"La scuola di pizze in faccia del professor Calcare" si articola in tre sezioni: una di storie pop e quotidiane, una di storie di testimonianza e impegno sociale, e una di storie legate al cinema e alla televisione. A fare da collante alle tre sezioni, una nuova storia inedita di venticinque pagine, in cui l'autore di Rebibbia ragiona su come si concilino in lui il lato più leggero e quello più impegnato, in un mondo che vorrebbe gli autori facilmente classificabili, senza ambiguità nelle scelte dei temi di cui raccontano. L'indice chiarisce la cronologia delle storie e la provenienza (blog, riviste, post online, siti).
Zerocalcare sul finire del 2011 ha quasi 28 anni e per un sacco di tempo ha fatto soprattutto fumettacci sulle fanzine fotocopiate e locandine per concerti punk hardcore. Oltre ad un numero sterminato di autoproduzioni nel circuito dei centri sociali, ha collaborato anche con il quotidiano "Liberazione" (pagina delle illustrazioni, ormai chiusa), il settimanale "Carta" (chiuso), i mensili "XL" di Repubblica (spazio Italian underground, chiuso) e "Canemucco" (chiuso) e la divisione online della DC comics, Zuda.com (chiusa). Tra le collaborazioni che non è riuscito a far chiudere c’è il settimanale "Internazionale", l’annuale antologia del fumetto indipendente "Sherwood Comix", la "Smemoranda" e frescafresca pure la rivista "Mamma!".
Alla fine del 2011 ha dato alle stampe il suo primo libro, “La profezia dell’armadillo”, autoprodotto sì, ma da Makkox.
A ottobre 2012 è uscito il secondo, “Un polpo alla gola“, edito da Bao Publishing.
Premetto che lui per me potrebbe scrivere anche il manuale del levapelucchi a fumetti e io me lo leggerei lo stesso. Detto ciò questa raccolta contiene molte strisce divise per “tipologia” e rappresenta una buona occasione per il lettore di recuperare un po’ di contenuti pubblicati su varie testate o prodotti in differenti occasioni. Per chi ha visto la mostra “scavare fossati, nutrire coccodrilli” a Roma molte strisce erano già esposte lì e magari potrebbe risultare un filino ripetitivo. Al tempo stesso però, i contenuti originali sono veramente belli e ricchi di un’autoanalisi politica ed etica che raramente si vede in giro. Sono contenta che nella raccolta sia stato inserito “Questa non è una partita a bocce” che all’epoca non riuscii a reperire in edicola.
[4.5 - Non so se ci scriverò una recensione seria, ma mi ha fatto troppo ridere ‘sto fumetto. Penso sia proprio stato il suo fumetto che mi ha fatto ridere - ma proprio ridere, rumorosamente - di più. Non gli do il massimo massimo solo perché mi è mancata una parte più emotiva, ma va benissimo anche così direi.]
Contiene una serie di storie brevi (quindi al contrario di altri fumetti dell’autore non c’è una maxi storia che unisce il filone narrativo), la maggior parte delle quali già uscite sul blog, su riviste, siti online, ma ce ne sono anche di inedite. C’è comunque una sorta di collante che riguarda ciò di cui “deve” parlare un autore (in questo caso un fumettista; in realtà è un argomento-polemica che riguarda chiunque con un discreto seguito sui social). In questo caso specifico Zerocalcare si sofferma sulla classificazione che di solito viene fatta su di lui: o fai fumetti scemi che fanno ridere, o fai fumetti impegnati e basta, non è che puoi essere grigio o arcobaleno, non è che puoi mescolare i colori un po’ come ti pare, no, o bianco o nero. Questo si ricollega anche al discorso: “perché hai parlato di questo e non di quello? Pensi che quello sia un argomento meno importante? Eh eh eh?” Ero un po’ spaventata da questo fumetto perché non è che ne abbia sentito parlare molto in giro, ma oh, alla fine è stato uno di quelli che mi ha fatto ridere di più. Ma ridere proprio. Come una scema. Pure quando semplicemente si metteva a fare recensioni di film e serie tv. E m’ha pure fatto venire voglia di guardare quel film becero dove ci stanno uomini che se fanno gli alberi, uomini a cui crescono le tette e gli cade il pene. Giuro. Esiste un film così. E ora lo voglio vedere. Tutti dovrebbero scrivere recensioni così. Io vorrei scrivere recensioni così.
Al momento non ho trovato un altro fumettista che mi faccia ridere come ZC. Rido proprio tanto, ad alta voce, a volte mi devo fermare un attimo perché non riesco a smettere. E poi mi fa anche riflettere e a volte commuovere. Peccato per le pagine dedicate a game of thrones le ho dovute saltare perché non l’ho mai visto ma per il resto merita tutto. Poi in questi tempi di COVID qualcosa di leggero ci voleva proprio!
