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Il maestro dei morti

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Settembre 1933. Mentre nell'alta borghesia della Ville Lumière esplode la moda degli spettacoli di magia dell'enigmatico Monsieur Larnac, la scomparsa improvvisa di madame Géraldine getta la famiglia Lathune nella disperazione. La polizia annaspa, finché l'intervento di due investigatori privati - lo stravagante Renard e il più posato Tortue - non riesce a districare la fitta trama tessuta dalle menti criminali che si nascondo dietro le facciate maestose dei palazzi parigini.

118 pages, Paperback

Published January 1, 2017

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Yannick Roch

2 books4 followers

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Alessandra Les fleurs du mal blog.
371 reviews15 followers
September 30, 2020
Eccomi di nuovi in difficoltà di fronte a un libro che ho stentato a lasciar andare.
Non volevo proprio finirlo, in barba a ogni scadenza.
Perché ora con la parola fine, mi sento orrendamente sola.
Ero cosi abituata a i due investigatori,Tortue e Renard cosi simili ai miei miti della giovinezza, perfetti mix tra un Poirot e il suo fido Hastings, un Holmes con il suo amico Watson, un Maigret con un tocco di Miss Marple.
Eppure al tempo stesso cosi moderni, decisi nonostante le regole a arrivare alla verità.
Costi quel che costi.
E seppur io cosi ligia al dovere, alla regole della giustizia abbia quasi sussultato sul mio divano (disturbando il mio gatto) non ho potuto non sentire un tuffo al cuore e l'anima ingigantirsi di fronte a una certa spregiudicatezza nell'agire.
Perché a volte la giustizia cosi come la concepiamo noi, ci limita.
E la verità spesso si nasconde proprio fori dei confini ristretti e langue in solitudine per la nostra non volontà di abbracciarla, tirarla fori e curare le sue mille lacerazioni.
Allora mi chiedo se non abbia ragione il mio adorato Reinard, se l'investigatore o chi risolve intricati rompicapi non debba essere un po' sopra le righe.
In fondo non sono tutti cosi i veri, straordinari detective?
Pensiamo a Sherlock, pensiamo all'eroe di Isabel Oostander, l'ispettore cieco che pur di seguire la sua etica ha chiuso metaforicamente la sua coscienza di fronte a un male, che non era altro che riparazione dei torti. Ma c'è molto di più in questo libro.
Partiamo dalle atmosfere?
Leggete questo:
La pioggia era fitta in quel tardo pomeriggio del 22 settembre 1933. Un velo plumbeo copriva i cieli parigini; le strade erano quasi deserte. La sporcizia del palazzo si mischiava con l’acqua piovana, e sul vetro della finestra attraverso cui monsieur Tortue stava osservando la città si depositò presto uno strato grigiastro.

