Andrea è sempre più vicina al suo sogno. Il secondo anno al Longjoy College, una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, sta per iniziare e non riesce ancora a credere di aver avuto una simile opportunità. Eppure, quando varca la soglia dell'antico edificio lasciandosi alle spalle i canali e le calli di Venezia, capisce che per lei sarà ancora più dura. Per lei che è lì solo grazie a una borsa di studio che deve mantenere a tutti i costi. Per lei così impacciata e introversa. Per lei che è cresciuta con i libri come unici compagni. Ma ora non è più sola ad affrontare la vita del college, perché è entrata a far parte di uno strambo gruppo di amici: la cinica Marilyn, il dolce Andre, l'irrefrenabile Uno e, soprattutto, il misterioso Joker, che l'ha conquistata al primo sguardo. Ma non sempre è sufficiente. Andrea è bravissima nello studio, meno a difendersi dagli attacchi di chi ha intuito il suo talento e vuole metterle i bastoni tra le ruote. Perché solo il primo del corso avrà le occasioni migliori. Una competizione che Andrea è pronta ad affrontare perché la sua passione per la scrittura è profonda e viene da molto lontano. Da quando era bambina e la madre, che ora non c'è più, le ha strappato una promessa e affidato una pesante eredità: diventare una giornalista come lei. Nient'altro conta per Andrea. Non importa se Zen, il nuovo studente appena arrivato, è così simile a lei e così affascinante da farle perdere per un attimo la rotta che la porta a Joker. Non importa se la scuola vuole imporle scelte che non condivide. Lei ha un obiettivo chiaro in mente e un'arma infallibile per raggiungerlo: le parole. La capacità di raccontare la realtà con la scrittura. Deve solo capire che la vita è fatta di scelte, e che più si cresce più esse diventano difficili.
Anna Dalton (Arzignano 1986) è una scrittrice e attrice italo-irlandese. Laureata in Lettere all’Università La Sapienza di Roma ha esordito nella narrativa con L’apprendista geniale (Garzanti, 2018) cui sono seguiti La ragazza con le parole in tasca (Garzanti, 2019) e Tutto accade per una ragione (Garzanti, 2020) terzo e ultimo romanzo della trilogia di Andrea Doyle.
"L’ambientazione. A rapire il lettore, facendo da magica cornice a questa storia c’è la bellezza senza tempo di Venezia e della sua laguna, che, in questa nuova avventura, si arricchisce con una piccola ma significativa perla: Burano. Burano che ci viene presentata in maniera vivida e realistica – lo spopolamento, il rischio che le tradizioni vadano perse – segna anche l’emblematica svolta della nostra protagonista: non più passiva spettatrice della vita, armata di penna e taccuino, compie una scelta difficile. Difficile e rischiosa, che potrebbe mandare all’aria tutti i suoi piani, eppure quasi inevitabile, necessaria come l’aria, perché attraverso di essa diventa finalmente cosciente di cosa significa davvero possedere una “voce” e di come la si possa utilizzare a fin di bene, cercando di rendere partecipe il mondo di quelle piccole grandi storie che meritano essere raccontate. E poi c’è il Longjoy: questo college esclusivo che, in realtà, sotto la penna attenta della Doyle diventa una fucina di idee, un crogiuolo di personalità differenti che, nel fiore degli anni, vanno alla disperata ricerca di sé stesse, della maniera per raggiungere i propri sogni, del sentiero giusto che li porterà a diventare ciò che sono destinati ad essere. Questo Castello di Hogwarts per babbani che, con la sua aura di mistero e la sua austerità, riesce a tirare fuori, a fase alterne, il meglio e il peggio di tutti i suoi abitanti. Una menzione speciale, infine, la merita San Neri, il piccolo Borgo dove la nostra protagonista ha messo radici, dopo aver lasciato l’Irlanda. Un posto quasi fuori dal tempo: nonostante l’età media si aggiri attorno alla cinquantina – o forse proprio per quello – tutti sono affiatati, pronti a darti una mano quando ne hai bisogno. Un posto il cui vero motore portante è il calore umano e il conforto che, nonostante tutto, siamo ancora capaci di offrirci l’un l’altro, quando vogliamo. Tirando le somme? Una collocazione geografica – sia interna che esterna- così vivida che vi sembrerà proprio di essere lì ad affannarvi insieme ad Andrea – per raggiungere il vaporetto che la traghetti verso “L’isola degli gnomi” o sul tetto, nella segreta speranza che quel paesaggio magico possa sciogliere la nebbia che le circonda il cuore. Una descrizione così autentica che, se come me, dopo 1 anno, ancora non avete visitato Venezia vi verrà voglia di fare i bagagli e partire alla ricerca di questo incredibile e affascinante istituto! Chapeau!"
