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Storie di gente felice

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Può esistere la felicità in un mondo preconfezionato, fatto di cose che fingono di essere desiderabili, in una società così complessa che contro i suoi mali e i suoi problemi ci limitiamo ad assicurarci, avendo perso ogni illusione di risolverli? Il mondo è davvero così vecchio che tutto è già stato pensato, o siamo noi che siamo stanchi, che chiamiamo verità la rassegnazione e definiamo irreale tutto ciò che speriamo? Forse è più ottimista di quanto non sembri la visione di Gustafsson in questi racconti inediti del periodo d’oro della sua creatività, conferma di quel talento narrativo che, mescolando erudizione e immaginazione, filtrando questioni filosofiche con humour e leggerezza, gli è valso l’epiteto di «Borges del Nord». Un ricercatore inviato in Cina durante la Rivoluzione culturale che trova la soluzione di un problema ingegneristico meditando i pensieri di Mao, la notte insonne di un fisico sperimentale che scopre sull’elenco telefonico di Göteborg che forse è ancora viva la prima fidanzata morta da tempo, un incontro in un bar di Atene che ridà l’occasione di vivere il grande amore della vita: scienziati, artisti, musicisti, filosofi – lo stesso Nietzsche compare tra i protagonisti – si muovono tra Svezia e Cina, Texas e Italia, in un universo cosmopolita visto con l’occhio disincantato di chi conosce gli interrogativi della scienza così come i riti della società e i meccanismi dei sentimenti. Ogni personaggio, attraverso la memoria, il sogno o l’immaginazione, vive un momento di epifania, l’illuminazione di un angolo nuovo da cui guardare la sua situazione che apre una crepa nel muro della realtà, una via di fuga verso un passato o un futuro dove tutto resta possibile, compresa la felicità.

211 pages, Paperback

First published January 1, 1981

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423 people want to read

About the author

Lars Gustafsson

169 books82 followers
Lars Gustafsson was a Swedish poet, novelist and scholar. He completed his secondary education at the Västerås gymnasium and continued to Uppsala University; he received his Licentiate degree in 1960 and was awarded his Ph.D. in Theoretical Philosophy in 1978. He lived in Austin, Texas until 2003, and has recently returned to Sweden. From 1983 he served as a professor at the University of Texas at Austin, where he taught Philosophy and Creative Writing, until May 2006, when he retired. In 1981 Gustafsson converted to Judaism.

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Displaying 1 - 23 of 23 reviews
Profile Image for Tony.
1,042 reviews1,924 followers
December 26, 2012
Happy?

No. Not you. Well, maybe you.

I meant, this is happy? Or, these people are happy? Because the people in this book of short stories, Stories of Happy People, do not seem happy. At least they don't seem like tra-la-la-la-la happy. No one hits the lottery, scores a winning touchdown, has great sex. There are no kucha-kucha-kooo baby smiles. No V-E kisses in Times Square.

No the Happy People here are not happy like that. No yays. I had to check the title in the original Swedish: Berättelser om lyckliga människor. 'Lyckliga' being the operative word. I have to confess that my Swedish is no better than my Gaelic, for which I have been recently ridiculed. But my internet translators all say that lyckliga does indeed mean happy.

So much Scandinavian literature, and maybe all Scandinavian music, portrays the snow, the cold of those northern lands. But there is no frozen landscape in Gustafsson's stories. Instead, the cold has turned inward. The characters are numb. Whatever has happened to turn them so has happened, or is happening. But for reasons sometimes apparent, sometimes obscure, they respond with resignation, acceptance, even apathy.

We watch the life of an autistic man, simple needs being met, in "Greatness Strikes Where it Pleases". Frederika may be insane, in "The Bird in the Breast", but she fights off the Prisoner and even the nurses thanks to that wonderful eponymous bird that becomes one with her. Senility, for another character, is a way "Out of the Pain". An insomniac looks through phonebooks in distant cities and finds the name of a first love. An engineer, Uncle Sven, is clueless in China, even as he teaches engineering principle through the prism of Mao's Red Book. Adulteries happen, run their course; couples splinter, and people go their own ways.

