Sei racconti, tutti diversi sia per estensione sia per avvenimenti trattati, ma con un denominatore comune: la fantasia. Sono racconti onirici, questi, in cui appaiono stregoni, violini e libri parlanti, re e politici di Paesi lontani. Personaggi e oggetti che si raccontano, ma che dietro alle parole nascondono metafore che non è difficile comprendere, se si presta un po' di attenzione. E così, mentre un po' sorridiamo alla vista di un politico che, durante un comizio, non dice nulla o mentre un libro prova a difendere la propria vita e quella dei propri compagni, dall'altra ci rendiamo conto che sono tanti i temi che l'autore affronta in queste pagine: l'importanza della cultura, la politica, la filosofia, la forza della fantasia.
Lo stile dell'autore è semplice, ma non banale. Si vede che ogni parola utilizzata è stata ponderata con attenzione e che niente è stato lasciato al caso. Anche la scelta dell'editore di utilizzare un formato molto piccolo sembra quasi più il desiderio di rendere questi racconti piccoli tesori da portare facilmente con sé piuttosto che una semplice scelta editoriale.
Davvero una lettura che consiglio.