Fluido, scorrevole e semplice, quasi troppo, direi.
La storia è comune, anche se ben studiata, e il linguaggio di una semplicità (e banalità) alla quale non sono abituata. Chi mi ha regalato questo libro lo ha fatto perchè mi ha identificata nella protagonista: una studentessa giornalista, come me, la cui unica sicurezza è da sempre la scrittura.
Mi hanno acceso l'attenzione e la "voglia di giornalismo" le parti in cui venivano descritti gli studi della protagonista al college di giornalismo, appunto, le sue inchieste, le riflessioni sulla scrittura, i lavori dei personaggi: reporter, studenti, professori...ma per il resto non è un racconto che mi ha riempita. È stata per me una lettura di svago.
Nonostante la semplicità della trama, un episodio mi ha complessamente colpita. Il libro mi ha sentita. Mi ha ribadito l'importanza (e anche la difficoltà) di lavorare in gruppo, a scapito dell'individualismo al quale sono, come la protagonista, abituata.
"Imparare a lavorare efficacemente anche nelle situazioni di disagio è fondamentale per un buon giornalista". Ha ragione, il libro.
Una storia davvero molto bella, ho deciso di ascoltarla su Audible mentre guido o lavoro o faccio quelle cose che non mi permettono di usare le mani per tenere il libro. Ma vi assicuro che è una storia che vi fa continuamente sorridere e riflettere. Inoltre, la voce e l’interpretazione di Anna Dalton vi fanno gustare ancora meglio questa splendida storia.
La ragazza con le parole in tasca di Anna Dalton, romanzo di narrativa in uscita oggi, 5 settembre, con Garzanti.
Appena scoperto che sarebbe uscito il seguito di L’apprendista geniale ho chiesto se fosse possibile organizzare il Review Party. Avevo un bellissimo ricordo del primo volume e fremevo dalla voglia di scoprire se la Dalton avrebbe riconfermato le sue doti. Continuate a leggere per scoprirlo 😉
Ritroviamo la nostra adorata Andrea nel paese in cui vive, l’estate si sta trascinando tra un lavoro e un articolo sul Doyle News, mentre lei attende speranzosa un cenno dal ragazzo che le ha rapito il cuore. Una bella sferzata arriva il giorno in cui riceve una lettera anonima: Cara signorina Andrea Doyle, sono lieto di invitarla in un posto segreto per un incontro segreto. Se accetta quest’avventura (segreta), ho allegato un biglietto del treno e una mappa per trovarmi. L’aspetterò alla fine del suo viaggio. Nessuna firma. Nessun mittente. George la sprona a presentarsi a questo bizzarro incontro e Andrea non se lo fa ripetere due volte. L’appuntamento purtroppo dura troppo poco a causa di un problema a casa, ma infonde in Andrea la speranza di potere cominciare il nuovo anno al Longjoy College nel migliore dei modi.
Potrebbe mai filare tutto liscio ad Andrea? Ovviamente no, ogni cosa deve andarle storta, lei è una vera calamita per i guai e in questo caso il guaio ha un nome: Zen. Zen è il nuovo arrivato, ammesso direttamente al secondo anno per le sue grandi doti di scrittura e la sua inchiesta che ha vinto un prestigioso riconoscimento. In lui tutto è perfetto, sembra Andrea al maschile con una piccola differenza, Zen non ha alcuna paura a mostrare il proprio interesse e lo fa capire molto chiaramente fin dalla prima sera. Peccato che la cosa non sfugga a Joker e che questo metta a repentaglio tutto ciò che avrebbe dovuto essere.
L’anno scolastico non sarà per nulla semplice, ma Andrea potrà contare su quei ragazzi che in poco tempo sono diventati i migliori amici che una ragazza potrebbe desiderare. Che mondo sarebbe senza gli amici? Sicuramente le giornate di Andrea sarebbero molto noiose senza la follia di Marilyn, sarebbero meno dolci senza la cioccolata e le confidenze di Andre, sarebbero tristi senza l’affetto e la comprensione di Uno. Certo avere Joker vicino, ma completamente disinteressato e taciturno, non è affatto semplice, ma grazie alla gioia di vivere e alla voglia di renderla felice di Zen tutto assume sfumature rosee.
