2,5
Ci sono poche cose certe nella vita. La morte. Le tasse. Jun Matsunaga che compare mezzo nudo un numero non ben precisato di volte.
Anche questo secondo volume è ricco di avvenimenti, visto anche il finale di quello precedente. Tuttavia, la storia continua a non prendermi più di tanto: è carina, ma niente di esagerato. Il problema numero uno, almeno per me, è la protagonista. Matsunaga è un personaggio abbastanza interessante, anche se non è facile seguire i suoi sbalzi di umore, ma Miko è troppo lagnosa (non so nemmeno se esiste questa parola). Allora, io capisco l'infatuazione - Matsunaga è un bel tipo, non solo fisicamente, ha un fascino tutto suo, senza contare il fatto che per la prima volta la ragazza si trova a vivere a stretto contatto con degli adulti al di fuori del contesto famigliare -, però qui si sta già parlando di amore. Peggio ancora, siamo entrati nella fase "i miei sentimenti non sono sicuramente corrisposti, figurati se a uno come lui può piacere una come me", "che fare, io lo amo troppo". Una lagna. Lagna che si traduce a volte in situazioni ai limiti dell'assurdo.
Spero che nei prossimi volumi l'autrice decida di sviluppare in maniera più profonda questo sentimento, almeno da dargli una base solida e credibile. Spero pure che Miko si dia una svegliata, perché la cosa rischia di diventare insostenibile (sempre parere personale). Resta poi da vedere cosa passa realmente nella testa di Matsunaga. "Per me sei una di famiglia", una frase che si presta a diverse interpretazioni, anche se il finale mi sembra abbastanza citofonato.