This is a book where I can truly say that the whole is greater than its parts. Such an odd, banal title almost turned me away. What kind of reader would like these people?

Happy? I don't know. Lyckliga?
Profile Image for Federica Rampi.
711 reviews239 followers
April 5, 2021
“Gli alberi sono così felici, quando arriva il vento, pensava. Perché almeno hanno qualcosa da fare.”

Dieci storie piene di vita all’apparenza diverse ma legate da un piccolo filo rosso, che riflettono un sottile umorismo, filosofia e senso di estraneità

“Tutto il potere nel mondo non si basava forse sulla stessa grande menzogna: che il senso delle nostre vite si trovi al di fuori di noi?”

La gente di Lars Gustafsson è felice perché ha l’ottimismo di chi non si cura di ciò che gli altri pensano di loro.
E a modo loro, felici lo sono davvero.
La ricetta per la felicità è la libertà e la salvifica leggerezza di vivere aprendosi a nuove possibilità, cambiando punto di vista e prospettiva
Lars Gustafsson scrive di un mondo che sembra sorprendentemente piccolo, nonostante parli di persone che hanno viaggiato tra Västmanland, Stoccolma, Grecia, Texas e Cina
Perché la felicità è tutto tranne qualcosa di materiale
Tra incanto ed illusione, e lungi dal fornire risposte o lezioni di vita, Storie di gente felice è un grande affresco di varie esistenze (scienziati, musicisti, artisti), tutti colti all’improvviso da un momento di epifania che cambierà loro l’esistenza: tutto al mondo è possibile prima o poi, perfino la felicità.
Profile Image for Andrada.
8 reviews
February 24, 2021
Ci si imbatte in scene sicuramente evocative e personaggi interessanti. Scrittura ottima ma mi è mancato sia il senso finale di ciascun racconto sia il filo rosso di tutti i racconti insieme.
Profile Image for Alan.
Author 15 books194 followers
March 21, 2019
The story that drew me to this book - 'Greatness Strikes Where it Pleases' - is just one of the best stories I've ever read, and I have read a lot. The others here are not quite its equal, but are well worth the read. A brilliant, puzzling, amusing read all round.
Profile Image for Brad Watson.
6 reviews24 followers
March 13, 2012
Contains his famous and beautiful story "Greatness Strikes Where It Pleases," which is like no other story (or writing) you've read, I'd wager. But briefer pieces such as "Bird in the Heart" are almost as amazing, just not quite as astounding in terms of its deceptive depth.
Profile Image for flaminia.
459 reviews130 followers
May 12, 2021
non l'ho capito e non mi è piaciuto, tranne "i fuggitivi scoprono che non sapevano niente".
Profile Image for EmBe.
1,205 reviews26 followers
June 13, 2025
Lektüre liegt schon lange zurück. Gelesen im Rahmen eines Lektüre-Zirkels an der Universität Freiburg. Ich war natürlich auch auf Gustafsson neugierieg. An die Diskussion kann ich mich nicht mehr erinnern, auch nicht an alle Stories. Richtig im Gedächtnis geblieben ist die Erzählung über einen Geistig Zurückgebliebenen. Der hat einen Platz in einem Heim, und man bekommt beim Lesen den Eindruck, dass er zu den im Titel erwähnten "glücklichen Menschen" gehört. Es war die erste Erzählung, die ich über Menschen wie ihn gelesen habe und es ist die vielleicht die Einzige.