Le sembra perfino bello passare qualche ora a settimana coi nani ‘C’era Luca, c’era Diletta, c’era Renatino Sbrighi, c’era Matteo che con i suoi calmi occhi scuri mi guardava in un misto di gentilezza e pietà. Gli altri non c’erano. Almeno quello.’ perché loro hanno visto bene di seguirla certi di farle una sorpresa enorme. Le lezioni di inglese sono sempre divertenti e apprezzo che abbia voluto portare avanti questa parte della storia. Gli insegnamenti ai più piccoli vanno oltre la lingua straniera, con loro tutto è una scoperta e ci si può inventare giochi per far capire quanto sia importante l’inclusione, quanto non si debba aver paura di chi è diverso da noi, perché spesso la bellezza sta proprio nella diversità. Chi meglio dei bambini può apprendere questo fondamentale insegnamento?
Anche al suo secondo anno i problemi con Barbie saranno all’ordine del giorno. Impossibile trovare un punto d’incontro e andare d’accordo con una ragazza che si crede meglio di tutti. Ma per diventare una brava giornalista è necessario saper lavorare insieme agli altri e questa mancanza di volontà potrebbe costare caro ad Andrea.
Come avrete capito gli ingredienti per un altro successo ci sono tutti. Anna Dalton è nata per fare la scrittrice, su questo non c’è alcun dubbio. La sua narrazione è fresca, mai banale, a tratti frizzante. La sua protagonista è realistica e i personaggi che la circondano abbastanza sopra le righe da essere affascinanti senza cadere nel macchiettistico. Impossibile non affezionarsi a tutti loro, difficile non sperare che per Andrea possa andare tutto per il meglio, perché lei è una di noi e quindi vederla realizzare il suo sogno sarebbe un po’ come vincere tutte insieme. Il finale apre le porte a un capitolo conclusivo molto interessante, ma per quello ci sarà da aspettare un anno, bisognerà portare pazienza, intanto buttatevi su La ragazza con le parole in tasca senza alcuna esitazione.
"La ragazza con le parole in tasca" è il secondo romanzo con protagonista Andrea Doyle scritto da Anna Dalton. La vicenda si svolge al giorno d'oggi in un'immaginario prestigioso college di Venezia in cui si studia giornalismo. La protagonista in questo libro è al secondo anno e deve affrontare le sfide legate al suo corso di studi ma anche quelle personali della crescita. I personaggi, anche in questo secondo romanzo, sono ben descritti, anche quelli ricorrenti. La narrazione è piacevole, la scrittura semplice e adatta a tutti. Il ritmo, mai lento, è adatto alla vicenda. In questo secondo volume della storia di Andrea, ho trovato meno coinvolgimento rispetto al primo. Mi è risultata sempre piacevole la lettura ma non c'era l'esigenza di divorare il libro per vedere come sarebbe andato avanti. Suggestive come sempre le descrizioni di Venezia e interessante la parte in cui viene portata all'attenzione la tradizione degli antichi lavori delle donne.
“Trovate quello che vi rende felici, non ostante tutto, in maniera incrollabile e seguitelo. Perché se la felicità l’avete conosciuta, anche solo una volta, anche se tanto tempo fa, allora la cosa fondamentale è che sapete che esiste, sapete com’è fatta, e soprattutto, sapete che la rivolete indietro a tutti i costi”
Secondo romanzo della trilogia composta da: “L’apprendista geniale” (2018) e “Tutto accade per una ragione” (2020) ambientato nella magica Venezia, con precisione nel Longjoy College nell’Isola dei Santi, che descrive le vicissitudini di Andrea, ragazza di 19 anni che deve affrontare le sfide del secondo anno della carriera di giornalista.
Non posso dire che non sia interessante, che molti piccoli fatti mi hanno fatto tornare ai miei lontani primi anni dell’università ma… (sempre c’è un ma) ci sono stati passaggi del libro che veramente mi hanno lasciato perplessa.
Per esempio, uno dei passaggi importanti è la presentazione di un progetto, però Andrea è praticamente analfabeta nell’utilizzo del computer, del cellulare e dei Social in generale. Nel 2019? Dopo un anno di Università? Una persona che vuole essere giornalista non sa utilizzare un software di scrittura come Word?
Potrei raccontarvi diversi passaggi del libro che mi hanno fatto dubitare fortemente se effettivamente lei abbia 19 anni o 15 anni per la sua immaturità in diversi momenti, però per questo dovrei spoilerare troppo il libro.
