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Una dolcezza inquieta

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Questi sei racconti ci spingono a riflettere su quanto sia potente la forza delle parole. Che siano lette, scritte, sussurrate o perfino non dette, esse danno forma ai contenuti e generano dei cambiamenti. E così, senza neanche riuscire a spiegarne il motivo, si concepiscono mondi visivi, si mutano le proprie abitudini, si mettono in atto strategie, si recupera la propria identità smarrita. Tra il realistico e l’onirico, con uno stile fresco e leggero, l’autore affronta temi importanti quali l’arte, la politica, la cultura, l’amore, nella forma più pura e poetica quasi come se la penna avesse il magico potere di farlo tornare bambino, mostrandogli e mostrandoci una realtà capovolta.

80 pages, Paperback

Published February 1, 2019

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Nunzia.
422 reviews7 followers
June 18, 2019
Sei racconti, tutti diversi sia per estensione sia per avvenimenti trattati, ma con un denominatore comune: la fantasia. Sono racconti onirici, questi, in cui appaiono stregoni, violini e libri parlanti, re e politici di Paesi lontani. Personaggi e oggetti che si raccontano, ma che dietro alle parole nascondono metafore che non è difficile comprendere, se si presta un po' di attenzione. E così, mentre un po' sorridiamo alla vista di un politico che, durante un comizio, non dice nulla o mentre un libro prova a difendere la propria vita e quella dei propri compagni, dall'altra ci rendiamo conto che sono tanti i temi che l'autore affronta in queste pagine: l'importanza della cultura, la politica, la filosofia, la forza della fantasia.
Lo stile dell'autore è semplice, ma non banale. Si vede che ogni parola utilizzata è stata ponderata con attenzione e che niente è stato lasciato al caso. Anche la scelta dell'editore di utilizzare un formato molto piccolo sembra quasi più il desiderio di rendere questi racconti piccoli tesori da portare facilmente con sé piuttosto che una semplice scelta editoriale.
Davvero una lettura che consiglio.
Profile Image for Renato Mite.
Author 9 books12 followers
April 11, 2020
Nicola De Dominicis scrive con uno stile lineare ricco di immagini e con grande partecipazione. Dalle sue parole traspare la forte convinzione nei temi che affronta avvolgendoli in storie incisive che suscitano un moto dell’animo o uno spunto di riflessione impossibile da ignorare.
In alcuni tratti si nota uno stile acerbo (“La banconota” e “La coscienza di un violino”) ma nel complesso tutti i racconti sono ben scritti e coinvolgenti. Un filo invisibile unisce le varie storie ovvero il valore che le parole assumono attraverso personaggi umani o oggetti nel modo in cui sono urlate, sussurrate, taciute, scritte, pensate. Così da ergere le parole a simbolo di democrazia, libertà, amore o semplicemente dell’essere. Parole che spingono all’azione e al sentimento, spesso in modo esplicito anziché fra le righe ma sempre con genuinità, non per indottrinare bensì per risvegliare una curiosità sopita dal pensiero comune. Come ad esempio in “Re nuvola”, questo racconto potrebbe essere definito come “tutto cambia affinché nulla cambi” ma il finale dà uno scorcio che porta il lettore a pensare a un cambiamento epocale.
Il racconto “La vecchia biblioteca” mi ha colpito particolarmente per l’idea di sostenere la lettura e la conoscenza trasformando i libri in esseri animati che fronteggiano un re e la sua spia in grado di rendersi invisibile. Credo che questo sia l’esempio più rappresentativo di come De Dominicis sappia fondere temi e fantasia.
In sintesi, questi racconti stuzzicano la fantasia e allietano un pomeriggio di lettura.
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