Solo grazie a questo incipit (cosi si dice non è vero? ) io ero trasportata nell'antro strano brumoso e conservatore di una Parigi alla soglia degli spelndidi anni trenta.
Una Parigi che sembrava voler far dimenticare i suoi trascorsi ribelli riappropriandosi di una certa convenzionalità nei rapporti che sembravano presi a prestito dall'ancien regime.
E cosi la nobiltà e la borghesia indossarono maschere per essere accettati al gran ballo.
Maschere che alla fine aderivano cosi tanto alla pelle da rendere impossibile toglierle.
Maschere parte di noi che pur coprendo il volto non coprivano certo il cuore. Che ingabbiato in questa dorata prigionia si dibatteva come la farfalla della vispa Teresa stratta tram ani infantili e crudeli.
E cosi i personaggi non sono altro che volti evanescenti, ignari di se stessi, costretti a scendere sul palco e recitare per compiacere il burattinaio di turno. Un afflato di libertà spento dall'oblio noioso della routine.
Una volontà di farsi strada in un mondo che si affacciava curioso e incosciente sul baratro, attratto dal tenebroso volto dell'abisso.
Un mondo che apparentemente era ricco di novità ma anche foriero di venti minacciosi.
Del resto nel 1933 le tensioni internazionali si riflettono sui volti dei vari protagonisti, incapaci di lasciare l'evoluzione percorrere le sue strade, decisi a far spazio al potere.
E in fondo è il potere il vero protagonista di questo splendido romanzo. Quello negato alla femminilità resa quasi colpevole di portare avanti la bandiere del cambiamento impersonato dall'illuminismo.
Del resto non era una donna il simbolo della divinità che doveva far brillare la Francia come un fuoco immenso capace di bruciare ogni convenzione?
Ed è quel potere negato che fa scoppiare una bomba in città.
Un potere bramato a ogni costo, anche se il baratto per ottenerlo presuppone un pagamento immondo: la propria coscienza.
E forse è l'incapacità di un maschile di guardare e accettare l'altra parte della luna, che porta a abbracciare una strana melodia oscura, impersonata dall'occulto.
Vedete, in Francia in ogni regione, l'occulto fin dagli anni di fine ottocento è stato il mezzo con cui la fantasia e le singole rivendicazioni hanno potuto raggrupparsi e cercare di far sentire la propria voce.
Un esempio lampante è l'intricata vicenda di Rennes le Chateau che nella misteriosa Parigi, nella strana chiesa di San Sulpice ebbe il suo battesimo.
Li, in quell'apparente ortodossia batteva un cuore nero, esoterico, nascosto che risuonava nella strana e intrigata leggenda di San Vincenzo de Paoli. Un uomo strano, forse con il potere di sconfiggere la morte e dominarla.
E cosi ci racconta la leggenda di un Cromlech dagli arcani poteri, proprio un probo abate, un Certo Henrì Boudet.
Ma questa è un altra storia.
E cosi l'occultismo diveniva non solo un mezzo per sentirsi superiori a ogni essere vivente, ma anche per poter impiegare al meglio i propri talenti. Talenti negati da un mondo che stava per conoscere il peggiore dei mali, mali nati che per ironia delal sorte, saranno partoriti da quelle stesse deliranti teorie.
La ricerca di una purezza e di una conoscenza perduta, si sposeranno con la banalità e con l'invidia e la frustrazione di un intero popolo.
E del resto sappiamo troppo bene come basti un nonnulla per far si che la discesa acquisisca sempre maggiore velocità, basta un'aspirazione frustrata, un amore rinnegato, e una capacità sommersa dalla noia.
Un matrimonio combinato che puzza di sete di denaro, una competizione per nulla corretta, un'incapacità di guardare davvero l'altro, fin dentro la sua anima.
E le donne, protagoniste di questo libro ci urlano la loro rabbia, la loro voglia di essere a prescindere dal loro genere sessuale, la rabbia per essere in fondo, semplici fantasmi, ornamento di una sobria casa abitata da gente perbene ma cieca e sorda:
“Sono invisibile. Fantasma in questo castello dove nessuno ode le mie grida e dove le mie lacrime sono dello stesso colore dell’aria. Il re e i principini non mi vedono perché non capiscono chi io sia: credono di vedermi, credono di parlarmi, ma sbagliano tutti, facendosi ingannare dalle chimere che essi stessi hanno creato

E cosi l'inganno della società con le sue atroci contraddizioni interne, sboccia con il suo livore ma anche con un grido disperato: guardatemi.
Anche per per farlo devo servire la morte, se per essere vista devo diventare senza cuore, se devo abbracciare antichi e osceni rituali.
Se devo persino arrivare all'estremo atto, colpevole di portarmi alla pazzia o alla pena capitale.
Guardami, sussurra ogni donna descritta con maestria.
Guardami e non dimenticarmi.
Anche se l'ombra è il manto con cui nascondo il mio volto, anche se ho deciso di abbracciare l'inferno pur, di non essere eternamente invisibile.
Ancora una volta il male si nasconde nei salotti eleganti, nei probi cittadini. Nell'apparente serenità di una famiglia perfetta.
In un valore che si è svuotato di significato ed è solo l'orpello con cui accompagnare tè eleganti frequentati da invisibili personaggi.
Profile Image for Martie J..
Author 2 books8 followers
August 10, 2020
Un pizzico della Christie e un cucchiaino di Doyle. Se dovessi presentare “Il maestro dei morti” ad un pubblico di lettori, lo farei di sicuro in questo modo. L’autore ha tirato fuori un giallo senza precedenti, con due protagonisti ironici e divertenti che mi hanno più volte ricordato Sherlock Holmes e il suo fidato John Watson, una trama avvincente ed entusiasmante e un finale per nulla scontato. Un romanzo poliziesco molto curato, che farà vivere ai lettori un’avventura unica nell’emozionante Parigi degli anni Trenta.
Il maestro dei morti” è un romanzo valido, una lettura veloce, una storia che intreccia suspence, misteri e soprannaturale. La prima cosa che ho pensato, dopo aver letto qualche pagina, è che fosse la versione francese di Sherlock Holmes! I due detective protagonisti sono simpatici, geniali e risolvono i casi con un intuito fuori dal comune. Renard e Tortue sono due personaggi che non puoi fare a meno di adorare e di prendere subito in simpatia, e anche se l’autore li inserisce nel racconto senza dare al lettore nessuna informazione sulla loro vita né sul loro passato, trovo che questi due investigatori fittizi riescono comunque a lasciare al lettore qualcosa.
L’autore è stato capace di tessere una trama davvero molto coinvolgente e la sua scrittura scorrevole ha reso la lettura di tutto il libro piacevolissima e leggera oltre l’inverosimile, nonostante i temi trattati al suo interno. Quando sono arrivata a girare l’ultima pagina virtuale del romanzo quasi non volevo crederci di averlo già finito!
Per la prima volta il finale di un poliziesco non mi ha delusa. Yannick Roch è riuscito a destreggiarsi perfettamente, concludendo la storia con un colpo di scena inatteso, delicato e per nulla banale, degno di un romanzo giallo con la G maiuscola.
Se consiglio “Il maestro dei morti”? Assolutamente sì, soprattutto per chi si sta affacciando nel mondo dei romanzi gialli da poco e non sa ancora se questa possa essere la sua strada. La storia di Yannick Roch è adatta sia alle new entry che ai vecchi adepti del genere, quindi buttatevi: non ne resterete per niente delusi.
Profile Image for Alessandro Gianesini.
Author 3 books9 followers
January 25, 2022
Una sparizione in una Parigi oscura...