"E così, a poco a poco, ma inesorabilmente, l'impossibile si piega alla volontà d'acciaio. Il dinamismo sconfigge la palude. MI.ALZO.DAL.DIVANO."
E niente, con Zerocalcare si cade sempre in piedi. Pur nelle eccessive concessioni alla cultura pop e il reiterato utilizzo del romanaccio, il fumettista riesce a dare corpo a tutte quelle contraddizioni quotidiane del giovane trentenne-in-erba; e spesso coglie sottigliezze con inaspettato acume, se si considerano le premesse trash imbastite all'inizio di ogni striscia. Riferimento non casuale, per esempio, al matrimonio di Cinghiale - uno dei motori narrativi della bilogia Macerie prime - o l'angosciante rappresentazione dell'Horror Vacui. Qui siamo posizionati nella prima parte della raccolta; all'interno della seconda trovano spazio argomenti di natura più impegnata: Questa non è una partita a bocce, per esempio, nel bilanciamento perfetto tra humour e dramma, cesella con mirabile puntualità l'incancrenimento socio-politico del nostro paese. La terza, e ultima, sezione della raccolta viene completamente dedicata al materiale cinematografico e seriale fruito da Zerocalcare, chiusura divertente e ricca di spunti (è giusto ambire alla "cultura alta", ma il più delle volte ci ritroviamo in quella bassa e sappiamo persino essere competitivi e costruttivi, con il giusto impegno).
Calcare è sempre calcare...originale e spassosissimo. Quattro stelle solo perchè la maggior parte delle storie sono state già pubblicate in altri libri (sarebbe stato corretto segnalarlo sulla copertina) e perchè non sempre condivido il suo punto di vista al 100%.
Raccolta di storie brevi, dal blog o da altre pubblicazioni specialmente su periodici: ovviamente molto discontinuo, si va dall'esilarante al rivelatore ai momenti più fiacchi e ripetitivi. Il problema è mio che leggo quasi tutto quello che Zerocalcare produce, ma il suo ritorno ossessivo sugli stessi temi mi sfianca, soprattutto il continuo tentativo di giustificarsi agli occhi dei potenziali critici. C'è però da dire che se continuo a leggerlo è perché ritrovarlo è sempre un piacere.
Avus paternus meus centum annos vixit quod se facebat cazzos suos
Siccome è sempre difficile commentare Zerocalcare, perché oltre a dire che è bravissimo e tutto il resto non è possibile fare un riassunto citerò in ordine di apparizione i miei personaggi preferiti. Signora Rosa: portinaia di casa della nonna addestratrice delle spie del KGB. Informazione di buon senso (rappresentata da un neurone di “siamo fatti così” che porta una ventiquattr’ore) che entra dall’orecchio destro ed esce dal sinistro. Vandana Shiva e Tiziano Terzani che postano commenti pacati su Facebook Darth Gramellinious Suora Pescegatto monipolizzatrice del bracciolo del treno. Madre Natura nelle vesti di una giovane designer superquotata. Organizzazione politica fascista disegnata come buste dell’umido.
Fatti salienti: Nella prima parte (la più divertente) ci sono argomenti un po’ disparati. La seconda parte si fa un po’ più seria spiega il motivo della sua assenza al Salone del Libro di Torino e cosa pensa dei fascisti (sempre con stile eh!), unioni civili e quant’altro. La terza parte è dedicata a Star Wors e a Game of Thrones di cui io ho una grave lacuna, per cui li ho capiti fino ad un certo punto. Seguono quattro mini recensioni su film che il Nostro ha visto al Festival di Venezia.
Certe cose sembrano senso civico. Forse sembrano anche convinte di esserlo. Ne hanno la forma. Il guscio. Ma l’ hanno svuotato dentro come una carie. È dentro alle scatole vuote su possono annidare cose pericolose che a volte mozzicano pure. Ps. A pagina 39 c’è pure una storia sui buoni propositi! E non dovrei dirlo ne farlo ma scatto un sacco di foto da mettere su salvaschermi, immagini whatsapp, foto profili. Non è bello lo so, ma non resisto!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Diciamo che da qualche anno Zerocalcare pubblica un po’ storie sentite e un po’ raccolte per tenere su la casa editrice, ce sta, in quanto autore di punta molto prolifico e con tante storie sparse di qua e di là tra blog, social e collaborazioni. Personalmente questa raccolta non la capisco tanto, salvo appunto il bisogno della CE, c’è un mix di cose e questioni che boh, sarà anche l’ordine, ma non mi ha convinto. Le recensioni tipo a serie e film del 2016-2017 in mezzo a un aggiornamento sui curdi e Gaetano Bresci… me stride, ecco.
