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Airbnb città merce. Storie di resistenza alla gentrificazione digitale

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Airbnb ha contribuito a trasformare le principali città del mondo in parchi a tema per turisti e resort per ricchi.
Questo libro mostra come uno dei protagonisti del cosiddetto «capitalismo digitale o delle piattaforme» – Airbnb – abbia invece ricadute concrete e devastanti sul piano dello spazio urbano, dell’abitare e della vita nella città.
Airbnb è infatti uno strumento tecnologico potente che alimenta un enorme processo di trasformazione sociale: da San Francisco a New York, da Lisbona a Roma, la turistizzazione delle città produce l’espulsione di residenti e attività a favore di un turismo di transito basato sul consumo, con il conseguente stravolgimento della vita sociale, economica, relazionale, affettiva che da sempre accompagna l’abitare metropolitano.
La dimensione della comunità, del vicinato e della relazione scompare per lasciare posto a un capitalismo immobiliare e della rendita di nuovo tipo. "Airbnb città merce" racconta alcuni casi esemplari di questo processo, ma anche, soprattutto, i nuovi movimenti sociali che insorgono contro la gentrificazione digitale delle città.

192 pages, Paperback

Published September 1, 2019

4 people are currently reading
162 people want to read

About the author

Sarah Gainsforth

8 books7 followers
Sarah Gainsforth (1980) is an independent researcher, essayist, and freelance journalist. She writes about housing and living, tourism and gentrification, housing policies, and urban transformations. Her latest book is «L’Italia Senza casa, Politiche abitative per non morire di rendita»

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Ruppe.
514 reviews50 followers
December 13, 2019
C’è qualcosa che vedo quotidianamente e sempre più di frequente attorno a me.
Nel centro della città dove abito, che si è svegliata al turismo e al consumo negli ultimi anni, e nei centri delle città che ho visitato viaggiando, in Europa e negli Stati Uniti.
Qualcosa che inizia ad assomigliarsi, apparentemente bello e laccato di vernice ma disturbante: un senso di omologazione, di espulsione delle tradizioni locali e della povertà o di ciò che è percepito come tale.
E invece è la ricchezza plasmata dagli abitanti tradizionali e delle attività storiche dei quartieri.

Questo senso di fastidio indefinito mi ha portato anni fa a rifiutare la piattaforma AirBnb che mi aveva prima entusiasmato, quando sembrava (e soprattutto cercava di proporsi) come un movimento democratico e antisistema dal basso, uno scambio di cultura ed esperienze fra pari; in seguito, invece, sempre più una forma di intervento solo economico e straniante, omologato.

Ecco che trovo un libro che mi spiega da dove arrivino queste mie sensazioni e quali siano le motivazioni alla base.
Sarah Gainsforth produce un lavoro eccezionale. Chiaro, netto, ben documentato e precisissimo.

Spiega le origini dei miti fondanti che ci portano a credere religiosamente nell’efficienza e nella necessità di queste piattaforme digitali. Che sapientemente manipolano informazioni e retorica per sembrare diverse da quel che sono, meccanismi di accumulo capitalista nelle mani di pochi privilegiati a scapito delle classi sociali più vulnerabili.

Non lo fa in maniera moraleggiante e/o teorica ma con approccio incisivo e scientifico, allo stesso tempo appassionante.

Il senso di malessere che mi ha spinto a cambiare casa e allontanarmi dal centro della mia città assume un senso diverso, si colloca in un retroscena ben progettato.
In un panorama in cui l’azione istituzionale è assente, inerte o più volte connivente, perlopiù orientata a un’ottica di mercificazione del patrimonio pubblico e delle politiche sociali.


Molto brava e alla mano l’autrice, ho avuto modo di conoscerla alla presentazione del libro alla splendida libreria Comunardi di Torino che chiuderà il mese prossimo proprio per la gentrificazione del centro storico: sarà rimpiazzata da un (ennesimo, e per questo inutile) supermercato per turisti.

Quando sono le città ad adattarsi ai turisti, e non viceversa, c’è qualcosa da capire. Qualcosa di storto.


(Una piccola critica pratica: il libretto costa parecchio e ci sono tanti, troppi errori di battitura)
Profile Image for Corrado Ciampi.
52 reviews
July 6, 2025
Se uno si vuole incazzare di brutto, leggere questo libro è decisamente la scelta giusta.
Dedicato all’impatto tragico che la formula dell’affitto breve ha avuto sulle città prima americane e poi europee (anche se sarebbe molto interessante conoscere realtà anche non occidentali come Asia o Sudamerica), la trattazione è divisa sostanzialmente in due: per primo l’autrice, avvalendosi di tanti studi pubblicati nel corso degli ultimi dieci anni, ripercorre la storia di AirB&B e come sia arrivata ad essere una potenza mondiale, analizzando il modus operandi della società e come questa, in maniera talvolta anche molto aggressiva, si è posta nei confronti della politica.
La seconda parte è invece dedicata alla “resistenza” alla proliferazione dell’affitto breve, prima illustrando le conseguenze catastrofiche che questo ha sul tessuto socio-economico dei luoghi in cui arriva, poi analizzando le varie contromisure messe in campo dalle città americane contro la crisi generata da AirB&B (mi ha colpito molto una frase dell’autrice, che spiegando come AirB&B fosse partita come metodo di arrotondare ad un certo punto scrive che “Ha contribuito a creare il problema che prometteva di risolvere”), analizzando anche la risposta di alcune città europee, anche se essendo un testo del 2019 mancano le misure messe in campo da città come Parigi, Barcellona e Firenze.
L’overtourism rappresenta, forse, una delle migliori manifestazioni del mondo quasi distopico del capitalismo sregolato, dove tutto è merce e ha un prezzo, compresa l’arte e l’identità dei luoghi, svenduti e umiliati da un modello economico che insegue solo ed esclusivamente il profitto, sacrificando sull’altare del denaro qualunque valore che possa intralciarlo, dall’ambiente alla dignità umana. È proprio la dignità, se vogliamo, è il valore che più viene calpestato dal turismo esasperato e dal modello economico messo in piedi da AirB&B: perché ogni essere umano ha bisogno di (e diritto a) un tetto sopra la testa per vivere, ma quando quel tetto deve essere messo a disposizione del primo ricco che passa, che per anche poche ore ne fa ciò che vuole, allora ecco che si consuma il sacrificio della dignità dell’essere umano. Casa tua è ridotta al giocattolino di una persona di passaggio alla quale nulla importa né del posto in cui si trova né delle persone che la vivono. L’importante però, come scrive Gainsforth, è “sentirsi a casa ovunque”. E pazienza se tante persone la casa l’hanno persa.
1 review1 follower
November 13, 2022
Interessante, scorrevole e ben argomentato. Peccato per i tanti typo, forse è il caso di pagare qualcun* che corregga le bozze?
Profile Image for Luca.
4 reviews
November 17, 2022
«Il bello del viaggio è la scoperta, non è "sentirti a casa tua". Per questo, c'è la casa»
43 reviews
October 10, 2024
Bellissimo saggio che spiega perchè airbnb guadagna così tanto mentre noi diventiamo ogni giorno più poveri.
Profile Image for Ismaele.
7 reviews
March 7, 2025
Molto bello e utile, fatti salvo gli errori di battitura frequenti
Profile Image for Fabio.
1 review5 followers
December 28, 2021
If you can read Italian you must read this book. It's a well documented inquiry into Airbnb's tragic impact on our cities.
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