In questo libro il messaggio è "Questo sono io, la mia vita, il mio passato, la mia malattia".
Il protagonista ci porta nel suo ambiente familiare, ci fa ripercorrere frammenti della sua infanzia e mette il racconto al paragone dell'intervista di Mariella Pusio, giornalista che l'ha precedentemente calunniato e ora vuole un'altra intervista.
Quindi rassegnato serenamente alle vicissitudini della vita, a lei e a noi dice "Questo sono io, nient'altro che me stesso medesimo nella mia quotidianità, nella mia goffaggine e malattia, prendere o lasciare." e come nelle interviste, attira l'attenzione con un titolo che incuriosisce per poi "deluderci" con una storia che nessuno si aspetterebbe.
Devo ammettere che non è un libro che dà qualcosa o avrei letto se il titolo non mi avesse incuriosito, ma lo stile dello scrittore è piacevole e quindi l'ho finito con pazienza, è una semplice storia di vita quotidiana di un giornalista o un essere umano che vive un periodo difficile, nulla di straordinario.