“Fu la possibilità di scrivere nella propria lingua madre ad aprire la strada alle scritture femminili. Da quel momento, le donne iniziarono ad appuntare note, inviare lettere, consegnare volontà ai testamenti e più vivo si fece in alcune il desiderio di sperimentare registri letterari ed esprimere le proprie propensioni spirituali e politiche. Quante più donne accedevano all'istruzione, per lo più ostacolata ma sempre da loro rivendicata e ricercata anche attraverso percorsi di autoapprendimento, tanto più numerose diventavano quelle che ambivano a utilizzare la scrittura anche al di fuori delle pratiche quotidiane. Una scarsa padronanza della penna e della grammatica non fu di eccessivo ingombro e la confidenza maturò nel tempo un’originale relazione con la propria intimità. Ma le donne scrissero di tutto, dai pamphlet ai romanzi, dalle petizioni ai trattati, dalle poesie ai libri di cucina; scegliendo il mezzo di comunicazione più efficace e più in voga, intervenendo in ogni momento di rinnovamento sociale e partecipando al confronto tra i sessi attorno all'eterna interrogazione sulla differenza dei generi: una delle grandi narrazioni dell’umanità.” (Carocci)
Una lettura piacevole e al tempo stesso arricchente, interessante il metodo utilizzato dei “vasi comunicanti”, in cui in sostanza si fa riferimento non solo alle opere scritte da donne nate da uno specifico desiderio di essere lette da un pubblico ma scritture quotidiane, lontane dalla pretesa editoriale e che però risultano ancora più interessanti perché colgono nella loro semplicità la crudezza e la veridicità della vita di queste donne
Letto per il corso di Storia del Libro. Ripercorre la storia della scrittura dal medioevo all'inizio del '900 soffermandosi esclusivamente su quella femminile, a lungo trascurata dalla storiografia. Saggio utilissimo e interessantissimo per chi desidera recuperare opere e autrici rimaste ingiustamente nell'ombra.
Me resultó un libro muy interesante, aunque la escritura se volvió por momentos algo enciclopédica dado que la autora parecía limitarse a nombrar autoras y sus obras correspondientes en un párrafo sintético en lugar de presentar un análisis que focalizara en los procesos de cambio. Es importante entrar a la lectura sabiendo que es un libro que se centra en la escritura, entendida también como práctica material y, en consecuencia, la autora se vale de elementos paleográficos y materiales ampliamente interesantes y que se pierden en estudios más teóricos o literarios. Es un buen y riguroso libro para iniciarse en este tema dado que aporta continuamente mucha bibliografía que respalda y amplia lo expuesto. ¡No puedo esperar para leer más!
Una típica excusa para justificar la falta de mujeres en los estudios históricos y literarios es que las mujeres "antes" no escribiían. Una mentira brutal, pero que hemos aceptado como parte de la realidad. Pero también sabemos que las mujeres han escrito desde la antigüedad. Este libro empieza por eliminar la idea de que las mujeres no sabían escribir, señalando la gran cantidad de documentos firmados por mujeres que nos revelan que un segmento importante de la población alfabetizada eran mujeres, y por supuesto que escribían todo tipo de documentos y textos. Así el libro va tejiendo un canon que va en paralelo al canon tradicional, mostrando que las mujeres siempre han estado ahí.