente non amo molto i personaggi eccessivamente sentimentali per cui tra i due protagonisti ho preferito, senza ombra di dubbio, quello maschile, Diego, che ho trovato arguto, irriverente, sicuramente meno idealista di Sara ma anche molto vulnerabile.
La storia è frizzante ma qualche coincidenza di troppo la rende di fatto surreale e per questa ragione non mi sento di attribuire al libro più di tre fenici. Si tratta, tuttavia, di un romance che consiglio a chi vuole trascorrere delle ore di lettura spensierata.
Salve lettori! Oggi vi parlo di “Ci vediamo domani se non piove”, il nuovo romanzo di Joanne Bonny, edito da Newton Compton editori. La protagonista di questa incantevole storia è Sara Hall, una trentenne che dirige una galleria d’arte nel centro di Milano. Sara adora il suo lavoro ed è determinata a organizzare l’inaugurazione più bella di sempre, per attirare più clienti possibili nella galleria. Peccato che il suo capo abbia deciso di esporre i quadri di un artista ucraino, che in realtà è un semplice pensionato che per hobby dipinge le carcasse di animali che si trovano sulle strade al confine con i boschi. Come se non fosse già un’impresa cercare di rendere interessanti questi quadri mostruosi e cruenti, Sara deve anche aver a che fare con un gallerista rivale che non manca mai di prenderla in giro. A complicarle le cose si aggiunge anche sua madre, che insiste per aiutarla a trovare un fidanzato, arrivando a distribuire dei volantini in giro con foto e informazioni utili sulla figlia. Ma Sara non ne vuole sapere. Lei è alla ricerca del vero amore, quello che riconosci subito non appena te lo trovi davanti e che dura per tutta la vita. Tutto quello che desidera è un amore che sia perfetto come quello vissuto dai suoi nonni materni. Per questa ragione custodisce gelosamente il vecchio diario della nonna, tra le cui pagine si percepisce chiaramente il grande amore che l’ha legata per tutta la vita al marito fin dalla prima volta che hanno ballato insieme. Ma se questa non fosse tutta la verità? La ricerca del vero amore è più difficile del previsto. Fino a quando una sera, dopo l’ennesimo disastroso tentativo di trovare l’uomo perfetto per lei, la sua strada incrocia quella di Diego Ferrari. Diego Ferrari è un affascinante procacciatore d’affari, un uomo cinico e dalla battuta sempre pronta che all’inizio darà a Sara del filo da torcere. Tuttavia, complici un’indovina, un’inaugurazione movimentata, un eterno scambio di favori e una serie di lezioni di danza, il rapporto fra i due diventerà sempre più forte e intenso, dapprima assumendo la complicità tipica di un’amicizia, per poi sfociare in una vera e propria attrazione che renderà tutto più difficile. Perché Diego non può essere l’uomo giusto per Sara, di questo ne è certa. Non fanno altro che battibeccare, sono troppo diversi, e poi lui adora le more, non troppo alte e piene di curve, mentre Sara è l’esatto opposto: altissima, bionda e non propriamente formosa. Forse l’attrazione che li lega è dovuta semplicemente al ballo o forse è la danza che, liberandoli dalle loro corazze, li fa sentire così bene quando sono insieme, tanto che il resto del mondo sembra scomparire. “Quand’è che quegli occhi blu hanno cominciato a esercitare un’influenza su di me? E quand’è che lui ha smesso di considerarmi una semplice palla al piede?” “Ci vediamo domani se non piove” è una storia frizzante, allegra e romantica al punto giusto. Le descrizioni brevi ma dettagliate permettono al lettore di immergersi completamente nell’ambientazione del romanzo, tanto che una volta chiuso il libro ti sembra strano di non trovare intorno a te quei posti ormai quasi familiari come se li avessi visti di persona. È una storia da vivere a passo di tip tap, travolti da un’atmosfera magica che vi farà oscillare continuamente tra la Milano contemporanea e un film americano degli anni Trenta. Lo stile è semplice e scorrevole, fluido e coinvolgente come un balletto. Sara e Diego mi sono piaciuti molto. Nonostante la narrazione sia affidata unicamente al punto di vista di Sara, riusciamo a conoscere bene entrambi, arrivando a empatizzare senza nessuna fatica con l’uno e con l’altra, comprendendone le ragioni, anche quando vorremmo semplicemente che ammettessero i loro sentimenti una volta per tutte senza più badare alle loro paure. Ma in fondo è proprio questo il bello. Diego è un uomo che è stato già ferito in passato e teme che succeda di nuovo, per questo motivo cerca di proteggersi come può e inizialmente agisce con prudenza e distacco. Mentre Sara ha il terrore di finire in una relazione disastrosa e destinata al fallimento come quella dei suoi genitori, per questo si è sempre rifugiata dietro la favola d’amore apparentemente perfetta dei suoi nonni sognando di trovare lo stesso tipo di amore, senza neanche prendere in considerazione l’idea di