Insgesamt mochte ich die Erzählungen, weshalb ich mal drei Sterne vergeben habe.
Profile Image for Alfredo Sirica.
198 reviews4 followers
June 2, 2021
Un compendio di storie brevi che sembrano estratti di romanzi, un'antologia di racconti che non hanno capo nè coda. L'autore ci pone nel mezzo di contesti senza premessa nè morale, limitandosi a descrivere spaccati di vite di personaggi che non hanno granchè di eccezionale, nè hanno molto da imprimere nella mente del lettore, ma vengono presentate con uno stile pretenziosamente poetico ed esaltato. Leggerle è come dialogare con un pettegolo che racconta inezie su persone che non conosciamo, nè ci interessano. Peccato, in quanto nutrivo grandi speranze nei confronti di questa antologia all'apparenza affascinante.
Profile Image for Lena.
646 reviews
May 13, 2018
"-Jo, sade Morbror Sven, det är lätt att intala sig att världen är gammal, att allting redan är gjort. Och på ett sätt har Ordförande Mao rätt: Världen är kanske alldeles ung. Det finns kanske tusen oprövade möjligheter om hörnet. Det är kanske bara vi som är trötta, som har vant oss vid att resignera och kalla resignationen för sanning, att kalla allt som hindrar för verklighet och att kalla allt som vi hoppas för overkligt."
54 reviews
February 1, 2026
Che meraviglia.
Il mio primo libro di Gustafsson, comprato puramente sulla base emozionale della copertina e del titolo, è stato una scoperta meravigliosa.
I racconti sono quadri dai colori pastello, un po' sfumati e indefiniti. A volte, leggendo, ci si trova in un altro luogo, senza ben ricordare come ci si è finiti, o "dove eravamo rimasti". In diverse circostanze ho riletto dei passaggi e ho sottolineato molto. Il libro è estremamente scorrevole, ma allo stesso tempo alla fine di ogni racconto sentivo di dovermi prendere una piccola pausa, e non leggerne troppo tutto insieme, per assaporarlo al meglio, per lasciare seccare i colori e non mescolarli, per non rischiare di rovinarli.
Profile Image for Maria.
2 reviews1 follower
September 10, 2020
Prendiamo una manciata di esistenze diverse: un ingegnere stanco in viaggio nella Cina di Mao, un re che sa di non essere niente di speciale e vive non in castelli veri quanto in “fantasie tridimensionali” e una donna che si chiede se i suoi familiari tratteranno bene i suoi mobili, dal momento in cui si trova in un centro geriatrico. L’elenco potrebbe continuare all’infinito, o almeno fino a dieci, dieci come i racconti che Lars Gustafsson scrive in Storie di gente felice. E in questa lista potremmo comparire anche noi, con le nostre vite tutte diverse eppure accomunate da una lieve melodia di sottofondo. Nasciamo e, consapevoli di avere una data di scadenza (senza però sapere quale sia) viviamo aspirando alla felicità, cadendo cento, mille volte durante questa corsa forsennata.
