Scritto nel lontano 1934, I Figli di Mu è il primo libro della trilogia dedicata al geniale scienziato gioviano ideato nella mente di Campbell. Sicuramente ad animae lo scrittore americano c'è una fede totale nei riguardi del progresso scientifico e nella razionalità umana, a cui si aggiunge un continuo dilungarsi in assurde, e spesso tediose, spiegazioni scientifiche delle invenzioni di Aarn (eh lo so, sono un chimico\fisico di professione). Ma non è quello il difetto maggiore di questo libro, quanto questa esasperata ricerca del verosimile a tutti i costi (probabilmente dettato da spinte culturali dell'epoca), che fa' a cazzotti con il fantastico e l'immaginario dettato dai classici stilemi della space opera. Quello che quindi difetta Campbell è una mancanza di equilibrio tra questi due fattori, che invece si trova in tanti altri scrittori dell'epoca (per esempio Marooned On Mars appena letto da poco, pur con i suoi difetti di trama, fa' emergere molto bene quella voglia di esplorazione e ricerca (anche ingenua per carità) tipica di quel periodo. Passando al personaggio principale, Aarn Murno è semplicemente antipatico e spocchioso, quasi un ideale di superuomo, possente fisicamente e dotato di un ingegno strabiliante, al limite del patetico, ma dotato di scarsa (anzi praticamente assente) empatia umana, e la distruzione totale dei Tefflani e della loro cultura, per una guerra scoppiata millenni e millenni prima per una causa non meglio identificata, ne è un terribile esempio. Insomma, pur non essendo un libro di qualità eccelsa, mi ha però indotto a molte riflessioni ed il motivo per cui ci metto un paio di stellette come rating...ovviamente ora si passa subito al secondo volume!