Mi permetto di affermare che la tematica del “triangolo amoroso” è qui una minestra riscaldata, quasi un copione di tutto quello che abbiamo visto o letto fino ad oggi, facendo risaltare l’infantilismo e la mancanza di decisione e dialogo fra i protagonisti.
Come avrete notato, non mi ha convinto molto. E’ vero… o sarà che effettivamente già non è un genere per me?
Sarà che alla mia età questo tipo di libri dovranno rimanere per sempre nel passato?
Andrea doyle é pronta per il secondo anno alla prestigiosa scuola di giornalismo. Al suo fianco vi dono i soliti amici pronti ad affiancarla. Di troverà a dover condividere un progetto con barbie la sua acerrima nemica, metterà a rischio la sua borsa di studio. E a tutto questo si aggiungerà il nuovo arrivato, Zen che non l'aiutera a rendere la sua vita facile..
Secondo libro di questa meravigliosa trilogia. Ritroviamo Andrea alle prese col secondo anno di college. Pronta e agguerrita per affrontare le nuove avventure che si troverà nel suo cammino. Nonostante sia molto cresciuta é sempre la solita impacciata e dubbiosa ragazza che riesce facilmente a combinare casini. Per fortuna al suo fianco ci sono sempre i suoi amici che l'aiuteranno nel momento più difficile della sua vita. Troviamo un Andrea che nonostante perde la borsa di studio, continuerà a studiare con una volontà ed una grinta fuori dal comune.. Certo nel ambito sentimenti é sempre piena di dubbi e si fa mille pensieri negativi ma é una ragazza di 19 anni e quindi é tutto concesso.
Bellissime le parti durante le quali insegna inglese ai bambini, tra l'altro sempre più divertenti.
Joker in questo secondo capitolo é stato un continuo sparire e apparire ma é comprensibile anche il suo atteggiamento.
Questa volta alla bellissima Venezia fa da cornice anche la meravigliosa Burano( che io amo )
Devo dire che in questo secondo capitolo ci dono stati momenti che mi hanno commossa forse perché in alcune situazioni mi sono rispecchiata in Andrea.. Con la sua fragilità, i suoi sensi di colpa, i suoi dubbi.. E si non posso negare che mi sono affezionata molta ad Andrea e al suo club.
Leggeró sicuramente anche il terzo per scoprire se Andrea riuscirà a realizzare il suo sogno
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«Anche ora che, come allora, mi sento affaticata, indecisa, dubbiosa, ho sempre dentro di me quella certezza che ho acquisito da piccola, quella libertà di scegliere ogni giorno le cose che mi fanno felice. Alcune non mi sono chiarissime, scompaiono e poi riappaiono ma una, di sicuro, c’è sempre. Scrivere. Trovate ciò che vi rende felici, nonostante tutto, in maniera incrollabile, e seguitelo.»
Andrea è una dolce ragazza, introversa, impacciata, amante della scrittura e i suoi amici speciali sono i libri. Si trova ad affrontare il suo secondo anno, nel college più prestigioso per diventare giornalista. Qui troverà amici, amici veri in carne e ossa che gli faranno capire l’importanza di questo termine.
Amico è quando hai davvero bisogno e quel qualcuno ti tende la mano.
💧💧💧commuovente verso la fine
È il secondo della trilogia.
⭐️⭐️⭐️⭐️ trama: perfetta ⭐️⭐️⭐️⭐️ personaggi: li ho adorati ⭐️⭐️⭐️⭐️ ritmo: ho vissuto con il libro in mano. ⭐️⭐️⭐️⭐️ stile: scrittura scorrevole.
Andrea, la ritroviamo al secondo anno di college al Longjoy, il college dell’eccellenza del giornalismo. È un anno tormentato per Leia, da cui, però, uscirà cambiata e - come quando si esce da qualsiasi tempesta - più forte. Con a fianco i suoi amici, George, Chew e tutti i vecchietti di San Neri.
Cinque stelle perché.. non lo so perché, ma mi sono sentita tanto Andrea, divisa tra mille corsi da seguire, mille esami da dare e con la voglia matta e disperata di fare sempre il meglio. E, alla fine, mi ha strappato anche una lacrima.
Ho appena chiuso il libro e già mi manca, non vedo l’ora di ritrovare Andrea che mi racconta che cosa ha fatto nelle vacanze estive, dove è andata, che cosa ha scoperto.
A presto, dunque.