scendere a compromessi con la realtà, per il timore di fare lo stesso sbaglio che fece anni fa sua madre: dare il proprio cuore e la propria fiducia a qualcuno che poi inevitabilmente ti abbandona. Questo romanzo non è solo una storia d’amore, parla anche della ricerca della felicità nel mondo di oggi, di come le cose non sempre sono come pensiamo. Ci insegna che le persone sono una continua fonte di sorprese, che i legami familiari sono la radice di tutto, che a volte bisogna solo prendere la paura e affrontarla a muso duro, scendere in pista e iniziare a ballare. E che l’amore è molto più complicato di quello che ci fanno vedere nei film, che amare qualcuno è un po’ come costruire una casa: anche se parti con le migliori intenzioni, prima o poi ti accorgi che è difficile mantenere una casa all’altezza delle aspettative; ci saranno giorni in cui la troverai trascurata per colpa tua e altri giorni in cui qualcosa si guasterà indipendentemente da te. Sta a noi decidere se vale la pena rimboccarsi le maniche o cercare un’altra casa. Questa è la lezione più grande che dovrà imparare Sara: l’amore non dev’essere perfetto, deve solo essere vero. L’autrice è riuscita a toccarmi il cuore, tanto che mi sono ritrovata inaspettatamente con le lacrime agli occhi. La copertina purtroppo non rende giustizia né all’atmosfera della storia né ai personaggi che la animano, ma per fortuna quello che conta è il contenuto e devo dire che sono rimasta davvero sorpresa. L’evolversi degli eventi non è così scontato come può sembrare, al contrario ti lascia con il fiato sospeso fino alla fine. Ho adorato il modo in cui si richiamano numerose scene fra di loro. Non do cinque stelle piene solo perché avrei voluto vedere più scene tra Sara e Diego e perché certe svolte della storia le ho trovate un po’ forzate, anche se il senso del romanzo è un po’ anche questo, mostrare come spesso le cose succedono semplicemente perché devono succedere, mosse da un destino più grande di tutti noi, che va oltre la ragione umana. Questo romanzo è un vero toccasana per lo spirito, un romance delizioso, capace di stupire e di far sognare chiunque si avventuri fra le sue pagine. Alterna situazioni esilaranti a momenti più commoventi e intensi, dosando sapientemente il romanticismo, senza mai essere melenso. Consiglio caldamente questo libro a tutti coloro che amano il genere, perché troverete ciò che amate di più: scene uniche e indimenticabili, personaggi spiritosi e orgogliosi che grazie all’amore imparano a sciogliersi un po’, un sentimento che cresce capitolo dopo capitolo e tanta magia. Magari qualche situazione è un tantino surreale, ma è proprio questo aspetto a rendere la storia di Diego e Sara una favola moderna. E le favole, si sa, sono belle proprio perché ci permettono di oltrepassare i confini della realtà ed esplorare un territorio nuovo, dove tutto può succedere. Anche nella nostra Milano. “Ci vediamo domani se non piove” è il romanzo ideale se avete bisogno di staccare la spina e immergervi in un’atmosfera divertente, dolce e romantica, che pagina dopo pagina vi trascini in un’incantevole storia d’amore, che vi regalerà tanti bei sorrisi e forse anche qualche lacrima di pura commozione. Voto: 4
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4,5 Ma quanto mi piacciono le commedie romantiche odio/amore? Non c’è niente di meglio che iniziare l’anno nuovo con allegria e romanticismo! L’anno scorso iniziavo il mio anno romance con Ho sposato un maschilista, primo romanzo di Joanne Bonny edito da NC, un romanzo che mi era piaciuto tantissimo nonostante non sia mai stata amante dei chick-lit. Quest’anno invece tocca a Ci vediamo domani se non piove (sembra quasi un appuntamento fisso a ogni inizio d’anno) che è meno chick-lit, più commedia romantica spensierata. Penso che se l’autrice continua su questa linea diventerà una presenza fissa nel mio kindle! Siamo a Brera, nel Milanese. Sara Hall (figlia di un’ex stella della musica country americana e di un dongiovanni italiano) è curatrice di una galleria d’arte, romantica, sognatrice, è cresciuta con l’immagine della storia dei suoi nonni come esempio di vero amore tanto da desiderarlo anche per sé. Diego Ferrari è un uomo affascinante e irriverente, un procacciatore d’affari davvero di talento e un cinico dell’amore fin nelle viscere. Non è sempre stato così, ma è quello che è diventato per forza di cose. Il suo ideale di donna è mora, minuta e con un gran bel davanzale. Di sicuro non gli può mai piacere una spilungona di un metro e ottanta e bionda per giunta. Quei due inizieranno a battibeccare da subito, da cosa nasce cosa… e io mi sono goduta ogni istante di questo viaggio. Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
Ci vediamo domani se non piove di Joanne Bonny, contemporary romance pubblicato il 2 gennaio da Newton Compton Editori.