... è questo che pone le basi di questo romanzo.
Era da tempo che volevo leggerlo, ne avevo sentito parlare molto bene e... e non posso far altro che confermare quanto avevo letto in altre recensioni.
Ebbene, un libro molto intenso, scorrevole e con una trama ricca, anche se semplice da seguire, con qualche buono stratagemma stilistico per tenere alta la tensione.
La scelta dell'ambientazione e della tematica sono azzeccatissimi.

Lo consiglio.
Profile Image for Virginia Moscatelli.
169 reviews4 followers
October 10, 2021
Un giallo classico, con una buona struttura e investigatori che potrebbero risolvere ancora molti casi!
Forse un po' lento, e con pochi indizi per il lettore
Profile Image for Il Bistrot dei Libri .
99 reviews13 followers
November 20, 2020
Parigi, anni trenta. Strascichi di Belle Époque conditi con la giusta dose di decadenza, ambientazione che calza perfettamente all'intreccio giallo, o forse noir, di questo romanzo.
L'autore è stato maestro, il titolo non è forse un caso, nel tessere una trama che potrebbe ricordare la Christie o forse Doyle.
Ma perché scomodare quei due inglesi quando nell'investigazione che si rincorre nella storia di Roch possiamo vederci degli echi del Maigret di Simenon?
Gli investigatori Renard e Tortue sono alla ricerca della signora Lathune, benestante, forse strozzata da un'esistenza intrappolata nella noiosa routine borghese di 'buona famiglia'.
C'è lo spettacolo di un' illusionista in città, il Maestro dei Morti, l'occultista Larnac.
Che la 'povera' Lathune sia caduta vittima del Maestro mentre era alla ricerca di uno sfogo dalla noia e dal perbenismo?
Lo scopriremo seguendo il duo Renard e Tortue tra le vie della Ville Lumière, ritratta nel periodo tra le due guerre, luccicante e a volte tetra. Bellissima ma inquietante come un baratro sul buio di una vita vuota.
Un romanzo ben scritto ed editato con cura, pubblicato da Le Flâneurs che ha sede a Bari ed ha un nome particolare che viene così spiegato:
Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primonovecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia.

Affascinante, no?

La recensione con intervista all'autore: https://ilbistrotdeilibri.com/2020/11...
Profile Image for Mimi.
23 reviews1 follower
September 20, 2019
Il maestro dei morti di Yannick Roch è un romanzo coinvolgente dove il mistero si mischia con il fascino pericoloso dell’occulto.

I dialoghi sono divertenti e aiutano a creare quel coinvolgimento in grado di far sentire anche il lettore parte della storia.
I due protagonisti mi hanno ricordato in alcuni momenti Sherlock Holmes e il dottor Watson, in particolare per alcune caratteristiche e atteggiamenti.

Consiglio questo romanzo a chi ama i gialli e soprattutto a chi ama leggere di vicende ambientate in altri tempi.

Per leggere la recensione completa: https://bookcoffeesite.wordpress.com/...
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