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La storia partirebbe anche da buone basi ma diventa una cosa sempliciotta, prevedibile ad ogni "colpo di scena" se così vogliamo chiamarli, scrittura piuttosto infantile con battute che sembrano prese dai meandri dei forum anni '00 e che spesso non stanno nè in cielo nè in terra. I personaggi dovrebbe essere adulti che vanno all'università invece mi sembra di avere a che fare con adolescenti in collegio, talvolta pure delle medie, perchè da tali si comportano. I "cattivi" poi lasciamo perdere, al secondo libro non si capisce il perchè di tale "cattiveria". La protagonista dovrebbe avere qualcosa di speciale, ha una marea di sfighe che però si va a cercare con il lanternino.
Premetto che ho letto questo libro per un progetto scolastico, e che non ho letto il primo volume. Inizialmente mi sembrava un qualsiasi romanzo per adolescenti, con la classica storia d'amore e la classica ragazza introversa e piena di problemi. Questa idea si è mantenuta fino a quasi metà libro. A quel punto ho dovuto ricredermi, almeno in parte: se la storia rimane abbastanza banale, contiene alcune vere perle. Ho apprezzato molto i temi che sono stati trattati e in particolare la scrittura come mezzo di espressione e connessione con sé stessi.
Secondo libro della trilogia che ha come protagonista Andrea Doyle. Aspirante giornalista, vorrebbe ricalcare le orme della madre, morta quando lei era bambina. Scrivi, scrivi,scrivi..le ha lasciato detto la madre, e lei scrive perché è ciò che sa fare meglio. Dopo aver vinto una borsa di studio per una prestigiosa scuola di giornalismo a Venezia, in questo libro affrontiamo il 2° dei tre anni del college. Consolidata la sua cerchia di amici, si barcamena tra il ragazzo di cui probabilmente si è innamorata joker e il nuovo arrivato Zen. Nuove avventure si prospettano all' orizzonte con i fantomatici marmocchi del.Cambrige e una lettera di sua madre che le svelerà qualcosa. Devo dire senza infamia e senza gloria, ma piacevole da leggere, do un po' ci si appassiona alle avventure e disavventure di Andrea.
Andrea è una giovane ragazza con le idee chiare sul suo futuro che frequenta il secondo anno al Longjoy College, una delle più prestigiose università di giornalismo. Per lei non è semplice confrontarsi con gli altri studenti.
Avevo questo libro nella mia libreria da 3/4 anni e sono contenta di aver aspettato fino ad ora per leggerlo. E' "arrivato" al momento giusto e me lo sono goduto in pieno. Una storia leggera che, allo stesso tempo, mi ha fatto ritornare ad alcuni eventi del passato.
(farò una recensione migliore nelle prossime settimane)
Devo essere sincera, avevo dimenticato questa serie di Anna Dalton con protagonista Andrea, aspirante giornalista e studentessa del Longjoy College di Venezia. Così ecco arrivato il suo turno di essere letto e devo dire che sin da subito mi sono ritornati in mente tutti, tutte le situazioni del libro precedente. Ritroviamo Andrea ancora in vacanza a San Neri, con il suo lavoro e i vecchietti che seguono il suo giornale, pronta ormai per affrontare il secondo anno di college e la mente rivolta a Joker, a quando lo rincontrerà. Nonostante alcune preoccupazioni per la salute del padre si ritrova al college con tutti i suoi amici e colleghi più cari e un nuovo arrivato, Zen. Tra i corsi, il lavoro al British come insegnante dove ritrova le piccole pesti, a distrarla dallo studio sono Joker e Zen, un triangolo fatto di parole non dette e momenti fuori luogo. Il tutto narrato con leggerezza, con una scrittura accattivante che fa sorridere grazie ai modi strani di fare di Marylin, ma fa anche commuovere quando tutti gli amici si stringono intorno ad Andrea per aiutarla con il padre, che ha avuto una ricaduta e lei non può assisterlo. Degli "estranei" in fin dei conti che non esitano a sfruttare i giorni di assenze per stare con il padre di lei, uno sconosciuto per i ragazzi. Non so se accadrebbe nella realtà ma mi fa piacere pensare di si. Una bella lettura per passare alcune ore piacevoli, lontano dalla realtà, in un mondo, seppur pieno di invidie, dove tutto alla fine va per il verso, giusto, tutto si sistema. Spero proprio di non far passare tanto tempo per leggere l'ultimo libro, voglio proprio sapere cosa combinerà Andrea durante l'ultimo anno di college!
il mio preferito per questa trilogia di Anna Dalton. Sarà che tra quelle pagine, tra le emozioni della protagonista, mi ci sono ritrovata e sono tornata ai tempi universitari, a quei sogni che avevo tenuto chiusi nel cassetto per troppo tempo.