Sara Hall è una giovane e brillante direttrice di una nuova galleria d’arte contemporanea in Brera. È molto capace nel suo lavoro se non fosse che il suo capo, nonché proprietario della galleria, ha scovato in Ucraina un “artista” discutibile che, ormai in pensione dopo essere stato per quarant’anni al servizio delle poste, si è cimentato nella rappresentazione di animali spappolati sulle strade che attraversano i boschi ucraini: solo un miracolo potrebbe riuscire a farle vendere quelle atrocità… o la morte dell’artista potrebbe far aumentare le sue quotazioni!
La sera dell’inaugurazione sembrerebbe andare per il meglio: la dipartita dell’artista infatti fa accrescere l’interesse per le opere esposte finché un uomo non ci mette lo zampino e denigra apertamente i dipinti attirando le simpatie e i consensi di tutti gli ospiti presenti.
Ma quell’uomo non è un semplice sconosciuto per Sara, è un procacciatore d’affari incontrato casualmente in un bar qualche sera prima ed è a causa di quell’incontro che si trova nella sua galleria, per visionare i dipinti che in un momento di completa sincerità Sara stessa aveva denigrato.
Ma oltre al clamoroso flop dell’inaugurazione a cui Sara deve rimediare per poter mantenere il posto di lavoro, si aggiunge il fatto che sua madre, ex promessa della musica country che ha abbandonato la carriera per seguire il suo grande amore in Italia, sta cercandole un fidanzato, selezionando i vari pretendenti arruolati tramite volantini.
Sara non rifugge l’amore, anzi, ma sta cercando quello con la A maiuscola, la storia romantica d’altri tempi ed è convinta che si innamorerà al primo sguardo, come successo a sua nonna materna, ex ballerina di tap dance.
Sconfortata dalla situazione lavorativa e sentimentale in cui si trova, decide di affidarsi alla predizione di una veggente di strada: incontrerà il suo grande amore danzando sull’acqua tra le stelle cadenti.
«Ne è proprio sicura? Io nella danza sono sempre stata un disastro, in qualsiasi tipo di danza». Non riesco a tenere il ritmo neanche nei balli di gruppo in spiaggia!
Inizialmente le pare un’assurdità, finché non le capita tra le mani un volantino: la notte di San Lorenzo, in occasione del festival di musica swing, ci sarà una gara di ballo su una piattaforma galleggiante in Darsena. Sarà lì che la giovane è convinta di incontrare il suo grande amore.
Ma sorge un primo problema: Sara non sa assolutamente ballare.
E secondo problema: Sara non ha un partner per poter imparare a ballare.
Chi mai potrebbe venirle in aiuto? Chi potrebbe farle da cavaliere per prepararsi alla serata più importante della sua vita? Chi le deve un favore così grande da non potersi tirare indietro? Magari un certo procacciatore di affari, alias Diego Ferrari, che ha fatto di tutto per distruggerle la carriera…
Sara è una trentenne che nella sua giovane vita ha dedicato molte tempo al lavoro e alla carriera e pochissimo alle brevi relazioni che ha intrecciato finora. È convinta che quando incontrerà l’uomo della sua vita sarà un momento indimenticabile, magico e che capirà dal primo sguardo che sarà lui quello giusto, com’è successo ai suoi nonni, famosi ballerini di tap dance nell’America degli anni Trenta. È ostinata a trovare il grande amore e se, per fare questo, dovrà andare a scuola di ballo per tre mesi, niente e nessuno può farle cambiare idea.
Diego Ferrari è un procacciatore di affari poco più che trent’enne ma con alle spalle già un matrimonio fallito e una cicatrice sul cuore che continua ancora a sanguinare.
