Una spettacolare rapina in via Montenapoleone – il salotto buono della città – dà il via a una nuova indagine che porterà il giornalista hacker Enrico Radeschi e il vicequestore Loris Sebastiani a scoprire un nesso con un’altra rapina milionaria svoltasi quindici anni prima nel Diamond Center di Anversa, i cui colpevoli non sono mai stati arrestati. Uno dei banditi implicati in quel colpo memorabile era stato ucciso dai compagni, e oggi le sue impronte vengono ritrovate all’interno della gioielleria che ha appena subito la rapina nel centro di Milano. Com’è possibile? Nel tentativo di catturare i colpevoli e di far luce sul mistero di quelle impronte, il capo della polizia di Anversa invia in Italia Julie De Vos, una conturbante poliziotta dell’Interpol che instaurerà un rapporto speciale con Sebastiani, mettendosi a disposizione per aiutarlo a risolvere il caso. Nel frattempo, Radeschi si farà coinvolgere dal Danese – il suo amico greco dall’animo da bandito – in uno strano sequestro di persona maturato negli ambienti della mafia russa…
Paolo Roversi è nato il 29 marzo 1975 a Suzzara (Mantova). Scrittore, giornalista, sceneggiatore e podcaster, vive a Milano. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per il cinema e per serie televisive, spettacoli teatrali e cortometraggi. Ha scritto undici romanzi e i suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania, Polonia, Serbia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacchia e Stati Uniti. Ha vinto diversi premi letterari tra cui il Premio Selezione Bancarella 2015 col romanzo Solo il tempo di morire (Marsilio) È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera. Il suo sito è www.paoloroversi.me Twitter e Instagram: @paoloroversi
Entro la fine dell’anno dovrò compensare con un testo sulla mia Trieste, perché la lettura di Alle porte della notte dell’ottimo Paolo Roversi – che segna il gradito ritorno del giornalista hackereggiante Enrico Radeschi – ha innalzato il mio tasso di milanesità a livelli raramente raggiunti.
Roversi ha l’innegabile talento di accompagnare il lettore in un sottilissimo equilibrio fra trama avvincente (e questa, credetemi, lo è, fino alle sue pagine finali) e una perfetta ambientazione che non è soltanto il luogo o i luoghi in cui si svolge l’azione: la Milano di Roversi è un continuo “ah, sì, ci sono stato”, “ehi, abitavo lì vicino!” ma anche “questo non lo sapevo e DEVO saperne di più” o “al prossimo rientro da lavoro scendo una fermata prima e vado a guardare quel palazzo”. E’ una successione di omaggi (Diabolik, Scerbanenco, …) che occhieggiano al lettore e lo fanno sentire parte di un’associazione, un gruppo, una società nel senso più nobile del termine.
Poi, certo, ci sono i personaggi e le loro evoluzioni nella serie; c’è il rapporto fra Radeschi e Sebastiani e il loro commuovente giocare a capirsi, c’è il Danese e una Milano oscura, c’è la delicatezza verso dei cagnolini-e-cagnolini che vorresti portare a passeggio fra dieci minuti.
Ma per me, che all’ombra del Duomo non sono nato, c’è soprattutto un senso di appartenenza che riscopro pagina dopo pagina.
Come è possibile che le impronte di un bandito morto da ben 15 anni dopo una rapina al Diamond Center di Anversa vengano ritrovate all’interno di una gioielleria di Milano appena rapinata? Da qui partono le indagini che vedranno coinvolti i “nostri eroi” e a cui si affiancherà una conturbante poliziotta dell’Interpol che, appena arrivata, instaurerà con Sebastiani un rapporto piuttosto particolare. Nel frattempo, Radeschi verrà anche coinvolto dal suo amico greco, il Danese, in uno strano sequestro che vede implicati alcuni mafiosi russi. Un’altra avventura intrigante e coinvolgente, ricca di movimento e colpi di scena e con un finale che apre già al prossimo atteso libro.
Primo libro che leggo di questo autore. Ho particolarmente apprezzato il ritmo tra i vari capitoli, saltare da una situazione all'altra. La narrazione però a una certa diventa molto fumettistica... I personaggi mi hanno ricordato i cliché dei personaggi dei blockbuster americani, così come la risoluzione della storia negli ultimi capitoli. Si fa leggere ed essendo di Milano è stato bello farsi i viaggi tra le varie zone e vie citate. Libro ok
Continuo ad avere sentimenti contrastanti nei confronti di questa serie di romanzi di Roversi. Mi piace come scrive, ci sono spunti narrativi interessanti, mi piace l'ambientazione tra Milano e la Bassa e poi le storie appaiono cariche, eccessive e surreali. Il cattivo seriale che deve vendicarsi, le donne caricatura e comprimarie, qualcosa non convince ed un po' infastidisce e trasforma tutto in un fumettone o film americano.
Radeschi, il suo giallone, Milano e Sebastiani sono ormai familiari. Il ritorno di Radeschi dopo i problemi causati da Hurricane è ben congeniato: da un lato una carambolesca rapina in Montenapoleone in cui sbucano impronte di un criminale che 15 anni prima aveva rapinato diamanti ad Anversa, dall'altro Radeschi e il danese che si destreggiano in rapimenti e scomparse nell'ambiente della mala russa. Carne al fuoco tanta ma ben gestita da Roversi.
La mattina è gelida, il cielo plumbeo e il collier brilla come un sole estivo sotto i faretti al led. Il giornalista hacker Enrico Radeschi e il vicequestore Loris Sebastiani, sono impegnati con una rapina in una gioielleria di Via Montenapoleone e l'impronta di un bandito morto di un vecchio caso in Belgio richiamerà l'interesse dell'Interpool. E' sempre un piacere leggere questa serie, gialli senza troppe macchinazioni che non disdegnano una buona punta di ironia.
Ho trovato questa nuova avventura di Radeschi un buon romanzo, costruito molto bene, con bei colpi di scena. Sono curiosa di vedere come finirà la serie