Bella e stimolante conversazione sui vangeli e le loro differenze, contraddizioni ed errori, di scrittura (traduzione) e di lettura. Giovanni Filoramo è storico importante delle religioni e, oltre a essere stimato professore, dirige la collana dedicata alle religioni di Laterza, pubblica libri per la suddetta, Il Mulino e Einaudi. Collabora anche con il mensile di approfondimento letterario L'Indice dei libri del mese, dove recensisce spesso libri a tema religioso e di cui ho letto avidamente le parole su molti testi che ho intenzione di leggere in futuro. È insomma un punto di riferimento per chi vuole confrontarsi con la lettteratura divulgativa e non in ambito religioso. Augias fa le veci, come di consueto, di intervistatore provocatorio ma, come si evince dalla lettura, di grande cultura sull'argomento. Non si pone mai allo stesso livello del professor Filoramo, mantenendo il distacco e il rispetto per l'interlocutore. Tanti i temi affrontati. Il tema della conversazione nasce da una osservazione di Borges, lo scrittore argentino, che dice: I testi sacri sono un ramo della letteratura fantastica. Da quella frase Augias prende le fila per impostare una discussione sui personaggi più romanzeschi dei vangeli. Interrogandosi e interrogando Filoramo sulla veridicità dei fatti ma anche sul loro valore morale. Augias infatti non nega l'importanza o la bellezza di certi passaggi, di cui rimane colpito. Non è questo il posto giusto per approfondire brani che, se letti di fretta o senza contesto, potrebbero essere fraintesi, sia negli intenti (i miei), sia nelle considerazioni (le loro), ma mi preme consigliare questo libro a chi ha voglia di avvicinarsi, se non si è avvezzi o pronti a leggere testi più complessi, alle discussioni in merito ad alcuni momenti controversi dei testi sacri cristiani. Ci sono infatti delle conseguenze storiche importanti su dogmi come quello dell'immacolata concezione o su come vengono percepiti, ancora oggi, personaggi come la Maddalena, causati da errori di traduzione (l'immacolata e quindi da lì a seguire anche le diatribe sui fratelli e sorelle di Gesù, che vengono considerati tali o no dalle varie confessioni cristiane) o letture poco attente dei vari capitoli del vangelo di Luca, dove Maria di Magdala, a causa di una serie di equivoci e poca attenzione, è ancora considerata dai più la meretrice di un capitolo precedente, che invece rimane anonima. Tema quest'ultimo confutato anche dal Cardinal Ravasi qualche tempo fa e riabilitata dal clero ormai da tempo ma che, nella cultura popolare, rimarrà la prostituta del vangelo.