Il tradimento dell’ex consorte ha avuto un impatto devastante sulla sua vita amorosa ed è per questo che, quando incontra Sara, esprime tutto il suo cinismo per la storia d’amore perfetta ed indissolubile che la ragazza sembra ricercare con tanta caparbietà.
Sara e Diego si incontrano casualmente in un bar e nel condividere qualche drink, si presentano e si fanno delle confidenze.
Diego non fa mistero del fatto che Sara non rispecchi il suo prototipo di donna ideale: mora, minuta, formosa. La ragazza, infatti, è praticamente l’opposto: bionda, alta, spalle larghe, occhi nocciola e con una seconda scarsa di seno.
Il tutto finirebbe con le ombre della notte se non fosse che Diego si presenta all’inaugurazione della galleria di Sara, riportando le parole denigratorie della stessa ai convenuti riguardo le opere esposte e segnando irrimediabilmente la serata come un grandissimo flop.
Solo uno scambio di favori rimetterà Diego sulla strada di Sara e quello che succederà tra i due sta a voi scoprirlo.
«Saltellare come un cretino in compagnia di una svitata che crede negli oroscopi non è esattamente la mia idea di divertimento»
…
«E dimmi un po’, ti ha anche detto cosa accadrà dopo che avrai ballato tra le stelle cadenti col tuo uomo del destino? Aspetta, fammi indovinare: salirai in groppa al suo unicorno scoreggia-arcobaleni e andrete a vivere insieme nel suo castello tra le nuvole?»
È un romanzo leggero che si legge piacevolmente e ci sono delle scene davvero ridicole che vi faranno passare dei momenti esilaranti, ma devo essere sincera: con il romanzo “Ho sposato un maschilista” l’autrice mi aveva conquistato, tant’è che, a distanza di un anno dalla pubblicazione, è ancora una lettura che consiglio a tutte le persone che conosco. Questo libro è carino ma mi aspettavo qualcosa di più articolato a livello di trama, fermo restando che adoro lo stile di scrittura dell’autrice e i dialoghi che riesce a tracciare.
Gattini e gattine buon anno! Io ho cominciato l'anno con il fantastico romanzo di Joanne Bonny, "Ci vediamo domani se non piove" edito da Newton Compton ed ora ho intenzione di parlarvene. Ma andiamo per gradi! Voi credete nel vero amore? Quello con la A maiuscola, quello che, quando arriva sai con assoluta certezza che è quello che durerà per sempre? Di sicuro ci crede Sara, la protagonista di questo romanzo, che da sempre sogna il vero amore, non si accontenta, o tutto o niente, e lo ricerca con tutte le sue forze, anche affidandosi ad una cartomante e alla sua sfera di cristallo!
Dopo che quest'ultima le ha predetto dove e quando avrebbe incontrato l'uomo della sua vita, comincia a prepararsi in tutti i modi possibili perché sia un momento indimenticabile e unico...ma..e si c'è sempre un ma..perché il destino non ci sta ad essere messo da parte..e per questo decide di metterci lo zampino e confondere un po la nostra protagonista, facendole incontrare un prestante, interessante procacciatore d'affari, Davide. Riuscirà Sara, tra la galleria d'arte per cui lavora che stenta a decollare, una madre che ha come unico scopo quello di farle trovare un uomo e Davide che fa di tutto per farle perdere tempo e pazienza, ad arrivare preparata all'appuntamento con il vero amore? Naaaa non ve lo dico, per scoprirlo dovete leggere questa esilarante commedia romantica, nata dalla penna brillante di Joanne Bonny, autrice che avevo già potuto conoscere ed apprezzare grazie al suo primo romanzo, Ho sposato un maschilista. La scrittura è fluida, brillante e diretta, scorrevole tanto che si arriva alla fine senza rendersene conto.
Non potevo proprio cominciare questo nuovo anno con lettura migliore!