È stato un libro che mi ha trasportata mi ha fatta sognare ridere e credere ancora di più che forse quel piccolo bigliettino in tasca lo abbiamo tutti basta solo essere sicuri in se stessi
Iniziato con tante aspettative, purtroppo verso metà ha iniziato ad annoiarmi un bel po', ma si è ripreso alla grande sul finale, tanto da farmi venire voglia di leggere anche il terzo.
Se non fosse stato per , questo romanzo sarebbe stato perfetto... ma su questo non avevo alcun dubbio. Come nel caso del suo predecessore, la trama è immensamente coinvolgente, la scrittura sublime, l'epilogo straordinariamente promettente. Per me poi, che adoro Venezia e che m'identifico così tanto con la protagonista, "La ragazza con le parole in tasca" ha rappresentato un'esperienza totalizzante. Continua il percorso formativo della nostra Andrea, nel corso del quale risultano decisivi Nuove sfide, insomma, nuove pressioni e nuove insicurezze.
"Mi sento come se non riuscissi a fare bene niente, come se tutto mi sfuggisse dalle mani, come se tutti corressero e io camminassi con dei pesi alle caviglie. Mi sento [...] come se da un momento all'altro anche voi doveste accorgervi di come sono in realtà e abbandonarmi pensando a quanto siete stati stupidi a darmi retta, a illudervi che io fossi in qualche modo una persona interessante. Credo che voi siate tutti giusti, tutti adatti a questa vita, mentre io no. [...] Ora, però, qui non si tratta solo di scrivere. Si tratta di vivere, di esserci in prima persona [...]. Io sono capace solo di studiare e di scrivere. Nessuno mi ha insegnato come si fa a sentirsi sereni e sicuri nella propria pelle."
Ma anche, dall'altro lato, la rasserenante consapevolezza di non doverli affrontare da sola, tutti questi ostacoli. Ci sono gli amici ("condividere con un amico aiuta a rendere più affrontabile ogni cosa") e, soprattutto, il più importante fra loro: te stessa. Perché il regalo più grande che tu possa farti è credere nelle tue capacità e nelle tue convinzioni, mantenendo sempre in vita la speranza di un futuro radioso. Per aspera, ad astra.
"Trovate ciò che vi rende felici, nonostante tutto, in maniera incrollabile, e seguitelo. Perché se la felicità l'avete conosciuta, anche solo una volta, anche se tanto tempo fa, allora la cosa fondamentale è che sapete che esiste, sapete come è fatta e, soprattutto, sapete che la rivolete indietro a tutti i costi."
"Non delegare gli uomini a raccontare la tua storia [...]. La tua storia è tua, e solo tu la puoi raccontare nel migliore dei modi."
Secondo romanzo della trilogia che vede protagonista l'aspirante giornalista Andrea Dalton. Fantastica l'ambientazione (Venezia e, in una parte del libro, anche la deliziosa Burano), ben caratterizzati i personaggi (ad alcuni dei quali mi sono ormai affezionata) e uno stile di scrittura molto scorrevole che rende gradevole la lettura. Quelli appena elencati sono, a mio parere, i principali punti di forza del libro. Certo, ci sono anche dei punti deboli: pur avendo trovato nel complesso abbastanza avvincente la narrazione di questo secondo anno di college di Andrea ci sono stati dei punti in cui hanno avuto troppo spazio momenti un pò stucchevoli per i miei gusti: mi riferisco al triangolo Andrea-Joker-Zen che si è trascinato troppo a lungo, in pratica per tutto il romanzo. Coinvolgenti invece le parti prettamente "giornalistiche" (molto interessante la storia della reporter Nellie Bly, che non conoscevo) e da incorniciare le parti in cui Andrea insegna inglese ai bambini (sempre più divertenti, i piccoletti!) Leggerò senz'altro anche l'epilogo della serie...devo sapere se Andrea riuscirà a realizzare il suo sogno!
Anna Dalton è riuscita a scrivere un seguito brillante, ironico ed emozionante quanto il primo libro. Il suo stile mi piace davvero molto, i personaggi sono sempre più simpatici e la protagonista si fa amare. La lettura è inframezzata da battute che risultano fresche e frizzanti, inoltre resta viva la voglia di andare avanti con la storia per sapere come andranno a finire le sue tresche amorose e la carriera universitaria. Non vedo l'ora di leggere il terzo della serie.