Zerocalcare è sempre divertente, ma spesso e volentieri mi lascia con "un polpo alla gola" e in questo caso mi ha dato anche una pizza in faccia. E ben mi sta, perché tante delle cose che scrive, soprattutto quelle che riguardano la vita quotidiana, non solo le penso anch'io, ma le vivo allo stesso modo.
Vedi, non è sempre tutto bianco o nero. I grigi. I grigi so' importanti. Quasi quanto la consapevolezza di quando stiamo a caca' il cazzo gratis.
In questa raccolta di storie uscite sul blog e su riviste o giornali si può cogliere l'essenza di Zerocalcare che sa spaziare tra tanti argomenti differenti. Si arriva a parlare di politica, di cinema, serie TV ma il collante è sempre il personale dell'autore e i racconti della sua vita, con le sue angosce piccole o grandi. Efficace nel suo modo si raccontare, colto e popolare allo stesso tempo. Che cosa si può volere di più?
Tra tutti i libri di Zerocalcare, devo dire che è quello che mi ha convinto meno, basti pensare che non l'ho finito in una volta sola come al solito.
Seguendolo in tutto quello che fa (compresa la mostra al MAXXI) molte delle storie le avevo già lette. Forse mi aspettavo qualcosa di più: quel filone narrativo tipico degli ultimi libri.
Detto questo 3 stelline se le merita, rimane un bel libro, le storie sono divertenti e il suo stile è oramai un'icona. Forse partivo da aspettative troppo alte, fino adesso non aveva bucato un colpo!
Zerocalcare ha la capacità di mettere per iscritto ciò che ognuno di noi vive, è un po’ come la tua canzone preferita, parla di te nonostante non sia tu il protagonista.
Ogni lettura di Zerocalcare credo sia fatta per staccare dalla quotidianità, dalla pesantezza che ci circonda. Qui il protagonista ci racconta pezzi delle sue giornate con ironia e riflessione verso temi importanti e non. Il suo stile è autentico e irriverente. Calcare vomita su pagina tutti i sui pensieri e le sue paranoie che alla fine della fiera sono simili alle nostre, anche se in pubblico magari non lo ammettiamo. Sono felice di leggere un fumetto che, per antonomasia è la radice della semplicità letteraria intellettuale, portare concetti e risposte a domande che magari non ci poniamo nemmeno ma che ci servono per vivere in un mondo davvero civilizzato. Zerocalcare lo leggi per ridere (cosa che ho fatto tantissimo), siamo onesti.. però alla fine impari sempre qualcosa in più sulla tolleranza e la non indifferenza!
Lo consiglio a chi non si scandalizza per le parolacce, che a Roma sono semplicemente un'intercalare.
Sebbene apprezzi molto di più le storie uniche, alcune di queste striscie mi sono davvero piaciute molto! La disposizione dei diversi racconti non é casuale e ci sono anche alcuni inediti. Emergono però tutte le diverse paranoie dell'autore, che sono davvero parecchie!
LA SCUOLA DI PIZZE IN FACCIA DEL PROFESSOR CALCARE ⠀ Buon sabato amici e amiche! Per me, novembre, ormai da un paio d’anni, è sinonimo dell’uscita di un nuovo volume di Zerocalcare. Non importa se sia una nuova storia o una raccolta di fumetti da già apparsi, io la devo leggere. ⠀ Mi ricordo la prima volta che lessi “La profezia dell’armadillo”, prima opera di Zerocalcare. Era un sabato del novembre del 2015 e, al posto di fare i compiti di matematica, mi sono letto il fumetto in una sola seduta. Alla fine, quando chiusi il volume, mi sono accorto che stavo piangendo. Non mi era mai successo prima con un fumetto. ⠀ Ho avuto modo di incontrare più volte Zerocalcare durante i vari firmacopie e mi ha sempre emozionato poterlo vedere all’opera. ⠀ Sebbene non tutte le storie mi siano piaciute, in ogni volume ho trovato almeno una vignetta che mi parlava e mi faceva sentire compreso da qualcuno. Sentivo di non essere il solo a provare certe ansie e paure, c’era qualcun altro che poteva capire la pressione sociale che provavo anch’io. ⠀ Anche con questo nuovo volume, che raccoglie fumetti apparsi sul blog, sulle varie testate e alcune storie inedite, mi ha emozionato. L’ultima storia è quella che mi ha toccato particolarmente. ⠀ Non ho molto altro da dire, voglio ringraziare Bao per aver pubblicato questo nuovo volume e per avermi fatto piangere, di nuovo. ⠀ Ora vorrei porvi una domanda: qual è il fumetto che più vi ha emozionato? ⠀
Il periodo è quello che è, quindi leggo (meno) e scrivo (zero).