Lo consiglio a tutte quelle persone che credono nel vero amore ma anche a chi, un po come Davide è scettico e disilluso. Non mi resta che augurarvi una buona lettura, magari in compagnia di una calda tazza di cioccolata. Valutazione di lettura:😻😻😻😻😻
3.5 Ecco uno di quei libri che ti svuotano la mente da ogni preoccupazione. Lo leggi, ridi, ti senti a posto per un po’. Se cercate una lettura di evasione, questa storia è l’ideale. Sara è una giovane italo-americana, lavora in una galleria d’arte insieme alla sua migliore amica Renata ed è innamorata dell’idea romantica di amore, soprattutto quello che per anni ha idealizzato tra sua nonna, ora in casa di cura, e il suo defunto nonno. Naturalmente, Sara cerca la storia d’amore perfetta, quella con il classico e travolgente colpo di fulmine. E naturalmente non è ciò che avrà. Diego, infatti, è un procacciatore d’affari (quanto suona vecchia questa definizione? Mah…) un po’ cinico, a volte brusco nel suo essere sincero e di Sara non ama molto né l’aspetto fisico né il caratterino. Ma tra i due c’è di mezzo il tip tap e si sa, quando ci sono la danza e la musica, tutto può accadere… Con questa storia ho riso dalla prima fin quasi all’ultima pagina. Era da molto tempo che non leggevo un chick-lit così ben riuscito, leggero e ben scritto. Nonostante alcune forzature ed espedienti sopra le righe (l’indovina, le coincidenze assurde, l’epilogo) e tralasciando cover e titolo, dei quali ancora adesso non riesco a capire il senso, trovo che sia ben riuscito e che si faccia leggere molto volentieri. Ho riso a crepapelle per tutta la vicenda di Zalenko, il pittore ucraino ottantenne con il gusto del macabro e non mi è affatto dispiaciuta l’ambientazione italiana, sebbene su questo abbia delle riserve, perchè a volte la commistione tra italiano e americano era davvero inutile, se non proprio forzata. Sullo stile non c’è molto da dire. È un romanzo “confezionato” ad arte, scritto in modo equilibrato e purtroppo, proprio per questo, privo di quella originalità e di quella passionalità che ci si aspetterebbe da un’autrice al suo secondo romanzo. Ho trovato anche molto datati certi riferimenti all’interno della storia, e da questo ho dedotto che dietro lo pseudonimo si possa nascondere un’autrice non proprio giovanissima… Ma in fondo questo è un dettaglio insignificante. La storia è gradevole, leggera e a tratti frizzante, quindi la consiglio come buono stacco tra letture più impegnative.
Sara lavora in una galleria d' arte come curatrice, cerca un amore come quello vissuto dai suoi nonni e che vorrebbe viverlo anche lei. Ma, la situazione sentimentale non è delle migliori, fino a quando non incontra, Diego. Diego è un procacciatore d' affari, non crede nell' amore, figuriamoci nelle storie d' amore d' altri tempi. Ma, a passi di tip tap, Diego e Sara si innamorano... Ma, Sara saprà riconoscere il suo vero amore ?
Attraverso le parole della Bonny si conosco Sara e Diego, due personaggi ben descritti, Sara, a volte, ha gli occhi foderati di prosciutto ( non ti rendi conti che quello che stai cercando e proprio sotto ai tuoi occhi?) ma è una protagonista che ho adorato. Diego è un personaggio che ha dato una marcia in più alla storia, è divertente, cinico, fino a quando non incontra Sara.
Lo stile è leggero, frizzante e adatto per questo tipo di storie romantiche, senza drammi, adatte a chi ama leggere le storie d' amore e odio.
Se continua su questa strada, la scrittrice potrebbe diventare un must per me, con le sue storie leggere e vivaci.
bellissimo, delicato e convincente. personaggi che sembrano reali. avvincenti le scene di ballo. adoro i musical e l'idea di inserirli è stata vincente. bravissima!
Non c'è proprio il paragone con il suo primo. Qui si vede proprio lo zampino stampino di Newton. Partendo dal titolo che non ha proprio senso con la storia, ai personaggi e alla trama che è veramente banalotta...grande occasione persa. 😢 Scriverò una recensione più lunga nei prossimi giorni.
Il libro è piacevole, a tratti divertente e i personaggi sono costruiti parzialmente bene, anche se conoscere un po’ meglio il personaggio di Diego non avrebbe guastato visto che le uniche informazioni forniteci sono il nome, il suo impiego e lo stato civile. La trama è quasi interamente basata sulle coincidenze che, come espediente narrativo è anche piacevole, a patto che non se ne faccia un uso eccessivo. In sostanza, è un romanzo le cui pagine scorrono velocemente, consigliato a chi cerca una lettura non troppo impegnativa.
RECENSITO DA LEXIE PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI" Vi parlerò dell’ultimo brillante romanzo scritto da Joanne Bonny, la commedia romantica intitolata: “Ci vediamo domani se non piove” (un titolo che, in tutta sincerità, non sono proprio riuscita a collegare al contenuto del libro).
La protagonista di questa storia è la trentenne Sara, impiegata presso una galleria d’arte contemporanea a Brera e diretta responsabile della sua imminente inaugurazione. Un evento in cui verranno esposti i quadri di Borys Zalenko, un anziano e sconosciuto artista ucraino, che sforna opere talmente cruente e raccapriccianti che nemmeno Sara ne comprerebbe mai una.