Visti dall’alto potremmo sembrare una cascata di esseri umani diretta verso qualche luogo remoto, una macchia colorata di cui non si riesce a distinguere i contorni. Corriamo tanto verso una destinazione che non esiste, poiché la felicità non è una pista d’atterraggio, quanto la percezione del sole che riesce a insinuarsi anche negli spazi più stretti, anche nelle crepe dell’esistenza, per far risplendere la propria luce. Infatti, in tutti i racconti ci sono delle crepe, dei momenti in cui si trattiene il fiato e si appoggia la testa al finestrino sognando di essere altrove, o qualcun altro. In questi attimi in cui rischiamo di essere inghiottiti dal cielo, un vuoto blu tanto invitante quanto spaventoso, ciò che conta non è trovare la felicità quanto “un modo di sopravvivere a Novembre”, un’arte o qualsiasi cosa ci possa salvare e permetterci di sopravvivere al primo freddo che ci coglie impreparati. Novembre tornerà ancora, e lo sa bene lo scienziato frustrato protagonista dell’omonimo racconto, curato dall’autore con la letteratura. Una pomata per mille ferite diverse, un elisir che ci fa perdere per qualche istante la cognizione del tempo e dello spazio, facendoci vorticare in un mondo fuori dalla realtà, di gran lunga troppo frenetica perché la scrittura possa stare al suo passo e descriverla.
Gustafsson gioca con la propria abilità di scrittore, sfoderando il potere magico di chi trasforma le parole in arte, presentandoci una serie di personaggi che sembrano tutto tranne che felici. Nessuno che vince alla lotteria, nessuno che vive in una famiglia perfetta o che fa una vacanza da sogno in riva a qualche mare caraibico. È possibile, essere felici lo stesso? Sì, è proprio questo che vuole dirci l’autore, spesso definito come un Borges del Nord. In nessuna delle sue storie le persone hanno una vita facile, forse perché la vita in sé non è mai facile, a volte sembra una corsa ad ostacoli fatta apposta per farci inciampare e altre sembra non avere alcun senso. Allora, Gustafsson ci consiglia di crearci il nostro stesso significato, quando il mondo sembra averlo perso. Lo stesso mondo che spesso sembra essere coperto da un velo di indifferenza, contro il quale combattiamo come soldati protetti dalla nostra fortezza, nel nostro territorio personale: il corpo. Un corpo che oltre ad essere una rocca è anche il più fragile continente della speranza. Come si può essere felici, in tutta questa fragilità? Come si può esserlo in questo mondo preconfezionato, in cui siamo circondati da cose che fingono di essere desiderabili senza esserlo davvero? Tutto sta nella possibilità stessa dell’essere felici: siamo tutti condannati a morte ma, nel mentre, abbiamo infinite possibilità di felicità.
Gustafsson scrive che nessuno sa di preciso cosa sia un essere umano, potremmo affermare che l’intero libro ruoti attorno a questa incognita, e se porsi delle domande a volte è estremamente facile, rispondere richiede qualche sforzo in più. Forse non sapremo mai cosa sia un essere umano, nè una volta che avremo finito di ascoltare le parole dell’autore svedese né tra trent’anni. Ognuno può darsi la risposta che vuole, possiamo credere che sia un ammasso di cellule e neuroni, o una macchina complessa dotata di cuore e sentimenti. Gustafsson ha trovato la propria risposta, l’essere umano è possibilità. Anche possibilità di essere felice.
Profile Image for Libreria inesistente.
2 reviews2 followers
October 22, 2020
"Storie di gente felice" (1981) è un libro di Lars Gustaffson edito @iperborea , che ringrazio davvero di cuore perché è stata la prima a tradurre questo gioiellino in lingua italiana nel 2016.