Però mi son finalmente goduto un racconto che mi consigliavano da anni: si trattava de la Lotteria di Shirley Jackson, contenuto nell’omonima e agilissima raccolta pubblicata da Adelphi (e quanto son belle queste edizioni mini?).
Non ho fatto in tempo quindi c’è il rischio che il paragone sia già stato fatto e quindi fondamentalmente inutile, ma nella lettura non ho potuto fare a meno di immaginarmi una sceneggiatura blackmirroriana della vicenda: la trama è praticamente perfetta per un episodio della serie netflixiana e – anzi – magari regalerebbe un po’ di respiro letterario che francamente nelle ultime uscite è evidentemente mancato. Sono tre giorni che cerco di ricordare chi me lo abbia consigliato senza alcun costrutto, quindi: egregio/a amico/a che non rimembro, grazie, ho apprezzato.
Poi, per non farmi mancare nulla, ho soffiato il naso commosso e insieme asciugato gli occhi divertiti con Zerocalcare: La scuola di pizze in faccia del professor Calcare gode di un titolo magnificamente aggressivo e – nonostante di tratti di una raccolta di pezzi che gli appassionati avranno già ammirato in uscite su blog, wired e altre piacevolezze – ha un senso complessivo chiarissimo e confortante come una coperta calda mentre infuriano gli spifferi: non siamo soli.
Il problema di leggere i fumetti di Zerocalcare è che se non ti fa ridere, c'è ben poco da salvare: il disegno non è particolarmente ricercato, la trama dei capitoli autoconclusivi è quella che è.
Purtroppo quest'ultimo volume mi ha lasciata veramente indifferente, prima di tutto perché non mi sono sentita in sintonia con l'autore, e poi perché la scelta degli argomenti affrontati non rientrava nei miei interessi. Anzi, ho dovuto rivedere la mia opinione su Zerocalcare, perché se un tempo lo sentivo interprete della mia generazione, ora trovo molto stridente il contrasto tra la sua volontà ossessiva di svicolare (vedi tutti i fumetti commissionati da Wired, in cui dovrebbe dare la sua opinione su qualcosa ma per cinque pagine ci gira intorno senza reali motivi) e la necessità petulante di ribadire ogni cinque pagine che è veramente impegnato socialmente, e che nonostante la sua figura artistica sia quella di un ansioso perfezionista socialmente impacciato in realtà è un attivista antifascista con la A maiuscola 24 ore su 24. Direi che, al punto in cui è arrivata la sua carriera, sia ben il momento di non nascondersi più dietro una sagoma di cartone, di smettere di giocare la carta del trentenne sfigato, visto che ormai il suo talento e il suo impegno politico sono dati di fatto.
Gli avrei dato un voto più basso se non facesse esattamente quello che deve fare: raccogliere le storie del blog in un comodo volume, una chicca per i "collezionisti" di Zerocalcare.
Le raccolte di ZeroCalcare hanno cominciato a farmi l'effetto Littizzetto. Mi spiego: cosí come la Litizzetto da Fazio era travolgente e fantastica, cosi i suoi libri, che escono puntualmente a natale, al terzo capitolo diventano ripetitivi e scontanti. Ora non é che funzioni esattamente cosí anche per Calcare, peró preferisco prenderlo a piccole dosi e trovarlo meraviglioso, piuttosto che andare in overdose e voler smettere.
LA SCUOLA DI PIZZE IN FACCIA DEL PROFESSOR CALCARE è una raccolta di strisce pubblicate nel corso degli ultimi anni, sugli argomenti più disparati, ma con un importante filo conduttore: la scrittura impegnata che si fonde con l'ironia e viceversa; perché le storie di Zero non sono mai solo bianche o nere, sono nel mezzo, ed è per questo che tutti le apprezziamo così tanto.
Tanto materiale già era stato pubblicato qui e là, quindi è un bene poterlo rileggere e conservarlo in un'unica pubblicazione. Bella la parte inedita. Speriamo sia uno slancio per nuove avventure e storie anche di portata emotiva più larga.
Bellissima raccolta di storie pubblicate da Zerocalcare negli ultimi anni più alcuni stupendi inediti. Non c'è niente da fare, Michele Rech riesce sempre a farmi ridere e allo stesso tempo riflettere sulla natura umana, sul senso della vita, sul valore degli ideali.