Ma lei deve venderle lo stesso. A tutti i costi.
Quando sembra che la sorte volga a suo favore, però, ecco che un odioso guastafeste inizia a screditare l’evento davanti all’intero gruppo di potenziali acquirenti. Non si tratta però di un sabotatore qualunque, perché purtroppo quell’uomo arrogante e schietto Sara lo conosce già: si tratta di Diego Ferrari, un abile procacciatore d’affari con cui la ragazza aveva intrattenuto un’insolita conversazione, alcuni giorni prima, al bancone di un bar.
Per un capriccio del destino, Sara e Diego si ritroveranno ad avere bisogno l’una dell’altro e saranno costretti a scambiarsi favori di enorme importanza per entrambi. In particolare per Sara, che trascinerà un riluttante Diego in uno strampalato corso di tip tap per riuscire a far avverare l’idilliaca profezia di una bizzarra indovina.
E così, con la complicità di raffinate serate di gala, di costumi e balli d’epoca, e di impacciate lezioni di danza che acquisteranno strada facendo delle sfumature davvero sensuali, il rapporto inizialmente burrascoso dei nostri protagonisti si trasformerà in un’intesa davvero speciale. Una bellissima alchimia che rischierà tuttavia di rovinarsi per colpa della fissazione di Sara per le parole della sua stravagante indovina. LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG: https://libriesognalibri.wordpress.co...
Il Romance è evasione... Anche nelle sue più semplici declinazioni
Era un pezzo che non leggevo un romance chick-lit. Sarà per questo che ho trovato la lettura piacevole e appagante: letto in una sera, non riuscivo a chiuderlo perché mi ha fatto stare bene come un bel film o un distensivo massaggio. Il romance serve proprio a questo, a staccare la spina alla fine di una giornata lavorativa o l'immersione negli impegni familiari. Quale miglior momento per leggere questo romanzo se non i primi giorni dell'anno? Certo la trama non è nuova ma la narrazione e la caratterizzazione dei personaggi lo rendono accattivante e dolce amaro nei risvolti. Sara è una trentenne che ancora insegue il destino e l'amore "per sempre", quello idealizzato attraverso il diario della nonna e i suoi romantici racconti dell'incontro con l'uomo della sua vita. Non ha fretta Sara, attende che anche il suo uomo piombi come un fulmine nella sua vita fin troppo placida. Ma tutto è destinato a cambiare quando durante l'inaugurazione di una nuova mostra qualcuno tenta di boicottare l'evento. Da quella sera una serie di eventi (e ricatti) spingerà Sara verso quello che sembra un destino già "confezionato" per lei. Ci crede così tanto da non rendersi conto che l'uomo che lei aspetta da una vita è molto più vicino di quanto immagina, solo che è talmente radicata nelle sue convinzioni da negare a se stessa la verità. Quando finalmente aprirà gli occhi e capirà che l'amore è come un ballo, se non ti butti non saprai mai come sarà, forse avrà perso l'occasione e così anche l'uomo della sua vita. Saprà guardare dentro se stessa e capire che forse non ha saputo leggere tra le righe del diario della nonna e soprattutto che non ha avuto il coraggio di ascoltare il suo cuore? Complici una sfera di cristallo e un corso di tip tap, Sara imparerà che l'amore è quello che non dà preavviso, quando arriva il cuore sa riconoscerlo, nonostante la ragione si ostini a non collaborare. Sara e Diego hanno molto da imparare l'uno dall'altra, ma l'orgoglio e la testardaggine saranno gli alleati peggiori in questo piacevole braccio di ferro a passi di danza. Una lettura ironica quanto basta e molto, molto romantica. Uno stile semplice e immediato che avvolge il lettore in una commedia piacevole e frizzante.
Non ci crederete, ma è così che mi sono sentita dopo aver voltato l'ultima pagina di questo libro. Sono capitolata come Sara nella magia che avvolge le pagine di questa storia, nell'insegnamento ricucito con lo spago che Joanne trapunta in ogni parola, imbastendole di un messaggio che in questi tempi sembra troppo prezioso per lasciarselo sfuggire.
Sara sogna l'amore, quello che ti fa accartocciare il cuore e azzerare il mondo circostante per vivere sulla scia dei battiti che compongono l'istante in cui due anime affini si sono riconosciute con un solo sguardo.