E' un libro che tramite 10 racconti tratta una sola unica domanda: che cos'è l'uomo?
E capiamo che non c'è una vera e propria risposta a questa domanda, perché l'uomo non è definibile, non vi sono dei puntini da tracciare come nella settimana enigmistica.
In questa racconti troviamo dei personaggi un po' onirici, leggeri, che si trovano nel mezzo tra sogno e realtà, che cercano nelle loro "crepe", nelle loro imperfezioni, una fonte di serenità e felicità.
Un libro che è un viaggio verso la scoperta dell'essenza umana, un libro che consiglio di leggere con gli orizzonti del cuore e della mente ben aperti per poter cogliere a pieno il mondo di Gustaffson. 🎈
Profile Image for Andrea Muraro.
770 reviews8 followers
March 13, 2022
"Tutto il potere del mondo non si basava forse sulla stessa grande menzogna: che il senso delle nostre vite si trovi al di fuori di noi? Ma se invece il senso non più trovarsi che dentro di noi, in quel buio che è il nostro stesso io, al di là di tutte le trappole morali, allora naturalmente non possiamo che rimanere per sempre sconosciuti a noi stessi. O no?"

Chi è la gente felice? All'apparenza, tutti lo sono, nei film o nei social o quando li incrociamo per strada con i loro bei vestiti o le belle macchine; passiamo gran parte del nostro tempo cercando di arrivare al quel sentimento latente di felicità comune, a quello standard che ci sembra sfuggente. Eppure, come dicevo, è tutta apparenza. Perché nessuno è realmente felice. Così, quando qualcuno lo è realmente, al di sopra di ogni ragionevole dubbio, al di là di ogni ipotesi, è giusto dedicargli un libro. Ma poiché "Storie di gente felice" è una raccolta di racconti, possiamo certificare che ci sono varie persone felici. Di una felicità che però è sfuggente.
I protagonisti di questi racconti sono persone "borderline", al limite tra la presenza a se stessi e la microfollia. Si tratta di protagonisti che vivono in un mondo che sembra sfuggire alle regole tradizionali, a ciò che definiremmo "l'accettato" o "l'accettabile" razionalmente; per questo sono felici, perché fondamentalmente sono s-pensierati, vivendo al di là di quanto causa normalmente pensieri. Ma Lars Gustafsson è bravissimo a farci accettare queste vite, che sono isolate e per questo esemplari, ma anche apparentemente inserite nel contesto sociale comune, tranne che per alcuni dettagli che l'autore sa al tempo stesso nascondere e mostrare. Chiude la raccolta un racconto, "Fuori dal dolore", che vede come protagonista un Friedrich Nietzsche in lotta contro il suo mal di testa cronico: non diremmo che sia stato un uomo felice, eppure chi potrebbe dire che i suoi scritti esprimono la tristezza comune dell'uomo comune? C'è talmente tanta lotta interiore che sembra quasi esserci realizzazione.
Profile Image for AleManss8.
80 reviews1 follower
April 25, 2022
«Pensi, se fosse proprio un simile vuoto la verità sul mondo? Prenda per esempio questo lago. Certi giorni quando sono giù di morale ho l’abitudine di scendere sulla riva. I blocchi di roccia se ne stanno là fuori, enormi e pesanti, ognuno come un’asserzione che non si lascia confutare – e in momenti del genere vedo che il lago è sempre stato triste. Il mondo naturale è così. Siamo solo noi che cerchiamo di creare un senso.»

Mi è piaciuto ma con riserve, alcune storie le ho trovate un po' dispersive. Però resta una lettura abbastanza scorrevole da fare
Profile Image for Alec.
420 reviews11 followers
Want to read
March 30, 2021
#4
Als sie sich immer näher kamen, schaute sie ihn kurzsichtig an, und für einen Augenblick stand ein Ausdruck des Erstaunens, halb wiedererkennend, fast verlegen nachdenklich, in ihren Augen.

#10
Viel mehr war nicht da. Das Bett, in dem er lag, und das sich tagsüber in ein Sofa verwandeln ließ, mit einem Kissen, das jetzt klebrig war von seinem eigenen grünlichen Erbrochenen.
2 reviews
March 2, 2025
Ho letto questo libro a fatica, e in effetti l'avevo abbandonato per poi riprenderlo molto tempo dopo. Ho voluto portarlo a termine per capire se in almeno uno di questi racconti ci fosse qualcosa che risonasse con me, che è quello che cerco in un testo che chiaramente non ha la pretesa di raccontare una storia. E invece nulla. Non consiglierei questo libro a nessuno.
Profile Image for Eloise.
4 reviews
December 30, 2022
"Così lieve e spiritoso, cosi serio e profondo al tempo stesso, che poteva ancora avvertirne il respiro, gli ricordava con forza che la vita era leggera, che consisteva del piacere più puro, e che esiste solo per chi è capace di ridere e danzare." L. G.
2 reviews
May 22, 2024
Un'antologia di dieci racconti - alcuni certamente più riusciti rispetto ad altri - ricchi di immagini poetiche ed evocative ma che risultano, sia in sé e per sé che tra loro privi di coesione. Certamente poetico e tecnicamente 'ben scritto' ma probabilmente distante dai miei gusti personali.
Profile Image for Antoine.
Author 16 books247 followers
Read
April 26, 2021
A beautiful collection of stories, including what is probably my favorite story of all time, "Greatness Strikes Where It Pleases."
Profile Image for Michael.
144 reviews
October 21, 2021
The prose is really beautiful and there are a couple of good stories. The others might be pretty good too, but I had to fight through too much imagery to find the point.
Profile Image for Adam Graffunder.
Author 1 book2 followers
March 29, 2009
The stories near the beginning were very good. Sometimes a little hermetic and misogynistic, but amusing and good writing. The stories near the end get kinda depressing.
Profile Image for Eric.
90 reviews
April 5, 2015
Strange, delicate, beautiful, diffuse. Spookiness and emptiness pervade.
Displaying 1 - 23 of 23 reviews

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