Diego è un cinico che dell'amore vorrebbe farne a meno, uno che ha imparato a sue spese quanto a volte sia un'emozione fatta più di morsi e graffi invece di carezze e baci.
Si incontrano per caso, per colpa di un destino che gioca alla roulette russa con le loro vite e continua a intrecciarle tra loro inevitabilmente, trascinandoli su una pista da ballo che farà da complice all'evoluzione dei loro cuori, riempendosi della sintonia percepita sottopelle ogni qualvolta abbassano le difese per mostrarsi all'altro senza paura.
E penso sia questa la vera bellezza di questo romanzo, la semplicità con cui scivolano su passi di danzi incerti nell'esistenza dell'altro, dando una nuova sinfonia a un battito arrugginito dalla paura. Senza rendersene conto, solo seguendo la musica che li avvolge.
4/ Quando a marzo ho letto Ho sposato un maschilista, mi ero ripromessa di tenere d'occhio questa autrice, e così ho fatto... e fatemelo dire: che libro! Dal secondo/terzo capitolo in poi (ovvero da quando appare la madre della protagonista) è tutto in discesa, infatti da dopo cena non mi sono mossa finché non ho finito il romanzo. La storia di Sara e Diego è divertente: tra gaffe, favori, battute, piccoli insulti, risate e lo zampino del destino, posso dirvi che se volete passare qualche ora in buona compagnia, questo libro fa per voi. Ho adorato molte scene e ho apprezzato come l'autrice sia riuscita a far inquadrare e ad incastrare tutto... potrei stare un bel po' a parlarvi di questa storia e di questi personaggi, ma sono contro gli spoiler. Però mi sento di dirvi una cosa: voi fareste mai affidamento a quello che vi dice un'indovina? Perché tutto si può quasi dire che "nasca" da lì. La protagonista ha varie sfaccettature che man mano verranno alla luce ma Diego... Diego, con le sue battute, le sue prese in giro e le sue parole, vi farà sciogliere.
Joanne Bonny è una di quelle autrici di cui potrei leggere la lista della spesa. La mia cura in caso di blocco del lettore e anche questa volta ha funzionato! Spero che torni presto a scrivere commedie romantiche perché ne ho bisogno!!
Avevo aspettative alte dopo il suo primo romanzo #ho sposato un maschilista". Il libro si è confermato anzi mi ha sorpreso. Ottimi personaggi, dialoghi e storia. Diverte, sorprende e convince.
3.5⭐️ “𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒃𝒆𝒗𝒐, 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒑𝒂𝒓𝒍𝒐. 𝑬 𝒑𝒐𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒓𝒆𝒅𝒖𝒄𝒆 𝒅𝒂 𝒖𝒏𝒂 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒂𝒕𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂. 𝑳'𝒂𝒓𝒕𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒆𝒔𝒑𝒐𝒏𝒊𝒂𝒎𝒐, 𝑩𝒐𝒓𝒚𝒔 𝒁𝒂𝒍𝒆𝒏𝒌𝒐, 𝒔𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒊𝒍 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒈𝒓𝒂𝒏𝒅𝒆 𝒇𝒍𝒐𝒑 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝒂𝒓𝒕𝒆, 𝒍'𝒊𝒏𝒂𝒖𝒈𝒖𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒈𝒂𝒍𝒍𝒆𝒓𝒊𝒂 𝒂𝒏𝒅𝒓𝒂̀ 𝒅𝒆𝒔𝒆𝒓𝒕𝒂, 𝒎𝒊𝒂 𝒎𝒂𝒅𝒓𝒆 𝒅𝒊𝒔𝒕𝒓𝒊𝒃𝒖𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒍𝒆 𝒎𝒊𝒆 𝒇𝒐𝒕𝒐 𝒂 𝒔𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒊𝒖𝒕𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒅𝒂 𝒆 𝒊𝒍 𝒅𝒊𝒔𝒂𝒔𝒕𝒓𝒐𝒔𝒐 𝒔𝒑𝒆𝒆𝒅 𝒅𝒂𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒔𝒕𝒂𝒔𝒆𝒓𝒂 𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒐 𝒅𝒊 𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒂." . Sara è una trentenne single che vive a Milano e lavora in una galleria d'arte della quale è direttrice. Ha sempre vissuto solo con la madre, che attualmente è seriamente preoccupata per la vita amorosa della figlia, tanto da distribuire per strada dei volantini con la sua foto e il suo numero di telefono in modo da trovarle un fidanzato. Oltre a questo la sua collega la convince a partecipare ad uno speed date che si conclude in maniera alquanto disastrosa perchè al suo tavolo sembrano presentarsi solamente casi umani ed è così che si ritrova al bar con uno sconosciuto al quale illustra tutte le sue innumerevoli sfortune. Sara però cerca l'amore vero, quello che ti travolge al primo sguardo, come quello riportato tra le pagine del diario di sua nonna che sin da piccola la fa sognare e sperare. Al momento però non è la sua priorità perchè è intenta ad organizzare l'inaugurazione della galleria, durante la quale esporrà le opere di un artista ucraino, Borys Zalenko. Opere alquanto particolari, crude e macabre per ciò che rappresentano ovvero animali morti. Per il momento infatti nessuno ha ancora confermato la partecipazione all'evento e l'esito sembra essere ormai chiaro per Sara finchè la situazione non si capovolge completamente grazie alla morte dell'artista che diventa uno dei più discussi del momento. Sembra finalmente andare tutto per il verso giusto ma proprio durante l'inaugurazione un tizio inizia a denigrare in modo ironico e simpatico tutte le opere, influenzando pesantemente gli aquirenti e quando Sara si avvicina scopre che è proprio lo sconosciuto del bar. Entrata casualmente in possesso del suo biglietto da visita, il giorno seguente decide che Diego è in debito con lei per averle rovinato una serata e così decide di architettare uno stratagemma per incontrarlo ed obbligarlo ad aiutarla nella sua impresa di incontrare l'uomo della sua vita. Per fare ciò dovrà farle da compagno di ballo perchè precisamente la sera del 10 agosto deve partecipare alla gara che si svolgerà su una piattaforma galleggiante dove a detta di un'indovina "troverà l'amore danzando sull'acqua tra le stelle cadenti". Da quel momento tra i due sarà un contino tra battibecchi e frecciatine ed inconsapevolmente si avvicineranno ma Sara è così concentrata su quella serata da non accorgersi che l'amore vero è proprio al suo fianco! . "𝑨𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒖𝒏𝒂 𝒏𝒐𝒕𝒕𝒆, 𝒂𝒍𝒍𝒐𝒓𝒂, 𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒆𝒅𝒊𝒍𝒂 𝒂 𝒎𝒆. 𝑳𝒖𝒊 𝒂𝒗𝒓𝒂̀ 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒇𝒖𝒕𝒖𝒓𝒆, 𝒊𝒐 𝒉𝒐 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒎𝒐𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐." . Devo ammettere che ho letto questo libro un po' d'impulso, cercavo qualcosa di frizzante e leggero da alternare ad una lettura più impegnativa. Attratta in primis dalla copertina e successivamente dalla trama mi sono convinta e mi sono buttata a capofitto in questa lettura che ha saputo conquistarmi sin dalle prime pagine. Ho divorato questo libro in una giornata senza rendermene conto grazie alla scrittura fluida, scorrevole e brillante dell'autrice che ha dato vita ad una storia carica di ironia, amore e speranze. Per quanto riguarda i personaggi, ho amato Diego sin da subito, un personaggio maschile ben costruito, con una voce calda e occhi blu come il mare. Lui e la sua ironia sono state in grado di strapparmi una risata in più di un'occasione ma è anche stato in grado di emozionarmi verso la fine del libro con quel suo lato romantico e dolce che inizialmente teneva nascosto. Con la protagonista femminile invece ho avuto un rapporto un po' altalenante. Inizialmente mi piaceva, spigliata, determinata e sognatrice ma poi da metà libro l'avrei strozzata più di una volta. La sua fissazione e cocciutaggine hanno superato il mio limite di sopportazione, così concentrata e disperata nel cercare il vero amore quando invece aveva semplicemente delle belle fette di prosciutto sugli occhi, se infatti non fosse stato per lei la mia valutazione del libro sarebbe stata più alta. Nel complesso comunque il libro mi è piaciuto molto anche perchè l'autrice è riuscita a trattare diverse tematiche, come la fiducia, il tradimento e il senso di abbandono senza appesantire la lettura. Ve lo consiglio se cercate una commedia romantica che vi sappia coinvolgere, divertire ed emozionare.
“Ci vediamo domani se non piove” è il secondo romanzo di questa autrice sotto pseudonimo. Piacevole da leggere, soprattutto non sono presenti scene di sesso esplicite che alla lunga stufano e viene inserito il tema del ballo, poco utilizzato in questo genere (e tu ti ritrovi solo video sullo Swing nei suggerimenti di YouTube). Non al livello di “Ho sposato un maschilista” che mi aveva divertito parecchio ma si tratta di un libro che si fa leggere in quei momenti in cui si ha bisogno di qualcosa di poco impegnativo.